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SPINEA – Il casello di Spinea resterà chiuso ai tir fino all’apertura del nuovo casello di Martellago-Scorzè, prevista nel 2014. La conferma arriva dall’assessore ai Lavori pubblici Giampier Chinellato: «Riteniamo che con i lavori complementari attualmente in corso sul nostro territorio, il passaggio di Tir causerebbe pesantissimi riflessi sulla viabilità generale». A chiedere l’apertura per i tir erano stati prima il sindaco di Mirano e poi un comitato di cittadini, per sgravare un po’ di traffico dall’uscita miranese. Ma Spinea cita gli accordi: «Nella carte si legge che il casello di Spinea sarà esclusivamente per il transito di mezzi leggeri inferiori alle 7,5 tonnellate, fino alla conclusione degli altri interventi previsti» conclude l’assessore ai Lavori pubblici. Intanto il comitato “Viabilità Sicura” di Mirano torna all’attacco: «La legge prevede la presenza di aree di parcheggio attrezzate, ma chi esce dal casello di Mirano-Dolo e deve fermarsi, è costretto a sostare pericolosamente sulla rotonda o ad entrare nei cortili delle abitazioni. A Spinea invece il casello è definitivo e il parcheggio c’è eccome». (g.pip.)

 

MIRANO. Martedì scorso la protesta contro il traffico pesante al casello di Vetrego, ora la conferma: un Tir si ribalta alla rotonda d’ingresso in A4. È il caos. L’incidente alle 9.30 quando il mezzo pesante, appena uscito dall’autostrada, ha affrontato la rotonda rovesciandosi in carreggiata. Stava effettuando il “tornello” per rientrare subito in autostrada e pagare meno, effettuando gratis il tratto fino a Villabona. Ferito l’autista, F.B., vicentino di 53 anni, al volante di un autoarticolato da 200 tonnellate appartenente a una ditta di spedizioni di Marghera. L’uomo non è grave, ma è rimasto incastrato nella cabina di guida, per estrarlo sono intervenuti i vigili del fuoco. Un miracolo che sotto il pesante mezzo non sia rimasta alcuna auto. Viabilità nel caos per cinque ore. La polizia locale di Mirano è stata costretta a chiudere mezza rotatoria e il casello in entrata. Si infiamma la protesta del comitato “Viabilità Sicura” di Scaltenigo, Ballò e Vetrego, che chiama in causa il sindaco di Spinea Checchin che ha vietato l’uscita dei Tir al casello di Spinea sul Passante. Il capogruppo Udc, Giorgio Babato, annuncia iniziative di protesta.

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Checchin blocca il casello sul Passante, camion dirottati allo svincolo di Vetrego Il comitato “Viabilità sicura” protesta, il sindaco replica: «Rispetto gli accordi»

MIRANO. Mirano invasa dai camion, i comitati scrivono al sindaco, ma di Spinea. I vicini di casa non vogliono aprire il loro casello sul Passante ai Tir, a Mirano così sale la protesta: il traffico pesante allo svincolo di Vetrego è in aumento e la viabilità di accesso perennemente congestionata. Ieri il comitato Viabilità Sicura di Scaltenigo, Ballò e Vetrego ha inviato una dura lettera al sindaco di Spinea Silvano Checchin, accusandolo di non voler affrontare il problema:

«Vogliono realizzare la Città metropolitana, senza campanilismi e velleità di supremazie, poi di fronte a un problema comune si chiude la porta, senza nemmeno aprire un tavolo di confronto»,

attacca la portavoce Ivana Cagnin. Già in passato Checchin aveva chiuso la questione affermando che nello svincolo di Spinea i camion non sarebbero transitati fino a quando non fosse ultimato il casello intermedio di Martellago-Scorzè, per evitare di doversi accollare tutto il traffico pesante da e per le zone industriali del Miranese Nord. A fargli cambiare idea ci aveva provato anche l’ex sindaco di Mirano Roberto Cappelletto, invano. Il comitato Viabilità Sicura non ci sta:

«L’apertura di Martellago-Scorzè è lontana, anche perché il progetto è passato ora dalle mani del commissario a quelle dell’Anas», continua Cagnin, «per i mezzi pesanti continuerà a funzionare solo il casello di Mirano-Dolo, che doveva essere provvisorio e risulta pure insufficiente a sostenere il flusso di traffico a cui è sottoposto: ha una forma a imbuto senza soste prima dell’entrata e dopo l’uscita. Quello di Spinea invece è stato costruito con tutte le caratteristiche per essere funzionale. E il sindaco di quel Comune che fa? Inibisce l’accesso all’autostrada ai camion scaricandoli su Mirano. Forse dimentica che un casello è un’opera pubblica pagata col denaro di tutti i contribuenti».

Parole scritte nero su bianco nella lettera inviata al primo cittadino di Spinea, accusato senza mezzi termini di non aver compreso il significato dell’equa distribuzione del traffico (e dei disagi) nel territorio. Da qui la richiesta di un ripensamento.

Checchin tuttavia non ci sente, anzi ribatte: «C’è un accordo scritto, firmato con l’allora commissario Vernizzi che prevede l’accesso dei camion a Spinea solo quando il sistema Passante sarà a regime. Fino a quel momento il divieto rimane. Non sono i comitati che decidono la viabilità intercomunale e comunque io rimango per il rispetto degli accordi presi».

Filippo De Gaspari

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Gazzettino – Niente Tir al casello. Spinea prende tempo.

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14

nov

2012

«Spinea apra ai tir il proprio casello autostradale, in modo da equilibrare una situazione che ora grava totalmente su Mirano». Un mese fa la richiesta era stata presentata dal sindaco miranese Maria Rosa Pavanello al collega Silvano Checchin, ora il problema viene risollevato dal comitato «Viabilità Sicura» facendosi portavoce del malcontento dei residenti di Vetrego, Ballò e Scaltenigo. La questione è semplice: quando i mezzi pesanti arrivano in prossimità del casello di Spinea si trovano davanti un bel cartello di divieto di transito, mentre a Mirano passano tranquillamente provocando traffico e inquinamento. L’amministrazione di Spinea ha risposto che il proprio casello sarà aperto ai camion solo quando aprirà pure il casello di Martellago-Scorzè (previsto per il 2014): la paura attuale è che poi molti mezzi provenienti dal Miranese nord arriverebbero proprio a Spinea intasando il casello di Crea.
«Alla faccia della Città Metropolitana, dove dovrebbero esserci amministrazioni unite e disponibili a supportare equamente i disagi del territorio – si legge nella lettera inviata alle due giunte -. Per i mezzi pesanti continuerà a funzionare solo il casello di Mirano-Dolo, che doveva essere provvisorio ed è insufficiente per sostenere l’attuale flusso di traffico».
Il documento si conclude con l’invito alla giunta Checchin a ripensarci, di sicuro la questione tornerà a far parlare e non sono esclusi nuovi colloqui tra le due amministrazioni.

Gabriele Pipia

 

APPELLO – Pavanello: «Aprite ai camion il casello di Spinea, così equilibriamo la situazione e quello di Mirano potrà finalmente respirare un pò».

SPINEA – «Aprite ai camion il casello di Spinea, così equilibriamo la situazione e quello di Mirano potrà finalmente respirare un pò». È stato questo l’invito rivolto nei giorni scorsi dal sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello al collega di Spinea Silvano Checchin. La situazione è nota: al casello autostradale di Mirano i mezzi pesanti arrivano tranquillamente, a Spinea invece si trovano davanti un bel divieto di transito.

«Perché solo noi dobbiamo sobbarcarci lo smog e gli intasamenti provocati dai tir?»

sbottano da anni i residenti della zona, chiedendo che pure il casello di Spinea venga aperto ai camion. Questa soluzione alleggerirebbe i costanti ingorghi miranesi tra via Vetrego e via Porara: tutti i mezzi pesanti provenienti dalla zona industriale di via Taglio, per esempio, potrebbero tranquillamente percorrere la camionabile viale Venezia e arrivare comunque in pochi minuti al casello di Spinea, in località Crea. La Pavanello ha così deciso di invitare Checchin a rivedere quel divieto di transito: dal collega non è arrivato il braccio teso sperato, ma solo la promessa di rivalutare la situazione tra un anno, quando sarà aperto il nuovo casello di Martellago-Scorzè.

«L’ho sempre detto e lo ribadisco – spiega Checchin -, Spinea aprirà ai mezzi pesanti quando il sistema del Passante sarà completato con il nuovo casello di Martellago-Scorzè. Oggi il sistema non è ancora a regime, quando lo sarà valuteremo i flussi di traffico comune per comune e studieremo le soluzioni migliori».

A Spinea temono che aprire ora il casello ai camion significherebbe accogliere molti di quelli che arrivano dai siti industriali di Scorzè e Noale. L’uscita di Mirano resta dunque la più penalizzata, ma il casello Martellago-Scorzè dovrebbe essere inaugurato tra poco più di un anno e chi arriverà dal Miranese nord non sarà più costretto ad andare a prendere l’autostrada a Mirano. La nuova apertura risolverà quindi molti problemi legati al traffico di attraversamento, che a Mirano rappresenta addirittura il 47% del traffico totale. (G.Pip.)

 

Nuova Venezia – Spinea, raccolta differenziata record: 81%

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23

ott

2012

Superata la soglia imposta dalla normativa europea. Fondamentale il ruolo dei volontari

SPINEA. Raccolta differenziata, Spinea esce vincitrice. A settembre Veritas ha comunicato al Comune che la raccolta differenziata ha superato l’81%. Un successo quasi insperato. Dall’inizio dell’anno la differenziazione dei rifiuti a Spinea è cresciuta e si è mantenuta su livelli costanti: se a gennaio le tonnellate di rifiuto differenziato (compresi gli inerti e gli ingombranti) erano state 501,4, nell’ultimo mese sono arrivate a 796,7, passando da un 59,07% a un 81,49%. Al di là della crescita Spinea ha raggiunto e abbondantemente superato anche la fatidica soglia del 65% di differenziata imposta per legge dalla normativa europea». Soglia che già da sola significa successo del progetto.

«Si tratta di un risultato di cui andare orgogliosi», afferma l’assessore all’Ambiente Stefania Busatta, «i cittadini pongono molta attenzione da un lato nel differenziare con cura e dall’altro nel ridurre progressivamente la produzione complessiva. In tutto questo un ruolo importante lo hanno avuto anche i volontari del nucleo ambientale del progetto “Mi prendo cura”, che ogni giorno informano e aiutano i cittadini nel migliorare la raccolta».

Decisive secondo Busatta anche le campagne informative di Veritas, gli incontri con le famiglie promosse dal Comune per spiegare l’utilizzo dei cassonetti a calotta, l’informazione puntuale anche tramite dépliant e infine l’impegno quotidiano dei cittadini in una città considerata fin dall’inizio difficile a causa dell’elevata densità abitativa.

Filippo De Gaspari

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SPINEA. Cassette della posta piene di pubblicità, Giorgio Conte, Idv, propone la linea dura e chiede una tassa su volantini e depliant. «È giunta l’ora di porre un freno alla presentazione di prodotti che certi centri commerciali, ipermercati e grande distribuzione ogni giorno ci propongono», scrive Conte in una mozione presentata alla sua stessa maggioranza, «In un momento in cui il piccolo negozio e l’artigiano di quartiere è costretto a chiudere queste grandi imprese spadroneggiano. Oltretutto questa enorme distribuzione di carta inchiostrata deve comunque essere raccolta e trattata, al pari degli altri rifiuti solidi urbani e il costo del servizio ricade sempre sul cittadino».

Chiara la proposta: «Ridimensionare questo inutile disturbo per il cittadino ricavandone dei benefici per la collettività con un’imposta sul distribuito: può essere un percorso di recupero economico per le casse del Comune e il cittadino sarà più felice di ricevere questa valanga di carta sapendo che almeno è stata pagata una tassa a beneficio di tutti». (f.d.g.)

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Il Comune di Spinea dice no allo spreco alimentare e aderisce alla «Carta Nord-est spreco zero», il decalogo di buone pratiche promosso dal Parlamento europeo per ridurre del 50% i dispendi entro il 2025. La Carta impegna le amministrazioni a promuovere attivamente nel loro territorio la riduzione degli sprechi alimentari attraverso una serie di azioni virtuose: dal recupero dei prodotti invenduti da cedere a cittadini meno abbienti, alle vendite scontate di generi vicini alla scadenza, dall’educazione alimentare alla modifica della disciplina degli appalti pubblici per la ristorazione, oltre alla riduzione degli sprechi di acqua, energia e mobilità. «L’obiettivo della Carta Nord-est spreco zero – spiega l’assessore all’Ambiente Stefania Busatta – è la realizzazione di una strategia per migliorare l’efficienza della catena alimentare. Gli enti locali e le regioni che aderiscono all’iniziativa si impegnano a sensibilizzare la popolazione e le attività produttive”. (D.Cor.)

 

Mirano. Mobilitazione dei residenti della zona Taglio, di Vetrego e Scaltenigo «Ci scaricano tutte le infrastrutture rifiutate dal altri: è ora di finirla»

MIRANO. Elettrodotto, la palla passa ai comitati. Il dibattito sulla nuova infrastruttura infiamma il territorio e coinvolge i cittadini, pronti a scendere in campo e mobilitarsi. Si profila un autunno caldo, con manifestazioni di piazza e la costituzione di un fronte No-Terna simile a quello contro il biogas di un anno fa.

Ad aprire, almeno nei proclami, la nuova stagione di lotta, comunque pacifica e addirittura affiancata all’azione dei comuni, sono alcune formazioni dell’area sud di Mirano, come il comitato Viabilità Sicura di Scaltenigo, Vetrego e Ballò. Paesi di un territorio che sarà interessato da vicino dal passaggio della linea aerea dell’elettrodotto che coinvolgerà anche Mira e Spinea.

«L’intera zona che va dal canale Taglio alle frazioni di Vetrego e Scaltenigo sembrano essere un sito chiaramente individuato ad hoc e destinato alla realizzazione di tutte quelle infrastrutture rigettate dai comuni limitrofi», denuncia il comitato Viabilità Sicura, «prima il Passante, completato a tempo di record lasciando aperte tante ferite, poi il progetto della centrale a biogas, contestato e, speriamo definitivamente cancellato e ora la centrale di Terna con l’elettrodotto, che dovrebbero occupare 10 ettari di terreno, cioè ben 100 mila metri quadrati. Per di più la linea non sarà interrata, come suggerirebbe il buonsenso, ma sarà aerea, realizzata su tralicci».

Un aspetto questo che urta ulteriormente i residenti, dopo aver saputo che nel tratto veneziano, cioè immediatamente dopo Spinea, la linea non sarà più aerea. Per i comuni, Mirano in primis, la battaglia è ancora aperta, ma i comitati non si fidano e si dicono pronti a opporre resistenza con tutti i metodi leciti possibili. «Le notizie le attingiamo dalla stampa. Espropri, campi magnetici, danni alla salute: tutto questo meriterebbe un dibattito aperto. Non bastava il Passante, la posizione sbagliata del casello di Roncoduro, dove si paventa perfino l’innesto della Romea commerciale, un’enorme valanga di traffico e altri problemi conseguenti all’avvento di Veneto City. Ci sembra più che sufficiente per sollecitare il Comune ad attivarsi per approfondire il problema. I cittadini sono pronti a lottare». Nei giorni scorsi Mirano, insieme a Mira e Spinea, ha scritto a Terna chiedendo l’interramento delle linee e il ridimensionamento delle stazioni elettriche previste a Mirano e Malcontenta.

Filippo De Gaspari

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A MARTELLAGO E SPINEA

Giornata speciale e di festa, ieri, per gli oltre mille alunni delle elementari di Martellago, Maerne e Olmo, che hanno dato vita alla prima tappa di «Pie…daliamo tutti assieme», la manifestazione promossa dal Comune e dai due istituti comprensivi per la Settimana europea della Mobilità, per sensibilizzare sulla mobilità sostenibile, la salute e l’ambiente. I bambini, scortati da polizia locale, insegnanti, dal sindaco e vari assessori, hanno raggiunto i loro plessi tutti a piedi, dopo aver percorso le vie dei tre centri e le piste ciclopedonali, con un grande Pedibus collettivo, un lungo serpentone colorato, vivacizzato da cartelloni e slogan. Oggi toccherà alle medie i cui studenti, accompagnati da agenti e docenti, potranno conoscere i vari percorsi ciclabili e sicuri del territorio con una pedalata: partenza alle 9 per i ragazzi di Martellago, alle 9.30 per quelli di Maerne e alle 10 per quelli di Olmo che poi si ritroveranno tutti al Parco Laghetti per il ristoro, prima del ritorno delle rispettive scuole.
Anche Spinea aderisce alla Settimana Europea della Mobilità. Per l’occasione, il Comune ha avviato diverse iniziative strutturali, in particolare l’implementazione del Pedibus per evitare l’uso delle auto private nell’accompagnare i figli a scuola. Su questo fronte sono state due le strategie adottate dal comune: la collaborazione con i nonni vigili dell’Auser e il partenariato con le famiglie degli alunni delle scuole. I nonni vigili, volontari adeguatamente istruiti dalla Polizia locale, cercheranno di veicolare con la loro attività comportamenti positivi nei ragazzi e negli adulti. Per quanto riguarda il partenariato con le famiglie, il sindaco Silvano Checchin e l’assessore all’Istruzione Loredana Mainardi hanno inviato una lettera a tutti i genitori ed organizzeranno brevi incontri a scuola per sensibilizzare gli adulti all’utilizzo del Pedibus in alternativa all’auto privata.

 

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