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Gazzettino – Borbiago. Sottopasso, si’ della Regione.

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24

dic

2013

MIRA – Un milione per realizzare l’opera voluta dalla cittadinanza a Borbiago

Intanto si allungano ulteriormente i tempi per i cantieri lungo la Regionale 11

SVOLTA – La Regione pronta a realizzare anche il sottopasso ciclopedonale di Borbiago

La Regione pronta a realizzare anche il sottopasso ciclopedonale di Borbiago «ma il costo non deve superare il milione di euro» mentre si allungano nuovamente i lavori nel cantiere sulla Regionale 11 – Brentana.

L’anno si conclude con una buona ed una cattiva notizia per quanti riguarda due importanti nodi nelle infrastrutture di Mira.

Ieri si è svolto un incontro tra il sindaco di Mira Alvise Maniero, l’assessore Regionale Renato Chisso e l’amministratore delegato di Veneto Strade Silvano Vernizzi per fare il punto sulla situazione dei cantieri miresi partendo dalla realizzazione del sottopasso ciclopedonale alla luce del progetto preliminare presentato nelle scorse settimane anche nel sito internet del Comune.

Un sottopasso fortemente voluto dai cittadini delle frazioni di Borbiago e Oriago preoccupati che il completamento della bretella tra la Regionale 11 e l’autostrada con la rotatoria di Borbiago tagli in due le frazioni particolarmente unite.

Secondo il progetto il passaggio ciclopedonale sulla rotatoria costerebbe circa un milione e mezzo di euro. «La Regione ha concordato con noi sull’importanza del sottopasso – ha spiegato il sindaco Maniero accompagnato all’incontro dall’assessore ai Lavori Pubblici Luciano Claut e dalla dirigente del Settore Cinzia Pasin – ma ha anche ribadito che occorre contenerne i costi entro il milione di euro, non di più. Occorre quindi che il progetto sia studiato per rimanere dentro questa cifra».

Brutte notizie invece per quanto riguardano i cantieri già aperti, soprattutto quello all’incrocio di via Boldani tra Borbiago e Mira Porte ed il ponte sul Serraglio che doveva concludersi entro l’estate scorsa.

«Purtroppo i ritardi sono stati confermati – ha spiegato l’assessore Claut – nel senso che la fine dei lavori nel cantiere all’altezza del ponte sul Serraglio, passa da marzo a fine aprile».

Novità anche per quanto riguarda il passaggio a livello di via Risato Bellin a Oriago e del funzionamento «a sighiozzo».

All’incontro tra l’assessore Chisso ed il sindaco ha partecipato anche il presidente di Sistemi Territoriali Gian Michele Gambato. «Pure in questo caso ci sono state ampie assicurazioni da parte dell’azienda – ha sottolineato l’assessore Claut. – Sistemi Territoriali si è impegnata anche a mettere a punto entro gennaio una migliore sincronizzazione tra chiusura delle sbarre e transito dei treni».

 

BORBIAGO – Arriva il via libera dalla Regione per il sottopasso ciclopedonale a Borbiago, ma non dovrà costare più di un milione di euro. A spiegarlo è stato l’assessore alla Mobilità della Regione Renato Chisso durante un incontro che era stato chiesto a gran voce dal comune di Mira e dai comitati della zona.

«Abbiamo ribadito – spiega il sindaco di Mira, Alvise Maniero – la grande aspettativa dei cittadini verso quest’opera. La Regione ha concordato con noi sulla sua importanza, ma ha anche ribadito che occorre contenerne i costi entro il milione di euro non di più. Occorre quindi che il progetto sia studiato per rimanere dentro questa cifra».

L’incontro è stato utile anche per affrontare i ritardi dei lavori di Veneto Strade sulla Regionale 11 a Mira, con i conseguenti disagi per gli automobilisti e i cittadini per le code quotidiane che si creano all’altezza del cantiere.

«I ritardi sono confermati – dice l’assessore Claut – La fine dei lavori nel cantiere all’altezza del ponte sul Serraglio, passa da marzo a fine aprile. Veneto Strade si è impegnata a far pervenire al Comune, nei primi giorni di gennaio, un nuovo cronoprogramma».

(a.ab.)

 

BORBIAGO – Vertice in Regione lunedì 23dicembre fra il sindaco di Mira Alvise Maniero e l’assessore ai Trasporti regionale Renato Chisso per il sottopasso ciclopedonale di Borbiago.

«Lo studio per il sottopasso lato nord illustrato per conto di Veneto strade dall’ingegner Giovanni Carraro – spiega Davide Moressa per i comitati che si sono battuti per il sottopasso – ha confermato la fattibilità dell’opera».

L’opera, se realizzata, aprirebbe collegamenti usando anche gli argini.

«Il sindaco Maniero – dice Moressa – assecondando l’insistenza del nostro comitato ha richiesto e ottenuto la scorsa settimana un incontro con Chisso per fondi e tempi. Il sottopasso infatti costerebbe circa 1.400.000 euro. Chisso ha risposto subito e ha convocato il sindaco in Regione per il 23 dicembre.

Non mancano però le critiche alla Regione.

«Resta il rammarico– dice Moressa – che la soluzione del sottopasso, ora fattibile, non sia stata seriamente studiata nel 2006 quando si aveva tutto il tempo per poterla inserire tra le opere complementari al Passante. Nel frattempo, ci ritroveremo tra 1 mese quando aprirà la bretella Oriago Sr11-Casello Mira-Oriago , un pericolosissimo attraversamento a raso con 10.000 veicoli al giorno».

(a.ab.)

 

«Opera a copertura parziale e attendiamo risposte da un anno»

CAMPALTO «Come mai a Belluno dieci chilometri di galleria stradale costano circa 60 milioni di euro e a Campalto per due chilometri di strada ne mettono a bilancio 57, 6 milioni?».

La domanda la pongono i cittadini contrari al bypass di Campalto che continuano a contrastare l’opera e denunciano: «La novità emersa in questi giorni da indiscrezioni della Regione è che il bypass di Campalto è una opera con budget a copertura parziale: siamo venuti a conoscenza che l’importo garantito di cassa risulta solo quello del bando originale, equivalente a 31 milioni e 559 mila euro; il resto degli stanziamenti sbandierati non risulta ad oggi effettivamente coperto».

E ancora, riguardo la gara d’appalto promossa dall’Anas: «Dopo il ricorso della ditta arrivata al secondo posto nell’aggiudicazione provvisoria, risulta pendente un contenzioso legale della stessa dinnanzi al Tar del Veneto e pertanto non si è potuto procedere alla stipula del contratto».

E riguardo la richiesta del comitato di accesso agli atti del progetto «viene dichiarato candidamente che in questo progetto obsoleto non è necessaria la relazione della valutazione di impatto ambientale. In questo contesto idrogeologico invece risulta obbligatoria per valutare gli impatti ambientali di tutte le opere e a maggior ragione in questa che attraversa pesantemente i centri urbani».

Molte le critiche del comitato contro il bypass di Campalto alle istituzioni, dal Comune all’Anas, e i cittadini, nel loro ultimo comunicato, ricordano la promessa del maggio 2012 del sindaco Orsoni che aveva garantito un confronto con Anas per valutare se il tracciato era modificabile per essere reso meno impattante.

«Da quella data non abbiamo più sentito nulla, siamo ancora in attesa di una rispost e siamo spaventati sentendo le ultime indiscrezioni di Anas sulle modifiche per accomodare le molte incongruenze progettuali».

 

IL CONTENZIOSO

MOGLIANO – Ancora uno stop del Tar alla bretella di completamento della tangenziale nord-ovest di Mogliano. Ieri il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso urgente presentato da Giorgio Boldini contro il decreto espropriativo dei terreni di proprietà. La prima sospensiva concessa dal Tar al progetto della bretella, voluto e finanziato dalla Provincia di Treviso con 9,5 milioni di euro, c’era stata lo scorso novembre su richiesta dell’azienda agricola Pesce che si batte per avere un’ indennizzo dei terreni da espropriare ben superiore a quello stabilito dalla Provincia.

Nel caso del ricorso di Giorgio Boldini (presidente della Fondazione Giuseppe Boldini) non si parla di soldi. «Sosteniamo che dopo la realizzazione del Passante di Mestre si tratta di un’opera viaria inutile e devastante per un’area di grande pregio ambientale».

Il giudizio di merito sul ricorso presentato da Boldini è stato fissato per il 15 gennaio prossimo.

(ndup)

 

Respinta dal Consiglio comunale la mozione per usare in altro modo i fondi destinati all’opera

MONSELICE – La complanare passa lo scoglio del Consiglio comunale. Si è protratta a lungo, l’altra sera, la discussione sulla grande arteria da 14.450.000 euro, messa “sotto accusa” da diversi consiglieri di opposizione. Presentato anche lo studio di Net Engeneering e Anas sulla viabilità. 20.000 gli automezzi che ogni giorno entrano o escono dal casello di Monselice. Secondo lo studio, la complanare comporterà come minimo la riduzione del 50% di questo traffico, a cominciare dai mezzi pesanti, deviati sulla complanare tranne quelli diretti a Monselice. 3.560.000 automezzi in meno all’anno. Il sindaco Francesco Lunghi ribadisce nuovamente l’importanza strategica della complanare per collegare il casello dell’A13 con la nuova Sr 10 e quindi la Valdastico Sud: «Spostare il casello viene a costare circa 20 milioni di euro, la terza corsia Monselice-Padova altri 60 milioni, l’autostrada in questo momento non ha né l’interesse né le risorse. E per la complanare, il finanziamento della Regione se non va a Monselice va da un’altra parte. I soldi ci sono, è l’unica opera inserita nel piano triennale della Regione».

«A mio parere il procedimento per l’approvazione del progetto definitivo è viziato e il provvedimento sarà annullabile», sostiene invece il consigliere Paolo Drago. «È stato sbagliato il procedimento per la Valutazione di impatto ambientale. In più sottolineo che con una spesa di un quarto si può fare un collegamento diretto tra il casello e la zona industriale».

«Così com’è la complanare favorisce solo il Conservano», rincara Lucio Perin. «Sono nove anni che non voto il bilancio, perché sono contro questa complanare. Sono a favore invece di una circonvallazione sud che andasse a finire nella nostra zona produttiva».

«L’ultima lettera di Veneto Strade del 17 ottobre è una lettera politica, non c’è alcun riferimento ai fondi per finanziare l’opera. Dall’ultima lettera del sindaco del 4 novembre, si capisce che non ha alcun accordo con Veneto Strade su chi paga gli espropri della terza corsia. E la delibera di giunta provinciale non contiene alcun riferimento ai capitoli di spesa del bilancio provinciale. Dove sono questi soldi? Il Comune non può partire con la procedura degli espropri se non ha i soldi per farli». La mozione alla fine è stata bocciata, con la maggioranza ha votato anche Rino Biscaro del Pd.

Francesca Segato

 

 

Cantieri aperti entro la metà del 2014. Sulla Noalese una rotonda di fronte al nuovo autoparco. A Noale partono i lavori per il sottopasso vicino alla Stazione .

SCORZÈ . Viabilità a Scorzè e Noale: nei prossimi mesi nuovi cantieri sulla Castellana e sulla Noalese. Scorzè attende il via libera per la tangenziale sud, con gli espropri già pronti per essere inviati, e la rotonda sulla Noalese che dovrà servire l’autoparco sul Drizzagno.

Nella città dei Tempesta, invece, si attende l’avvio dei lavori del sottopasso di via Ongari; questo comporterà anche la costruzione di una bretella che arriverà fino alla Noalese.

A Scorzè sono attese novità imminenti. Per la fine dell’anno, dovrebbe andare in appalto il cantiere della tangenziale sud, da via Milano alla rotonda della Castellana, da dove poi ci sarà l’innesto per il casello del Passante. La lettera che dispone l’ esproprio arriverà nelle case di un centinaio di residenti e imprenditori. Se i tempi saranno rispettati, entro la metà del 2014 dovrebbero iniziare i lavori. Si useranno i 12 milioni di euro messi sul piatto dalla Regione per la vecchia soluzione, da via Mestrina a via Volta, ma poi dirottati sul nuovo progetto approvato.

La tangenziale sud avrà due corsie e quattro rotatorie: su via Milano, via Boschi (questa già esistente), più via De Gasperi e via Volta (zona via Olmara). E nelle prossime settimane gli operai si metteranno al lavoro anche al Drizzagno perché l’autoparco comporterà anche delle modifiche alla viabilità. Per accedere alla nuova struttura, infatti, sono previste un’unica strada che nascerà da via Branco e una rotatoria da circa 75 metri di diametro all’incrocio tra la Noalese e le vie Bigolo e Branco.

Nel 2014, poi, dovrebbe essere quello buono per aprire l’autoparco, con i lavori rimasti fermi per tre anni a causa dell’amianto. A Noale nei giorni scorsi è stato ufficializzato l’avvio dei cantieri per il sottopasso vicino alla stazione, in via Ongari. Gli operai si metteranno al lavoro entro la fine di febbraio 2014 e poi sarà costruita una strada, a nord delle piscine, che finirà sulla Noalese, all’imbocco della bretella di via Valsugana. L’opera non si farà nell’attuale sedime; troppo stretta, infatti, la carreggiata e poi vicino ci sono le case. Troverà posto più a est, nell’attuale area della fornace di via dei Novale, chiusa per cessata attività. E tutta la superficie sarà trasformata, con immobili residenziali e commerciali. Su via dei Novale, tra via Ongari e via Lancerotto sorgerà una rotatoria. In pratica, arrivando dalla variante alla Noalese, si potrà evitare tutto il centro storico e trovarsi sulla regionale, zona Capitelmozzo.

Alessandro Ragazzo

 

NOVENTA – Parere favorevole della Provincia. In gioco anche le soluzioni per la viabilità

ESPANSIONE – Il centro di Noventa sarà collegato alla zona commerciale dell’Outlet

Il Piano d’assetto del territorio, con le indicazioni per la soluzione della viabilità all’uscita dal casello autostradale e vicino all’outlet, ha ottenuto il parere favorevole della Giunta provinciale. E la settimana prossima è già in programma la Conferenza dei servizi per la definitiva approvazione del nuovo strumento urbanistico, particolarmente atteso perché individua gli interventi futuri in paese.

In gioco ci sono infatti le ipotesi elaborate dallo studio Proteco di San Donà, per risolvere il nodo della viabilità nella zona dell’Outlet, dove più strade confluiscono in un’unica rotatoria che ormai più volte l’anno si congestiona, specialmente in occasione dei saldi. Un intervento risolutivo non sarà comunque immediato, poiché è collegato ad un’ulteriore espansione dell’area commerciale noventana. Nel Pat sono previsti anche la riqualificazione del centro cittadino e la previsione di un collegamento con la zona commerciale, il risanamento delle aree produttive degradate, l’installazione di nuove aree verdi, oltre al completamento del sistema viario, del sistema commerciale, ricettivo e dei servizi (il “Cardine Europeo”),vicino al casello della A4, il sistema dei servizi. «Si intende portare avanti contemporaneamente la costruzione del nuovo e la riqualificazione dell’esistente» ha spiegato il vicepresidente della Provincia Mario Dalla Tor nell’illustrare alla Giunta Zaccariotto il Pat di Noventa.

 

Richiesta formale di un Consiglio comunale sull’argomento

Lo scopo è di spendere i 14 milioni in «sviluppo compatibile»

MONSELICE – Sei consiglieri comunali mettono in discussione la complanare. E lo fanno con la richiesta di un Consiglio comunale. Un’iniziativa condivisa da Pietroantonio Aldrigo, Paolo Drago, Francesco Miazzi, Lorenzo Nosarti, Lucio Perin e Gabriella Zanin, schieramento trasversale che si chiede se sia davvero opportuno investire 14 milioni di euro per una grande opera viaria.

Nella proposta di mozione presentata, i consiglieri chiedono «che sia fatta chiarezza sui termini del finanziamento; che siano illustrati ai consiglieri comunali e alla cittadinanza i contenuti e i dettagli del progetto; che siano prese in considerazione nuove e diverse soluzioni, a minor impatto ambientale, a minor costo economico, più coerenti con l’attuale situazione economica e con le reali prospettive di crescita del territorio».

Impegna quindi l’amministrazione a fare uno studio sulle possibili alternative alla complanare e ad aprire una consultazione con la cittadinanza sulla destinazione di questi 14 milioni di euro.

Ancora, i consiglieri puntano a «sollecitare la Regione e la Provincia a indirizzare i fondi disponibili in opere e progetti per il nostro territorio, con l’obiettivo di creare sviluppo compatibile e buona occupazione» e invitano il sindaco e l’amministrazione «a sbloccare immediatamente i 500.000 euro congelati nel bilancio comunale, utilizzando queste risorse per la manutenzione di strade e patrimonio comunale e per sostenere progetti volti a favorire nuova occupazione».

Il consiglio comunale dovrà essere convocato entro metà mese. L’idea della complanare per bypassare via Orti nasce nel 1999: le prime lettere per gli espropri sono partite in questi giorni.

Francesca Segato

 

Nuova Venezia – Spinea. Pm10, il Comune finanzia le analisi

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3

dic

2013

 

La centralina Arpav del Villaggio dei Fiori sarà pagata con le casse municipali 

SPINEA – Polveri sottili sotto controllo in questi primi giorni di dicembre, venerdì e sabato scorsi invece gli ultimi sforamenti dei valori soglia, rispettivamente con 93 e 79 microgrammi per metro cubo. L’aria di Spinea resta avvelenata (in media “scadente”, con picchi che rasentano la soglia “pessima”), ma la notizia è che ora i cittadini possono saperlo, dopo l’avvio dei monitoraggi pagati direttamente dal Comune.

L’Arpav infatti, com’è noto, ha finito i soldi, costretta a “tagliare” le centraline in provincia e a farne le spese, nonostante sia una delle aree più inquinate, è stata proprio quella del Villaggio dei fiori a Spinea.

Il Comune, per non restare senza rilevamenti, ha speso i suoi bei 20 mila euro per misurarsi il veleno in casa (tra l’altro prodotto in buona parte dal Passante). Firmata una convenzione della durata di 24 mesi: la centralina, riposizionata in viale San Remo, al Villaggio dei fiori, è attiva da qualche giorno e le prime misurazioni confermano la qualità non proprio salubre dell’aria respirata dagli spinetensi. L’apparecchio misura non solo Pm10, ma anche ossidi di azoto e monossido di carbonio. Dal 27 novembre Arpav è tornata così a pubblicare i dati validati della stazione di Spinea. Pagando il servizio di tasca propria il Comune ha così incaricato Arpav di riattivare la centralina, che resterà in funzione, come prevede la convenzione, almeno fino al 31 ottobre 2015. In questo modo sarà possibile monitorare costantemente i livelli di inquinanti in città, consentendo al Comune di dimostrare che la qualità dell’aria in questa parte di territorio è tutt’altro che migliorata e che urgono soluzioni e mitigazioni per proteggere i cittadini dalle polveri. Questioni che il sindaco Silvano Checchin aveva già posto, non senza polemica, a ottobre, denunciando il paradosso: Passante calato dall’alto e comuni lasciati soli a risolversi i problemi portati in dote dal tracciato. Ora pagandosi pure i monitoraggi.

(f.d.g.)

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