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il problema viabilità

SALZANO. Nuova puntata della vicenda legata alla variante alla Noalese e nuovo ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) da parte del Comune di Salzano. Ricorso che mira all’annullamento, previa sospensione, dei provvedimenti assunti nella riunione del 15 novembre, dove è stato deciso il nuovo tracciato dell’opera da via Milano a via Boschi, tutta in territorio di Scorzè.

L’iniziativa è stata presa contro la Regione, la Provincia, Veneto Strade e i Comuni di Scorzè, Noale e Martellago. Il ricorso, si legge nelle carte «si rende necessario per scrupolo difensivo attesa la partecipazione del sindaco Quaresimin alla conferenza di servizio indicata».

«Ho fatto richiesta di poter avere l’atto della riunione del 15 novembre», spiega il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin, «ma non ho avuto risposta. Il ricorso è stato presentato per poterlo integrare non appena Veneto Strade ci fornirà tutti i documenti richiesti sul progetto».

Lo scorso autunno c’era già stato un primo pronunciamento del Tar su un altro ricorso di Salzano, che aveva impugnato il progetto da via Milano a via Boschi. In quell’occasione, il tribunale lo ha definito «inammissibile», anche perché il progetto della nuova variante alla Noalese non era ancora stato approvato. Per Salzano, dunque, continua a far fede il progetto approvato nel 2003 e che prevede una strada da via Pacinotti a Noale fino a via Volta a Scorzè, passando per via Mestrina a Noale. Per questo erano stati stanziati i 12 milioni di euro che poi sono stati spostati per la nuova soluzione nel comune scorzetano. Di certo, resta ancora da risolvere la questione di via Mestrina, dove i residenti chiedono di portare altrove il traffico, tanto che da più di un anno sono esposti degli striscioni di protesta.

«Salzano» replica il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner «dimostra una certa incontinenza giuridica e s’impugnano atti prima ancora che siano fatti e senza conoscerne il contenuto. Spero, e mi auguro, che non si chiudano le porte al dialogo e prima di andare in Tribunale, si riesca a parlare dei problemi».

Alessandro Ragazzo

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Gazzettino – Salzano, nuovo ricorso contro la tangenziale

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22

gen

2013

Nuovo capitolo relativo alla futura tangenziale di Scorzè: il Comune di Salzano torna a rivolgersi al Tar dopo il via libera definitivo al progetto dato da Provincia e Regione. «Il finanziamento regionale di dodici milioni di euro garantito per la tangenziale – fanno sapere da Salzano – inizialmente era destinato alla realizzazione di un progetto precedente: una strada che avrebbe risolto molti problemi di viabilità nel nostro territorio». Il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin porta avanti da anni questa lunga battaglia. Il primo ricorso al Tar risale allo scorso ottobre e venne respinto perché la Regione non aveva ancora approvato in via definitiva il progetto della tangenziale di Scorzé. Ora che il parere positivo è arrivato, Salzano torna alla carica. «Per noi questo ricorso è un atto dovuto, le criticità sulla viabilità del nostro territorio sono note e il progetto del 2003 le avrebbe risolte» sottolinea Quaresimin. Tecnicamente si tratta di un «ricorso di scrupolo», presentato per rispettare i termini normativi, da integrare approfonditamente non appena Veneto Strade concederà al Comune di Salzano la documentazione sul progetto di Scorzé. «Spero che non si chiudano le porte al dialogo e che prima di arrivare in Tribunale si possa parlare dei problemi irrisolti della viabilità» commenta il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner. Il progetto di Salzano («variante 515, primo stralcio del secondo lotto») venne approvato nel 2003 ma fu annullato nel 2009: si tratta di una strada che partirebbe da via Mestrina a Noale e uscirebbe a nord della centrale elettrica di Scorzè, in via Volta, alleggerendo il traffico di mezzi pesanti a Salzano e Robegano. La tangenziale di Scorzè partirà invece da via Milano per poi passare a nord della centrale elettrica, incrociare via Volta, proseguire a sud della zona industriale e sbucare alla rotonda d’immissione del nuovo casello Scorzè-Martellago. Il progetto potrebbe essere pronto nel 2014, ma la battaglia giudiziaria è appena cominciata.

Gabriele Pipia

 

Gazzettino – Mestre, Centro assediato dalle auto

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30

dic

2012

Ogni mattina entrano 11mila veicoli all’ora, nell’80% dei casi con un solo passeggero

Le code per entrare a Mestre o Venezia non sono una novità. Non succede tutti i giorni, ma quando accade, ecco a dire «ma che traffico che c’è», cercando poi una valida spiegazione: un incidente, dei lavori in corso, uno sciopero. La verità potrebbe essere un’altra: la colpa del traffico è che c’è effettivamente tanto traffico.
Un’indagine del Comune di Venezia prova a quantificare il traffico in ingresso e in uscita dal territorio comunale centrale, ossia Venezia, Mestre, Marghera. L’indagine, che si è svolta lo scorso maggio, è stata condotta tramite conteggi manuali e interviste ai conducenti nella fascia oraria di punta 7.30 – 9.30, lungo le principali arterie stradali.
Dai numeri raccolti risulta che entrano in centro più veicoli di quanti ne escano, visto che in ingresso sono stati registrati circa 22mila 377 veicoli (quindi, in media, oltre 11mila veicoli all’ora), mentre in uscita sono stati contati meno di 15mila veicoli nell’arco di due ore. In base ad alcune interviste a campione (più di duemila) si è visto che chi va verso il centro proviene quasi sempre (il 70,4%) dai Comuni che fanno cintura attorno a quello di Venezia, quindi Marcon, Spinea, Mira e Mogliano, oltre che da altre zone periferiche interne allo stesso Comune di Venezia, quindi Malcontenta, Dese e Trivignano. Anche nelle ore di punta «entrano» nel territorio comunale 1148 mezzi pesanti, tra autocarri e autotreni-autoarticolati, 1100 furgoncini e 1113 cicli e motocicli, mentre le auto contate sono state 18.749.
Si continua a viaggiare uno per macchina (80% degli intervistati) e sembra quindi che a nulla siano valse le campagne di sensibilizzazione sugli spostamenti comuni – l’organizzarsi in più persone per lo stesso viaggio – e nemmeno il continuo aumento del costo dei carburanti. Nessuna sorpresa, poi, per quanto riguardo le motivazioni di chi si muove verso Venezia, visto che si tratta quasi sempre di scuola, lavoro, affari o motivi familiari.
Cambiano invece i dati sul traffico in alcune importanti arterie cittadine mestrine. Via Forte Marghera, viale San Marco e via Vespucci hanno subito un notevole abbassamento del traffico. In 10 anni, dal 2002 al 2012, sono spariti dalla strada circa mille veicoli. Sommando entrambe le direzioni (entrata-uscita) si è passati dagli oltre 3000 veicoli/h del 2002, ai 2000 veicoli/h del 2012. Merito anche dei lavori fatti su via Martiri della Libertà, che hanno di fatto dato via ad una circolazione veloce parallela.
Rimane poi una curiosità. Ai guidatori intervistati è stato chiesto dove avrebbero parcheggiato il veicolo in caso di sosta. Solo il 20% ha risposto indicando parcheggi a pagamento o strisce blu. Dove metterà la macchina il restante 80%?

 

Nuova Venezia – Vendute piu’ biciclette che auto

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19

dic

2012

Rapporto Censis-Aci: il 52% degli italiani non ha intenzione di comprare la macchina fino al 2015

ROMA –

Crolla la «propensione d’acquisto» dell’auto. Oltre la metà degli italiani non pianifica di acquistare una nuova vettura nei prossimi anni e, anzi, cerca di ridurre l’uso della macchina spostandosi con i mezzi pubblici o in bici per contenere le spese, sempre più alte a causa dell’impennata dei carburanti.

I dati che emergono dalla XX edizione del «Rapporto auto», stilato dal Censis e dall’Aci, sono quelli che già da tempo evidenziano un settore in ginocchio. Nei primi 11 mesi del 2012 le vendite di auto nuove sono scese del 20% e l’usato ha registrato un -10%, mentre aumentano le rottamazioni (+3%), che sono superiori in numero alle macchine comprate. Le premesse per un’inversione di tendenza sembrano non esserci. Solo il 3,7% degli italiani infatti, pensa di comprare un’auto nuova nel 2013, mentre il 52,6% non intende acquistarla nei prossimi tre anni. L’auto nuova ne esce come un lusso a cui, per ora, si può rinunciare. Ma un lusso appare anche la gestione del veicolo che si possiede già. Tra spese fisse e variabili, tenere un’auto costa in media 3.425 euro all’anno, il 4,4% in più rispetto al 2011. A pesare è l’Rc-auto, aumentata del 3,2% a 738 euro in media, ma soprattutto il carburante: quest’anno la benzina è salita del 16%, e dal 2010 il pieno è diventato più caro del 25%. I km percorsi scendono del 5-7% e di conseguenza cala anche la spesa in carburante. Se non si rinuncia al piacere della guida nei weekend, con l’uso dell’auto che torna a salire nei giorni festivi, per andare al lavoro ci si affida sempre di più ai mezzi pubblici e alla bici. Quest’ultima supera l’auto per unità vendute, rileva il Censis, certificando una tendenza che si era iniziata a vedere l’anno scorso (1.750.000 le bici acquistate nel 2011 secondo Confindustria Ancma contro 1.748.143 auto immatricolate secondo il ministero dei Trasporti).

 

SPINEA – C’è preoccupazione anche a Spinea per il possibile aumento delle tariffe dei pedaggi autostradali previsto dal 1 gennaio, in particolare per quanto riguarda la tratta Mirano-Padova est, che rischia di provocare lo spostamento del traffico dal casello della A57 a Vetrego a quello del Passante a Spinea. Una volta triplicata la tariffa a Vetrego, è infatti probabile che molti miranesi scelgano di cambiare ingresso, puntando al casello alle porte di Crea. Attualmente la tratta Mirano-Padova est costa al pendolare 70 centesimi ma potrebbe arrivare a toccare addirittura 2,90 euro, contro 1,30 euro della tratta Spinea-Padova est. Per Spinea potrebbero, quindi, delinearsi due prospettive: vedersi aumentare la tariffa allo stesso modo di Vetrego, con grande svantaggio per i pendolari, oppure veder aumentare pesantemente il traffico di veicoli sul territorio. «Siamo preoccupati» spiega il sindaco Silvano Checchin che a breve dovrebbe avere un incontro con Cav, incontro sollecitato anche dal consigliere del Pdl Mauro Armelao.

«Checchin chieda spiegazioni alla Cav, ma lo faccia subito – incalza Armelao -. Bisogna evitare in tutti i modi un aumento di traffico su Spinea, in zona Crea hanno già dato: il costo del pedaggio sia lo stesso per chi entra a Spinea e per chi entra a Vetrego, così ognuno si “tiene” i propri pendolari e nessuno andrà in casa di altri a prendere l’autostrada. Cav non pensi di far cassa con la scusa di risolvere un problema, quello di Vetrego, dirottandolo a Spinea».

(d.cor.)

 

MIRANO Maria Rosa Pavanello contraria all’aumento annunciato da Cav per l’autostrada

LE RICHIESTE –     «Sconto per i miranesi oppure opere di compensazione» –       Il sindaco Maria Rosa Pavanello propone di utilizzare la “Privilege card” per garantire pedaggi ridotti in autostrada ai pendolari residenti a Mirano.«Altrimenti facciano le opere di compensazione».

FRONTE COMPATTO – Spinea e Mirano sulla stessa linea

«L’aumento del pedaggio autostradale? Chiederemo agevolazioni per i miranesi. E se non ci saranno sconti, l’incasso della differenza dovrà almeno essere destinato al Comune per realizzare opere pubbliche».  Il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello mette subito le cose in chiaro: se la Cav confermerà la stangata sui pedaggi autostradali per i pendolari della tratta Mirano-Padova fin dal gennaio prossimo, l’amministrazione batterà i pugni sul tavolo. «Aumentare la tariffa di due euro è un vero e proprio salasso che incide pesantemente sui bilanci familiari» sbotta Pavanello, che garantisce il massimo impegno per tutelare i miranesi già penalizzati dall’apertura del Passante autostradale. Prima di arrivare al muro contro muro, Comune e Cav cercheranno di trovare un accordo, e la prima opzione proposta dal sindaco è quella di consentire ai miranesi di accedere all’autostrada con una card speciale che preveda tariffe ridotte rispetto a chi compie l’intera tratta Mestre-Padova. «La soluzione esiste già ed è la “Privilege Card”» spiega Pavanello riferendosi alla tessera magnetica promossa nel 2009 per destinare ai miranesi vari sconti in molte attività commerciali della zona. L’alternativa sembra più una provocazione, ma Pavanello è serissima:

«Il Comune avanza dalla Regione 19 milioni di euro per realizzare opere di compensazione al Passante, ma ci è sempre stato risposto che quei soldi non ci sono. In questo modo ci sarebbero: potrebbero consegnarci il ricavato della differenza tra ciò che si pagava prima per la tratta Mirano-Padova e ciò che si pagherà da gennaio: in tre anni otterremmo i soldi che ci spettano».

In media al casello transitano diecimila auto al giorno: considerato l’aumento di due euro nella tariffa, l’incasso aumenterebbe di circa ventimila euro al giorno, in un anno oltre 7 milioni. Con quei soldi il Comune potrebbe realizzare le opere pubbliche chieste da molti cittadini, soprattutto rotatorie e piste ciclabili, anche se a pagare sarebbero gli stessi cittadini. Gennaio è comunque vicino e la questione promette scintille: sindacati, cittadini e comitati annunciano già battaglia.

Gabriele Pipia

 

Rincaro di 2 euro per i pendolari

MIRANO – La soluzione individuata da Cav risolverà il problema del “tornello” di Vetrego (dove le auto diretta da Mestre a Padova escono e rientrano per risparmiare due euro, godendo del pedaggio gratuito fra Mestre e Mirano), ma provocherà un salasso per i pendolari di Miranese e Riviera. Il tragitto Mirano-Padova e viceversa costerà non più 70 cent, ma probabilmente 2,70 euro: uscire a Mirano oppure direttamente a Mestre (o, in senso contrario, a Padova) sarà dunque la stessa cosa. Alle stazioni di Mirano-Dolo, Mira-Oriago e Mestre sarà quindi applicato lo stesso pedaggio. Resterà gratuita, invece, la tratta Mestre-Mirano. Il nuovo sistema tariffario dovrebbe entrare in vigore già da gennaio e il presidente di Cav Tiziano Bembo ha garantito che proverà a studiare riduzioni ad hoc per i pendolari. Ma c’è pure il rischio che sorga un nuovo problema di viabilità: le tariffe esose della Mirano-Padova indurrebbero molti pendolari a riversarsi sulla Noalese o lungo la Riviera, provocando ingorghi e ulteriori disagi. (g.pip.)

 

MARTELLAGO – Brunello: le facciano a “casa” loro

MARTELLAGO – Si torna a parlare di Bivi, ma il Comune di Martellago dice già «no» ad altre arterie sul suo territorio. Per il 27 novembre l’assessore provinciale alla Viabilità, Emanuele Prataviera, ha convocato in Provincia, a Mestre, i Comuni di Venezia e Martellago per provare a definire tracciato e progetto preliminare di questa strada di cui si parla da anni e che collegherebbe la Miranese all’Angelo seguendo in parte il percorso della linea ferroviaria dei Bivi (per via Selvanese a Olmo, al confine con Zelarino). «La nostra volontà è andare avanti – spiega Prataviera – Dire se e quando i Bivi saranno realizzati è difficile, dato il periodo di carenza di risorse per gli enti locali (non è finanziata e costa almeno cento milioni, ndr), ma è comunque doveroso proseguire con la pianificazione. Scopo dell’incontro è verificare se anche i Comuni sono d’accordo e su quale delle ipotesi di tracciato sin qui abbozzate».

Ma da Martellago arriva già un secco «no», peraltro comprensibile anche alla luce dei modi non proprio «gentili» con cui il Comune vicino ha gestito le questioni viarie dell’area. La rabbia verso Venezia è forte, sia per non aver inteso concedere un metro per far proseguire verso l’Angelo, o almeno all’Albera, la nuova viabilità di adduzione a est del casello del Passante, che resterà tutta in territorio martellacense, sia per aver inserito nel proprio Pat la strada dei Bivi ma sbolognandola a ovest, all’altezza di via Dosa a Olmo, senza neanche chiedere nulla a Martellago.

«Non vedo l’ora di incontrare l’assessore Ugo Bergamo – sbotta il sindaco Giovanni Brunello -, verso il quale devo togliermi diversi sassolini. La strada dei Bivi serve soprattutto al Comune di Venezia per sgravare la Miranese: sono liberissimi di farla, ma a casa loro. Noi per l’esclusivo interesse dei nostri vicini veneziani abbiamo già dato a sufficienza con il Passante che ci ha devastato il territorio: ora basta».

 

La Cav ha annunciato il ritocco dei pedaggi dall’1 gennaio. Previsti forti rincari

Il sindaco Pavanello: «Questo non era negli accordi, servono agevolazioni»

MIRANO – Mirano chiama e Cav risponde, ma sul casello di Vetrego arriva la conferma di una doccia gelata. Dal primo gennaio scatta il salasso: 2.70 euro, pare, per il tratto Mirano- Padova Est. A confermarlo è l’amministratore delegato di Cav Eutimio Mucilli che ha risposto al sindaco Maria Rosa Pavanello in merito alle soluzioni da intraprendere per risolvere il problema del tornello di via Vetrego. Problema che effettivamente sarà risolto e questa è la parte buona della novità:

«Condividiamo la critica all’utilizzo distorto della stazione di Mirano-Dolo per usufruire dell’esenzione del pedaggio sul tratto liberalizzato della A57», spiega Mucilli, «il nuovo criterio adottato creerà condizioni di pedaggio conformi e in linea con le deliberazioni del Cipe e il progetto originario del Passante, ovvero equivalenti a quelle che si sarebbero determinate con l’arretramento della barriera di Venezia-Mestre».

Verrà dunque praticato lo stesso ticket per le stazioni di Mirano-Dolo, Mira-Oriago e Venezia-Mestre e questo renderà inutile il tornello a Vetrego per chi è diretto a Mestre. Problema risolto. Ma la “fregatura” per i miranesi è in agguato: se da un lato rimarrà liberalizzato e dunque gratuito il tratto Mirano-Mestre, è in arrivo un vero salasso per chi percorre il tratto Mirano-Padova. Una tariffa definitiva ancora non c’è, anche perché dal 1 gennaio scatteranno adeguamenti su tutta la rete autostradale gestita da Cav, ma di sicuro la tariffa attuale per chi percorre Mirano-Padova Est o viceversa (70 cent) verrà triplicata o addirittura quadruplicata: 2.40, 2.70, addirittura 2.90 euro le ipotesi.

«La tariffazione è identica a quella virtualmente prevista con lo spostamento della barriera di Venezia-Mestre, intervento che non è più in programma», spiega Mucilli, «e dovrebbe entrare in vigore col prossimo adeguamento tariffario previsto per il 1 gennaio 2013».

Adeguamento che oggi è all’esame del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dal 1 ottobre ente concedente a Cav la gestione autostradale. Per quanto riguarda le agevolazioni chieste dal Comune per i miranesi, Mucilli liquida in fretta la questione: «Verificheremo i termini di convenzione». Una risposta che fa infuriare Pavanello:

«Questo casello non era negli accordi», ribatte il sindaco, «se aumentano le tariffe devono essere previste anche le agevolazioni. Qui sta per scattare una dura protesta».

Filippo De Gaspari

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SPINEA – Il casello di Spinea resterà chiuso ai tir fino all’apertura del nuovo casello di Martellago-Scorzè, prevista nel 2014. La conferma arriva dall’assessore ai Lavori pubblici Giampier Chinellato: «Riteniamo che con i lavori complementari attualmente in corso sul nostro territorio, il passaggio di Tir causerebbe pesantissimi riflessi sulla viabilità generale». A chiedere l’apertura per i tir erano stati prima il sindaco di Mirano e poi un comitato di cittadini, per sgravare un po’ di traffico dall’uscita miranese. Ma Spinea cita gli accordi: «Nella carte si legge che il casello di Spinea sarà esclusivamente per il transito di mezzi leggeri inferiori alle 7,5 tonnellate, fino alla conclusione degli altri interventi previsti» conclude l’assessore ai Lavori pubblici. Intanto il comitato “Viabilità Sicura” di Mirano torna all’attacco: «La legge prevede la presenza di aree di parcheggio attrezzate, ma chi esce dal casello di Mirano-Dolo e deve fermarsi, è costretto a sostare pericolosamente sulla rotonda o ad entrare nei cortili delle abitazioni. A Spinea invece il casello è definitivo e il parcheggio c’è eccome». (g.pip.)

 

PERICOLOSA – La rotatoria fuori dal casello Dolo-Mirano

Altro autotreno fuori strada nella rotatoria di Vetrego

Ore per rimuovere il mezzo con la circolazione in tilt

Traffico impazzito e circolazione nel caos ieri mattina tra Dolo e Mirano. Il giochino è sempre lo stesso: si esce al casello di Dolo-Mirano, si percorre la rotonda di Vetrego e ci si reimmette tranquillamente in autostrada, usufruendo dunque della tariffa gratuita da Mestre a Mirano.
Ieri, però, a un camionista vicentino è andata male: facendo questa manovra il suo autoarticolato Mercedes si è rovesciato su un lato proprio fuori dal casello, mandando in tilt la viabilità di tutta la zona fino al primo pomeriggio. L’episodio è capitato attorno alle 10.30. La rotonda era molto trafficata, anche se non c’era il caos dell’ora di punta.
Il mezzo, un bestione di 200 tonnellate appartenente ad una ditta di spedizioni di Marghera, era guidato da F.B., cinquantatreenne. L’autista ha perso il controllo proprio immettendosi nella rotatoria: la cabina del guidatore è stata sfondata e lui è rimasto incastrato. Per liberarlo sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco: immediato pure l’arrivo del Suem, l’uomo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Mirano. È stato tenuto sotto osservazione ma le sue condizioni non sono ritenute gravi.
Ben più complicato riportare il mezzo su quattro ruote: nel momento culmine, quando è arrivata una gru apposita, la Polizia locale ha chiuso tutti gli accessi all’autostrada. Il traffico è stato deviato per tutta la mattina su strade laterali ed è andato immediatamente in paralisi, scatenando i malumori di residenti e pendolari ancora una volta intrappolati in un ingorgo causato da grossi mezzi nella stessa zona. L’autoarticolato è stato finalmente rimosso attorno alle 13 e solo un’ora dopo gli agenti hanno potuto ripristinare la viabilità ordinaria. Quanto alla dinamica: possibile che il camion abbia toccando un cordolo della rotonda o che si sia immesso con una velocità troppo elevata.
Fortunatamente nell’incidente non sono state coinvolte altre vetture, ma la paura di chi ha visto il camion ribaltarsi è stata davvero tanta. (G.Pip)

LA PROTESTA DEI CITTADINI

“Situazione insostenibile, lamentarci non basta piu’ “

 

I SOCCORSI – Sono servite ore per riportare la situazione alla normalità

RONDÒ KILLER – Frequenti le fuori uscite di veicoli pesanti

 

«Saranno intraprese a breve e ad oltranza forti azioni di protesta sia sulla rotonda del casello di Vetrego che davanti al municipio di Spinea». A parlare è il consigliere comunale di Mirano Giorgio Babato (Udc), facendosi portavoce di molti cittadini infuriati dopo l’ennesimo incidente in zona casello. Pochi mesi fa a rovesciarsi in un’altra rotonda nel centro di Vetrego era stato un mezzo che trasportava materiale altamente pericoloso, con conseguente evacuazione per varie famiglie. Babato e il comitato «Pensionati e casalinghe» alzano la voce puntando il dito sia contro chi gestisce l’autostrada sia contro il Comune di Spinea, dove i tir non possono accedere al Passante perché si trovano un divieto di transito. «Irrisolta la questione della liberalizzazione dell’autostrada Dolo-Mestre – sbotta Babato -, condannando i vetreghesi a una situazione ormai inaccettabile». (g.pip.)

 

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