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Nuova Venezia – “Costretti a viaggiare come bestie”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

lug

2013

Pendolari della linea Chioggia-Venezia in rivolta. In un video le condizioni dei bus

CHIOGGIA Linea Chioggia-Venezia di nuovo al centro delle polemiche. Autobus sovraffollati, con la conseguenza che spesso si è costretti a viaggiare in piedi, nonostante la linea percorra un lungo tratto di statale. «Siamo costretti a viaggiare come bestie». Lo sfogo è di un utente della linea extraurbana gestita da Actv, che ha inviato alla redazione della Nuova un video di una corsa della Chioggia-Venezia, alquanto emblematico delle condizioni di viaggio. Autobus quasi al completo e senza aria condizionata, con gente costretta a viaggiare in piedi, nonostante nei mezzi extraurbani si dovrebbero usare solo i posti a sedere, almeno per le tratte interurbane.

«Nei giorni scorsi due persone si sono sentite male e stavano per svenire in mezzo a quella calca», spiega un utente, «La situazione è ormai insopportabile e questi disagi si ripetono troppo spesso. Bisogna intervenire al più presto per eliminare questi disservizi».

I pendolari spiegano che, nonostante si sia costretti a sborsare importi considerevoli per l’abbonamento (62 euro per il mensile), il servizio non è affatto adeguato agli standard minimi di sicurezza e confort. A sostegno delle argomentazioni esposte, gli utenti hanno girato un video di uno dei viaggi incriminati. Posti a sedere esauriti e gente costretta a rimanere in piedi per lunghi periodi: dalle immagini si può evincere chiaramente che servirebbero dei mezzi di rinforzo per evitare sovraffollamenti. Chiuso il capitolo ressa, si apre inevitabilmente quello dell’età degli autobus. Le proteste per i disservizi delle linee di trasporto sono anche legate allo svecchiamento del parco mezzi: gli ultimi arrivi risalgono al dicembre 2011, quando Actv ha messo in servizio sulla linea 80 tre interurbani da 14 metri da 59 posti a sedere.

Andrea Varagnolo

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I sindaci in Regione per i nuovi orari ferroviari sulla tratta Venezia-Trieste. Mercoledì prossimo, alle 10.30, i sindaci di Marcon, Quarto e Roncade saranno ricevuti dalla commissione regionale Trasporti per affrontare il tema del nuovo orario cadenzato deciso dalla Regione Veneto.
I sindaci Andrea Follini, Silvia Conte e Simonetta Rubinato (Roncade) avevano infatti chiesto, con una lettera, di poter discutere in Regione delle problematiche sorte con il nuovo orario sulla linea Trieste-Venezia che ha tagliato alcune corse del mattino e della sera, con un “buco” di un paio d’ore in mattinata. Una riduzione delle corse che grava su pendolari e turisti, anche in ottica di integrazione con il servizio su gomma, mentre il comitato pendolari di Quarto, che da sempre protesta per i ritardi e le cancellazioni dei treni, nel maggio scorso ha scioperato proprio contro il nuovo orario cadenzato.
«Siamo soddisfatti di questa occasione di confronto che abbiamo fortemente chiesto – affermano i sindaci -, ma non è ancora sufficiente. Sono oltre 15 anni che i nostri cittadini attendono la “metropolitana di superficie”, ed è necessario che la Regione avvii una fase strutturata di confronto con i rappresentanti delle comunità locali e dei comitati per linea, affinché con il nuovo sistema si risponda davvero alle esigenze degli utenti. Presenteremo alla Regione delle possibili alternative».

Per le valutazioni tecniche i sindaci hanno potuto contare sul supporto tecnico di “Ferrovieanordest”, realtà no profit molto attiva sul tema a livello regionale, con sede a Quarto d’Altino, che li affiancherà anche in occasione dell’audizione, mentre anche il comitato pendolari spera di poter partecipare all’incontro con una propria delegazione.

 

Gazzettino – Treni come forni, pendolari in rivolta

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13

lug

2013

SULLA VENEZIA-PADOVA «Aria condizionata in tilt e finestrini bloccati»

«Treni come forni». Esplode su Facebook la rabbia dei pendolari che ogni giorno dalla Riviera e dal Miranese si recano a Venezia. Il malumore nei confronti di Trenitalia non riguarda solamente ritardi e soppressioni ma anche le temperature interne ai vagoni. «I treni più vecchi non hanno nemmeno l’aria condizionata, e negli altri ci sono vari vagoni in cui non funziona. Al tempo stesso, però, non si possono aprire i finestrini» sbottano studenti e lavoratori. Lamentele simili si registrano sia alla stazione di Mira-Mirano che a quella di Noale, entrambe frequentate quotidianamente da centinaia di pendolari diretti a Venezia.

Lavoratori e studenti diretti ogni giorno a Venezia protestano per le condizioni di viaggio

«Treni come forni», pendolari in rivolta

La rabbia esplode su Facebook: «Non funziona l’aria condizionata e i finestrini sono bloccati»

«Treni come forni». Il malumore nei confronti di Trenitalia non riguarda solamente ritardi e soppressioni, con l’arrivo della stagione estiva molti pendolari del Miranese e della Riviera hanno iniziato a protestare pure per le temperature interne ai vagoni.

«I treni più vecchi non hanno nemmeno l’aria condizionata, e negli altri ci sono vari vagoni in cui non funziona. Al tempo stesso, però, non si possono aprire i finestrini»

sbottano studenti e lavoratori. Lamentele simili si registrano sia alla stazione di Mira-Mirano che a quella di Noale, entrambe frequentate quotidianamente da centinaia di pendolari diretti a Venezia.

«Ma i disservizi sono molti, pensiamo per esempio alla sporcizia nella carrozze o alle porte che non funzionano»

racconta più di qualcuno. Molti gli sfoghi apparsi nelle ultime settimane su Facebook. E poi rimane il problema dei ritardi dei treni, nonostante i pendolari riconoscano un leggere miglioramento del servizio negli ultimi mesi. Alcuni di loro sottolineano però le frequenti soppressioni di corse pomeridiane in partenza da Venezia e che fermano a Noale oppure in partenza da Padova e che fermano a Mira-Mirano. Nei mesi scorsi il miranese Matteo Mezzalira si era fatto portavoce di un malcontento diffuso scrivendo alle varie istituzioni per criticare soprattutto la soppressione di un treno garantito in una giornata di sciopero. In quel caso a tirare le orecchie a Trenitalia ci ha pensato la stessa Regione Veneto:

«Riteniamo inaccettabile questo disservizio»

si legge nella lettera inviata pochi giorni dopo per chiedere spiegazioni.

 

LA PROTESTA – Rimarranno solo le Frecce: «Ci costerà 70 euro al posto di 17»i

Via i treni, scontro con i pendolari

I lombardi accusano il Veneto che ha cancellato otto convogli tra Milano e Venezia

Non bastavano i pendolari indigeni a bacchettare il sistema dei trasporti, ora contro il Veneto si scagliano anche quelli della Lombardia. I pendolari la chiamato l’”ennesima tegola” che si abbatte sul trasporto pubblico locale. E questa volta a protestare sono i colleghi della vicina Lombardia che – a loro dire – a causa di una scelta della Regione Veneto perderebbero, a partire dall’entrata in vigore del prossimo orario invernale, 4 coppie di treni interregionali che ora collegano Venezia con Milano (da Venezia i 2090; 2098; 2106; 2110, partenza da Milano i 2089; 2095; 2107; 2113).

«La Regione Veneto il 9 luglio ha comunicato in via ufficiale ed in modo unilaterale la soppressione dei treni – denuncia l’associazione “Pendolari in orario” di Brescia – In pratica, gli unici treni di collegamento interregionali rimasti sulla linea rimasti a dar fastidio ai Frecciabianca e FrecciaRossa di Trenitalia verranno soppressi. Le motivazioni fornite dalla Regione Veneto su questa scelta riguardano una rimodulazione del servizio ferroviario interno regionale che non prevede più treni di collegamento a lunga percorrenza con le altre regioni».

Per i pendolari le conseguenze di questa decisione sono diverse, ma riguardano in egual misura sia il Veneto sia la Lombardia. «

Da dicembre non sarà più possibile muoversi tra Milano e Venezia se non con i costosissimi treni di Trenitalia passando dagli attuali 17 euro di un interregionale ai 70 euro di una Frecciarossa – denunciano i pendolari – Inoltre per chi non abita nei capoluoghi di provincia dove i Freccia di Trenitalia fermano, dovrà cambiare treno».

É pur vero che la Regione Veneto si è detta disponibile a valutare tutte le possibile soluzioni , a patto che queste non comportino esborsi.
L’assessore Chisso non nega che i problemi esistano, ma tiene anche a precisare che la questione è al vaglio della Regione che sta cercando tutti i correttivi. «Ci sono problemi con alcuni treni relativi alla Lombardia e anche all’Emilia Romagna – sottolinea l’assessore ai Trasporti della Regione Veneto Renato Chisso – I nostri tecnici stanno lavorando per migliorare la comunicazione e non creare disagi ai pendolari».

Daniela Boresi

 

Accolta la richiesta di audizione in commissione trasporti

MARCON – Accolta la richiesta dei sindaci di audizione ufficiale in Commissione regionale trasporti in merito al nuovo “orario cadenzato” per il trasporto ferroviario. È arrivata ieri la risposta ufficiale alla lettera di Silvia Conte, Simonetta Rubinato, Andrea Follini (primi cittadini di Quarto, Roncade e Marcon) che segnalavano come il nuovo orario rischi di penalizzare pendolari e turisti.

«Siamo soddisfatti di questa occasione di confronto che abbiamo fortemente chiesto» spiegano i sindaci «ma non è ancora sufficiente. Sono oltre 15 anni che i nostri cittadini e cittadine attendono la metropolitana di superficie. È necessario che la Regione avvii una fase strutturata di confronto con i rappresentanti delle comunità locali e dei comitati affinché con il nuovo sistema si risponda davvero alle esigenze degli utenti. Il nuovo orario cadenzato taglia corse importanti e lascia dei vuoti, impedendo la possibilità di integrazione tra servizio ferroviario e servizio su gomma». «L’intermodalità» chiariscono i sindaci «è fondamentale per rendere davvero efficiente e sostenibile il trasporto pubblico. Presenteremo alla Regione delle possibili alternative. Anche altri colleghi si riconoscono in queste posizioni».

I sindaci si sono avvalsi del supporto tecnico di Ferrovieanordest, realtà no profit molto attiva sul tema, che li affiancherà anche in occasione dell’audizione. L’incontro dovrebbe tenersi la prossima settimana: un appuntamento tanto atteso anche dai pendolari della linea Venezia-Trieste che sperano in un miglioramento della situazione.

Marta Artico

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L’episodio a Mira-Mirano: una pendolare si avventa alla maniglia riuscendo a chiudere lo sportello

MIRANO – Stipati sul treno, che parte (ovviamente in ritardo) con le porte ancora aperte. Disagi e momenti di panico sul regionale per Venezia. L’episodio risale a martedì mattina e si è verificato alla stazione di Mira-Mirano. Binario 2, il convoglio è quello delle 8.17 in arrivo da Verona Porta Nuova e diretto a Santa Lucia, arrivato, neanche a dirlo, con 15 minuti di ritardo. A raccontare il resto è una pendolare miranese, protagonista suo malgrado della vicenda.

«Vagoni, corridoi e ingressi erano completamente stipati di persone, salire è stato quasi impossibile. Quando io e altri pendolari siamo riusciti a trovare un posto, ovviamente in piedi, sul primo scalino della salita e quindi proprio attaccati alla porta perché più avanti non si riusciva ad andare, abbiamo sentito il segnale di chiusura delle porte. Nessuno ci ha fatto caso, nel marasma generale».

Molti lo hanno fatto, strabuzzando non poco gli occhi, quando il treno ha cominciato a muoversi con le porte ancora aperte.

«Tra me e me ho pensato che mai avrebbero fatto partire il treno visto che ero attaccata alla porta ancora aperta», continua la pendolare, «dopo 3-4 secondi però mi sono girata verso la porta e ho visto che il treno era già in marcia e la porta ancora aperta. Ho dovuto sporgermi, prendere di forza la maniglia e tirarla per chiudere. Gli altri erano di schiena, alcuni non si sono nemmeno accorti che il treno era già partito. E se qualcuno fosse caduto?».

Solo a Mestre molti passeggeri sono scesi e il treno si è svuotato un po’. Altri pendolari affermano che non è la prima volta che questo accade. Qualcuno al capolinea di Venezia ha cercato il capotreno per chiedere spiegazioni o quantomeno segnalare il guasto, ma non si è trovato. I disagi però non sono finiti. L’ex consigliere comunale di Mirano Luigi Gasparini, pendolare di Trenitalia tutto l’anno per lavoro, rincara la dose:

«A parte la solita questione della pulizia e di tante (troppe) porte rotte, il problema ricorrente in questo periodo è l’irrespirabilità all’interno delle carrozze», afferma, «tanti vagoni sono senza aria condizionata e dove c’è, o funziona solo in alcuni scompartimenti e quindi c’è la gara per sedersi, o fai la sauna, perché i finestrini non si aprono. Si crea così una situazione assurda, con carrozze strapiene al limite della vivibilità e altre semivuote».

Per non parlare, infine, della sicurezza nelle stazioni: in quella miranese le lamentele arrivano soprattutto per i continui furti di biciclette lasciate dai pendolari nelle rastrelliere, lato Mirano. Accade sempre più spesso, anche in pieno giorno.

Filippo De Gaspari

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PICCOLI – Oltre ad avere problemi con il motore, i bus utilizzati sono troppo piccoli

LA DENUNCIA – Il mezzo si ferma e fa scendere tutti. L’Actv ha appaltato la linea all’esterno

Dieci minuti scarsi di corsa e l’autobus è morto. Di rimettersi in moto non ha proprio voluto saperne. Così è iniziata la mattinata da dimenticare di un professore noalese 29enne alle prese con gli orali dell’esame di maturità. Una linea, quella tra Noale e Venezia, che non è nuova a problemi con i mezzi.
Salito sul pullman al capolinea della città dei Tempesta pochi minuti prima delle 6.55 (orario di inizio corsa), l’autista Actv aveva già messo le mani avanti. La speranza di arrivare a Venezia c’era, ma il fatto che il bus si fosse già spento alcune volte dal deposito al capolinea, non induceva all’ottimismo. «Arrivati alla fermata di Robegano – racconta il docente – il veicolo si è fermato e non è più ripartito». Niente da fare. Unica soluzione scendere e aspettare la corsa successiva, arrivata mezz’ora più tardi: «L’Actv non ha predisposto alcun autobus sostitutivo – continua -. È l’ennesimo disservizio che siamo costretti a subire: sono arrivato diversi minuti in ritardo e non ho potuto far altro che scusarmi con i colleghi e gli studenti». L’episodio non sarebbe isolato: «Abbiamo chiesto spesso spiegazioni ad Actv tra porte rotte, sporcizia e problemi vari – continua il professore – e ci è stato risposto che la nostra corsa è concessa in appalto a una cooperativa esterna, quindi non possono farci niente». Risultato: autobus vecchi, spesso senza aria condizionata e, soprattutto, sottodimensionati rispetto al numero di pendolari tra Noale e Venezia: «Abbiamo contato ventidue posti a sedere – spiega il 29enne -, e alle porte di Mestre inevitabilmente il pullman è sempre stracolmo di gente». A maggior ragione giovedì, quando la corsa delle 7.25 (non “esternalizzata”) ha dovuto ospitare anche i viaggiatori rimasti appiedati mezz’ora prima. «Non solo dobbiamo subire ritardi, corse folli in mezzo al traffico, brusche frenate e scioperi continui pur pagando profumatamente il servizio – spiega un compagno di disavventura del professore, dipendente Enel 23enne -, Con questi mezzi dobbiamo a lavorare: non possiamo arrivare un quarto d’ora in ritardo ogni mattina. Quando va bene…».

Gabriele Vattolo

Cancellata per l’ottavo giorno consecutivo la corsa delle 4,53 per Venezia

QUARTO D’ALTINO – Non c’è pace per i pendolari del mattino che viaggiano con il primo treno sulla tratta da Portogruaro a Venezia. Anche ieri, per l’ottavo giorno consecutivo, una volta raggiunta la stazione, hanno scoperto che la corsa delle ore 4,53 era stata soppressa.

«Abbiamo trovato per l’ennesima volta l’autobus sostitutivo che però, come sempre, arriva a Venezia dopo le 6 facendoci arrivare in ritardo al lavoro – spiega Gianni Foffano, portavoce del comitato pendolari di Quarto – Come noi, hanno avuto disagi i pendolari di Portogruaro e San Donà e, come se non bastasse, l’autobus di ieri era da 25 posti e noi che siamo saliti a Quarto abbiamo fatto tutto il viaggio in piedi».

Da tempo i pendolari, soprattutto i lavoratori che viaggiano nelle prime ore del mattino o con le ultime corse della sera, lamentano disagi per le cancellazioni o i ritardi.

«Ho chiamato Trenitalia e hanno dato la colpa al macchinista, a guasti o ad altre cause, sostenendo che non dipende da loro – continua Foffano – Ma noi siamo furibondi. Non possiamo continuare ad arrivare in ritardo al mattino e nel mese di giugno è successo almeno 15 volte. I pendolari hanno stabilito una sorta di contratto, quello dell’abbonamento, per un servizio che di fatto non è garantito. Abbiamo già organizzato una manifestazione ma a quanto pare non è bastato e vogliono proprio farci arrabbiare».

Il 20 maggio un gruppo del Comitato pendolari di Quarto d’Altino ha manifestato nella sede direzionale di Trenitalia a Mestre per il paventato orario cadenzato e per gli altri disagi sui treni regionali della tratta ferroviaria Trieste/Portogruaro/Quarto dAltino/Venezia e ora chiede di essere ricevuto in Regione.

«I nostri sindaci hanno già chiesto audizione presso la commissione regionale di riferimento – aggiunge Luciano Ferro, un altro portavoce dei pendolari – Lo chiediamo anche noi in qualità di Comitato pendolari di Quarto d’Altino».

Melody Fusaro

 

QUARTO D’ALTINO – Nella settimana trascorsa è stato soppresso tutti i giorni e così pure l’altro ieri e ieri mattina. Quanto all’ultimo mese, le cancellazioni sono almeno una ventina. A sentire il racconto dei pendolari il Regionale 5800 è una sorta di treno «fantasma». Si tratta del primo collegamento Portogruaro-Venezia del mattino, che transita da San Donà alle 4.37 e da Quarto d’Altino alle 4.53.

«È il treno che dovrebbe portare i turnisti al lavoro a Venezia. Ma nell’ultima settimana è stato cancellato tutti i giorni. Posso capire che il treno si rompa una volta, ma così è una cancellazione sistematica», attacca Gianni Foffano del comitato pendolari di Quarto, «il treno viene sostituito con un autobus, ma il pullman fa tutte le fermate e impiega molto più tempo. Capita di arrivare a piazzale Roma alle 6 o anche alle 6.10, quando invece dovresti aver già timbrato il cartellino. Noi paghiamo l’abbonamento e quindi pretendiamo che Trenitalia ci garantisca un servizio regolare. Altrimenti saremo costretti ad attuare altre iniziative, dopo la manifestazione dello scorso 20 maggio».

La situazione del Regionale 5800 si trascina ormai da due anni e mezzo. Ma nell’ultimo tempo sembra precipitata.

«A giugno siamo arrivati a venti cancellazioni in trenta giorni, senza considerare le soppressioni dei mesi precedenti, per cui parliamo di una media di 8-10 cancellazioni al mese»,

aggiunge M.N., pendolare sandonatese. Il problema è che per Trenitalia il convoglio risulta programmato e, dunque, la sostituzione con autobus avviene giorno per giorno, senza che con i pendolari si possa trattare per un orario giudicato accettabile. Capita come ieri mattina che l’autobus sia pure piccolo e alcuni viaggiatori sono costretti a rimanere in piedi.

Giovanni Monforte

 

QUARTO. I NUOVI ORARI DEI TRENI

QUARTO D’ALTINO. Nuovo orario cadenzato in autunno sulla linea ferroviaria Venezia-Trieste: dopo i sindaci, anche il comitato dei pendolari di Quarto d’Altino chiede di essere ascoltato in Regione. Intanto il sindaco Silvia Conte, in collegamento con il consigliere regionale Bruno Pigozzo, sollecita che l’audizione davanti alla commissione trasporti si possa tenere al più presto.

«Siamo in attesa della conferma della data di convocazione. Mi auspico», spiega Conte, «che avvenga prima di agosto. Altrimenti rischiamo di ripetere quanto accaduto lo scorso anno, quando i termini per le osservazioni sulla Tav avevano scadenza a Ferragosto. Noi sindaci abbiamo espresso la necessità di essere ascoltati dalla Regione e ora pure i pendolari hanno chiesto che sia data voce anche a loro».

La richiesta di audizione in Regione è stata inviata dai rappresentanti del comitato pendolari di Quarto d’Altino. Accanto ai pendolari altinati, peraltro, si stanno mobilitando anche gli utenti bellunesi, pure loro alle prese con i problemi dell’orario cadenzato, la cui introduzione è prevista per il prossimo autunno. Intanto, sulla Venezia-Trieste, proseguono i disagi, con nuovi ritardi e soppressioni. (g.mon.)

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QUARTO D’ALTINO – Tutti in piedi lungo la linea Venezia-Trieste. Ancora una volta, a segnalare il disagio, sono i pendolari che ogni giorno montano sul treno dalle stazioni di Marcon, Quarto, Meolo, diretti a Venezia o viceversa, negli orari di punta o in quelli meno frequentati, a seconda delle esigenze lavorative o meno.

«Da quando è iniziato il periodo delle ferie o comunque la stagione stiva», spiega il portavoce dei pendolari, Luciano Ferro, «il treno da Trieste arriva pieno zeppo e noi ci ritroviamo in piedi, la gente non riesce a sedersi e talvolta neanche a montare, si sta schiacciati come le sardine, insomma la solita, eterna storia che si ripete puntuale. Lo ribadiamo perché sembra che Trenitalia non lo capisca, tantissime persone si recano nella città lagunare, c’è gente che paga un abbonamento e non riesce a stare seduta comodamente e magari ha anche dei problemi di salute. La solita corsa delle 4.53 del mattino spesso viene soppressa e sostituita con dei pullman che a volte sbagliano pure itinerario, senza contare che noi non paghiamo per gli autobus ma per i treni. A lamentarsi oltre a noi, sono anche i pendolari di San Donà, che rimarcano gli stessi disagi».

(m.a.)

 

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