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Iniziativa pubblico-privata per incentivare il turismo grazie alle dimore storiche lungo il Naviglio Brenta

MIRA – Nasce Ville Card, il passepartout che apre al pubblico le porte di alcune delle più belle dimore storiche della Riviera del Brenta. Il progetto è nato dall’iniziativa di alcuni proprietari e gestori di ville venete della Riviera, pubbliche e private, ed è coordinato da Coopculture e La Piccionaia (Polo culturale Villa dei Leoni), in sinergia con gli enti pubblici del territorio e con l’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta.

Ville Card è un collettore che ha messo in rete spazi a gestione pubblica e privata, dislocati lungo il Naviglio che lega Padova a Venezia, e si pone sul territorio con l’obiettivo di incentivare il turismo e promuovere le bellezze storico-architettoniche e paesaggistiche del territorio.

«Con Ville Card si spalanca una porta su antiche dimore, eleganti saloni affrescati, maestose e storiche architetture – spiegano gli ideatori del progetto – È un personale invito, lungo tutta una stagione, a scoprire perché generazioni di nobili veneziani scelsero queste terre come luogo di soggiorno e di residenza».

Con Ville Card si può accedere a prezzo ridotto a quattro ville a scelta tra le otto che, ad oggi, sono entrate nel progetto: villa Allegri von Ghega a Oriago, villa Badoer Fattoretto a Dolo, villa Contarini dei Leoni a Mira, villa Foscarini Rossi a Stra, Villa Tito a Sambruson, villa Valmarana, villa Valier e villa Widmann a Mira. Ville Card è già in vendita nella maggior parte delle biglietterie delle ville aderenti al circuito, in alcuni punti vendita facilmente accessibili in Riviera e negli hotel che hanno preso parte all’iniziativa.

 

“Itinerari della Riviera” in dono agli studenti

DOLO – Nei giorni scorsi è stato presentato il 4. volume della collana “Luoghi e itinerari della Riviera del Brenta e del Miranese” agli studenti degli istituti superiori dolesi. La collana è stata promossa dall’Associazione Cavalieri della Repubblica – Riviera del Brenta, in collaborazione con La Specola. Il sodalizio guidato da Pasquale Di Gennaro ha donato delle copie agli studenti del Liceo “Galilei” e degli istituti “Lazzari” e “Musatti”.

(L.Gia)

 

Ieri allo Squero monumentale il regista Emilio Briguglio ha diretto le riprese ambientate al mercato

DOLO – Lo Squero monumentale in piazza Cantiere a Dolo ha ospitato ieri le riprese del film “Una nobile causa” del regista padovano Emilio Briguglio, prodotto da Running Tv con il sostegno della Regione Veneto.

Nel “salotto di Dolo” erano presenti i protagonisti Giorgio Careccia e Rossella Infanti che, assieme all’attore Massimo Bonetti, sono stati impegnati con le scene che avevano come sfondo il mercatino rionale. Per questo sono stati allestiti dei banchi di frutta e verdura con la collaborazione della Coldiretti, un banco del pesce e degli stand con prodotti artigianali.

Il set cinematografico ha attirato la curiosità di molte persone che hanno assistito, in religioso silenzio, alle riprese scattando numerose fotografie. Anche alcuni turisti, che stavano visitando il centro storico di Dolo, si sono fermati ad osservare la registrazione delle scene.

Le riprese vedranno protagonista ancora il centro di Dolo. Questa mattina si riprenderà nuovamente allo Squero nel quale si terranno altre scene riguardanti il mercato, poi toccherà agli interni che avranno come location l’istituto bancario presente in piazza Cantiere e poi lunedì ci saranno delle riprese all’interno degli storici Molini di Dolo.

Il film, che ha tra gli attori anche Francesca Reggiani, Simona Marchini, Roberto Citran, Nadia Rinaldi e Massimo Foschi, è una commedia drammatica che vuole esplorare, con consapevolezza e una vena di lucida ironia, le storie e le vite di quanti cadono nella compulsività del gioco d’azzardo.

Nelle scorse settimane si sono svolte scene ambientate in villa Foscarini Rossi a Stra e in villa Mioni a Sambruson di Dolo, mentre a breve si gireranno degli “interni” al teatro Verdi e in villa Italia a Padova e in un albergo di Abano Terme.

Giacomo Piran

 

Nuova Venezia – Stra. Poco personale, chiude il labirinto

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30

apr

2015

Stra. Il celebre percorso verde di Villa Pisani rischia di non riaprire in pieno Expo

STRA «Il labirinto di Villa Pisani? Si avvia verso la chiusura. Per questo tipo di servizio servono altre modalità vista la carenza di personale e risorse a disposizione». A dirlo è Assunta Motta, segreteria Cgil Fp Veneto.

La Cgil ammette di rendersi conto che il labirinto chiuso potrebbe essere un problema per l’economia turistica della zona legata all’Expo: «Esaminando la questione e dovendo fare i conti: sia con le risorse economiche sempre più esigue», spiega Assunta Motta, «che con la carenza di personale, a causa del costante e rinnovato blocco delle nuove assunzione del turn-over, si comprende facilmente che, di questi tempi, bisogna valutare attentamente quali servizi poter fornire. Va detto però che il labirinto, a causa delle condizioni atmosferiche (freddo o caldo eccessivo, pioggia), resta in ogni caso chiuso per cause di forza maggiore per sei mesi continuativamente (da ottobre a marzo) e a singhiozzo per i restanti sei, cioè ogni volta che piove o per le necessarie manutenzioni (potature, disinfestazioni, ecc.), per un’apertura complessiva media, dunque, di circa 150 giorni all’anno».

Per questo La Cgil ritiene, insieme con i lavoratori del Polo Museale della Villa Pisani di Stra, che questo servizio, «date le attuali condizioni e per la sua intrinseca discontinuità, potrebbe essere organizzato con altre modalità. Le nostre attenzioni», spiega Motta, «sono rivolte al servizio al pubblico offerto dal Museo stesso: l’attività didattica gratuitamente svolta per le scuole, che è messa quotidianamente in forse dalla carenza di organizzazione del personale».

Il problema potrebbe venire però con l’Expo 2015 che proprio nel periodo estivo catapulterà tanti turisti in Riviera, turisti che il labirinto lo vorranno vedere: «Se il Polo museale vorrà far funzionare il labirinto», chiude la Cgil, «dovrà assumere nuovo personale. Quello che c’è non basta».

Alessandro Abbadir

 

Gazzettino – Sicurezza idraulica: “Idrovia decisiva”

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20

apr

2015

Università di Padova

STRA – Brenta e Bacchiglione, affollato incontro con l’ingegnere Luigi D’Alpaos

La sicurezza idraulica di un vasto territorio legato al bacino dei fiumi Brenta e Bacchiglione è stata al centro di una serata organizzata a Stra dal Comitato intercomunale “Brenta Sicuro” e da “Legambiente”. Molte le persone presenti all’incontro fra cui la sindaca Caterina Cacciavillani e il senatore Gianpiero Dalla Zuanna.

La situazione dei due fiumi e la necessità di realizzare le opere strutturali necessarie, principalmente il completamento dell’Idrovia, sono i temi affrontati dal professor Luigi D’Alpaos, ingegnere idraulico dell’Università di Padova, tra i più accaniti sostenitori delle necessità di realizzare l’idrovia Padova-Venezia non solo come via d’acqua, ma soprattutto come canale scolmatore delle piene costituite dallo snodo acqueo formato dai fiumi Brenta e Bacchiglione.

«L’introduzione di acque dolci e sedimenti in laguna tramite l’idrovia per contrastare il progressivo processo di erosione della laguna stessa, peggiorato dallo scavo del Canale dei Petroli, non può fare altro che bene – ha affermato D’Alpaos – e va affiancato alla realizzazione degli invasi previsti in provincia di Vicenza e alla deviazione di parte delle acque di piena del Bacchiglione sul canale san Gregorio, Piovego, Brenta e successivamente in idrovia. Uno studio in proposito eseguito dal Dipartimento di Idraulica dell’Università di Padova ha dimostrato che il territorio a valle di Padova non avrebbe subito la rotta del fiume Roncajette nel 2010, con il conseguente allagamento di una vasta area padovana».

 

STRA – La sicurezza idraulica di un vasto territorio legato al bacino dei fiumi Brenta e Bacchiglione e la realizzazione necessaria a questo scopo dell’idrovia Padova-Venezia sono state al centro della serata organizzata dal Comitato Brenta Sicuro e da Legambiente.

All’incontro, oltre ai sindaci di Riviera e Piovese, ha partecipato il professor Luigi D’Alpaos, ordinario di Idraulica all’Università di Padova, fra i maggiori promotori dell’opera.

«L’idrovia», ha detto D’Alpaos, «è un’opera con funzioni multiple, dalla navigazione commerciale per chiatte di V classe, alla diversione di parte delle piene del sistema Brenta Bacchiglione in laguna, all’introduzione di acque dolci e sedimenti in laguna per contrastare il progressivo processo di erosione, peggiorato dallo scavo del canale dei Petroli. La realizzazione degli invasi a Vicenza e la gestione del nodo idraulico di Padova, attraverso la diversione di parte delle acque di piena del Bacchiglione verso il canale san Gregorio, Piovego, Brenta e successivamente in idrovia, avrebbe evitato al territorio a valle di Padova la condizione che ha portato alla rotta del 2010 a all’allagamento di una vasta area da Roncajette fino a Bovolenta».

Anche il ruolo di ricomposizione ambientale del territorio della Riviera è legato al completamento dell’idrovia: «C’è la possibilità», ha detto per i comitati Marino Zamboni, «che a trarne beneficio diretto sia anche il territorio di Mira, con la diversione di parte delle acque del Taglio di Mirano, alleggerendo la situazione di sofferenza del canale Novissimo».

Comitati e sindaci ribadiscono «la necessità della convocazione della Conferenza dei servizi sul progetto preliminare prima delle elezioni di maggio».

(a.ab.)

 

Nuova Venezia – Serata sull’idrovia con Luigi D’Alpaos

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16

apr

2015

STRA. Si parla del progetto dell’idrovia Padova-Venezia con il comitato “Brenta Sicuro”. L’incontro in Riviera del Brenta è in programma domani alle 21 a Stra, alla biblioteca di via Fossolovara.

Insieme ai promotori del comitato e di Legambiente parteciperà alla serata il professor Luigi D’Alpaos, fra i maggiori sostenitori dell’Idrovia come opera idraulica anti allagamento.

«Dopo aver avuto il sostegno anche con prese di posizioni video», spiega per il comitato Marino Zamboni, «ora aspettiamo la conferenza di servizi che la Regione con l’assessore Conte ha promesso di indire prima delle elezioni».

Critico sugli effetti della nuova opera è invece il comitato “Acque del Mirese” che ha paventato forti rischi ambientali legati per lo più allo scarico di fanghi inquinanti e detriti in laguna.

(a.ab.)

 

DOLO «L’ospedale di Dolo l’8 gennaio scorso ha festeggiato i 150 anni dalla sua inaugurazione ma la giunta di Dolo non ha fatto alcun cenno a tale anniversario. Mi auguro che la prossima amministrazione si impegni a ricordare con una targa questo ricorrenza».

Lo sostiene Mario Morara, ex consigliere comunale di Mira, che ricorda come nel 1865 fu fondato l’ospedale dolese. Morara nel 2009 fu il promotore della premiazione del personale dei pronto soccorso di Dolo e Mirano.

«L’ospedale di Dolo fu il primo a sorgere tra il Brenta e il Piave dopo quelli di Venezia, Treviso e Padova», ricorda Morara, «e il costo, pari a 23208 fiorini, fu sostenuto dai Comuni di Dolo, Fiesso, Stra, Mira, Gambarare, Oriago (poi unitisi a Mira) e da un cittadino dolese. Il Comune di Dolo dovette sostenere ulteriori spese per l’arredamento dell’ospedale, per l’attrezzatura dell’ambulatorio medico-chirurgico e per la trasformazione di alcune adiacenze della villa dove era sorto il nosocomio».

Infine un’altra riflessione: «Un ricordo ed elogio vanno anche al personale medico e paramedico che in questi 150 anni hanno curato e curano gli ammalati».

(g.pir.)

 

CAMPOLONGO – Quattro serate ad hoc per far andare avanti con forza il progetto dell’idrovia Padova-Venezia. Questa l’iniziativa del comitato “Brenta Sicuro” che in questi giorni ha raggiunto i 25 incontri con gli amministratori del territorio.

«Un enorme grazie a loro», spiega per il comitato Marino Zamboni, «alla loro disponibilità e ferma determinazione. 25 è anche un numero simbolico: sono le amministrazioni, del Padovano e del Veneziano, che nel 2014 hanno chiesto alla Regione il completamento dell’idrovia Padova-mare. Negli anni precedenti altri cinque erano stati i Comuni che avevano chiesto il completamento. Ora aspettiamo la conferenza servizi che la Regione con l’assessore Maurizio Conte ha promesso di indire prima delle elezioni».

Intanto il comitato insieme ad altre associazioni e a Legambiente organizza quattro incontri sempre alle 2: il 10 aprile a Caselle di Selvazzano Dentro, al centro civico di Caselle in piazza Carlo Leoni 11. Il 17 aprile a Stra alla biblioteca di via Fossolovara 1. Parteciperà il professor Luigi D’Alpaos. Il 7 a Piove di Sacco, all’auditorium Papa Giovanni Paolo II, in via Ortazzi 9; infine il 15 maggio a Ponte San Nicolò, al centro civico Rigoni Stern.

(a.ab.)

 

FOSSÒ – Il comitato “Brenta sicuro” vuole inviare i filmati a Zaia e al Ministero

FOSSÒ – Quello avvenuto sabato scorso in municipio, a Fossò, con padrona di casa la sindaca Federica Boscaro, è stato il 25. incontro organizzato dal comitato “Brenta sicuro” con le amministrazioni interessate dal tormentato nodo idraulico costituito dai fiumi Brenta e Bacchiglione. Un territorio che coinvolge 30 comuni padovani e veneziani: “Brenta sicuro” vuole coinvolgerli tutti per completare una serie di videoclip da inviare al presidente della Regione Luca Zaia, all’assessore all’Ambiente Maurizio Conte, all’assessore allo sviluppo economico Maria Luisa Coppola, al responsabile dell’Unità contro il dissesto idrogeologico di Palazzo Chigi, Erasmo d’Angelis, e a tutti i parlamentari veneti presenti a Roma.

«Le amministrazioni comunali del Veneziano e del Padovano chiedono con forza il completamento dell’idrovia Padova-Venezia – marca il responsabile di “Brenta sicuro”, Marino Zamboni. L’obiettivo è noto: la realizzazione del canale come via d’acqua e come scolmatore delle piene di Brenta e Bacchiglione. Il rischio idraulico riguarda tutto il territorio compreso tra i due fiumi, abitato da oltre 500mila persone». I volontari del comitato hanno già intervistato 25 dei 30 sindaci: tutti hanno invocato il completamento dell’idrovia.

La gara per il progetto preliminare dell’opera è già stata indetta e l’assessore Conte ha dichiarato che a maggio illustrerà il progetto nel corso di una specifica conferenza. «È un grosso passo in avanti – ha aggiunto Zamboni – L’11 aprile scadranno anche i termini per eventuali ricorsi sull’aggiudicazione del progetto. Noi non rappresentiamo gruppi politici e non appoggiamo candidature alle prossime elezioni regionali. Quel che ci interessa è solo il perfezionamento della struttura».

Il prossimo incontro dell’associazione “Brenta sicuro” con le amministrazioni comunali veneziane avrà luogo il 17 aprile, alle 21, alla biblioteca di via Fossolovara, a Stra. Sarà presente l’ingegnere idraulico Luigi D’Apaos.

Vittorino Compagno

 

Gazzettino – Stra. Labirinto chiuso, polemica aperta.

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7

apr

2015

STRA – Nel week-end pasquale oltre 20mila turisti in Riviera, ma con proteste alla villa Reale

La direzione: «Siamo costretti a farlo per difenderlo dall’assalto della folla»

SALVAGUARDIA «I bambini e i ragazzi scavalcano le siepi – spiega la direzione della Pisani – abbiamo il dovere di tulelare il labirinto».

Nel corso del week-end pasquale oltre 20.000 turisti, hanno invaso Stra, considerata “la Porta d’Oro” della Riviera del Brenta, per ammirare le magnifiche Ville e le altre attrazioni. Peccato che una queste, il famoso labirinto della Pisani, si stato chiuso: i turisti non hanno fatto gradito.

Folla a Villa Pisani, con il letto di Napoleone, l’altare sansoviniano, l’affresco del Tiepolo, la mostra “Italiani a tavola 1860-1960″ e il parco; e a Villa Foscarini-Rossi con le splendide architetture e la mostra di calzature di tutti i tempi.

Molta gente a Villa Cappello, dove soggiornarono Marconi, Mussolini e Soraya, a Villa Barbariga famosa per i suoi stucchi; alla RubensLuciano dove visse il doge Gritti e soggiornò Fogazzaro, a Palazzo Loredan e a Villa Bembo Malipiero, la più antica della Riviera, che ospitò anche Lucrezia Borgia.

La parte del leone l’ha recitata, ovviamente, la Reale dove il book-shop ha staccato circa 10mila biglietti. Ma qui, come accennato, i visitatori non hanno potuto “perdersi” nel celeberrimo labirinto.

«Abbiamo agito per la sua salvaguardia – spiega il direttore Giuseppe Rallo – Infatti, quando i turisti sono tanti, non può essere difeso come merita. I bambini e i ragazzi, in particolare, non esitano a scavalcare o – peggio – attraversare le siepi e il bosso si rovina. La decisione, sofferta, è stata presa alcuni anni fa quando è stato stabilito di sostituire spettacoli con artisti internazionali (Bob Dylan e Paolo Conte per fare due nomi) che richiamavano tantissimo pubblico, con mostre ’statatiche’, che peraltro hanno riscosso e stanno riscuotendo buon successo. Ci dispiace, ma è una misura di tutela».

Grazie a un sole splendente, anche ieri, ressa in riva al Brenta con pic-nic e giochi. Va infine registrata una notevole affluenza in ristoranti, trattorie e pizzerie, compreso il piccolo ma “appetitoso” ristorantino-bar, che si trova a ridosso delle scuderie della Reale.

Silvano Bressanin

 

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