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ROBEGANO – Tutti in piazza per dire no al passaggio dei camion per il centro di Robegano. L’invito arriva dal Pd di Salzano che dà appuntamento per domattina per raccogliere le firme da inviare a Regione e Provincia per istituire il divieto di transito su via XXV Aprile. La questione è sorta poco meno di due mesi fa, quando dalla Provincia, gestore della strada, è arrivato il no alla proposta di Salzano e Martellago di deviare il traffico sulla bretella di vie delle Motte, da via Roma a via Castellana a Martellago. Quest’ultima è stata aperta il 31 maggio 2012 e i due Comuni avevano chiesto di spostare i mezzi pesanti dai centri; ad oggi, quelli provenienti da Noale, giunti al semaforo di via Mestrina, devono svoltare sua via Montegrappa o via Cornarotta. Dunque i camionisti non possono proseguire diritti verso Robegano. Il problema, però, è in senso inverso, dove i tir possono passare. A quel punto, i sindaci Alessandro Quaresimin (Salzano) e Giovanni Brunello, avevano spedito una missiva ad agosto 2012, dove si chiedeva di spostare tutti i tir proprio sulla nuova bretella da 3 chilometri. Lo scorso novembre, la Provincia si è detta contraria. Così il Pd ha inviato una lettera alle famiglie e alle attività del paese per invitare a mobilitarsi e a firmare.

«Il passaggio dei tir in centro» spiega il segretario del partito di Salzano Stefano Barbieri «crea inquinamento, pericolo per i cittadini, danni agli edifici e alla strada, oltre al rumore e al disturbo anche alle attività economiche. La petizione è già stata spedita a tutti i robeganesi e in molti hanno già raccolto la nostra richiesta. Domani ci sarà una prima raccolta e poi consegneremo tutto alla Provincia e alla Regione».

(a.rag.)

 

caro pedaggi»PADOVA-VENEZIA

Autostrada, rivolta dei sindaci

Il Veneto si ribella «Tariffe esose»

Salasso per i pendolari, spenderanno 1480 euro all’anno Sindaci e comitati: il traffico si riverserà sulla Noalese

MESTRE – È inaspettato e per questo ancora più sgradito il regalo d’inizio anno per i pendolari dell’autostrada Venezia-Padova. Per giunta impacchettato con la carta dorata delle agevolazioni, che in verità, si scopre, sono fasulle. Gli aumenti sul sistema A4-A57 gestito da Cav fa infuriare pendolari e sindaci.

Stangata. Li chiamano adeguamenti tariffari, si tratta in realtà di un vero e proprio salasso. Un viaggio da Padova Est a Mirano-Dolo costa oggi 2,80 euro. Fino all’altro ieri erano 0,80 euro. La tariffa cresce se l’entrata è a Padova Ovest (3,60 euro anziché 1,60). I pendolari che fino a qualche giorno fa percorrevano quotidianamente il tratto Padova Est-Mestre e, utilizzando l’escamotage del tornello, spendevano di autostrada 422 euro all’anno, ora ne spenderanno 1480.

Agevolazioni. Sarebbe meglio dire «finti saldi di stagione». Per un motivo semplice: c’è un altro modo per risparmiare. Un pendolare di Mirano che volesse avere quei pochi benefici a cui l’abbonamento dà diritto, dovrebbe sottoscrivere un contratto Telepass Family, compilare un modulo, prendersi mezza giornata di permesso e andare negli uffici di Cav, di persona, per consegnare le carte. Burocrazia spinta insomma. Lo sconto gli consentirà un tragitto da Padova Est a Mirano con “soli” 1,70 euro anziché i 2,80 del nuovo ticket. Ma il nostro pendolare sarà abbastanza furbo da evitare inutili noie burocratiche e scegliere di uscire a Spinea, località Crea, sul Passante, pagando 1,60 euro e allungando solo di pochi chilometri il suo tragitto.

Nuovo traffico. Il risultato è evidente: sarà anche eliminato l’odioso “tornello” a Vetrego, o forse solo spostato proprio su Crea-Spinea. I miranesi infatti sceglieranno di percorrere il Passante e uscire a Spinea, invece che fare la vecchia A57 fino a Mirano. Per tornare a casa percorreranno poi viale Venezia, che quindi subirà un aumento di traffico. E chi invece da Mirano, S. Maria di Sala, Pianiga, Salzano, Noale e tutto il Miranese nord dovrà raggiungere Padova, non sceglierà più la cara (in tutti i sensi) vecchia autostrada ma la regionale 515 Noalese. Con caos assicurato.

Sindaci. Sindaci e comitati sono sul piede di guerra.

Mirano teme un’invasione di traffico sulle proprie strade: «Serviva una tariffa più bassa», tuona il sindaco Maria Rosa Pavanello, «tra due mesi magari aumenteranno le tariffe anche a Spinea, accorgendosi che ora il problema sarà lì».

S. Maria di Sala rischia la paralisi in centro, dove si imbocca la Noalese.

Anche a Spinea il sindaco Silvano Checchin teme che il problema si sposti a Crea. L’assessore alla Viabilità Gianpier Chinellato ha affidato a Facebook il suo pensiero: «Rimango esterrefatto».

Class-action. Sul fronte comitati Opzione Zero annuncia un’azione legale collettiva: «L’aumento è intollerabile», spiega in una nota, «il costo è insostenibile per molti pendolari, con il risultato che il Passante, che doveva essere la soluzione dei problemi di traffico a Mestre, sarà sempre più vuoto e le strade di Riviera e Miranese sempre più intasate. Responsabilità tutta in capo a Cav, quindi Anas e Regione che non hanno mai voluto arretrare la barriera di Villabona a Roncoduro come previsto dagli accordi. E si capisce perché dopo la recente approvazione dell’autostrada Orte-Mestre, il cui innesto è previsto proprio a Roncoduro, dove dovrebbe sorgere Veneto City».

Filippo De Gaspari

 

Solo Vetrego ringrazia: meno auto

La frazione sarà risparmiata dal rito del “tornello”. «Troppo inquinamento»

MIRANO – La maggioranza si sente vincitore, altri invece pensano che si potesse fare di più, specie per le agevolazioni da e per Padova. Questo lo stato d’animo dei residenti di Vetrego il giorno dopo l’entrata in vigore delle nuove tariffe autostradali. In molti uscivano proprio nel tornello miranese per poi rientrare, risparmiando dei soldi. Questo provocava delle code, specie nelle ore di punta, rendendo difficile la vita a chi abitava vicino alla rotonda. Ne sanno qualcosa i coniugi Mistron, che hanno la casa a pochi metri dal rondò ma aspettano qualche giorno per capire se la loro vita è cambiata o meno.

«Qualche camionista ha fatto il giro» spiega Germano Mistron «forse perché non sapeva delle nuove tariffe. In questi anni abbiamo subito molto inquinamento, nessuno degli ultimi sindaci ci ha difesi e si è preoccupato di noi: silenzio assoluto».

Anche la moglie Valentina è dello stesso parere. «La tariffa autostradale è alta» spiega «e non è colpa nostra ma di chi, anni fa, non è riuscito a risolvere la questione. Hanno fatto una rotonda tra le case, quando bastava spostarla di pochi metri in un terreno agricolo. E poi si sistemi via Porara: al passaggio dei tir, la nostra abitazione trema»

Per Giuseppe Stocco, vanno bene le agevolazioni per i residenti dei comuni attorno al casello ma i vetreghesi dovrebbero averne di più. «Abbiamo sopportato anni d’inferno» spiega «e 2,80 euro per andare a Padova sono tanti: dovremmo pagare poco anche se ci andassimo una volta ogni tanto».

Giancarlo Maso non dimentica quanto ha subito il paese. «Gli altri non si meritano gli sconti» fa sapere «perché nessuno ci ha aiutati nelle nostre battaglie passate. Anzi, ci hanno rifilato di tutto».

Soddisfatti i rappresentanti del comitato Rinascita Vetrego, che ringraziano Concessioni autostradali venete (Cav) per quanto fatto. «Da cittadino» dice il segretario Giuseppe Vesco «per andare a Padova non passerò per Vetrego ma come membro del comitato ringrazio Cav per aver risolto il più grave problema del nostro paese».

Gli fa eco Giorgio Babato: «Ora c’è un minimo di normalità per Vetrego» continua «dove si sono usati, in modo improprio, la rotonda e il casello. Questa viabilità doveva essere per i residenti, era diventata un passaggio per tutti. Ma c’è preoccupazione per le altre strade dove si sposterà il traffico».

Alessandro Ragazzo

 

La Cav: «L’aumento serve a pagare il Passante»

Patreve spezzata in due, ma il presidente della concessionaria Bembo non ci sta «Le nostre tariffe erano congelate da quattro anni, impossibili altri sconti» 

VENEZIA – La verità è che stiamo semplicemente pagandoci il Passante di Mestre. Altro che costo zero. Con l’aumento dei pedaggi i veneti «metropolitani» – quelli, cioè, che usano il Passante tutti i giorni – stanno sostenendo il costo della infrastruttura aperta nel febbraio 2009 e ribattezzata il Passante Vernizzi dal nome del commissario di governo che ne ha consentito la realizzazione a tempi di record. Alla faccia di un’area metropolitana che, invece di integrarsi, rischia di implodere sin dalla nascita. Il passante di Mestre è gestito dalla Cav (Concessioni Autostradali Venete), società per azioni costituita dalla legge 244/2007 ed operativa dal 2008, controllata al 50% dalla Regione del Veneto e dal 50% dall’Anas. Oggetto sociale della società Cav è quello di «rimborsare ad Anas le somme anticipate per la costruzione del Passante di Mestre, recuperare risorse da destinare ad ulteriori investimenti di infrastrutture nel Veneto e gestire il complesso sistema di attraversamento del Veneto orientale costituito dall’abbinamento del Passante alla Tangenziale di Mestre».

Insomma, una società veicolo finanziario, costituita ad hoc e che ha assorbito la gestione, oltre che del Passante, anche della vecchia Venezia-Padova (il subentro costò 75 milioni di euro), del raccordo Marco Polo per l’aeroporto e della tangenziale di Mestre. Ecco la ragione degli aumenti che stanno facendo infuriare gli automobilisti che ogni giorno usano l’infrastruttura che ha reso più vicino il Veneto. Più 13,55% l’anno scorso, più 6,26% quest’anno: un balzo complessivo del 19,81% giudicato del tutto inopportuno da molti. Ma le tariffe erano state ferme dal 2009 al 2012, fanno presente alla Cav. Con il cerino in mano resta il presidente di Cav, Tiziano Bembo, 53 anni, nominato dalla Regione (l’amministratore delegato, Piero Buoncristiano, è di nomina Anas), il quale spiega serenamente il punto di vista della società.

«Il Passante di Mestre – spiega il presidente di Cav – è costato circa 1,2 miliardi di euro. Il rimborso dell’investimento si basa su tre pilastri: il flusso di cassa generato dai pedaggi, che sono in calo (dal 2011 al 2012 sono scesi da 113 a 105 milioni), un prestito Bei da 350 milioni di euro sul quale paghiamo l’Iva (73,5 milioni) e una terza forma, attualmente in corso di perfezionamento, che consentirà di rimborsare altri 300 milioni di euro. La somma restante è finora garantita da Anas, che ne anticipato l’esborso e ne attende il rimborso».

Bembo è arrivato nel 2011 a guidare la società, direttamente dall’incarico di responsabile staff del gruppo consiliare della Lega in Regione, ed ha ereditato la situazione. Ma non fa mistero di ritenere la Cav «una società assolutamente sana»: «Garantiamo la gestione e la manutenzione di 43 chilometri di autostrada a pagamento e ben 22 chilometri aperti, cioè liberi. Ogni anno investiamo circa 10 milioni di euro di investimenti. Solo nel rinnovo della pubblica illuminazione sulla tangenziale di Mestre abbiamo messo 800 mila euro. Abbiamo 230 dipendenti, caricandoci tutto il personale della vecchia Venezia-Padova gestiamo un chilometraggio di tre volte superiore. La società genera un flusso di cassa notevole e noi dobbiamo garantirne l’equilibrio finanziario fino al termine della concessione, il 2032. Faccio presente inoltre che la nostra concessione ha una durata di 23 anni, contro una media di 40 anni di tutte le altre concessioni autostradali italiane».

Sulle agevolazioni, Bembo è tranciante: «Abbiamo istituito un abbonamento agevolato per i pendolari di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga interessati dalla realizzazione del passante. Abbiamo stimato che questa misura costerà alle casse della società dai 300 ai 400 mila euro. Non solo: la nuova tariffa, che in realtà abbassa il pedaggio da 3,30 euro a 2,80 dell’intero tratto Padova-Mestre, costerà circa un milione di euro alla società. Estendere i benefici ad altre categorie non è pensabile senza compromettere l’equilibrio finanziario della società».

Daniele Ferrazza

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IL TWEET – Malvestio ironizza: macché federalismo

TREVISO. Il tweet non è partito da Malta ma dalla più vicina Treviso. L’autore è Massimo Malvestio, avvocato trevigiano consulente del governatore Luca Zaia, che sui costi dei pedaggi autostradali in particolare del Passante di Mestre mostra la sua opinione: «La Cav salutata come federalismo autostradale è invece pedaggismo federale (con rischio imprenditoriale a carico degli utenti)». Così lancia una polemica che rischia però di finire come quasi sempre accade nel Veneto: seguendo il manzoniano «sopire, troncare» del conte zio.

(d.f.)

 

LE REAZIONI POLITICHE

Interrogazione di De Poli, Valdegamberi chiede un’ispezione

PADOVA. Il senatore Antonio De Poli presenterà un’interrogazione al Ministero dei trasporti e al Tesoro sul record pedaggi nel Nordest: «Chiederò al Governo di rivedere i rincari dei pedaggi autostradali che sono particolarmente pesanti per il Nord Est e rappresentano, dunque, una vera stangata per la nostra economia» afferma De Poli.

«Le autostrade venete hanno subito rincari record – fa notare l’esponente Udc -. Chiedo di sapere innanzitutto quali siano i criteri adottati per stabilire gli aumenti visto che alcune aree del Paese sono state ‘graziate’ e soprattutto di valutare una revisione delle tariffe che, così come sono stati determinati, rischiano di provocare un effetto negativo nel campo dei trasporti e del turismo, oltre che causare un prevedibile aumento dei prezzi al consumo”, continua De Poli secondo cui “questi rincari costituiscono un duro colpo alla competitività del sistema economico del Nord Est e potrebbero avere effetti pesanti nell’economia dell’intero Paese».

Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi chiede invece al governatore Luca Zaia di «avviare un’ispezione sulla gestione del sistema autostradale veneto per accertare eventuali responsabilità degli amministratori padani».

In particolare, Valdegamberi punta l’indice su 268 milioni che, in cinque anni, la società A4 Holding, che controlla lae Brescia-Verona-Vicenza-Padova e la A31 Valdastico, avrebbe bruciato. Insomma, è guerra totale contro i nuovi pedaggi.

 

I RINCARI – L’ira dei pendolari esplode su Facebook

Una mobilitazione a colpi di dossier, ricorsi e class action

AUTOSTRADA La furia dei pendolari di Riviera e Miranese dopo gli aumenti

Opzione zero annuncia class action e ricorsi. Annullato anche “il tornello”

«Un aumento del 250 % è inaccettabile: quanti potranno permetterselo?». Tra i pendolari dilaga il malumore per l’aumento delle tariffe sulla Mirano-Padova, intanto il comitato Opzione Zero annuncia:

«Stiamo preparando un dossier che metterà in luce le spericolate operazioni finanziarie di Cav, stiamo valutando ricorsi e class action».

Il nuovo piano tariffario è scattato dal 1. gennaio: il pedaggio sulla Mirano-Padova Est è passato da 80 cent a 2.80 euro, Mestre-Mirano resta gratuita, mentre Mestre-Padova è stata abbassata da 3.30 euro a 2.80. In questo modo la concessionaria autostradale con sede a Marghera ha reso inutile la manovra del tornello: per anni molti pendolari della Mestre-Padova sono usciti e rientrati a Mirano per godere della tratta gratuita tra Mestre e Mirano risparmiando così cinque euro al giorno. Ora non è più possibile, ma a rimetterci sono i residenti di Riviera e Miranese.

Il piano prevede che i pendolari paghino 1.70 anziché 2.80 euro, per un lavoratore si parla comunque di circa 500 euro in più all’anno.

«Metà della mia tredicesima andrà via solo per gli aumenti di Cav» sbotta un miranese su Facebook.

I requisiti per poter godere della tariffa agevolata sono stati pubblicati sul sito di Cav, ma attenzione: gli sconti sono rivolti solo ai residenti di Mirano, Spinea, Pianiga, Mira e Dolo. Gli altri faranno i conti con le tariffe intere, per un aumento di circa mille euro l’anno.

A farsi portavoce dei pendolari è il comitato mirese Opzione Zero, guidato da Mattia Donadel, che l’anno scorso manifestò al casello per protesta:

«Le agevolazioni per i pendolari sono risibili – si legge nella nota diffusa ieri -. Molti utenti si riverseranno sulle strade normali intasandole ancor di più. La responsabilità è di Cav, poi dei suoi azionisti Anas e Regione Veneto, che non hanno mai voluto arretrare la barriera da Venezia-Villabona a Dolo-Roncoduro. Nel dossier analizzeremo i possibili collegamenti con il Sistema Veneto, legato alla Mantovani e ancora al centro delle inchieste».

Opzione Zero attacca anche i sindaci: «Non hanno saputo opporsi con forza e ora dovranno dare risposte alla nuova emergenza-traffico».   

Gabriele Pipia

 

MIRANO E SPINEA

I sindaci: «Si rischia di intasare la viabilità dei nostri territori»

MIRANO – «Ma adesso, con queste nuove tariffe, non c’è il rischio che gli ingorghi di Vetrego si spostino semplicemente in altri punti cruciali della viabilità locale?». A porsi la stessa domanda sono i sindaci di Mirano e Spinea: ognuno tira acqua al proprio mulino, entrambi temono pesanti ripercussioni di traffico in alcune zone già congestionate.

Maria Rosa Pavanello chiedeva da tempo l’eliminazione del «tornello» di Vetrego, ma un piano con pedaggi così elevati non può soddisfare i miranesi: «Ben venga l’eliminazione del tornello, ma non basta – dichiara il sindaco -. Nonostante le riduzioni per i pendolari, penso che Cav avrebbe dovuto applicare una tariffa più bassa. A Mirano abbiamo sopportato una lunga serie di disagi per effetto di un casello che avrebbe dovuto essere provvisorio, ma che in realtà è l’unico della zona ad essere aperto sia per auto che per camion – prosegue Pavanello -. Il timore è che ora molti automobilisti si riversino sulle strade interne come Cavin e Noalese, con il risultato di portare un ulteriore mole di traffico».

Ma a rischio congestione c’è pure la camionabile Viale Venezia: molti pendolari di Mirano e dintorni potrebbero decidere di andare a prendere il Passante a Spinea: «Mi auguro che i problemi di Vetrego non vengano semplicemente spostati a Crea – commenta il sindaco Silvano Checchin . La situazione dovrà essere controllata fin da subito, gli utenti devono scegliere i caselli in ottica trasportistica e non tariffaria».

(g.pip.)

 

Gazzettino – By pass di Campalto, la protesta continua

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2

gen

2014

L’Anas ha già picchettato il tracciato della nuova contestata strada

L’Anas tira dritto per la sua strada, ma i cittadini non si arrendono e continuano a protestare.
Parliamo del by pass di Campalto, ormai prossimo all’avvio visto che il tracciato è già bel che picchettato e della protesta dei residenti che non solo non demordano, ma sfornano di continuo motivi per contestare l’opera.

«Siamo le famiglie che saranno a breve rovinate da scelte ottuse che impongono di costruire a tutti i costi una strada inconciliabile nel nostro territorio, lunga circa due chilometri, dal costo iperbolico stimato dall’Anas di 57,6 milioni di euro – scrive il comitato “By pass” in una lettera indirizzata alla stampa.

Vorremmo subito porre una domanda: come mai a Belluno dieci chilometri di galleria stradale costano circa sessanta milioni di euro e a Campalto per due chilometri di strada mettono a bilancio grosso modo la stessa cifra?”

Secondo la portavoce del comitato Marina Chiarel il by-pass di Campalto è, tra l’altro, un’opera con copertura parziale, giacché l’importo garantito di cassa risulta solo quello del bando originale, equivalente a 31 milioni di euro, mentre il resto della spesa preventivata non risulta ad oggi effettivamente coperta.

Sempre in tema di contestazioni il comitato sostiene che se l’Anas dovesse affidare i lavori ad entrambe le ditte classificatesi ai primi due posti della gara d’appalto per «compiacere» la seconda che ha presentato ricorso al Tar del Veneto contestando l’esito della gara stessa, «ciò risulterebbe in totale contrasto con i criteri di aggiudicazione del bando e non rispetterebbe la prevista trasparenza pubblica».

L’ultimo rilievo riguarda la valutazione di impatto ambientale. «L’Anas sostiene che non è necessaria la relazione della Via – scrive Chiarel – invece in questo specifico contesto idrogeologico, ovvero nell’area indicata dal progetto, risulta obbligatoria, così come la Vias, la valutazione preventiva dell’impatto ambientale necessaria per tutte le opere da realizzarsi nel contesto di gronda lagunare».

 

“L’aumento del pedaggio autostradale è inaccettabile, la questione non finisce certo qui. Stiamo pensando ad un’azione di ricorso o di class action”. Dilaga il malumore tra i pendolari per i nuovi pedaggi applicati sull’A4, il comitato mirese “Opzione Zero” si fa portavoce delle proteste e annuncia battaglia: “L’aumento del pedaggio autostradale sulla tratta Mirano-Padova est non risolve il problema, anzi lo aggrava. Il costo è insostenibile per la maggior parte dei pendolari e degli utenti che saranno costretti a riversarsi sulla viabilità normale – scrive il presidente Marco Donadel -. Le autostrade saranno sempre più vuote, mentre le strade della Riviera e del Miranese saranno sempre più intasate”.

Le novità sono state introdotte dalla società autostradale Cav, con sede a Marghera in via Bottenigo, a partire dal 1.gennaio. Vediamo nel dettaglio quali sono: Mirano-Padova Est passa da 80 cent a 2.80 euro, mentre Mirano-Padova Ovest da 1.60 euro a 3.60 euro. Si abbassa il pedaggio della Mestre-Padova Est, da 3.30 euro a 2.80 euro. Resterà gratuita invece la tratta Mestre-Mirano. Per chi prende il Passante a Spinea per uscire a Padova Est, invece, il pedaggio è salito da 1.50 a 1.60 euro.

“La responsabilità sta in capo prima di tutto alla società CAV SpA, quindi ai suoi azionisti ANAS e Regione Veneto, che non hanno mai voluto arretrare la barriera di Villabona a Roncoduro come previsto dagli accordi – si legge nella nota diffusa ieri dal comitato -. Il nostro comitato attacca però anche la debolezza dei  Sindaci della zona  che non hanno saputo opporsi con forza alla soluzione imposta da Cav e che per primi dovranno dare risposte alla nuova emergenza traffico”.

Opzione Zero presenterà agli organi competenti un dossier sul Passante approfondendo le operazioni finanziarie di Cav, intanto sono già stati avviati i contatti con dei legali. Cav garantirà degli sconti del 40 % per chi farà 20 ingressi in autostrada (anche 10 andate e 10 ritorni) in un mese. Mirano-Padova Est costerà dunque 1.70 euro, comunque più del doppio rispetto alle tariffe del 2013. Per questo motivo il comitato definisce queste riduzioni “risibili”.

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PORTO MENAI DI MIRA MIRA – Finalmente dopo anni di attesa, una buona notizia per Porto Menai: assegnati i lavori per la realizzazione del percorso ciclopedonale e della passerella sul canale Novissimo. A darne notizia i consiglieri provinciali del Pd Renato Martin e Guerrino Palmarini.

«Il percorso ciclabile collegato al Naviglio Brenta» spiega Palmarini «è stato finanziato in parte dalla Provincia con 253 mila euro e in parte con la partecipazione al bando promosso dal Gal Antico Dogado con fondi europei all’interno di un programma di sviluppo rurale per il Veneto, per 380mila euro. L’appalto è stato vinto dalla ditta “Rossi Costruzioni Generali srl” di Vicenza che ha offerto un ribasso di 21,173%».

Sarà realizzato un percorso cicloturistico di collegamento che segue il tracciato perilagunare lungo il canale Novissimo connettendosi a nord con il più noto itinerario lungo il Naviglio del Brenta e a sud con la pista ciclabile Lugo-Lova, sua continuazione naturale sviluppata lungo la medesima sommità arginale del Novissimo. Con questo percorso sarà realizzata una passerella ciclopedonale sul Novissimo a Porto Menai all’altezza della provinciale 22. L’opera sarà completata nel 2014.

(a.ab.)

 

MIRA – «Per la realizzazione del sottopasso ciclopedonale a Borbiago siamo ottimisti, le difficoltà sui militi di spesa potranno essere superate solo se i tempi saranno brevi».

Davide Moressa, portavoce del Comitato che ha raccolto oltre duemila firme a sostegno della realizzazione del sottopasso, è ottimista. Lunedì scorso il sindaco Alvise Maniero ha confermato l’esito dell’incontro con l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso. Quest’ultimo ha espresso la disponibilità a realizzare il sottopasso ciclopedonale a Borbiago che garantirebbe il collegamento tra la frazione, il cimitero e Oriago dopo il completamento della bretella tra casello autostradale e Regionale 11 – Brentana purchè il costo non superi il milione di euro. Secondo il progetto preliminare i costi complessivi dovrebbero essere di circa 1.400 mila euro.

«Come comitato siamo ottimisti anche se però non ci nascondiamo le difficoltà – afferma Moressa – Sull’importo che la Regione è disposta a finanziare pensiamo che sia cosa facile restare nel costi indicati. Lo studio di fattibilità ha previsto un costo complessivo di 1 milione e 4oo mila euro – afferma il portavoce del Comitato di Borbiago – ma se consideriamo però che a priori questo costo è maggiorato mediamente del 20% e che manca ancora una gara d’appalto, sulla quale i costi indicativi potrebbero essere abbassati, si potrebbe arrivare abbastanza facilmente alla cifra limite indicata dalla Regione».

Luisa Giantin

 

salzano. già raccolte 50 firme

I residenti di Robegano inferociti per vibrazioni e danni alle case

SALZANO. Per chiedere lo stop dei mezzi pesanti in centro a Robegano, ora si muovono pure i residenti. In passato Comune e Pd hanno invitato la Provincia, che aveva detto no a quest’ipotesi, a trasferire i tir nella variante da via Roma a via Castellana a Martellago. Stavolta, però, sono i cittadini di via XXV aprile ad arrabbiarsi, stanchi di vivere con un continuo viavai di camion. E lo fanno con una lettera, sottoscritta da una cinquantina di persone, in cui mettono in risalto i problemi di sicurezza della provinciale Mestrina, dove ci sono la chiesa, le scuole e le sedi di alcune associazioni, con le case sottoposte a continue vibrazioni, crepe sui muri, manto stradale degradato.

Il documento sarà inviato al prefetto Domenico Cuttaia, al presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, al suo ufficio Viabilità e al sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin.

«Il cedimento e la disgregazione dell’asfalto» si legge «hanno provocato avvallamenti profondi e tali da creare, in alcuni brani stradali, un dislivello di diversi centimetri tra una corsia e l’altra. Le vibrazioni percepite all’interno degli edifici sono tali da poter essere paragonate a microscosse telluriche, trasmettendosi alle pavimentazioni e alle murature (su cui sono visibili fessurazioni indotte) nonché al mobilio e sono percepite chiaramente, non solo da chi abita a ridosso della strada suindicata, ma anche da chi vive in abitazioni situate in posizione più arretrata».

A questo punto i firmatari invitano Ca’ Corner a rifare l’asfalto quanto prima e chiedono di eliminare il problema alla radice, spostando altrove i mezzi pesanti.

«Nel caso la situazione si dovesse protrarre e si dovessero manifestare ulteriori danni agli immobili» continua la missiva «si riterrà responsabile la Provincia».

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Gazzettino – Salzano. Petizione contro i tir in centro.

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27

dic

2013

SALZANO – Raccolta firme del Pd per chiedere allo Provincia lo stop

SALZANO – «I tir passano su una strada già consumata, anche in piena notte, a pochi passi dalla chiesa e dall’asilo. Non ne possiamo più: il centro di Robegano non è una camionabile».

Con questa premessa il circolo del Pd di Salzano ha avviato proprio sotto Natale una raccolta-firme per chiedere ancora una volta alla Provincia di vietare il transito ai mezzi pesanti che passano nel cuore della frazione di Robegano. Una risposta negativa alla richiesta presentata un anno fa dal sindaco Quaresimin è già pervenuta nelle scorse settimane, ora si mobilitano pure i cittadini: il Pd ha già inviato a tutte le famiglie la petizione da sottoscrivere, a gennaio sarà organizzata pure una manifestazione.

«Nella direzione che va da Noale a Maerne è già in vigore il divieto di transito ma non è così nella direzione opposta – si legge -. Nonostante l’apertura della bretella stradale fatta proprio per deviare il traffico dai centri di Martellago e Robegano, i cittadini di Robegano devono sopportare rumore, inquinamento, pericoli e danni agli edifici».

I moduli saranno raccolti la mattina del 5 gennaio in centro a Robegano: saranno inviati pure all’assessore regionale Chisso e al prefetto Cuttaia.

(g.pip.)

 

Nuova Venezia – Salzano. “Basta camion in centro”.

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27

dic

2013

ROBEGANO. si firma il 5 gennaio

Il Pd promuove una petizione 

ROBEGANO – La Provincia ha detto no a interdire tutto il traffico pesante per il centro di Robegano e il Pd locale si mobilità per una petizione annunciata per domenica 5 gennaio. In questi giorni, le famiglie della frazione stanno ricevendo una lettera, con tanto di modulo per firmare, dove si spiegano le ragioni della protesta, nate dopo il rifiuto di Ca’ Corner di impedire ai camion il passaggio su via XXV Aprile, in direzione Noale. Da tempo non si può più fare il tragitto inverso e chi arriva da via Mestrina, deve svoltare per forza a destra o a sinistra. Con l’apertura della variante di Robegano, (da via Roma a via Castellana a Martellago), il sindaco, Alessandro Quaresimin, e quello di Martellago, Giovanni Brunello, quand’era in carica, scrissero una lettera alla Provincia nell’agosto 2012 dove si chiedeva di spostare tutti i tir proprio sulla nuova bretella, in modo da liberare il centro. Ma lo scorso novembre era arrivata la doccia fredda, la richiesta non era stata accolta. Quaresimin si era detto molto arrabbiato, ora il Pd ha deciso di fare una petizione la mattina del 5 gennaio proprio in centro paese.

«Diamo sicurezza e tranquillità ai cittadini di Robegano», lo slogan dell’iniziativa. «I cittadini di Robegano», si legge nella lettera, «non sono più disposti a sopportare tutto questo. Perciò chiediamo faremo sentire la voce davanti al prefetto Domenico Cuttaia, al presidente della Provincia Francesca Zaccariotto e all’assessore regionale Renato Chisso».

(a.rag)

 

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