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Tribuna di Treviso – Roncade contro la Mestrinaro

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

18

apr

2014

il processo

Dopo Zero Branco, anche la giunta Rubinato sarà parte civile

RONCADE. Anche l’amministrazione di Roncade, così come il Comune di Zero Branco, si costituirà parte civile nel processo per traffico di rifiuti pericolosi che vede coinvolti Lino e Sandro Mestrinaro, all’epoca titolari dell’omonima ditta di Sant’Alberto di Zero Branco (poi confluita nella Costruzioni Generali, dichiarata fallita nei giorni scorsi), il responsabile della sicurezza della stessa azienda Italo Battistella e l’amministratore della Adriatica Strade Costruzioni Generali Loris Guidolin. Oggi davanti al giudice monocratico del tribunale di Treviso l’apertura del processo. I quattro dovranno rispondere dei rifiuti tossici che sarebbero stati usati come sottofondo per la terza corsia dell’autostrada A4 e per uno dei parcheggi dell’aeroporto Marco Polo di Tessera. Il Comune di Roncade si costituirà parte civile dal momento che, come riportato in delibera, «le analisi effettuate sui campioni di materiale prelevato dal cantiere di via Musestre a Roncade, dove sono in corso lavori di realizzazione della terza corsia nel tratto dell’autostrada A4 nell’ambito dei quali sono stati utilizzati gli inerti prodotti dalla Mestrinaro spa, hanno rilevato il superamento di alcuni “valori soglia”, e che quindi il materiale è contaminato e potenzialmente idoneo a inquinare i siti di destino».

L’amministrazione Rubinato ha deciso di costituirsi parte civile «al fine di far valere la responsabilità civile degli imputati rispetto ai tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, subìti dal Comune a seguito delle condotte illecite contestate in sede penale».

(ru. b.)

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L’assessore: non è competenza politica. Vercelloni: assurdo

SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA. Botta e risposta, domenica pomeriggio alle Fontane Bianche di Sernaglia, tra l’assessore all’agricoltura, Franco Manzato, e la candidata a sindaco di Farra, Marina Vercelloni del Movimento Cinque Stelle. La Vercelloni, in occasione dell’inaugurazione del percorso naturalistico, ha chiesto a Manzato chi decida l’utilizzo o meno dei pesticidi in agricoltura. Secondo quanto riporta la stessa Vercelloni, Manzato avrebbe risposto che il problema è difficile e la politica non si deve occupare di queste cose, la cui competenza sarebbe delle Usl e dell’Arpav. Risposta che non ha soddisfatto la Vercelloni: «Dopo aver sostenuto la necessità dell’irrorazione aerea nell’agricoltura, ora dimostra non solo di non conoscere, ma bensì di stravolgere il concetto di “principio di precauzione”, che mette in prima linea la tutela della salute e solo poi gli interessi economici».

Insomma, secondo la Vercelloni è anche un problema politico: «Queste sono decisioni prettamente politiche che non possono essere demandate ad uffici periferici di controllo o di gestione della salute. Sono una mamma e cittadina seriamente preoccupata per la salute, com’è possibile che non si comprenda la gravità della situazione dei veleni usati in agricoltura?».

Manzato, ieri, ha specificato di volersi affidare a Usl e Arpav perché sono gli enti con maggiori competenze dal punto di vista sanitario. E ha ribadito che la Regione concede la massima autonomia ai sindaci: è il caso dei trattamenti con l’elicottero, autorizzati in deroga da Venezia, ma bloccati (per esempio) a Follina con una delibera del consiglio comunale.

(a. d. p.)

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Casale. Ieri l’udienza, la società ha rinunciato alla richiesta di sospensiva. Esultano Comune e comitato

CASALE SUL SILE – Discarica di via delle Grazie a Lughignano: ieri l’udienza al Tar sul ricorso presentato dalla società contro lo stop al progetto deciso dalla giunta regionale. Coveri ha rinunciato alla richiesta di sospensiva della delibera. L’annosa questione è dunque destinata a essere affrontata definitivamente nell’udienza fissata per dicembre, quando molto probabilmente il Tar sarà chiamato a pronunciarsi nel merito. La rinuncia alla sospensiva rappresentava un passo che appariva pressoché obbligato: la nuova Finanziaria regionale ha infatti disposto la sospensione fino al 31 dicembre 2015 di ogni procedura autorizzatoria per nuove discariche che interessano le aree all’interno del Parco del Sile e tutti i territori dei Comuni ricadenti. Soddisfazione da parte dell’amministrazione comunale per l’esito dell’udienza al Tar di ieri: con una propria memoria, il Comune aveva evidenziato l’impossibilità da parte dei giudici di autorizzare la discarica a causa proprio dell’intervento del legislatore regionale. Per il momento, insomma, Coveri dovrà rinunciare al progetto, nonostante la vicenda giudiziaria rimanga ancora aperta. «Si tratta di un’importante ulteriore tappa verso un esito della vicenda che confidiamo sarà positivo non tanto per il Comune in sé, quanto per la cittadinanza», spiegano il sindaco Stefano Giuliato e l’assessore all’Ambiente Massimo Da Ros. Il Comune, con l’avvocato Antonio Pavan, proseguirà nella linea finalizzata a evidenziare i vizi che hanno caratterizzato il procedimento di valutazione d’impatto ambientale e l’inutilità e pericolosità della discarica.

(ru.b.)

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Per ridurre il numero dei trattamenti c’è un terminale Gps i tecnici segnaleranno in tempo reale le minacce ai vigneti

CONEGLIANO. Sui colli del Conegliano Valdobbiadene vigila il satellite anti-pesticidi. L’ultima innovazione messa in campo dal Consorzio di Tutela Prosecco Docg, per ridurre e circoscrivere il numero dei trattamenti, è un terminale Gps (che sfrutta la stessa tecnologia satellitare dei comuni navigatori) in dotazione ai suoi tecnici. Che, durante i sopralluoghi sui vigneti, potranno comunicare a Comuni e agricoltori, in tempo reale o quasi, il rischio di insorgenza di malattie, lo stato vegetativo del vigneto, le possibili minacce degli insetti, con una precisione assoluta circa la localizzazione delle minacce.

Informazioni che finiranno sul bollettino del Consorzio, e limiteranno le aree da trattare: «Se prima i bollettino valeva per 6 mila ettari di denominazione» spiega il tecnico Filippo Taglietti «ora posso circoscrivere le informazioni, mettiamo, a 200 ettari». Un esempio: i tecnici potranno riscontrare l’insorgenza della peronospora in pochi, precisi vigneto di Collalbrigo, e anziché lanciare l’allarme per tutto il Coneglianese, potranno (grazie alla mappatura satellitare) limitare il consiglio di effettuare i trattamenti alle sole viti in questione, condividendo le varie rilevazioni in rete. «Avremo a disposizione due terminali Gps» spiega Taglietti «con i quali possiamo registrare il punto in cui ci troviamo, l’orario, e cosa vediamo. Per esempio quanto è lungo il germoglio, quante foglie ha, che rischi ci possono essere. I dati vengono caricati sulla mappa dal satellite, e sono a disposizione di tutti. Ho una foto in tempo reale della singola zona, e posso avvisare i viticoltori. Conoscendo il punto preciso dell’insorgenza di una malattia, o di una qualsiasi minaccia, la difesa integrata diventa più limitata, e localizzata». Con un minor utilizzo di prodotti fitosanitari. Per spiegare queste e altre innovazioni “green” della denominazione, il Consorzio di Tutela ha messo a disposizione degli agricoltori lo Sportello Viticolo (raggiungibile al 3895220220).

Sarà caratterizzato dalla presenza di giovani diplomati e laureati con il compito di visitare, giorno dopo giorno, i vigneti della Docg, e rispondere ai quesiti tecnico viticoli e a tutte le perplessità dei viticoltori. Il Protocollo Viticolo 2014 sarà quindi sempre più ecosostenibile: messi al bando i prodotti fitosanitari di classe “molto tossico”, “tossico” e “nocivo”, compresi quelli a base di Mancozeb e Folpet .

Andrea De Polo

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il divieto

Stop all’elicottero con i fitofarmaci

FOLLINA. Anche Follina stoppa l’elicottero dei pesticidi. Il consiglio comunale ha approvato la delibera proposta dal sindaco Renzo Tonin, per il divieto (senza deroghe) di utilizzare il mezzo aereo per i trattamenti fitosanitari all’interno del territorio comunale. È il secondo Comune, dopo quello di Tarzo, che quest’anno vieta i trattamenti “dal cielo”. «L’anno scorso erano ancora ammessi» spiega il sindaco Tonin «avevamo solo prescritto una certa distanza dalle abitazioni. Quest’anno sono vietati su tutto il suolo comunale, e non ci sarà alcuna deroga». Anche negli altri Comuni della Docg Prosecco i trattamenti con l’elicottero sarebbero formalmente vietati,maogni anno sono autorizzati da una deroga della Regione.

(a.d.p.)

 

PIEVE DI SOLIGO – Giro di vite dell’amministrazione, contro l’abuso della chimica in agricoltura: ampliato il numero delle zone per le quali esiste una distanza minima per i trattamenti. Sono in pratica raddoppiate (da 20 a circa 40) le aree del Comune dalle quali gli agricoltori dovranno tenersi a debita distanza, durante i trattamenti. Se fino a quest’anno erano state censite solo le aree “particolarmente sensibili”, come scuole, asili, case di cura e distretti sanitari, oggi i siti off limits per i pesticidi si allargano a un altro gruppo di aree “sensibili”, tra le quali sono stati inseriti lo stadio “D’Agostin” di Pieve, i campi sportivi di Solighetto, il campo di rugby del Patean, il parco del Soligo sotto l’istituto Balbi, l’area verde di Barbisano. Per le aree particolarmente sensibili, i trattamenti devono restare a una distanza di almeno 50 metri; per le sensibili, la fascia di rispetto scende a 20 metri. Si parla di trattamenti con l’atomizzatore: se l’agricoltore irrora i fitofarmaci con un tunnel a recupero, a mano, o con una pompa a spalla, la distanza scende a 5 metri, perché è più facile indirizzare il getto verso la pianta, e ridurre la dispersione nell’aria del prodotto. Pieve diventa così il primo Comune della Docg Prosecco ad aggiornare l’elenco dei siti sensibili, coerentemente con quanto prescritto dal Regolamento di Polizia Rurale approvato dai 15 Comuni della denominazione. «L’elenco dei siti particolarmente sensibili risaliva al 2012, e comprendeva luoghi in cui la presenza di persone era conclamata e continua, come scuole e case di riposo» spiega Gino Lucchetta, assessore all’Ambiente «ora invece estendiamo le tutele ai luoghi in cui la presenza di persone è anche solo occasionale. Abbiamo voluto estendere il divieto di utilizzo dei prodotti, ampliando il novero delle zone per le quali esiste una distanza minima per i trattamenti che ora comprende anche le aree sportive all’aperto: questo perché possono essere frequentate da bambini». Il Comune pubblicherà in una delibera ufficiale, consultabile pubblicamente, l’elenco delle venti nuove aree “protette” dai pesticidi. «Il nostro obiettivo è garantire sempre più la tutela della salute dei pievigini» conclude Lucchetta «senza per questo ledere l’attività dei viticoltori, e continuando la nostra politica di rispetto dell’ambiente».

Andrea De Polo

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Oderzo, la società ammette il taglio di un solo treno lungo la tratta Treviso-Portogruaro: «Scelte regionali»

ODERZO – Non si placano polemiche in merito al nuovo orario cadenzato dei treni che sta creando tanti disservizi anche sulla tratta Treviso-Portogruaro. Lunedì mattina su Rai 1, è stato mandato in onda un servizio proprio su questi problemi. Disservizi che avrebbero portato Mom Treviso a decidere di chiudere il contratto con Trenialia per il servizio integrativo che sostituisce le corse dei treni soppressi con un i bus. Ma Trenitalia precisa: «L’annuncio di Mom Treviso di ‘rompere’ il contratto d’integrazione con Trenitalia è stato accompagnato, da una serie di considerazioni non corrette che reclamano puntuali precisazioni ». Lo chiarisce, in una nota, la stessa Trenitalia che sottolinea di non aver operato tagli al servizio e che non c’è stata soppressione di treni, bensì una riprogrammazione. Le proteste che si alzano dal territorio invece dicono che non c’è stata concertazione. Per questo anche in questi giorni si sono aperti tavoli di confronto. Ma Trenitalia aggiunge: «La nuova offerta prevede oggi, sulla linea Treviso-Portogruaro, 16 corse nei giorni feriali in luogo delle precedenti 17, con un monte complessivo di chilometri percorsi pressochè invariato ». I pendolari si lamentano perché la riorganizzazione non ha tenuto conto degli orari nei quali i treni servono davvero: fra le 6 e le 8 del mattino e dopo le 17 di sera. Trenitalia rileva ancora: «È opportuno ricordare, infatti, che la programmazione dell’offerta è materia di esclusiva pertinenza della Regione, la quale svolge anche il ruolo di committente e finanziatore del servizio. Ogni decisione su questa materia, compresa quella annunciata da Mom, non può quindi prescindere da un confronto con le competenti strutture dell’assessorato regionale alla mobilità».

Tutti contro l’assessore Chisso, dunque: pendolari, Legambiente, ed ora, anche Trenitalia che prosegue: «L’assessore ha già attivato dei tavoli tecnici con le istituzioni locali, tuttora in corso. Non si può parlare, quindi, né di tagli né di disservizi che i pendolari sono costretti a subire per colpa di Trenitalia, come si lascia esplicitamente e non correttamente intendere ». Secondo Trenitalia nessuna diffida sull’annullamento dell’accordo d’integrazione è mai arrivata a Trenitalia, ma soltanto una richiesta di fornire riscontro sui viaggiatori che, con la nuova offerta, hanno scelto il bus anziché il treno. Intanto a Oderzo si ringrazia la Rai per il servizio mandato in onda: «La scorsa settimana un giornalista del Tg1, ci ha accompagnato nei nostri spostamenti quotidiani per documentare i problemi dei pendolari. Speriamo che la denuncia con un servizio sulla principale rete Rai serva», scrivono i Giovani per Oderzo.

Giuseppina Piovesana

 

Troppi disagi da Trenitalia. Mom ferma la convenzione

«Così non va, l’accordo è nullo». E da settembre stop al biglietto unico

Troppi disservizi di Trenitalia sulla linea Treviso-Portogruaro, a partire dall’introduzione dell’orario cadenzato ed il crescente ricorso dei clienti ferroviari ai servizi sostitutivi della società Mom (Mobilità di Marca, di Treviso). Per questo la società di autotrasporto ha deciso di rescindere l’accordo di integrazione con Trenitalia, attivo dal 2007. Da settembre, quindi, saranno necessari due biglietti e due abbonamenti per chi viaggia sulla linea Treviso- Portogruaro utilizzando i due mezzi di trasporto, diversamente da quanto avveniva finora. A comunicarlo è il presidente di Mom, Giulio Sartor, precisando che la scelta è stata assunta dopo una serie di diffide inviate a Trenitalia, ma rimaste inascoltate.

«A causa della soppressione di numerosi treni», spiega, «l’utenza si è riversata sul trasporto su gomma, sfruttando l’assenza di costi aggiuntivi prevista dall’intesa. Ma la compensazione economica pattuita ora è totalmente inadeguata dal momento che l’utenza, in alcune fasce orarie, si è completamente riversata sul servizio autobus».

Mom, in sostanza, per far fronte alla richiesta, è stata costretta ad aumentare il numero delle corriere, utilizzando spesso i bus doppi. Tutto questo senza riuscire ad avviare un confronto per la revisione delle condizioni economiche con regione e Trenitalia. Dalla società sono partite almeno quattro richieste, ma tutte sono state ignorate. Nel frattempo l’azienda ha continuato a garantire il servizio, che oggi conta un’ottantina di corse per collegare Oderzo e Treviso. Ovviamente ciò ha comportato maggiori spese. Ed è su questo che si basa la lettera di rescissione unilaterale del contratto. Mom contesta la violazione dell’articolo 2 in tema di programma di esercizio, secondo il quale Trenitalia era vincolata a comunicare e programmare ogni variazione del servizio sulla linea.

«Siamo consapevoli», conclude Sartor, «che si tratta di un atto forte, ma inevitabile, dato che non possiamo sostenere noi i disservizi creati da Trenitalia».

Mom si è trovata all’improvviso con le fermate delle corriere piene di pendolari, rimasti appiedati dopo la cancellazione dei treni. Un disservizio che gradualmente Mom è riuscita a far rientrare, a proprie spese e senza alcun aiuto da parte di Trenitalia. A settembre a rischio saranno quindi tutti i pendolari di Ponte di Piave, San Biagio, Oderzo, Motta che, se non verrà preso un nuovo accordo, se la dovranno vedere con biglietti e abbonamenti diversi a seconda del mezzo usato. Un problema di soldi e di organizzazione. Se si vorrà continuare ad usare indistintamente corriere e treni per percorrere la tratta si dovranno siglare due abbonamenti, con raddoppio dei costi.

Federico Cipolla

 

Tribuna di Treviso – Fondi agricoli, caccia ai furbetti

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4

apr

2014

Coldiretti: «Ottiene soldi anche chi non c’entra nulla con l’agricoltura, basta»

«Anche in provincia di Treviso sta per finire la pacchia». Così il presidente di Coldiretti, Walter Feltrin, interviene contro la cosiddetta “casta dei campi” che sottrae risorse destinate alle politiche per lo sviluppo rurale.

Grandi gruppi industriali, assicurativi e bancari, ma anche enti di diversa natura che non vivono certo di coltivazione, sono tra i primi tremila beneficiari di contributi destinati all’agricoltura. Perché la forma dice che i loro terreni sono effettivamente agricoli, anche se non c’è alcuna attività affine. Solo che i grandi gruppi a livello nazionale ricevono circa mezzo miliardo di euro di contributi, a discapito ovviamente di chi di agricoltura ci vive.

Per questo Coldiretti organizzerà un monitoraggio anti furbetti. Ed è proprio questo il momento di intervenire, perché si stanno facendo le scelte per la riforma della politica agricola comune per il periodo 2014-2020. È attraverso di essa che si stabiliscono quanti contributi mettere a disposizione e con quali criteri.

«Deve passare la figura dell’agricoltore attivo», continua Feltrin. «Ciò significa che solo l’agricoltore che vive di agricoltura in modo professionale deve essere il destinatario dei fondi per questo settore. Anche in provincia di Treviso appronteremo uno screening per capire quanti fenomeni di rendita ci sono. Il dato della stima nazionale è a dir poco preoccupante».

Si tratta, secondo Coldiretti, di una casta di intoccabili che rappresenta appena lo 0,2% degli interessati dagli interventi nella politica agricola, che riceve però ben il 15% delle risorse.

«Molti di questi soggetti non contribuiscono alla previdenza agricola, mentre altri nelle pieghe dell’attuale legislazione hanno creato società ad hoc per avere agevolazioni Imu, sulla concessione edilizia, sull’acquisto dei terreni agricoli e anche sulle bioenergie facendo concorrenza sleale al reddito e all’attività dei veri agricoltori», conclude Feltrin.

(f.c.)

 

Casale, nuova mobilitazione contro il piano Coveri: gazebo e cena comunitaria

CASALE – Torna in piazza il comitato “Civiltà Sostenibile” contro la discarica di via delle Grazie a Lughignano. Lo fa dopo che la Coveri nelle scorse settimane ha depositato il ricorso al tribunale amministrativo regionale contro lo stop al progetto imposto dalla giunta Zaia.

Due gli appuntamenti organizzati nel fine settimana per proseguire nella battaglia che sembrava vinta dopo la delibera regionale che annullava il progetto.

Si inizia sabato davanti al bar della cooperativa Toniolo a Conscio, mentre domenica mattina gli attivisti di “Civiltà Sostenibile” saranno sia davanti alla chiesa di Conscio che in piazza all’Arma dei carabinieri a Casale sul Sile. Ai banchetti sarà anche possibile compilare il modulo per iscriversi al gruppo che nei mesi scorsi si è mobilitato contro la discarica, promuovendo tra l’altro due iniziative importanti: la raccolta firme e la cena comunitaria a Lughignano. All’attività di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza sull’incubo discarica, ora che si è riaperto il fronte dopo il ricorso della Coveri al Tar, il comitato affiancherà sin da subito una azione concreta.

Ad annunciarla è il presidente Maurizio Salami sulla pagina Facebook del comitato: «La ditta Coveri ha presentato ricorso che probabilmente già verso metà aprile verrà esaminato dal Tar, pertanto come associazione Civiltà Sostenibile abbiamo deciso di presentare un contro ricorso, così come faranno il Comune di Casale sul Sile e la Regione», scrive il coordinatore del comitato che si batte contro il progetto della ditta.

Dal canto suo, l’amministrazione comunale di Casale sul Sile guidata dal sindaco Stefano Giuliato ha già dato mandato all’avvocato Antonio Pavan per costituirsi in giudizio contro la società Coveri che da più di dieci anni tenta di realizzare l’impianto per i rifiuti in via delle Grazie a Lughignano. Ancora una volta sarà battaglia a suon di carte bollate davanti ai giudici del Tar del Veneto.

(ru.b.)

 

la battaglia dei pendolari

Nuova corsa dal 13 aprile, ma Oderzo il 5 sarà al vertice di Mestre

ODERZO – Dal 13 aprile ci sarà dunque un nuovo treno alle 7 del mattino che da Oderzo va verso Treviso. Una battaglia vinta per i pendolari della tratta, dopo l’entrata in vigore dell’orario cadenzato che non ha soddisfatto nessuno. Mai pendolari non abbassano la guardia.

Il sindaco di Oderzo, Pietro Dalla Libera, ha incaricato il consigliere Francesco Montagner di continuare a seguire la vicenda: «Rappresenterò il Comune di Oderzo il 5 aprile presso la centrale Plip di Mestre, a Carpenedo, al primo tavolo dei pendolari veneti», comunica Montagner, «L’evento è pubblico e sarà un momento di coordinamento tra partecipanti per trovare iniziative concrete da attuarsi nell’immediato futuro per migliorare il sistema di trasporto pubblico nella nostra Regione. Per continuare a monitorare il servizio ferroviario regionale, in seguito all’entrata in vigore del nuovo orario cadenzato, con “Trenitardo” propongono anche di rispondere ad un questionario sul web. I dati raccolti verranno utilizzati per individuare eventuali problemi e disservizi su tratte, treni e stazioni. Lo scopo è quello di fare un’analisi mirata e puntuale per individuare le strategie e le modifiche migliori», afferma Montagner.

Il “questio-binario”, postato sul web da “Trenitardo” evidenzia: «Sono passati più di tre mesi dall’avvio dell’orario cadenzato nel Veneto e molti disagi vengono tuttora segnalati sulla rete. Se da un lato si è riscontrato un miglioramento in termini di puntualità generale, dall’altro invece si continuano ad avere problemi quali sovraffollamento, diminuzione di corse e difficoltà di coincidenze».

(g. p.)

 

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