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L’iter per la realizzazione del nuovo casello sull’A27 a Santa Lucia di Piave procede con l’appoggio del Ministero e a prescindere dai ricorsi. Sono quattro le istanze pendenti con le quali altrettanti soggetti si oppongono alla costruzione del casello. Tuttavia le cause in essere non impediscono all’iter burocratico di proseguire.

Il sindaco di Santa Lucia di Piave ha incontrato l’ormai ex ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. «Dal ministero è stata confermata la volontà di costruire il casello – afferma il sindaco Riccardo Szumski – Non dimentichiamoci che c’è una delibera del consiglio dei ministri nella quale si afferma che l’opera è prioritaria e di interesse nazionale».

A mancare non è la volontà da parte delle istituzioni di realizzare lo svincolo, bensì i soldi. L’opera complessiva costa 35 milioni di euro.

«La società Autostrade ha già stanziato a bilancio 15 milioni di euro per il casello in sè – dice Szumski – mancano i 10 milioni di euro necessari per la viabilità di collegamento nel tratto su via Lovadina (che dovrebbero essere a carico della Provincia e che l’ente non ha, ndr)».

Altri 10 milioni di euro, che mancano ancora all’appello, servirebbero per realizzare la viabilità complementare nel tratto lungo il Piave in direzione Cimadolmo. Tuttavia la Provincia ha già deliberato uno stralcio funzionale di questa parte di opera proprio perché l’iter possa proseguire anche se non si trovano le risorse economiche per coprire anche questi lavori.

«Le infrastrutture come il casello – ha tuonato il Comitato per la tutela del paesaggio veneto che si oppone alla costruzione dello svincolo – sono il bancomat che la politica e il suo entourage usa per alimentarsi».

Ma il sindaco ribadisce con forza che è pronto ad andare fino in fondo. «Da sindaco, mi batterò per la costruzione del casello – dice Szumski – sicuramente fino alla fine del mio mandato».

Ma il Comitato non ci sta: «La cittadinanza, aggravata sempre di più tasse, è stufa di vedere usare i propri soldi in opere che non sono necessarie, per contro molto costose e aggravate da balzelli continui per far aumentare i costi».

L’iter prosegue con contatti tra sindaco e ministero anche dopo le dimissioni del ministro Lupi.

 

VETERNIGO «Limite dei 50 orari su tutta via Desman». La Provincia toglie la “scusa” delle nuove località al Comune di Mirano: si viaggerà come in centro abitato da Zianigo ai confini con la provincia di Padova, senza bisogno di nuovi cartelli.

Diventano inutili così i vari “Fontana” e “Veternigo di Mirano” che tanto avevano fatto discutere e che, a questo punto, verranno forse tolti.

La notizia dei nuovi limiti di velocità in arrivo in via Desman è stata portata ieri dall’assessore ai Lavori pubblici di S. Maria di Sala Fabio Semenzato, dopo il secondo tavolo tecnico convocato in Provincia dal commissario Cesare Castelli.

Altre le novità in arrivo: la Provincia potrebbe installare alcuni segnalatori di velocità con display luminoso e istituire un divieto d’accesso ai camion superiori alle 3,5 tonnellate in direzione Tre Ponti-Mirano. In pratica dalla rotatoria della Noalese i Tir non potranno più svoltare verso Veternigo e Zianigo.

Una possibilità che verrà valutata anche per l’altro ramo di via Desman, quello che attraversa il centro di Sant’Angelo fino ai confini con Borgoricco, ma che è di più difficile attuazione a causa di un analogo divieto anche sulla perpendicolare via Stradona.

Sullo sfondo di questi primi provvedimenti resta la possibilità di riprendere in mano il progetto di ciclabile, che poi è quello che il comitato chiede scendendo in strada ogni giorno dal 17 novembre.

«Verrà valutato un nuovo studio per prolungare la ciclabile prevista, seppur sulla carta, da Zianigo a Tre Ponti, anche verso Sant’Angelo», spiega Semenzato, «c’è un problema di lievitamento dei costi, ma abbiamo intenzione di chiedere un nuovo bando alla Regione, disponibili a partecipare alla spesa».

(f.d.g.)

 

IL PASSANTE

MARTELLAGO – Per l’apertura del casello del Passante Martellago-Scorzè si stanno attendendo le autorizzazioni del ministero delle infrastrutture. Poi si potrà dare il via libera a macchine e camion. E Cav pensa che per fine mese tutto possa essere risolto. Si aspettano gli ultimi documenti prima del taglio del nastro che dovrebbe avvenire comunque per Pasqua, dopo che i lavori sono finiti il 30 novembre mentre negli ultimi tre mesi sono state fatte le rifiniture, sistemate le banchine, istallati i cartelli, fatti gli allacciamenti e i collaudi.

Completate anche le quattro rotatorie lungo il tracciato che porterà al casello, ovvero quelle ai lati, agli incroci con via Canove e in via Morosini a Martellago, via Ponte Nuovo e via San Paolo a Scorzè: su queste si può transitare senza alcun problema.

Ora che tutto è concluso, la gente, anche attraverso i social network e le telefonate ai municipi, si sta chiedendo quando ci sarà l’inaugurazione. Ma dai Comuni non conoscono la data ufficiale, così come da Cav, che si dice fiduciosa, però, di iniziare con i transiti per la fine di marzo. E quando arriveranno gli ultimi documenti da Roma, all’interno ci saranno pure le tariffe dei pedaggi.

(a.rag.)

 

MARTELLAGO – Bisognerà attendere fino a fine mese per vedere aperti il casello di Martellago-Scorzè e la viabilità di adduzione. Dalla Cav fanno sapere che è tutto pronto e sono stati ultimati anche i collaudi, ma si è ancora in attesa della autorizzazione all’apertura da parte del Ministero alle Infrastrutture: autorizzazione che porta con sè anche uno degli aspetti che più stanno a cuore agli utenti, la definizione del pedaggio. La data, dunque, non è stata ancora stabilita ma la Cav la prevede per la fine di marzo e comunque, appena fissata, la pubblicizzerà subito, in primis nel proprio sito.

Con l’entrata in funzione della nuova barriera, che completa le opere del Passante a 7 anni dalla sua apertura (è l’ultimo casello che mancava), sarà attiva anche la nuova viabilità di collegamento compresa nel pacchetto: la tangenziale nord, che dal casello si allaccia alla Castellana presso la Kelemata, attraversando via Ca’ Nove, Ponte Nuovo e Morosini e tagliando il centro di Martellago, e la bretella ovest, che dal casello si collega in via Boschi.

Per chiudere il quadro manca solo la “complanarina”. Il passaggio che collegherà casello e Moglianese, correndo parallela al Passante, e il cui iter è rimasto indietro, sarà realizzato da Veneto Strade con fondi Cav (6 milioni) e pronto presumibilmente tra un anno e mezzo-due.

N.Der

 

TREVISO – Per Italia Nostra il quarto lotto della tangenziale è, sostanzialmente, inutile. E lo ribadisce il presidente Romeo Scarpa che, invece, invita a utilizzare maggiormente le strade esistenti prima di pensare a realizzarne altre. Un concetto sostenuto anche dai dati raccolti nella prima giornata di monitoraggio del traffico. I volontari di Italia Nostra hanno fatto un’operazione molto semplice: per dodici ore hanno contato auto e camion di passaggio davanti al distributore posto ai piedi del cavalcavia di San Giuseppe, quartiere che vede nel quarto lotto della tangenziale una soluzione a parte dei suoi problemi si traffico. Fatti due conti, è risultato che mediamente ogni ora sul cavalcavia passano 912,2 auto e 82 camion in direzione San Giuseppe e 930,3 auto e 81 camion in direzione opposta. Una media bassa.

Scarpa, calcolando limite di velocità e la distanza di sicurezza tra i vari veicoli, ipotizza che una strada di quel tipo possa arrivare a sostenere un traffico di 2000 veicoli l’ora.

E quindi fa alcune osservazioni: «La prima considerazione che possiamo fare è che è necessario fare altri campionamenti mirati – precisa –

La seconda è che, nelle due sezioni il traffico è all’incirca al 50% delle potenzialità massime teoriche medie della strada, cioè stiamo “sottoutilizzando” questa sezione stradale, che è pur sempre un’arteria principale di accesso/uscita di Treviso.

La terza è che la crisi economica si vede dal fatto che i mezzi pesanti sono al di sotto del 10% del totale.

La quarta considerazione è che questo primo monitoraggio dà numeri medi ben lontani dai 1300 mezzi all’ora, che ogni tanto qualcuno dichiara come dati medi».

(pcal)

 

SANTA MARIA DI SALA – Spuntano contatori di traffico in via Desman. La protesta che da 115 giorni il comitato mette in strada quotidianamente tra Zianigo e Veternigo porta dunque i suoi primi frutti: installati lungo la provinciale i contatori che dovranno stabilire quanti veicoli transitano in media ogni giorno. È il primo passo per studiare i flussi e decidere, dunque, quali interventi meritino di essere prioritari.

Ne parlerà con il sindaco Nicola Fragomeni anche il commissario della Provincia, Cesare Castelli, che domani sarà a Santa Maria di Sala per discutere anche di viabilità. All’ordine del giorno, c’è anche lo “strano caso” di via Desman, così definito dallo stesso Fragomeni, dopo che Castelli ha rivelato l’esistenza di un progetto per la pista ciclabile, datato addirittura 2009 e mai trasmesso al Comune. Adesso l’iter potrebbe ripartire, grazie a due commissioni per valutare come rendere sicura via Desman.

Al vaglio di sindaco e commissario anche la possibilità di installare sistemi di moderazione della velocità in centro a Veternigo, come dissuasori o dossi.

Da nord a sud del comune, novità potrebbero arrivare anche per Caltana: il Comune, grazie a una delle telecamere installate in centro, ha scoperto la tendenza pressoché sistematica di alcuni automobilisti di “bruciare” il rosso al semaforo tra via Caltana e via Gorgo-Marinoni, nel centro della frazione. Succede soprattutto di notte, tra le 23 e le 4 in un punto molto pericoloso, con veicoli che passano anche a forte velocità e teatro in passato di numerosi incidenti.

La soluzione passa per l’istallazione di un Vista-Red, un sistema di lettura della targa dei veicoli che transitano con il rosso, con l’invio della sanzione direttamente a casa. Il Comune ne farà subito richiesta.

Filippo De Gaspari

 

Zianigo. Ieri i residenti hanno dato il via simbolico ai cantieri con ruspe e camion

La provocazione dopo oltre tre mesi di protesta quotidiana per avere la ciclabile

ZIANIGO – Partiti i lavori della pista ciclabile in via Desman a Zianigo, ma è solo una provocazione. A scavare ieri mattina, lungo il fosso che costeggia a sud la provinciale, si sono messi i residenti che da novembre protestano ogni giorno per chiedere sicurezza. Un’azione dimostrativa del comitato che ieri, tra lo stupore generale, è passato dalle parole ai fatti: una decina di residenti sono arrivati con ruspe, camion e attrezzi, improvvisando un cantiere nella proprietà del leader del comitato, Marino Dalle Fratte, nei campi tra il centro di Zianigo e la nuova località Fontana. In gilet fluorescente, che ormai contraddistingue i manifestanti in ogni iniziativa pubblica, gli operai improvvisati hanno piazzato la segnaletica, messo in moto benne, camion e perfino una terna, imbracciato i badili e aperto simbolicamente il cantiere di via Desman.

«Al di là degli scaricabarili e del “non ci sono soldi”, se la sicurezza stradale è davvero una priorità, i proclami possono diventare opere molto in fretta», spiegano i residenti.

Soprattutto dopo che, tra lo stupore di molti, è venuto fuori che il progetto per la ciclabile c’è, e giace in Provincia dal 2009.

A riguardo anche il sindaco di Santa Maria di Sala, Nicola Fragomeni, alza i toni: «Non lo sapevamo: qualcuno si è dimenticato di trasmetterlo ai Comuni, trovo questa cosa scandalosa. Si sono persi 5 anni, forse oggi potevamo avere la ciclabile come ce l’hanno in provincia di Padova».

Un pasticcio, insomma, tutto politico e burocratico.

«Adesso che il progetto è stato trovato», incalzano i residenti, «la Provincia si è riattivata e ha convocato ben due tavoli tecnici, i Comuni sono di nuovo coinvolti: cosa aspettiamo?».

Così i cittadini hanno dato il buon esempio: via al cantiere, anche se per finta. Ieri le ruspe si sono mosse nella proprietà di Dalle Fratte, scavando un piccolo solco.

«Sono iniziati i lavori in via Desman», ha detto Dalle Fratte a chi chiedeva cosa stesse succedendo, «La gente non vede l’ora che questo accada realmente: che vengano a espropriarci il terreno che serve per partire e mettano in sicurezza la strada. I nostri rappresentanti eletti dove sono?».

Politica all’angolo, dunque: i residenti si prendono la strada. Già pronto anche un progetto alternativo nel caso con quello resuscitato in Provincia si tirasse ancora troppo per le lunghe: verrebbero coinvolti Veritas per la competenza sul sistema fognario ancora inesistente e il Consorzio di bonifica Acqua Risorgive per i canali di scarico.

Filippo De Gaspari

 

Il comitato Desman invade la strada con vanghe e trattori

MIRANO – «Se nessuno si sbriga la pista ciclabile ce la facciamo noii, prima che ci scappi il morto. Abbiamo uomini, mezzi e soprattutto abbiamo tanta buona volontà».

Non si placa la protesta dei residenti in via Desman, anzi. Una decina di persone ieri di prima mattina si è presentata in strada rimboccandosi le maniche per simulare la realizzazione della pista ciclabile. Hanno indossato tute e guanti e hanno manifestato con vanghe, pale, trattori, escavatori e gru.

«Il nostro è ovviamente solo un atto dimostrativo, non abbiamo scavato realmente – precisa il portavoce della protesta, Marino Dalle Fratte di Zianigo – ma abbiamo voluto lanciare un segnale. Volendo abbiamo anche molti più mezzi agricoli da utilizzare».

I manifestanti si sono piazzati dalle 7.30 in un terreno di proprietà proprio di Dalle Fratte, oltre il fossato a lato di via Desman, in territorio di Zianigo. Protestano per la pericolosità dello stradone che porta a Borgoricco, ripetono il solito ritornello: «Noi di manifestare non ci stanchiamo. Noi rimaniamo qui».

Per loro, più che una goliardata, la simulazione di ieri è stato un sogno ad occhi aperti: «Sono anni che aspettiamo di veder partire i lavori. Aspettiamo ancora, ma intanto abbiamo voluto vedere l’effetto che fa». Non è escluso che nelle prossime settimane il gruppo dia vita a nuove azioni eclatanti.

(G.Pip)

 

Gazzettino – Salzano. Traffico di tir, Comuni in lite.

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6

mar

2015

SALZANO – La nuova viabilità dopo l’apertura del casello. Ieri incontro in prefettura

Robegano vuole vietarne il transito nel centro del paese, ma Scorzè si oppone

TRAFFICO – Guerra tra comuni per eliminare il passaggio dei tir dal centro dei paesi

Il divieto al transito dei tir nel centro di Robegano? Sarà valutato solo dopo l’apertura del casello di Martellago-Scorzé. Intanto i Comuni litigano tra loro e nessuno vuol mollare la presa.

Ieri mattina a Venezia si è svolto l’ennesimo incontro in Prefettura, davanti al viceprefetto Natalino Manno. Erano presenti un funzionario di Veneto Strade, un tecnico della Provincia, il responsabile della Polizia Locale di Scorzé Mario Gobbo e il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin, accompagnato dal consigliere Andrea Pellizzon.

La richiesta del sindaco è la stessa da anni: «Stop ai tir nel centro di Robegano. Portano smog, pericolo e crepe negli edifici». Lungo via XXV aprile oltre a negozi ed abitazioni si affacciano anche la chiesa, una scuola materna e un asilo nido, davanti ai quali passano continuamente mezzi pesanti diretti da Maerne a Noale. Questa strada è di competenza della Provincia, a Salzano maggioranza e opposizione sono compatte nel chiedere che venga imposto il divieto ai tir.

Un anno fa il Pd raccolse oltre 800 firme, ieri Quaresimin è tornato alla carica: «Speriamo che la Provincia capisca che questa sarebbe la soluzione più coerente. I camion vengano deviati sulla variante di Robegano, bretella realizzata pochi anni fa proprio per togliere il traffico dai centri abitati».

La Prefettura ha garantito che saranno eseguiti dei monitoraggi sul numero di veicoli sia nei prossimi giorni sia nei prossimi mesi, per analizzare gli spostamenti dei flussi di traffico dopo l’apertura del nuovo casello. Ma la questione è intricata e coinvolge anche i Comuni di Martellago e Scorzé.

Proprio da Scorzé arriva un secco no: «Deviare i camion sulla bretella di Robegano vorrebbe dire portare poi più traffico a Scorzé, soprattutto sulla Castellana all’altezza di Borgo Venezia, in una zona residenziale in pieno centro» precisa il sindaco Giovanni Battista Mestriner. In questa battaglia tra Comuni, dove ognuno vuol sgravarsi dal traffico, la Provincia è chiamata a prendere una decisione.

Gabriele Pipia

 

Gazzettino – Spinea. Strada pronta, ma resta chiusa.

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5

mar

2015

SPINEA – Residenti esasperati. Nuovo Centrodestra: situazione allucinante

Il Comune: «Mancano solo gli ultimi dettagli, a fine mese contiamo di aprirla»

I cittadini vedono quella strada pronta da un anno e sono sempre più impazienti. L’asfalto e la segnaletica sono nuovi di zecca e ogni notte si accende la fila di lampioni. Ma la bretella sud, che collega via Capitanio e via Martiri, continua a restare chiusa.

A sollevare di nuovo la questione è il Nuovo Centrodestra (Area Popolare) di Spinea che si fa portavoce delle proteste. «Troviamo allucinante questa situazione che si sta trascinando da più di un anno – si legge in una nota di Ap Ncd -. Questa strada era nata con una funzione ben precisa: decongestionare il traffico di via Roma. Veneto Strade la considera ultimata e chiediamo all’amministrazione di adoperarsi per riceverla in dotazione. Anche perché è assurdo che continui a restare deserta ma illuminata dalla sera alla mattina, con consumi non indifferenti».

Il primo chiarimento dell’amministrazione è proprio sui consumi: l’illuminazione, infatti, è del cantiere e non rappresenta un costo per i cittadini.

«Se non è stata ancora aperta – spiega l’assessore Gianpier Chinellato – è perché abbiamo chiesto a Veneto Strade alcuni accorgimenti per la sicurezza».

Insomma, da dicembre 2013, quella che ai cittadini sembrava una strada pronta in realtà è ancora un cantiere.

«Abbiamo chiesto il collegamento ciclopedonale della rotonda di via Capitanio perché i residenti, a piedi o in bici, avrebbero dovuto attraversarla» – aggiunge Chinellato. Veneto Strade quindi si è attivato per fare gli espropri e proseguire con i lavori.

«Ora mancano le finiture e il collaudo – conclude Chinellato – Ma per questo intervento si attendevano temperature più alte, dovrebbe essere ormai questione di giorni. Poi saranno aggiunti i cartelli per il passaggio ciclopedonale e infine prenderemo in consegna la strada».

Prima di togliere le barriere, ultimi ritocchi: quelli decisi con i cittadini per mettere in sicurezza via Capitanio e dirottare parte del traffico verso il Villaggio dei Fiori e via Pastrengo. «Entro una ventina di giorni dovrebbero consegnarci l’arteria – ripete Chinellato – e per fine marzo speriamo di aprirla».

Melody Fusaro

 

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