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Gazzettino – Vittorio Veneto. Pedaggio gratis: A27 dice no.

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25

apr

2015

VIABILITA’ – L’unica possibilità: il Comune dovrebbe pagare al posto degli automobilisti

Il sindaco incontra Autostrade: nessuno spiraglio per liberalizzare il tratto tra i 2 caselli

Autostrada senza pedaggio solo se il Comune o un altro ente copriranno il mancato incasso. Pare debba rimanere un sogno la possibilità che i vittoriesi possano viaggiare gratis nel tratto compreso tra il casello Vittorio Veneto nord e quello sud dell’A27.

È quanto emerso al termine dell’incontro di giovedì tra il sindaco Roberto Tonon e il direttore del IX tronco di Società Autostrade per l’Italia, Alessandro Melegari. Tonon si è recato a Tavagnacco (Udine) per affrontare la possibilità di liberalizzare il tratto dell’A27 vittoriese, dunque fare in modo che le auto in transito di alcune categorie di utenti non paghino il pedaggio e utilizzino l’A27 quale tangenziale. Liberalizzazione che oggi è praticata nel tratto tra Dolo e Mirano, e in altri casi in Italia.

«La Società Autostrade non ha lasciato aperto alcun spiraglio per una qualche forma di liberalizzazione del nostro tratto, a meno che il Comune o altro soggetto non paghi l’intero mancato incasso» fa sapere Tonon.

«Chiaro che la liberalizzazione non ce la possono regalare – afferma l’assessore Alessandro Mognol, da sempre sostenitore dell’apertura del tratto autostradale quale alternativa al traforo Anas – All’epoca l’assessore Bruno Fasan aveva parlato di circa 60 mila euro all’anno quale somma da versare a Società Autostrade: credo che sia una cifra che l’amministrazione vittoriese, magari sentendo anche l’interesse dei comuni vicini, possa permettersi, almeno per avviare una sperimentazione. Senza contare – chiude – che con i soldi del traforo potrebbe rimanere aperta per oltre 900 anni».

Il tono della nota inviata ieri dal municipio però non lascia margini di trattativa tra le parti.

«Nel rispetto del programma di mandato dell’amministrazione – evidenzia Tonon – abbiamo voluto approfondire con Società Autostrade l’ipotesi di utilizzo del tratto tra i caselli nord e sud con funzioni di attraversamento della città, a seguito del dibattito in corso. E a scanso di equivoci – conclude – l’incontro non aveva nulla a che vedere con la questione del traforo, i cui lavori procedono, e per la quale si stanno studiando le migliorie».

Claudia Borsoi

 

POVEGLIANO – Finiti i soldi. Il commissario per la Pedemontana Vernizzi conferma il taglio dell’opera

Il sindaco pronto a mettersi in mezzo alla strada: «Il traffico rischia di soffocare il nostro paese»

Su una cosa sono tutti d’accordo: «La Pedemontana devasterà il paese». Le paure non nascono solo dagli espropri che toccano 145 famiglie, ma anche e soprattutto dagli effetti collaterali che la nuova superstrada rischia di avere sul traffico. Il progetto parla chiaro: nelle campagne di Camalò verrà realizzato un casello. Peccato che la relativa bretella, quella che dovrebbe salvare i centri dai fiumi di auto e camion portandoli direttamente sulla provinciale 55 tra Ponzano e Volpago, verso la Postumia, sia ferma sulla carta. Non finanziata.

«Il commissario Vernizzi ci ha detto che non ci sono soldi e non ci sono accordi per la sua realizzazione – rivela il sindaco Rino Manzan – La Regione ha un preventivo di spesa per 7 o 8 milioni di euro. Ma i soldi non ci sono». Il Comune non vuole nemmeno sentir parlare della possibilità che il casello venga aperto senza la bretella. «Se queste due opere non verranno fatte contemporaneamente – ha già messo in chiaro il primo cittadino – mi metterò fisicamente in mezzo alla strada per bloccare la Pedemontana». Non è difficile immaginare il perché: senza il collegamento verso la Postumia, tutto il traffico in entrata e in uscita dalla nuova superstrada si riverserebbe sulle vie dei centri di Povegliano e anche di Ponzano.

Per gli abitanti è impensabile. Tanto che più di qualcuno ha proposto di rinunciare al casello. Ma ormai è troppo tardi: non si può più. «Abbiamo sondato questa possibilità – spiega Manzan – ma ci hanno detto che il Cipe (Comitato per la programmazione economica, ndr) l’ha già approvato». Si è in un vicolo cieco: anche volendo, non si può tornare indietro.

«La precedente giunta aveva concordato la progettazione della bretella e la realizzazione – sottolinea Paolo Vidotto, consigliere comunale di opposizione – ora la nuova amministrazione deve portare a casa la finanziabilità dell’opera». «Allo stesso tempo – aggiunge – si deve seguire da vicino tutta la partita degli espropri». Questa inizierà con la stesura dei verbali tra il 23 e il 28 aprile. Dopo l’assemblea pubblica urgente di lunedì, il Comune ha messo a disposizione un tecnico per togliere ogni dubbio ai cittadini: il geometra Manuele Manzan, che sarà presente in municipio dalle 10 a mezzogiorno del 16, 20 e 27 aprile.

 

MOBILITÀ – Nel weekend uscita obbligata a Oriago in carreggiata Est

La tangenziale di Mestre chiude per lavori in direzione Trieste, attenzione ai possibili disagi nel weekend. Dalle 22 di sabato alle ore 4 di lunedì mattina rimarrà infatti chiuso il tratto di A57 tra il casello di Mira-Oriago e lo svincolo di Marghera. Per questo motivo la società autostradale Cav ha già messo le mani avanti con un avviso agli automobilisti: «Per tutti gli utenti diretti alle località balneari, in direzione Trieste, è consigliabile utilizzare l’A4-Passante di Mestre».

Durante il periodo di chiusura il traffico sarà deviato al casello autostradale di Mira-Oriago, per poi proseguire sulla camionabile “Marghera-Spinea” (provinciale 81) e infine sulla Statale Romea, prima di ricongiungersi allo svincolo di Marghera. I disagi maggiori potrebbero esserci all’uscita di Mira-Oriago, visto che si tratta di una barriera molto più piccola rispetto a quella di Mestre-Villabona. Molto dipenderà dal meteo: ad oggi le previsioni per il weekend non sono affatto benevole (pioggia sabato e nuvoloso domenica), se saranno rispettate non ci sarà alcun esodo verso le spiagge del litorale e quindi i disagi potrebbero essere contenuti.

La scorsa settimana, quando era stata chiusa la carreggiata ovest in direzione Padova, è filato tutto abbastanza liscio: gli intasamenti si sono concentrati nel tardo pomeriggio di domenica quando chi tornava dal mare o dalla montagna si è trovato incolonnato alla rotatoria di Marghera. Il cantiere è stato aperto per mettere in sicurezza dal punto di vista idraulico tutta l’area di Marghera, già duramente colpita da allagamenti negli ultimi anni. I tecnici del consorzio di bonifica Acque Risorgive stanno effettuando dei lavori di ricalibratura del corso d’acqua Fossa, che attraversa la tangenziale in prossimità del sovrappasso di via Bottenigo. La tabella di marcia prevede che l’intervento venga completato questo weekend, ma anche in questo caso dipenderà dalla pioggia.

Gabriele Pipia

 

Il Comitato per la messa in sicurezza della provinciale inizia a “segnare i punti”

VETERNIGO – Il comitato non ha vinto, ma almeno sorride. Arriva la ciclabile in via Desman, almeno per un tratto. Sarà costruita a Veternigo, dai confini con Mirano alla fine del centro abitato. Non è la soluzione dei problemi di sicurezza sulla provinciale, ma almeno si comincia. La pista sarà realizzata insieme alla riqualificazione del centro della frazione salese: previsto uno stanziamento di 130 mila euro già quest’anno, altri 370 mila nel 2016.

All’inizio dell’anno prossimo il via ai lavori, che riguarderanno soprattutto via Desman: la provinciale verrà più stretta, per lasciar posto, sul lato nord, a un marciapiede e alla ciclopista, separati. Il marciapiede ricalcherà quello oggi esistente, mentre la pista ciclabile sorgerà su quella che oggi è una corsia di sosta per le auto e sarà separata dalla carreggiata da un cordolo di cemento. Un tratto di ciclabile verrà realizzata anche prima del centro, fino ai confini di Mirano, prolungando la pista che oggi termina con via Rio. Il passaggio di lato avverrà in corrispondenza della fermata del bus, fronte pescheria, con un passaggio ciclopedonale sicuro. Verranno messi in sicurezza anche gli incroci con via Cimitero e via Pianiga, con la realizzazione di una corsia centrale di svolta.

Via dunque l’ipotesi di costruire due rotatorie, come avvenuto invece a Sant’Angelo. In via Pianiga inoltre partirà un altro tratto di pista ciclabile, da via Desman e via Rugoletto e pure in via Cimitero, da via Desman al camposanto. Tolti per lasciar posto alla ciclabile, in centro a Veternigo i parcheggi resteranno su piazza D’Annunzio, altri ne verranno ricavati sulle laterali, come via Pirandello, che per il primo tratto diventerà a senso unico in direzione sud. Infine sarà realizzata una nuova pavimentazione in porfido nel tratto di via Desman centrale, davanti al sagrato della chiesa, per creare una sorta di continuità con la piazza di fronte.

(f.d.g.)

 

ZERO BRANCO – Il sindaco Feston preoccupato: «Per noi solo disagi»

ZERO BRANCO – (N.D.) Non tutti hanno brindato all’apertura, avvenuta mercoledì scorso, del nuovo casello del Passante di Mestre, tra Scorzè e Martellago. Se fosse dipeso dal sindaco di Zero Branco, Mirco Feston, sarebbe stato più opportuno suonare le campane a morto per via dei problemi del traffico che l’apertura causerà alla già trafficatissima regionale Noalese.

L’apertura del nuovo casello del Passante per quanti arrivano o si dirigono all’aeroporto Canova di Treviso finirà per intasare ulteriormente sia la Noalese che la via la vecchia e inadeguata Peseggiana.

Torna così alla ribalta il vecchio progetto della realizzazione della tangenziale nord ovest di Zero Branco, opera complementare al Passante, già prevista nel 2004. Sono anni che il sindaco Feston ha messo in guardia sulle conseguenze derivanti alla viabiltà zerotina dall’apertura del nuovo casello del Passante.

«Troppo facile – attacca il primo cittadino – scaricare i problemi del traffico sui comuni vicini. Per queste ragioni si rende indispensabile attuare la tangenziale. Solo così si potrà preservare l’area centrale dalle insidie del traffico di attraversamento sul nostro territorio che continua ad avere pesanti conseguenze anche sulla salvaguardia della salute pubblica. Come amministrazione – aggiunge Feston – ci rendiamo contro che la fase economica che stiamo attraversando è delle meno felici. In ogni caso mi auguro che la Regione mantenga gli impegni presi negli anni scorsi sul progetto della tangenziale nord ovest».

L’annoso problema avrà una eco in Consiglio regionale con l’iniziativa politica adottata dal consigliere Claudio Niero (Pd) il quale ha presentato un emendamento per inserire il finanziamento del progetto della tangenziale nord ovest di Zero Branco nel bilancio regionale 2015, che sarà approvato nelle prossime settimane.

 

IL CASO – Democratici di Meolo contro i colleghi di Jesolo che hanno detto sì

L’accusa: «Asserviti alla giunta Zoggia e agli albergatori»

MEOLO – La Via del Mare provoca la spaccatura nel Pd da un capo all’altro della superstrada a pedaggio Meolo-Jesolo.

Il Partito democratico meolese, da sempre contrario al progetto, non ha affatto digerito che il Pd di Jesolo si sia schierato a favore dell’autostrada del mare.

Quello che proprio non è andato giù al Partito democratico di Meolo è che, anche col voto del Pd che fa parte della giunta Zoggia, lunedì scorso in Consiglio comunale a Jesolo sia stato approvato all’unanimità un documento che sollecita la realizzazione dell’autostrada del mare.

Così dal Pd di Meolo piovono accuse contro quello di Jesolo, tacciato di asservimento alla compagine di governo.

«Ciò che ci fa più male – dice Massimo Zaramella, segretario del Pd meolese – è vedere un Pd di Jesolo che è rappresentato in Giunta, ma che non ha alcuna voce in capitolo nelle decisioni importanti. Dice sempre di sì, senza mai un’obiezione, una controproposta, una visione diversa. Magari sono anche capaci di dirci che, invece, nelle riunioni di Giunta ci sono lotte furibonde. Me li immagino, visto che li conosco bene».

Zaramella si chiede se a Jesolo sappiano che lo stesso assessore regionale alle infrastrutture Isi Coppola ha messo una pietra tombale sopra la Via del Mare, definendola “una strada che nessuno vuole e che non risolve i problemi di traffico”.

«A favore della superstrada – sottolinea il segretario del Pd di Meolo – sono rimasti ormai solo gli albergatori di Jesolo e gli amministratori comunali che li rappresentano da sempre, i quali non capiscono, o fanno finta di non capire, che la vera soluzione al problema del traffico per Jesolo e Cavallino consiste in una profonda rivisitazione della viabilità interna e periferica della località litoranea e dall’aumento delle strade di accesso».

La soluzione migliore per tutti, ribadisce il Pd meolese, è il raddoppio delle corsie e la messa in sicurezza dell’attuale Treviso-mare, non una superstrada a pedaggio che non risolve il problema delle code dei veicoli verso le spiagge e invece danneggia i paesi attraversati.

Emanuela Furlan

 

Zianigo. Protesta del comitato per far rispettare il limite dei 50 chilometri orari.

ZIANIGO – Tutto si può dire ma non che al comitato di via Desman manchino tempra e idee. Dopo 135 giorni di protesta in strada, dopo aver tappezzato la provinciale di striscioni e rottami di bicicletta e dopo aver simbolicamente dato inizio ai lavori per la pista ciclabile schierando ruspe e camion, i residenti arrivano a Pasqua con un’altra trovata: la safety-car. Idea presa in prestito dai circuiti di Formula 1, ora declinata ai problemi di via Desman per rallentare le auto, approfittando dei nuovi cartelli di limite dei 50 chilometri orari piazzati nei giorni scorsi sul rettilineo, da Mirano a Tre Ponti.

I residenti vorrebbero che ad occuparsene fossero i Comuni o la Provincia, ma sanno che non è possibile. Allora potrebbero schierarla loro, tanto mica è reato viaggiare piano e visto che i 50 orari non li rispetterà nessuno e controlli non se ne vedono, ecco la sorpresa nell’uovo pasquale: una vettura, guidata da uno dei membri del comitato, che viaggia in incognito in via Desman a 50 chilometri orari. Come chiedono i cartelli.

Gli altri? Tutti dietro. Imprecando probabilmente, azzardando qualche sorpasso e quindi, forse, mostrando ancor più la pericolosità della strada. Ma va bene così: perché in fondo l’obiettivo di chi protesta non sono i 50 all’ora, ma la pista ciclabile e i lavori sulle fognature che, in questa parte di territorio, sono ancora a cielo aperto.

Al comitato, insomma, non manca certo l’inventiva: «Solo condividendo con altre persone le nostre necessità, le nostre richieste e le nostre passioni possiamo trovare l’idea o la modalità per il cambiamento», afferma il portavoce Marino Dalle Fratte, «anche per questo continuiamo a trovarci tutte le mattine per mettere insieme le nostre necessità di vivere con più dignità in questa strada trafficata».

Filippo De Gaspari

 

Gazzettino – Spinea, il casello apre ai Tir

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31

mar

2015

Lo ha annunciato la Cav con una lettera inviata ai sindaci del Miranese

Il sindaco Checchin: «Speriamo che l’aumento del traffico pesante sia limitato»

In concomitanza con l’apertura del nuovo casello Martellago-Scorzé, il casello di Spinea sarà aperto anche ai camion. L’ha comunicato la società autostradale Cav con una lettera inviata nei giorni scorsi ai sindaci del Miranese: «Contestualmente all’apertura al traffico della nuova stazione – si legge – al casello di Spinea si procederà alla rimozione del divieto di transito dei mezzi superiori alle 7.5 tonnellate».

Se fino ad oggi i camionisti sono costretti ad utilizzare il casello di Vetrego (uscita «Mirano-Dolo»), da domani potranno servirsi anche del casello di Crea (uscita «Spinea»).

Una buona notizia per chi è diretto a Spinea ma anche per chi raggiunge l’area industriale miranese di via Taglio, visto che potrà accorciare nettamente il proprio tragitto. Anche Confindustria nei mesi scorsi aveva invocato a gran voce questa soluzione.

Attualmente i tir utilizzano solo il casello di Mirano, ma anche qui i disagi per i camionisti non mancano: i tir che escono dall’autostrada non possono procedere dritti lungo via Porara, sono costretti a girare a sinistra verso la Riviera per poi reimmettersi nella camionabile viale Venezia. Un percorso allungato di una decina di chilometri che fa perdere tempo e sprecare benzina.

«Per togliere il divieto in via Porara andrebbe rifatto il fondo che in un tratto è distrutto e non può sopportare ulteriore traffico – ha però spiegato il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello -. L’intervento costa un milione di euro e deve essere a carico di Anas».

Con l’apertura ai tir del casello di Spinea, intanto, il traffico pesante sarà distribuito tra due caselli anziché intasarne solamente uno.

«In tutti questi anni il nostro casello è stato chiuso ai tir perché così prevedeva l’accordo con Veneto Strade – precisa il sindaco di Spinea, Silvano Checchin -. Aprirlo prima avrebbe significato impattare troppo sulla viabilità locale. Preoccupazione per l’aumento di traffico pesante? Speriamo che con l’apertura del nuovo casello il traffico si distribuisca equamente».

 

AGITAZIONE – Domani inaugurazione con sciopero per il casello di Martellago-Scorzè

MARTELLAGO – Inaugurazione con sciopero, domani, per il casello di Martellago-Scorzè, e intanto Cav dà qualche anticipazione sui pedaggi, che pubblicherà nel suo sito mercoledì: per un’auto andare da Martellago a Spinea costerà 1,30 euro; a Padova Est 2,70; a Preganziol 1,40; a San Donà 3,70.

Ma la Ugl Viabilità e Logistica ha proclamato 4 ore di sciopero alla fine di ogni turno (2-6, 10-14, 18-22) su tutta la rete Cav, proprio in occasione dell’apertura dell’ultima stazione che mancava del Passante e della nuova viabilità di adduzione.

Il maggior sindacato dell’esattoria è in stato di agitazione contro la società per il mancato rinnovo dell’integrativo e «perché vogliono togliere personale dai caselli.

Pure a Martellago la presenza di un esattore in ognuna delle due stazioni è assicurato solo per tre mesi, poi ne resterà solo uno per entrambe» spiega Stefano Gusson, della Ugl. Che sta valutando se attuare durante la cerimonia anche una manifestazione di protesta.

Cav, da parte sua, si dice stupita per l’originale scelta di scioperare non «il solito venerdì ma il giorno dell’inaugurazione di un’importante struttura di completamento di un’arteria che tanto ha significato per il territorio» e «tre giorni dopo la convocazione del tavolo con le organizzazioni sindacali per proseguire il negoziato».

Risultato, a Martellago domani il pedaggio si pagherà comunque, il casello è a elevata automazione, ma niente esattori a presidiarlo e a rispondere alle emergenze.

(N.Der.)

 

L’opera complementare al Passante è un bypass del centro abitato lungo due chilometri e mezzo

Il sindaco Conte ha criticato il costo di 11 milioni e chiesto alla Regione maggior impegno per i treni

Quarto respira con meno traffico

QUARTO – È stata aperta ieri la nuova circonvallazione Est di Quarto che sgraverà il centro dal traffico di attraversamento e dalle tante automobili dirette, specialmente in estate, verso le spiagge. Si tratta di un’opera complementare del Passante di Mestre, realizzata da Veneto Strade. Al taglio del nastro oltre alle autorità locali, in testa il sindaco, Silvia Conte assieme all’assessore alla Mobilità, Radames Favaro, hanno partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marialuisa Coppola, l’assessore al Lavoro Elena Donazzan, l’assessore alla Caccia Daniele Stival e ancora il commissario prefettizio della provincia di Venezia, Castelli e il vicepresidente di Veneto Strade, Leonardo Muraro.

La circonvallazione est, che parte dalla rotonda di via Resistenza, sarà gestita dalla Provincia secondo l’accordo già siglato; al comune spetta invece la gestione della pista ciclabile. L’apertura permette di effettuare un riordino della viabilità, con il passaggio di alcune strade da provinciali a comunali, intervenendo con rallentatori e piste pedonali. Il palco è stato posizionato ai piedi della nuova rampa cavalcavia di via Claudia Augusta, l’antica strada romana. Il nuovo tratto stradale è lungo due chilometri e mezzo, si sviluppa interamente nel comune altinte e costituisce un bypass al centro abitato. Il costo è stato di oltre 11 milioni di euro, che si aggiungono all’altro pezzo dell’infrastruttura giù aperto. Un’opera attesa da molto, tanto che al taglio del nastro erano presenti anche l’ex sindaco, Loredano Marcassa e l’ex vicesindaco Gianni Bianchini.

Pungente il sindaco di Quarto e candidata in Regione, Silvia Conte, la quale ha apprezzato l’apertura, ma ha anche ricordato il costo molto alto e auspicato che d’ora in poi si pensi a dare anche maggiori servizi, vedi alla voce trasporto ferroviario. «C’è bisogno di un ripensamento di quello che vogliamo sia il Veneto futuro», ha esordito, «non solo grandi opere ma servizi».

Una frecciatina anche all’ex assessore Renato Chisso, «assessore alle infrastrutture e alla mobilità, ma di mobilità collettiva ne abbiamo vista ben poca. Abbiamo strade nuove, ma treni?».

Conte ha ricordato Nane Cristo, al secolo Giovanni Simoncin, l’anziano artigiano e artista 95enne costruttore stampi per la caccia amico di Hemingway che fu suo cliente di cui ieri si sono svolti i funerali, dedicando a lui l’impegno futuro per la tutela del territorio.

Sviluppo sostenibile e salvaguardia del territorio sono state anche le parole utilizzate da Muraro. L’assessore Coppola ha sottolineato come la circonvallazione est e in particolare il manufatto sopra la Claudia Augusta sia una sfida vinta dalla Regione, «un’opera concordata e condivisa con il territorio».

Marta Artico

 

Nuova circonvallazione. Addio code per il mare

Con il taglio del nastro di ieri mattina, Quarto d’Altino dice addio alle code in direzione mare. L’apertura dell’attesa circonvallazione Est, infatti, è scattata ieri, giusto in tempo per il fine settimana di Pasqua che darà il via alle fughe verso le spiagge, supplizio dei residenti della zona di viale Kennedy e Resistenza. Per l’inaugurazione, con la sindaca e gli assessori comunali sono arrivati a Quarto i rappresentati di Provincia, Regione e Veneto Strade.

«Questa strada è stata proposta dall’ex sindaco Marcassa come opera complementare al Passante – spiega la sindaca Silvia Conte – L’apertura arriva un po’ in ritardo ma siamo contenti di inaugurarla prima di Pasqua».

Chiede però di rivedere il modello di sviluppo: «Abbiamo visto realizzare molte strade, di cui non sempre sono chiari i benefici. Ora la Regione metta lo stesso impegno per migliorare i servizi di trasporto».

L’assessore regionale Isi Coppola ha illustrato nel dettaglio l’intervento, costato alla Regione circa 11 milioni di euro: il nuovo tratto stradale, lungo circa 2,5 chilometri costituisce un bypass al centro di Quarto collegando, attraverso l’intera rete di circonvallazioni, la viabilità legata al Passante e alla tangenziale con Portegrandi. «C’è sempre una grande attenzione per il rispetto dell’ambiente in cui si va a costruire – dice Coppola – In particolare per questa strada che incrocia via Claudia Augusta, dove sono venuti alla luce reperti straordinari. Si è lavorato anche sulla mitigazione per ridurre l’impatto visivo».

Ma la circonvallazione non piace a tutti. Lewis Trevisan, segretario della Lega, si fa portavoce della protesta dei commercianti altinati: «Sono preoccupati perché questa nuova strada dirotterà le auto direttamente verso Jesolo e porterà via quel poco che resta del commercio di via Roma».

Il primo tratto della nuova strada è in via Colombera, poi però continua attraverso i campi fino a «scavalcare» con un ponte via Claudia Augusta e sbucare su via Marconi. Nel progetto sono previsti anche tre tratti di pista ciclabile.

All’incontro era presente anche Cesare Castelli, commissario della Provincia (ente che prenderà in carico la strada), l’assessore regionale Elena Donazzan e Leonardo Muraro, vicepresidente di Veneto Strade. «Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra mobilità ed economia, nella salvaguardia del territorio» dice Muraro. Al termine dell’inaugurazione, don Gianpiero Lauro ha dato la benedizione alla nuova strada che è stata quindi aperta al traffico.

 

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