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I consiglieri provinciali chiedono alla Zaccariotto di intervenire

MIRANO – Mozione del gruppo consigliare del Pd in Provincia sul confuso aumento delle tariffe autostradali. Guerrino Palmarini, Lionello Pellizzer, Loredana Serafini Amato, Serena Ragno, Mariagrazia Madricardo ed Elisabetta Populin, chiedono che il Consiglio provinciale impegni la giunta Zaccariotto, come uno dei suoi ultimi atti, a promuovere un confronto consigliare e in sede di commissione con il presidente di Cav, Concessioni autostradali venete. L’obiettivo è quello di discutere la questione delle tariffe e le conseguenze in atto sui livelli di traffico delle strade provinciali.

La mozione chiede, inoltre, alla giunta di sostenere l’arretramento della barriera di Villabona a Dolo e affrontare i problemi in rapporto con Regione, Ministero delle Infrastrutture, società autostradali e Cav.

«I recenti aumenti delle tariffe autostradali hanno prodotto un sensibile aumento del traffico sulle strade provinciali, anche a causa dell’introduzione delle contraddittorie e non sempre economicamente convenienti agevolazioni per i pendolari », sostengono i consiglieri democratici, «l’equiparazione delle tariffe nel tratto Villabona- Vetrego ha consentito di eliminare il traffico anomalo causato dall’uscita con immediato rientro al casello di Vetrego, ma gli utenti del tratto autostradale Mestre-Padova hanno più convenienza ad utilizzare ora l’accesso all’autostrada dal casello di Crea, in territorio di Spinea, riducendo in questo modo i costi di percorrenza, ma aggravando pesantemente il traffico sulla viabilità ordinaria e provinciale».

Filippo De Gaspari

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Aperto da oggi il tratto di strada che collega il tratto finale di via Moranzani con via dell’Elettronica per evitare il passaggio dei mezzi pesanti sulle strade locali. Ancora 10 mesi per la nuova rotatoria

MARGHERA. Sarà riaperto oggi al traffico il tratto di strada che collega via dell’Elettronica-via dei Cantieri con il tratto finale di via Moranzani fino all’area ex Alumix dove entro il prossimo mese di aprile sarà aperto parzialmente il nuovo terminal traghetti passeggeri e Ro/Ro del Porto a Fusina. «La riapertura della strada consentirà di riportare sulla via dell’Elettronica il traffico pesante diretto a punta Fusina» ha sottolineato l’assessore regionale alla Mobilità e alle Infrastrutture, Renato Chisso «con immediato beneficio per il traffico locale della frazione di Malcontenta. Complimenti a tutto lo staff tecnico dell’Autorità Portuale e a coloro che hanno eseguito i lavori».

Il tratto aperto da stamattina, infatti, permetterà ai camion porta contanier e merci di entrare e uscire dal nuovo terminal di Fusina portuale di Fusina percorrendo solo l’ultimo tratto di via Moranzani e immettersi su via dell’Elettronica, sulla quale le corsie di marcia sono state quadruplicate.

Grazie a questa bretella, quindi, il traffico pesante che porterà al nuovo terminal portuale non graverà su via Malcontenta, se non all’altezza dell’incrocio con via dell’Elettronica – nei pressi della San Marco Petroli che, come prevede l’Accordo di programma per il Vallone Moranzani, dovrà essere trasferita in un’area più interna di Porto Marghera – dove è prevista la realizzazione di una grande rotatoria collegata anche a via Padana (Sr11).

La rotatoria tra via dell’Elettronica e via Malcontenta avrebbe dovuto già essere pronta, l’appalto era stato aggiudicato ma è stato poi presentato e accolto un ricorso con richiesta di sospensiva dei lavori. Il ricorso era stato presentato dal secondo partecipante alla gara d’appalto che, però, nell’udienza di merito del Tar dello scorso ottobre, non si è presentato. L’Ufficio tecnico dell’Autorità Portuale di Venezia conferma che «il ricorso al Tar ha, in effetti, comportato un ritardo nei lavori per gli interventi previsti, ma ora cercheremo di recuperare, più velocemente possibile».

I lavori, assegnati alla impresa Carron spa, sono già iniziati e saranno pronti per aprile-maggio 2015: prevedono la realizzazione di una rotatoria, viadotti, raccolta delle acque meteoriche e altre opere correlate oltre ad un secondo svincolo in corrispondenza di via della Meccanica. L’intervento, che rientra tra quelli previsti dall’Accordo di programma Moranzani, è stato realizzato per conto dell’Autorità Portuale di Venezia da Venice Ro-Port Mos, società che gestirà il nuovo terminal traghetti, delle cosiddette Autostrade del Mare, dedicato al traffico merci e passeggeri (traghetti) attualmente in costruzione. I lavori per completare la nuova viabilità dureranno circa 10 mesi, con un investimento di 960.000 euro.

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SCORZÉ – Partono gli espropri per la tangenziale sud di Scorzè, ovvero il primo stralcio della variante alla Noalese, che collegherà via Milano a via Boschi (Castellana). Nelle scorse settimane l’iter ha subito un’accelerazione e sono interessati circa settanta proprietari, quasi tutti di Scorzè, fatte salve poche unità di Martellago.

A gennaio, il direttore generale di Veneto Strade Silvano Vernizzi aveva approvato il progetto, dando il via alla gara d’appalto con le offerte da presentare entro domani. Una volta assegnato il cantiere, si potrà dare il via ai lavori già dall’estate, che si chiuderanno in poco più di un anno. Valore del cantiere 6 milioni di euro, che in parte erano stati stanziati per la vecchia soluzione, da via Mestrina a via Volta, ma poi dirottati sulla nuova ipotesi. La strada, tutta nel comune di Scorzè e che lambirà la zona industriale, sarà lunga tre chilometri e avrà due corsie per senso di marcia larghe 3,75 metri. Lungo il tracciato ci saranno quattro rondò: in via Milano, via De Gasperi, via Volta (zona via Omara) e via Boschi (questa già esistente), da dove ci sarà la bretella di collegamento al casello del Passante.

Su via Milano e via De Gaspari, la rotonda avrà due corsie e un diametro interno di 50 metri, quello in via Volta, stesso diametro ma a tre corsie. Saranno inserite le mitigazioni ambientali e le piste ciclabili attorno alle rotatorie. Gli espropriati potranno vedere i documenti nella sede di Veneto Strade, dove saranno valutati gli immobili e i terreni per stabilire l’indennità da liquidare. Chiusa questa partita, si dovrà trovare una soluzione al tratto di via Mestrina a Noale, dalla rotonda fino a via Cornarotta, visto non ci sarà più il collegamento con via Volta a Scorzè. Proprio su via Mestrina i residenti lamentano traffico, rumori e smog.

Alessandro Ragazzo

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CAMPONOGARA – «La rotonda di Calcroci è necessaria per garantire la sicurezza stradale». Giovedì sera in sala consiliare l’amministrazione comunale ha organizzato una pubblica assemblea per spiegare le motivazioni della realizzazione della tanto contestata rotatoria su via Nuova e dei due piani urbanistici in virtù dei quali viene concessa edificabilità a dei privati con eliminazione di un’area vincolata come verde. Al tavolo dei relatori c’erano il sindaco, Giampietro Menin, e l’assessore si lavori pubblici, Paolo Nardo.

«Via Nuova – ha detto il sindaco – è percorsa ogni giorno da 6mila veicoli, il 12 per cento sono mezzi pesanti. Sull’incrocio tra via Nuova e via Otto marzo si scarica il traffico anche dell’area sportiva ed era quindi necessario mettere in sicurezza la strada. Inoltre via Nuova sarà l’arteria di collegamento della bassa Riviera ed il casello della Romea Commerciale che potrebbe essere realizzato a Lughetto con aggravio del problemi di sicurezza stradale». Infine, secondo il sindaco, l’operazione urbanistica consentirà al Comune di incamerare 108mila euro da poter spendere per opere di miglioramento della frazione di Calcroci e l’area verde, con scadenza del vincolo, poteva essere edificata. «Alcuni cittadini – conclude Menin – hanno chiesto che sia la Provincia a realizzare la rotonda, ma questo ente non ha realizzato nemmeno la rotatoria di via Arzerini per cui, se dovessimo aspettarelo, non faremmo nulla».

Il comitato dei cittadini, però, per bocca della sua rappresentante Antonella Zagallo, non si dice convinto. «Non hanno risposto alle nostre domande, si sono appellati ai regolamenti dimostrando di essere privi di argomenti politici. Aspettiamo risposte concrete», dichiara Zagallo.

Emanuele Compagno

 

Nuova Venezia – Meolo. “Autostrada rovina del territorio”

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13

mar

2014

Meolo, Piovesan (Pd): Chisso blocca tutti i piani di sviluppo commerciale

MEOLO «Un’autostrada chiusa come la via del Mare potrebbe mettere in dubbio la fattibilità dei vari accordi commerciali e turistici, comel’Agrivillage».

A lanciare l’allarme è il Partito Democratico di Meolo, a pochi giorni dalla presentazione in municipio del progetto di un villaggio dei prodotti tipici e artigianali, che potrebbe sorgere lungo la Treviso Mare. Ma quest’ultima arteria, nei piani della Regione, è destinata a essere trasformata in una superstrada a pagamento verso Jesolo e questa circostanza, secondo i democratici, potrebbe danneggiare eventuali investimenti economici, limitandone l’accessibilità alle aree. Per giungere al completamento dell’iter burocratico della via del Mare ormai manca solo l’aggiudicazione del bando per la progettazione definitiva e la sua realizzazione.

«Chiediamo al sindaco di farsi rappresentante degli interessi e delle istanze dei meolesi », dice il segretario democratico Giampiero Piovesan, «richiedendo alla Regione, prima dell’aggiudicazione, il piano finanziario della via del Mare. È una richiesta lecita e doverosa. L’opera infatti avrà un’incidenza pesantissima sulle vite dei cittadini e i destini delle nostre imprese».

Secondo i democratici, conoscere il piano finanziario del progetto servirà per capire se le basi su cui poggia l’opera siano effettivamente sostenibili «oppure se il sistema che sorregge il progetto è assimilabile a quello dei tanti progetti di finanza a carico del contribuente e dell’ente pubblico».

«Sarebbe davvero assurdo che i cittadini dovessero pagare, attraverso il pedaggio, una strada che è già di loro proprietà», conclude Piovesan, «visti i buoni rapporti che Basso ha con alcuni assessori regionali, siamo convinti che otterrà in tempi brevi, anche se sempre troppo tardi per Meolo, una risposta ai nostri quesiti ».

Giovanni Monforte

 

 

Mogliano. Rischi idrogeologici e viari: il presidente Foffano chiede modifiche

MOGLIANO. Il discount del quartiere Ovest rischia di aprire tra le polemiche e i disagi. Nella lottizzazione C2/8, in via monte Cimone, a due passi dal sottopasso ferroviario di via Prà dei Roveri, è sorto lo stabile che andrà ad ospitare un nuovo supermercato. I lavori sono ormai in dirittura d’arrivo. Ma con l’imminente taglio del nastro sono arrivate anche numerose osservazioni e perplessità da parte dei residenti, che manifestano forti preoccupazioni sia per l’impatto viabilistico sia per quello legato all’assetto idrologico del territorio. Nelle scorse settimane l’associazione di quartiere presieduta da Andrea Foffano, ha inoltrato all’amministrazione comunale una serie di puntuali rilievi.

Grande preoccupazione è legata alla necessità di garantire un adeguato deflusso di acque meteoriche, soprattutto in questi tempi di precipitazioni sempre più intense: «Constatiamo che tutta l’area interessata dall’opera è definita critica a livello idrogeologico anche nell’attuale Pat», scrive Foffano nella lettera indirizzata ai vertici del comune, «facciamo notare che gli interventi di scavo potrebbero aver interferito con le vicine falde acquifere; sono, infatti, state notate alcune importanti variazioni di livello dei pozzi presenti nelle zone limitrofe, determinando inizialmente un totale prosciugamento degli stessi (come già segnalato all’impresa costruttrice durante i lavori) e a seguito delle ultime piogge un livello di riempimento dei pozzi mai osservato prima».

A queste anomalie, secondo il quartiere, fanno seguito anche l’innalzamento del piano campagna nell’area sud ovest di via Ortigara e il mancato scolo delle acque del parco di via Pasubio. Non sono gli unici problemi: «Sulla viabilità generale è prevedibile un aumento di traffico generalizzato su strade residenziali che non possiedono i requisiti per sostenerne i flussi».

(m.ma.)

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POLEMICA

«Malcontenta ha già pagato un prezzo altissimo in tema di compromissione ambientale. Non può subire un ulteriore carico di inquinanti con la Romea Commerciale».

È un no senza se è senza ma quello espresso dalla delegazione di zona di Malcontenta all’ipotesi, formulata dalla Lega Nord che prevede l’ultimo tratto di collegamento dell’autostrada Orte – Mestre a Villabona.

«La proposta della Lega Nord presentata nella terza commissione in Provincia – scrive il portavoce della delegazione Dario Giglio in una lettera inviata a Sindaco e assessori comunali e provinciali e alla Municipalità di Marghera – vuole imporre scelte politiche di convenienza senza nessun confronto con il territorio. Alla faccia dello slogan »Prima gli interessi dei veneti”, bisognerebbe chiedere chi sono i veneti per la Lega.”

Durissimo l’attacco di Giglio che chiede a Comune e Provincia di contrastare con una ferma opposizione questa scelta devastante.

«Con il pretesto di voler migliorare la funzionalità del progetto – scrive il portavoce – si decreta la distruzione dell’area di Malcontenta Catene in quanto verrebbe asfaltato l’unico fazzoletto di verde ancora esistente. Una soluzione aberrante per una zona già compromessa dove sono ancora visibili le ferite lasciate dal suo passato industriale.»

Ferite testimoniate da discariche, inquinamento elettromagnetico dovuto alle quattro linee elettriche da 380 mila volt alimentate dalla centrale elettrica di Fusina, inquinamento da polveri sottili.

«Malcontenta ha pagato a caro prezzo il proprio tributo al progresso industriale e vuole lasciarsi alle spalle quest’eredità, puntando al risanamento ambientale attraverso il Progetto Vallone di Moranzani che apre un nuovo orizzonte di speranza. La proposta della Lega sull’innesto della Nuova Romea a Villabona, basato su logiche anacronistiche, – conclude Giglio – vanificherebbe il percorso che Malcontenta ha intrapreso e rappresenterebbe una minaccia non solo per Malcontenta-Catene ma per l’intero territorio comunale con ricadute pesanti per l’intero sistema viario rendendo inutile la validità del Passante e la conseguente decongestione della tangenziale di Mestre».

Giacinta Gimma

 

Via Beccaria è a poche centinaia di metri, in linea d’aria, dalla tangenziale e dalla bretella dell’aeroporto. Sono quei due budelli d’asfalto che producono la maggior parte delle polveri sottili che si respirano in molte zone della città. Ne sono convinti gli attivisti del Cocit, il Coordinamento dei comitati contro l’inquinamento da tangenziale, e lo ribadiscono anche ai cittadini di via Beccaria, a Marghera, che domenica scorsa hanno inscenato un sit-in per protestare contro la Regione che, invece di impegnarsi a ridurre l’inquinamento, approva nuove strade come la Mestre-Orte.

È vero che la centralina di rilevamento di via Beccaria l’anno scorso ha registrato 74 superamenti dei livelli di polveri sottili, che sono oltre il doppio della soglia di legge consentita, ma per il Cocit l’inquinamento non proviene né dalle industrie («la cui ricaduta avviene in un perimetro ampio che si diffonde oltre Marghera») né dal traffico della zona, «che non è sicuramente superiore a quello di altre arterie urbane».

Il Cocit invita tutti a fare fronte comune e a considerare che il vero problema da affrontare è che nessuna delle istituzioni ha ancora preso in considerazione (e quindi non ha messo in cantiere alcun intervento) il rapporto che l’Università di Padova ha stilato ormai 15 mesi fa: «È sulle due fonti di inquinamento principali (tangenziale e bretella) che va posta la massima attenzione, considerato che quell’indagine dell’Università ha dimostrato come la Tangenziale abbia determinato negli abitanti della fascia circostante, tra il 2002 ed il 2009, un aumento del 10% di Cardiopatia Ischemica e del 5% di Bronchite Cronica Ostruttiva rispetto alle altre zone della città».

(e.t.)

 

Affollata assemblea venerdì sera al centro civico con gli assessori comunali

Timori dei cittadini per il piano con nuove case, ora il voto della Municipalità

MESTRE «Tanto verde che già c’era e quasi 300 nuovi appartamenti che prima non c’erano. Un capolavoro». Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale di Rifondazione, boccia su Facebook i piani del Comune per la Favorita. Voci critiche si sono levate nell’affollata assemblea di venerdì sera al centro civico del Terraglio sul programma di coordinamento preventivo per l’area Maccatrozzo. Una lottizzazione e un piano Peep, già approvati anni fa, e rivisti dagli uffici dell’Urbanistica dell’assessore Andrea Ferrazzi per «migliorare vecchie impostazioni dagli effetti inqualificabili, che avrebbero creato problemi importanti alla viabilità oltre che realizzare palazzine più alte, a ridosso di scuole e centro sportivo. Il nostro lavoro ha di gran lunga migliorato quei piani, con previsioni e permessi che sono diventati dei diritti acquisiti. Per me l’assemblea è andata bene», manda a dire l’assessore comunale Pd. Ed evita commenti sul battibecco in sala con il presidente della Municipalità Massimo Venturini. Tra i due, dopo il no al piano per l’ex Umberto I, la polemica non si è evidentemente sopita. Critiche arrivano non solo dall’esponente di Rifondazione comunista ma anche da Davide Scano del Movimento 5 Stelle. Altre voci, nei giorni scorsi, di comitati e cittadini avevano chiesto di preservare questo lembo di campagna urbana. Il nuovo programma di coordinamento porterà, dopo una revisione dei vecchi progetti, a realizzare alla Favorita un nuovo quartiere, con 210 appartamenti per 633 abitanti teorici, una piazza e un nuovo centro civico (il vecchio sarà abbattuto) più 5.400 metri quadri di parcheggi (220 posti per le auto) e una viabilità di collegamento al Terraglio, alternativa a via Penello con due rotatorie di immissione sulla statale.

«Preoccupa il consumo di suolo, sarebbe bello spostare altrove il diritto a costruire e sul beneficio pubblico la cosa più importante è una nuova scuola, grande e bella. Ma anche altri servizi, come il potenziamento del trasporto pubblico», commenta Antonino Stinà.

Il Terraglio si lamenta per le case nuove: più residenti sarebbe una occasione di rilancio, ma non tutti ci credono. Il delegato della Municipalità Vincenzo Conte spiega che «nel dibattito sono stati pochi i pareri favorevoli ma credo che non ci sarà un parere negativo della Municipalità vista la disponibilità dei due assessori ad apportare migliorie».

Entro il 9 marzo si attende un parere, poi la parola passa al consiglio comunale.

Mitia Chiarin

 

Cementificazione contestata e perplessità sulla viabilità

Gli assessori Ferrazzi e Bergamo hanno difeso la variante

ASSEMBLEA – Il progetto divide la gente della Favorita, ma la maggioranza appare contraria

ASSESSORE – L’intervento di Ferrazzi

Il progetto di lottizzazione dell’area Maccatrozzo divide la Favorita. Tra la gente la maggioranza è contraria, almeno stando a quant’emerso l’altra sera nel corso della (sesta) assemblea pubblica sul tema che si è tenuta al centro civico del Terraglio, dove tra un centinaio di persone le voci favorevoli sono state appena tre. Gli assessori all’Urbanistica Andrea Ferrazzi e alla Mobilità Ugo Bergamo hanno difeso la variante migliorativa che il Comune ha concordato con il privato, la cui delibera è stata approvata in Giunta qualche settimana fa e ora è al vaglio della Municipalità, presente a sua volta con il presidente Massimo Venturini e una buona rappresentanza di consiglieri. A quanto pare, però, i cittadini non vedono di buon occhio un piano di cui si discute da tempo che porterà a nuove costruzioni, tra villette e condomini a prezzo calmierato, con un incremento stimato di 600 abitanti.

«A questa zona non serve dell’altra cementificazione, piuttosto sono necessari gli spazi di aggregazione e socializzazione», ha detto Luigi Augello.

Per i residenti le priorità sono altre, come evitare un ulteriore appesantimento del traffico e salvare il plesso scolastico che sta perdendo iscritti.

«Al quartiere serve un nuovo istituto, una piazza, una biblioteca e una sala prove musica», ha affermato Antonino Stinà.

«Prima di tutto va sistemata la viabilità, il Terraglio impedisce la coesione sociale e senza marciapiedi e con le piste ciclabili incomplete, ci sono problemi di sicurezza», ha spiegato Mirko Speciale.

«La situazione parcheggi di via Penello è in forte sofferenza e i nuovi 190 posti previsti rischiano di essere già insufficienti», ha avvertito Davide Giorgi presidente della Polisportiva che tra palestra e centro riabilitativo è un’eccellenza che attira persone da ogni parte della città e non solo.

«La lottizzazione non è un elemento di riqualificazione del territorio», ha sostenuto il leader del Cocit Diego Saccon, mentre il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò (FdS) ha auspicato «una valutazione attenta».

Ferrazzi ha evidenziato i passi avanti compiuti rispetto la prima ipotesi di progetto, in particolare sulla futura riorganizzazione della viabilità e del verde pubblico, mentre Bergamo ha parlato di «risultato eccezionale e sorprendente» sottolineando come il quartiere abbia bisogno di trasformarsi da area di attraversamento sull’asse Mestre-Treviso, a zona forte dimensione urbana.

In sala, però, alla fine i pareri favorevoli si sono contati sulle dita di una mano. «Se non si aumenta il numero dei residenti la Favorita è destinata a morire in breve tempo», hanno ammonito all’unisono Leonardo Fasolo e Renzo Da Lio. «Siamo di fronte a un’importante opportunità di riqualificazione che non va sprecata», ha arringato l’unico consigliere comunale presente Franco Conte (Pd).

I componenti della Municipalità, chiamati nei prossimi giorni ad esprimere il parere consultivo prima del passaggio della delibera in Consiglio comunale, hanno ascoltato le opinioni, anche accese, espresse dai cittadini. «Si tratta di bilanciare i pro e contro», ha provato a riassumere Venturini, ma Graziano Cassaro (Pd), che ha moderato l’assemblea, ha chiuso il nutrito giro d’interventi facendo capire d’essere d’accordo con la variante che gli assessori porteranno all’approvazione.

Alvise Sperandio

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