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Martellago. I lavori termineranno alla fine di novembre, altri due mesi per attrezzare le stazioni d’ingresso e uscita con il telepass e i computer

MARTELLAGO – Il casello di Scorzè-Martellago del Passante aprirà per primavera, mentre le tangenziali per accedervi (da Scorzè e da Martellago) saranno cura di Veneto Strade.Per la mitigazione ambientale, invece, Scorzè si è proposta di farsene carico. La gestione del tratto di Castellana a Martellago, compreso tra l’attuale rotonda di via Boschi e quella futura all’altezza della Kelemata, andrà, invece, al Comune. Questi i punti salienti emersi nell’ultima riunione sul futuro della viabilità locale a cui hanno partecipato i due Comuni, Anas e Veneto Strade e che hanno sciolto dei nodi ancora sul tavolo. Ne resta un altro: la bretellina complanare tra la Moglianese e lo stesso casello. L’iter va a rilento e i sindaci Giovanni Battista Mestriner (Scorzè) e Monica Barbiero (Martellago) chiedono che la questione si sblocchi in fretta. Castellana. Sarà distinta in vecchia e nuova. Siccome i due Comuni non avevano alcuna intenzione di sobbarcarsi la manutenzione delle tangenziali di accesso al casello, ad ovest da via Boschi (Martellago-Scorzè) e ad est dalla Castellana (Martellago), si è trovata un’altra soluzione. Così questo segmento sarà di competenza di Martellago, diventando vecchia Castellana, mentre le tangenziali a nord diverranno quella nuova e sarà Veneto Strade a occuparsene. Casello. Confermata la fine dei lavori per fine novembre, al massimo per inizio dicembre, per attrezzare le stazioni di ingresso e uscita servirà un po’ di tempo, due o tre mesi. Infatti si dovranno mettere gli impianti, installare il telepass e il pagamento a self service, oltre ai computer. A questo punto, non è difficile pensare che il via libera al traffico avverrà tra febbraio e marzo. Mitigazioni. Attorno al casello ci saranno delle opere per ridurne l’impatto sul territorio. Scorzè ha proposto di farle diventare demanio idraulico, quindi facendo gestire le acque al Consorzio di bonifica Acque Risorgive. Di contro, però, alla stessa Scorzè toccherebbe il compito di occuparsi della mitigazione ambientale. Bretellina. La parallela al Passante, dalla Moglianese al casello, era stata messa in progetto quanto la partita per quest’ultimo si era già chiusa. Lunga circa un chilometro, dovrà viaggiare a fianco dell’autostrada. Ebbene, se da un lato Anas nei giorni scorsi aveva assicurato che i soldi per farla ci sono, dall’altro lato l’iter va a rilento per problemi tecnici a Roma. Sia Mestriner sia Barbiero hanno chiesto di fare presto, visto che la strada era stata pensata con il commissario Silvano Vernizzi.

Alessandro Ragazzo

 

MARTELLAGO – L’accordo raggiunto durante l’incontro alla Cav. Ma l’inaugurazione è rinviata

Casello, l’apertura slitta in primavera

La nuova viabilità sarà gestita da Veneto Strade, mentre la Castellana diventerà comunale

Apertura in primavera; nuova viabilità a Veneto Strade, «vecchia» Castellana al Comune di Martellago: arenata la complanare. È il succo dell’incontro sul casello di Martellago-Scorzè tra i vari Enti tenutosi mercoledì alla Cav a Marghera per stabilire, dopo la fumata nera di quindici giorni fa, chi dovesse assumere la gestione della tangenziale nord, che dalla Sr 245 Castellana, in zona Kelemata, porta al casello, e della bretella che dalla barriera si riallaccia alla Regionale in via Boschi.
Stavolta la soluzione, condivisa, è stata trovava: la nuova viabilità di adduzione diventerà la nuova Sr 245 e sarà gestita (illuminazione compresa) da Veneto Strade, a parte le stazioni e il viadotto che le collega, che competeranno a Cav. In compenso, il tratto dell’attuale Castellana bypassato dalle nuove arterie, che passa per il centro di Martellago, sarà declassato a «comunale» e Veneto Strade lo girerà (da accordi, in buono stato) al Comune, che peraltro ha già in carico l’illuminazione.
Si è poi concordato che la nuova viabilità, anche se sarà pronta prima, entri in funzione con l’apertura del casello che – altra novità -, slitterà in primavera, rispetto alla data fornita sin qui di gennaio-febbraio: è confermata a inizio dicembre la consegna dei lavori, ma poi Cav avrà bisogno di più tempo per gli interventi impiantistici e di omologazione (computer, telepass, etc.) delle stazioni.
I due Comuni, rivela il sindaco di Scorzè Mestriner, hanno invece espresso preoccupazione per l’empasse della complanare, la bretella parallela al Passante dalla Moglianese al casello, ma aggiunta a progetto già chiuso e il cui iter è bloccato presso il Ministero per problemi tecnici: Mestriner, per il quale è essenziale per completare il quadro, annuncia una forte azione di pressing. La collega di Martellago Barbiero confida comunque di risolvere anche questo nodo. Scorzè ha infine chiesto di passare sotto il Demanio Idrico le opere di mitigazione ambientale su Cappella, in modo che le possa gestire il Consorzio di Bonifica (per la parte idraulica) e il Comune.

Nicola De Rossi

 

LA TANGENZIALE – Il comitato boccia vecchio e nuovo progetto

TREVISO – (P. Cal.) No al progetto firmato Veneto Strade e no anche alla proposta del sindaco Giovanni Manildo che ricalca quanto già presente nel vecchio Prg. No, in buona sostanza, al quarto lotto della tangenziale, anche nella sua versione spostata verso Paese, ritenuto ormai inutile per non dire dannoso. Il comitato per la Viabilità a Nord di Treviso non cambia posizione e chiarisce che non sarà certo lo slittamento di qualche centinaio di metri del tracciato più a nord a risolvere i problemi di Monigo e di San Giuseppe. Anzi: l’idea è quella di dare battaglia a tutto campo se il Comune avesse l’intenzione di andare avanti con i suoi propositi. E non si esclude nulla: da ricorsi a manifestazioni rumorose. A sostegno del comitato si schierano il consigliere comunale Alessandro Gnocchi e Italia Nostra nella convinzione che le soluzioni per il traffico vadano ricercate altrove e non in progetti vecchi di trent’anni.
Il comitato chiede a Treviso di coinvolgere i comuni vicini e «tracciare le linee strategiche di sviluppo del territorio, stabilire i bisogni prioritari della viabilità e partire da un miglior utilizzo delle strade esistenti riducendo quanto più possibile il consumo di nuovo suolo». Intanto non si arresta la protesta di chi, in via Casette, tenta di difendere la propria casa e quel pò di agricoltura fiorita in una zona verde: «Che non ci vengano più a raccontare che il problema è perdere il finanziamento di 54 milioni – sbotta la pasionaria Marilena Rosada – . I soldi buttati sono quelli spesi per opere inutili. Questa tangenziale non serve».

 

Nuova Venezia – Martellago “Basta camion in centro”

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24

set

2014

Martellago, il M5S contro i Tir

MARTELLAGO «Basta camion su via Roma a Martellago. Si sfrutti la variante di Robegano per allontanare in modo definitivo i mezzi pesanti dal centro». Fa ancora discutere l’incidente di venerdì scorso, protagonista un’autocisterna piena di 55 mila litri di gpl, e il Movimento 5 Stelle rilancia l’ipotesi di declassare la provinciale Spinea-Martellago, spostando i tir sull’arteria che collega via Roma a via Boschi, tra Scorzè e Martellago. «Ma come ci ha detto il sindaco Monica Barbiero», dice il capogruppo del M5S Barbara Simoncini, «non c’è alcun atto formale del Comune sul declassamento. Qui ci sono ritardi della Provincia e di Veneto Strade nell’emettere il nulla osta e l’ordinanza di divieto di transito. Per questo sollecitiamo il Comune ad ascoltarci e si attivi anche perché gli sia ceduto quel tratto di strada». Per Barbiero, i camion in centro sono già diminuiti con la variante. «Il camionista», spiega, «ha sbagliato strada ma ora abbiamo meno tir. Da tempo chiediamo di declassare via Roma ma ci hanno risposto che non si potrà fare fino a quando non sarà pronta la viabilità della zona, a partire dalla bretella che condurrà al Passante».

(a.rag.)

 

La nuova strada avrà quattro rotatorie e collegherà via Milano a via Boschi

Lavori affidati alla ditta Anese di Concordia, l’opera sarà conclusa nel 2016

SCORZÈ – Ora c’è il nome della ditta che realizzerà la tangenziale sud di Scorzè. Si chiama Anese di Concordia Sagittaria e i cantieri apriranno in primavera. Resta confermata la chiusura dei lavori nella seconda parte del 2016. Una ventina le ditte che hanno partecipato e ora saranno valutati tutti i documenti. Poi si darà il via al progetto esecutivo. Si dovrà costruire una strada, tutta in territorio comunale, che collegherà via Milano a via Boschi (Castellana), passando a fianco della zona industriale. Lunga attorno ai tre chilometri con due corsie per senso di marcia larghe 3,75 metri. Il tracciato avrà quattro rotatorie: in via Milano, via De Gasperi, via Volta e via Boschi (già esistente), da dove ci sarà la bretella di collegamento al casello del Passante. Su via Milano e via De Gasperi, la rotonda avrà due corsie e un diametro interno di 50 metri, quello in via Volta, stesso diametro ma a tre corsie. Valore del cantiere 6 milioni di euro, che in parte erano stati stanziati per la vecchia soluzione, da via Mestrina a via Volta, ma poi dirottati sulla nuova ipotesi. Dunque si è arrivati a un passo importante per aprire i cantieri, per una vicenda che si trascina da anni con il progetto cambiato in corsa quando ormai quello precedente sembrava in dirittura d’arrivo. La vecchia soluzione prevedeva il collegamento dalla rotonda di via Mestrina a Noale a via Volta a Scorzè passando a nord della centrale elettrica ma poi il Comune di Scorzè chiese di rivederla, facendo arrabbiare Salzano. Così il suo sindaco Alessandro Quaresimin ha fatto ricorso contro la Conferenza dei servizi che aveva decretato il cambio del progetto. In attesa di capire gli sviluppi, ora la vicenda fa segnare una nuova puntata.

Alessandro Ragazzo

 

MARTELLAGO-SCORZE’ – I Comuni si rifiutano, arrivano i “no” di Veneto Strade, Anas e Provincia

Nessuno vuole la gestione delle nuove strade per evitare i costi di manutenzione

A.A.A. cercasi disperatamente gestore della viabilità di collegamento del casello: a gennaio si apre. Ieri nella sede Anas di Mestre gli Enti interessati si sono riuniti per fare il punto sul casello di Martellago-Scorzè e sui tempi: confermate le date di conclusione dei lavori per fine novembre e, tempo di ultimare i collaudi, di apertura a gennaio-febbraio. All’incontro si doveva anche definire l’Ente che dovrà gestire i 5-6 km di nuova viabilità di adduzione: la tangenziale nord e la bretella ovest, che collegano il casello alla Regionale Castellana allacciandosi a est in zona Kelemata e a ovest in via Boschi. Peccato però che nessuno voglia la patata di questi nuovi chilometri di asfalto da manutentare.
«Assolutamente no» hanno ribadito i sindaci dei due Comuni, Giovanni Battista Mestriner e Monica Barbiero: non hanno le risorse per la manutenzione delle vie comunali, figuriamoci per due grosse arterie di attraversamento con tanto traffico pesante. Ma anche il funzionario intervenuto per Veneto Strade ha declinato a sorpresa l’invito di prendere in carico questa viabilità, che non è stata seguita dalla società che si occupa della rete viaria di interesse regionale e per la quale non ci sarebbero stati pre-accordi in merito: per Veneto Strade inoltre non si tratta di varianti della Castellana, che resta solo quella che passa in centro a Martellago. Nessuna disponibilità neanche da Anas e Cav, le cui competenze si fermerebbero in autostrada, per non parlare di “ciò che resta” della Provincia: le due nuove arterie, poi, manco s’incrociano con una Provinciale. Su questo nodo ci si è quindi dovuti ri-aggiornare al 24 settembre, sperando che per allora qualcuno cambi idea.
Si è parlato anche dell’iter della bretellina complanare al Passante, dalla Moglianese alla barriera, aggiunta a progetto del casello già chiuso e ancora sulla carta. La buona notizia è che Anas ha assicurato ai due sindaci, che l’hanno concordata, che i soldi per l’opera ci sono e che il progetto preliminare sarà sottoposto a procedura di screening per verificare se si possa evitare la Valutazione d’Impatto Ambientale e accelerare. I lavori però non rientrerebbero nel contratto con Pdm e quindi Anas dovrà procedere a una gara d’appalto ad hoc. E poi chi gestirà anche questa?

Gazzettino – Meolo. “Prima le opere, poi il casello”

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10

set

2014

AUTOSTRADA – Il sindaco di Meolo chiede alla Regione di vigilare su Autovie

Aliprandi: «Mancano i lavori complementari. Aprire lo svincolo sarebbe un disastro»

Ultimatum del sindaco Aliprandi alla Regione e ad Autovie: «Prima di aprire completamente il casello autostradale Meolo-Roncade devono essere realizzate tutte le opere complementari previste. In caso contrario, la situazione sarebbe insostenibile per la nostra viabilità».
Loretta Aliprandi ha riferito nel Consiglio comunale di lunedì scorso dell’incontro avuto con la segreteria tecnica del governatore Zaia. Infatti, mentre procedono speditamente i lavori della terza corsia, tanto che Autovie prevede di completarli forse già alla fine di quest’anno, aprendo in entrambi i sensi di marcia anche il nuovo casello della A4 (ora accessibile solo in direzione Trieste), non è ancora stata completata tutta una serie di interventi collegati che riguardano la viabilità locale. È incompiuta la pista ciclopedonale che collega il centro di Meolo alla zona industriale, interrotta ai piedi del cavalcavia autostradale senza possibilità di attraversare in sicurezza la Treviso-mare. Non è stata realizzata la bretella di collegamento tra la rotatoria in uscita dalla A4 e la zona industriale, né risolto il nodo dell’incrocio tra la “Via per Monastier” e la Treviso-mare, a cui si è aggiunta a fine luglio l’eliminazione della fermata dell’Atvo, per problemi di sicurezza, con notevoli disagi per i pendolari. E, ancora, non è ancora stato completato il sottopasso autostradale in via Vallio, con la costruzione di una pista ciclabile lungo la strada. «Siamo disponibili a soluzioni transitorie, però tutti i progetti devono essere realizzati» ha ribadito il sindaco che ha chiesto alla Regione una verifica degli accordi del 2003 e del 2009. Ma nell’incontro in Regione si è scoperto anche che ai tecnici regionali non risultava che dovesse essere costruita la pista ciclabile in via Vallio. Nessun progetto, nessun fondo in bilancio per farla. «Eravamo convinti che sarebbe stata realizzata e ci era stata garantita a maggio» ha sostenuto Aliprandi, annunciando un incontro con i residenti. Ora il Comune dovrà trovare una soluzione, perché la strada, molto frequentata come alternativa alla Treviso-mare, rappresenta un serio pericolo per ciclisti e pedoni.

 

Gazzettino – Tangenziale sud, Scorze’ accelera

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10

set

2014

Martedì sarà assegnato l’appalto. Mestriner: «Potrebbe essere pronta entro la fine del 2016»

SCORZÈ – Martedì della prossima settimana ci sarà l’assegnazione dell’appalto per i lavori della tangenziale sud di Scorzè. Lo ha annunciato il sindaco che auspica che l’inizio lavori e l’apertura dei cantieri possano avvenire entro la fine di quest’anno. «Se poi non vi saranno intralci – ha detto Giovanni Battista Mestriner – probabilmente l’opera sarà pronta entro la fine del 2016». La nuova opera viaria dovrebbe così migliorare la viabilità per tutta Scorzè capoluogo e rendere meno congestionata la Castellana che nel centro di Scorzè prende il nome di via Cercariolo. La strada lambirà anche la zona industriale per una lunghezza di tre chilometri con due corsie per senso di marcia. Quattro le rotonde: in via Milano, via De Gasperi, via Volta e via Boschi da dove si potrà imboccare la bretella di collegamento al casello del Passante. Il casello di Cappella Martellago sarà operativo nei primi giorni del 2015 ma la sua apertura dovrà essere accompagnata da una serie di lavori sulla viabilità complementare. «In particolare – ha sottolineato l’assessore alla viabilità Claudio Codato – l’asfaltatura di via Onaro, via Moglianese e via Volta. E per motivi di sicurezza e prevenzione, l’installazione di un autovelox a Cappella». Tuttavia, nel timore di un aumento del traffico nella piccola frazione di Scorzè, non verrebbe scartata nemmeno l’ipotesi di collocare un semaforo proprio nel centro di Cappella, tra la Moglianese e via Dante, la strada lungo il fianco della chiesa parrocchiale.

Renzo Favaretto

 

PIANIGA «Il sindaco Massimo Calzavara dovrebbe ricordare che è stata l’amministrazione comunale a firmare gli accordi di programma con Italfer. Spettava al comune vigilare ed intervenire, perché i patti fossero rispettati. Il sindaco è stato chiamato in causa varie volte. I comitati cittadini che sono dovuti nascere appositamente per contestare l’azione fallimentare del comune verso gli interlocutori degli accordi di programma». Questo il commento di Beppino Nodelli, fondatore dei comitati cittadini, dopo che il sindaco Massimo Calzavara ha contestato a Italfer i ritardi nella realizzazione della bretella ferroviaria collegata all’alta capacità ferroviaria che a Pianiga affianca la linea Meste – Padova. «È chiaro», dice Nodelli, «che la risposta del sindaco non può soddisfare i cittadini, né è giudicata all’altezza della situazione. Già nel 1998 si capiva chiaramente che le promesse e gli impegni presi erano poco più che illusioni. Bastava vedere ad esempio come furono gestiti i cantieri delle ferrovie e come abbia brillato per la propria assenza proprio il comune di Pianiga. La ricetta non è cambiata. Registriamo l’azione spenta del Comune che non sa affrontare il problema».

(a.ab.)

 

Una strada di 4 chilometri e 16 anni per costruirla

A Pianiga la bretella di collegamento per i Tir è stata progettata nel 1998

Il sindaco esasperato: «Siamo invasi dai camion e nessuno sa quando si finisce»

PIANIGA «La bretella di collegamento fra via Marinoni e via Accoppè Fratte progettata fin dal 1998 è in fortissimo ritardo. Come Comune non sappiamo più a chi appellarci perché i lavori sui quasi 4 chilometri di tracciato previsto proseguano. Mezza rete stradale è un cantiere con deviazioni e gru dappertutto». A lanciare questo appello denunciando il paese invaso dai camion e i tanti pericoli per pedoni e ciclisti, è il sindaco di Pianiga, Massimo Calzavara. «La bretella di collegamento che scorrerà, una volta attuata, ai margini del centro abitato di Pianiga», spiega il sindaco, «è un’opera infinita che è stata pensata come infrastruttura complementare all’alta velocità ferroviaria sulla linea Mestre – Padova. Un’opera a carico di Italfer che servirà a collegare la Noalese al casello autostradale sulla A4. È una strada molto ampia che permetterà un transito di mezzi pesanti senza che si perdano in mezzo agli incroci ad angolo retto tipici del Graticolato Romano che caratterizzano Pianiga». Se l’utilità dell’opera è indubbia, i tempi di realizzazione sembrano infiniti. «La prima conferenza dei servizi che si fece per realizzare questa strada con rotonde annesse fu fatta nel 1998, cioè 16 anni fa», spiega sconcertato Calzavara. Una situazione kafkiana: «A causa di una serie di passaggi burocratici, problemi con gli espropri, e mancanza di stanziamenti di fondi, la strada per 15 anni è rimasta solo sulla carta », continua il sindaco pianighese, «Dopo tantissime insistenze, i cantieri sono partiti l’anno scorso e cioè nel 2013. Sembrava la fine di un incubo invece no. I lavori sarebbero dovuti finire quest’anno a febbraio e invece è ancora tutto in alto mare». La realizzazione della bretella ha messo a soqquadro la viabilità comunale. Per raggiungere la vicina stazione ferroviaria di Barbariga i residenti devono fare un percorso pericoloso fitto di deviazioni e sensi unici. «I camion provenienti da Padova e diretti alla A 4 o alla nostra zona industriale, che è la terza della provincia», spiega Calzavara, «ora arrivano direttamente nel centro di Pianiga. Questo succede perché i camionisti piuttosto che avventurarsi nel dedalo dei sensi unici e deviazioni, rischiano una multa attraversando il centro dove il loro transito è vietato». Calzavara fa un appello ad Italfer: «Se la bretella va avanti con questo ritmo», sbotta, «rischia di finire fra 5 anni. Devono ancora realizzare le grandi rotatorie di smistamento del traffico. Se i soldi li davano direttamente al Comune di opere come questa ne facevano una ogni anno».

Alessandro Abbadir

 

 

«Ho messo sotto pressione gli uffici tecnici e amministrativi provinciali con l’obiettivo di redigere nel più breve tempo possibile lo studio sulla viabilità richiesto dal Tar. Il mio impegno è che i lavori di completamento della tangenziale nord-ovest di Mogliano possano riprendere il prima possibile. Spero tra fine settembre e inizio ottobre». Parole del presidente della Provincia, Leonardo Muraro, all’indomani della decisione del Tar di bloccare i lavori del cantiere per la realizzazione della nuova bretella di 2,5 chilometri che collega il Terraglio al rondò della provinciale Zermanesa, da dove si accede alle grandi direttrici del traffico: Passante, A-27, A-4, Tangenziale di Mestre.

Il progetto della Provincia di Treviso prevede un impegno di spesa di 9,5 milioni di euro. Il Tar ha ritenuto insufficiente il primo studio di impatto ambientale della nuova bretella ordinando un nuovo studio conoscitivo che tenga conto dell’intera rete viabilistica legata al resto delle opere complementari al Passante. A ricorrere al Tribunale amministrativo regionale la “Fondazione Boldini” che dovrebbe cedere parte dei propri terreni per realizzare la bretella. Ricorso che ha bloccato i lavori per mesi in attesa del pronunciamento del Tar che c’è stato solo l’altro pomeriggio. Giovedì scorso la Provincia aveva rotto gli indugi dando il via libera all’impresa del Gruppo Cosmo. Così erano cominciati i lavori della bretella, nel tratto compreso tra via Cavalleggeri e la Zermanesa in direzione est, area che non aveva problemi di vincoli. In pochi giorni l’impresa ha proceduto allo sbancamento di un chilometro di strada circa. Ieri pomeriggio il pronunciamento del Tar che avuto per effetto lo stop dell’impresa del Gruppo Cosmo, che per il mese di agosto ha deciso di mandare in ferie i propri dipendenti.
Gli abitanti di via Cavalleggeri e di via fratelli Bonotto sono preoccupati per lo stop dei lavori del cantiere. Infatti, ci sono enormi cumuli di terra ai lati della nuova bretella che in caso di maltempo potrebbero creare qualche problema.

 

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