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VOLPAGO.

«Prendiamo l’esempio dei sindaci e dei cittadini della Riviera del Brenta e scendiamo in strada a manifestare contro Terna e il suo progettato elettrodotto aereo da 380mila volt»:

è l’appello che lancia Paola Tonellato, di “Volpago Ambiente”. Punta il dito anche contro l’amministrazione comunale attuale e passata per le vicende di questo elettrodotto.

«L’amministrazione di Volpago ha una responsabilità pesante su questa vicenda: senza confrontarsi con i cittadini, nel 2008 ha deliberato di accettare nel proprio territorio la stazione elettrica (un’area di 24 campi) e il potenziamento dell’attuale linea da 220 kv a 380 kv», dichiara, «e continua ora ad avere delle responsabilità in quanto non ha mai informato i cittadini di Selva, che la linea non si fermerà certo alla stazione ma attraverserà la frazione e tutto il Montello, per continuare fino a Belluno. È giunto il momento di essere chiari con i cittadini e con la Regione: nel nostro territorio diffusamente urbanizzato e dedicato all’agricoltura anche pregiata, le linee elettriche aeree non ce le possiamo permettere, gli elettrodotti vanno costruite interrati».

(e.f.)

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ASOLO –  Il sindaco Baldisser accetta la richiesta degli otto consiglieri di minoranza di un consiglio comunale per discutere il nuovo Pat. E fissa la data della seduta dedicata al piano di assetto del territorio: si terrà mercoledì 8 maggio alle 20.30. Dopo la lettera dei giorni scorsi in cui Loredana Baldisser chiedeva alle minoranze di ritirare la richiesta di un consiglio comunale straordinario, la sindaca fa un passo indietro. Si era impegnata, su richiesta di tutti e otto consiglieri di minoranza, a portare il tanto discusso piano di assetto del territorio in commissione urbanistica per un adeguato esame. Dopo una settimana di silenzio da palazzo Beltramini, il 18 aprile scorso le minoranze hanno protocollato una richiesta di consiglio comunale straordinario per l’esame e discussione del Pat. La legge prevede che in caso di richiesta di convocazione da parte di un quinto dei consiglieri il sindaco è obbligato a convocare l’assemblea municipale entro 20 giorni dalla presentazione della richiesta. Con una lettera inviata nei giorni scorsi il sindaco aveva invitato a ritirare la richiesta considerandola “prematura” in vista degli incontri pubblici che la giunta Lega Nord Vita aveva intenzione di programmare. Gli 8 consiglieri di minoranza non hanno accolto la richiesta del sindaco e ieri pomeriggio è arrivata la convocazione del consiglio comunale straordinario per esame e discussione del Pat per mercoledì prossimo. Mentre giovedì si terrà il consiglio comunale sempre alle 20.30 per l’approvazione del bilancio consultivo 2012.

Vera Manolli

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Tribuna di Treviso – E’ ancora guerra su Barcon

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3

mag

2013

Primavera: piano bocciato

Vedelago. Il gruppo capitanato da Beltrame contro la squadra di Bergamin «Amministrazione cacciata per un’operazione devastante a vantaggio di pochi»

VEDELAGO – Ancora in corsa per Vedelago, la lista Primavera Civica ha per capolista Stefano Beltrame, coordinatore locale del Pd. La scelta del suo gruppo di confluire nella coalizione che sostiene la candidata Cristina Andretta (ex Pdl) è personale e nulla ha a che vedere con il suo partito. Beltrame ieri ha attaccato Diego Bergamin, capogruppo della civica «Per Vedelago», la cui partecipazione alla corsa elettorale è legata alla decisione del Tar dopo l’esclusione decretata dalla commissione mandamentale. Manco a dirlo la questione calda è ancora il progetto Barcon, bocciato dal consiglio comunale e che nonostante tutto continua a far discutere.

«Trovo imbarazzante che Bergamin abbia deciso con le dichiarazioni fatte nei giorni scorsi di tentare di fare campagna elettorale sulle disgrazie della sua lista», osserva Beltrame, «fatto salvo che il Tar si esprimerà come meglio ritiene, e che in via del tutto personale spero possa venire riammesso, mi preme ricordare a Bergamin che il Comune di Vedelago ha perso l’amministrazione precedente esattamente per il motivo che lui sostiene. Si voleva imporre il volere di pochi su quello dei molti. È per questo che già in tempi non sospetti mi sono battuto contro l’interesse dell’allora sindaco Paolo Quaggiotto di far passare un progetto che la cittadinanza non ha mai voluto. Forse c’era un accordo tra i pochi che hanno votato a scatola chiusa un progetto che se fosse andato avanti avrebbe caricato di illusioni e di problemi il nostro territorio, ma che comunque la Regione avrebbe stoppato. Un mostro che nemmeno i comuni limitrofi a Vedelago, a cui come è noto è stato proposto, hanno voluto».

Sotto accusa il progetto per il polo agroindustriale ipotizzato a Barcon.

«Inutile», continua Beltrame, «che tenti di tornare alla carica sul tema dato che anche il suo capo, che sostenne il progetto a occhi bendati, ha parlato di capitolo chiuso. Servono fatti subito. Serve casa, lavoro e valorizzazione del nostro oro, il territorio. E su questo stiamo lavorando. Solo la principale delle nostre ville venete vale almeno 20 mila visitatori. Dobbiamo moltiplicare questo valore. Perché è da qui, con pochi, semplici e puntuali interventi, possiamo creare indotto, valore e lavoro».

Primavera Civica è stato il principale gruppo politico a lottare contro il progetto dell’area industriale di Barcon, sostenuto invece dall’ex sindaco Paolo Quaggiotto. L’accordo di programma su Barcon prevedeva la realizzazione di un maxi insediamento agroindustriale nelle campagne della frazione per un’area complessiva consumata di 90 ettari (180 campi). Tutta zona agricola da cementificare. Sul progetto è caduta la giunta Quaggiotto. L’accordo, arrivato in consiglio comunale, ha ottenuto voti contrari di 3 assessori (Marco Perin, Cristina Andretta e Renzo Franco). Una battaglia vinta anche da Primavera Civica.

Daniele Quarello

 

FIRMA DIMENTICATA – Morao esclusa rinuncia al ricorso

VEDELAGO Fiorenza Morao rinuncia al ricorso, rimane fuori dalle liste. Dopo alcuni giorni di riflessione, l’ex consigliera capogruppo di Primavera Civica, ha deciso di non ricorrere contro l’esclusione dalla sua candidatura decretata dalla commissione elettorale mandamentale di Castelfranco. La decisione è stata comunicata domenica. Morao aveva dimenticato di porre la firma sul modulo e quindi la sua candidatura è stata depennata. Dopo una consultazione legale, ha deciso di non ricorrere. La notizia è apparsa ieri sul blog di Primavera Civica.

«I pareri legali che ho acquisito sono giunti tutti alla medesima conclusione»,

spiega Morao,

«il ricorso avrebbe avuto esito negativo. Le legge non contempla sviste, errori, dimenticanze, possibilità di rimediare. Non cerco scuse per la mia grave dimenticanza, anche se il mio errore può essere ripartito con il funzionario e il segretario comunale che hanno controllato tutti i fogli di inviarli alla commissione».

(d.q.)

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ASOLO: LETTERA DEL SINDACO ALLE MINORANZE

ASOLO – Il sindaco Baldisser chiede alle minoranze di ritirare la richiesta di un consiglio comunale straordinario per discutere del nuovo piano di assetto del territorio. E dopo la retromarcia con il rinvio del dibattito sul Pat nel consiglio dello scorso 10 aprile, Loredana Baldisser ha inviato ai capigruppo di minoranza una lettera invitandoli a ritirare la richiesta (protocollata dai consiglieri il 18 aprile scorso) di un consiglio comunale straordinario sul piano. Secondo quanto prevede la legge, il sindaco è obbligato a convocare il consiglio entro 20 giorni dalla domanda. Nella seduta convocata giovedì prossimo si parlerà solo di bilancio, ma nessun accenno sarà fatto sul nuovo piano di assetto del territorio.

«Le recenti contestazioni nelle scelte della pianificazione urbanistica previste dal primo Pat comunale, emerse anche sulla stampa e sui media nazionali e internazionali, obbligano l’amministrazione a confrontarsi sui temi del Pat con la popolazione e con le associazioni di categoria»,

scrive la sindaca nella lettera alle opposizioni,

«Dall’esito di queste consultazioni, che assumono la caratteristica dell’assoluta trasparenza, potranno anche venire utili contributi per eventuali miglioramenti di talune scelte del piano. In questo senso appare prematura la riunione del consiglio per discutere dell’argomento… come richiesto».

Gli otto consiglieri di minoranza nei prossimi giorni si riuniranno per valutare l’invito del sindaco.

«Non c’è alcuna intenzione di ritirare la richiesta», anticipa il capogruppo di Progetto Asolano, Gino Gregoris, «Prima il sindaco aveva dichiarato che avrebbe presentato il Pat ai cittadini “per eccesso di democrazia”, ora invece che è “obbligata” a farlo per le contestazioni emerse. Il comportamento confuso e infantile della giunta conferma sempre più l’assoluta necessità di un serio esame del Pat in consiglio comunale e che l’unica cosa veramente “prematura” sia stata, probabilmente, l’elezione di queste persone alla guida del paese».

Vera Manolli

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Nuova Venezia – Mina da 250 milioni sulla Pedemontana

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1

mag

2013

 

Le modifiche chieste dagli enti locali fanno lievitare i costi

Vernizzi tranquillo: «La spesa complessiva non cambierà»

VICENZA – Una «sorpresa» da 250 milioni di euro che rischia di far saltare i conti della Superstrada Pedemontana Veneta. Il commissario straordinario, Silvano Vernizzi, appare tuttavia relativamente tranquillo: ma è un fatto che le modifiche richieste da diverse amministrazioni comunali abbiano fatto lievitare il costo dell’infrastruttura da 94 chilometri di ben 250 milioni. «Il costo complessivo dell’opera non cambierà» assicura Vernizzi, che lo blinda a 2 miliardi e 130 milioni. Ma il balletto delle cifre sembra indicare, invece, che i 250 milioni di lavori aggiuntivi chiesti dai sindaci trevigiani e vicentini siano in realtà da aggiungere al costo complessivo portando il valore dell’opera a 2 miliardi e 380 milioni di euro. La cifra complessiva cambierà, comunque, il piano finanziario della Superstrada, i cui lavori iniziati nel novembre 2011 sono in corso per ora nel tratto vicentino. Dopo il lotto 2A, il 4 febbraio scorsi sono stati consegnati i lavori del lotto 2C tra Marostica e Bassano del Grappa. «Per adesso stiamo lavorando con fondi propri e trasferimenti regionali – ammette Claudio Dogliani, direttore generale del consorzio Sis che sta realizzando l’opera –. Non appena la Regione approverà gli altri lotti potremo chiudere l’accordo finanziario con le banche per continuare l’opera». Le principali modifiche al tracciato sono state chieste dai sindaci di Volpago del Montello, Villaverla, Romano d’Ezzelino, Cassola, Montecchio. «Per la maggior parte – spiega Vernizzi –si tratta di modifiche al tracciato che molte amministrazioni comunali vogliono in trincea per ragioni di impatto ambientale. E queste modifiche hanno comportato tempi e costi». Per i tratti soggetti a variante la Regione ha infatti dovuto rifare la procedura di valutazione di impatto ambientale (Via), che da sola ha richiesto alcuni mesi. «Ma credo che siamo in dirittura d’arrivo e presto potremo consegnare definitivamente il progetto finale per l’aggiornamento del piano finanziario» spiega Vernizzi, che si dichiara ottimista. Secondo la Regione non c’è la possibilità che aumenti l’esborso per le casse pubbliche né che possa aumentare la durata della concessione, stabilita in 39 anni. I lavori di realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta sono in corso di realizzazione da parte del consorzio italo spagnolo Sis (controllato al 51% dai piemontesi della Dogliani e al 49% dagli spagnoli di Itinere Infraestructuras). Nel Vicentino spunta anche un’altra difficoltà: il ritardo nei pagamenti di alcune imprese che in sub appalto stanno lavorando al grande appalto infrastrutturale. La denuncia è venuta dal presidente di Confartigianato Vicenza, che ha segnalato come alcune imprese di costruzioni vicentine abbiano fatto ricorso al credito dei consorzi fidi per far fronte ai pagamenti dei dipendenti a causa dei ritardi nei pagamenti dei lavori della Pedemontana. Secondo il concessionario dei lavori, invece, si tratta semplicemente di tempi di liquidazione normali in un tempo in cui anche le banche non hanno i rubinetti molto aperti. Potenzialmente, tuttavia, il ritardo nei pagamenti potrebbe minare il proseguimento dei lavori, anche perché si fanno sempre più strada le perplessità di movimenti, associazioni e cittadini rispetto allo strumento del project usato per questa come per molte altre infrastrutture.

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Asolo. La questura: manifestazione non autorizzata

Avviso di garanzia per Regosa: «Incontro spontaneo»

ASOLO – L’abbraccio ad Asolo contro l’adozione del Pat: scattano gli avvisi di garanzia. Nei giorni scorsi è stato notificato un avviso di garanzia a un partecipante alla manifestazione del 7 aprile in piazza Brugnoli, Andrea Regosa. La contestazione da parte della questura di Treviso è che il giovane residente in città avrebbe organizzato la manifestazione senza permessi ufficiali da parte del Comune per l’occupazione del suolo pubblico. Domenica 7 aprile i cittadini si erano dati appuntamento nel centro storico per dire no al Pat della giunta Baldisser e per ripetere a gran voce “salviamo Asolo”. Un centinaio di persone ha sfilato per le vie del centro con cartelli dove si leggeva “Asolo è il nostro futuro” e “Stop al cemento”. Poi dandosi la mano hanno creato una catena umana che ha simbolicamente abbracciato il cuore della città passando davanti al municipio. Uno dei giovani che ha animato l’incontro è stato proprio Andrea Regosa che, assieme a tutti gli altri suoi amici del Comitato Asolo Viva, ha spiegato ai passanti il motivo dell’incontro. Ed ora proprio al giovane è arrivata dalla Questura una denuncia per violazione delle legge sulle manifestazioni pubbliche. «Era un incontro spontaneo», dichiara secco Regosa, «Creato con un passa parola tra amici e conoscenti». Dopo la presentazione del Pat da parte del vicesindaco Federico Dussin alle minoranze è scattata la mobilitazione. Consiglieri di minoranza e cittadini hanno dato il via a una dura contestazione alla giunta Lega nord-Vita. Il tam tam della protesta è stato lanciato su facebook con la creazione dell’evento del 7 aprile. In tanti avevano aderito: dai gruppi consigliari di minoranza a esponenti politici di spicco come la senatrice del PD Laura Puppato. «In sede opportuna verranno chiariti tutti i fatti», spiega il legale del giovane, Gianmarco Zaniol, «Si è trattato semplicemente di un incontro tra persone e tra le tante il mio assistito è stato interpellato nel corso della mattinata da due agenti della Digos che hanno preso le sue generalità».

Vera Manolli

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IL CASO –  E la giunta boicotta il dibattito pubblico

ASOLO Era stato fissato per giovedì 9 maggio l’incontro pubblico del Comitato civico “Asolo Viva” sul nuovo piano di assetto del territorio. Ma Il sindaco Loredana Baldisser ha convocato per la stessa data il consiglio comunale per l’approvazione del bilancio 2012. E l’incontro è stato rinviato. Le minoranze puntano il dito contro la maggioranza. «Ci sembra un gesto di grande maleducazione nei confronti del Comitato Asolo Viva, che per la stessa data aveva promosso un incontro di conoscenza sul Pat invitando anche l’amministrazione comunale», dichiara il gruppo consigliare “Insieme per Asolo”. Massima solidarietà quindi da parte delle minoranza al gruppo di cittadini che in queste settimane si sono mobilitati per programmare l’incontro informativo. Si sarebbe dovuto tenere alla Fornace e oltre ai gruppi consigliari avrebbero dovuto partecipare tutte le associazioni di categoria, i rappresentanti di Unindustria e la stessa maggioranza consigliare che all’ultimo momento ha dato forfait. Dibattito pubblico solo rinviato

(v.m.)

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CASTELFRANCO. Al via gli orti urbani, nei progetto del Comune saranno «all’ombra» della cartiera. Se ne parla oramai da un paio d’anni. Il progetto per la realizzazione di orti urbani a disposizione della cittadinanza era stato discusso più volte in consiglio comunale. In sostanza si prevedeva di creare un’area dove i cittadini potessero coltivare il proprio orto. Un’area attrezzata di un rigagnolo per l’irrigazione e la disponibilità di qualche campo su cui coltivare ortaggi. Inizialmente si era individuata un’area in via Abruzzo. Poi però l’area fu messa in vendita e si passò ad un altro appezzamento. Si tratta di un’area situata all’angolo tra via Lovara e via Sile, verso Salvatronda. Il progetto, rimasto congelato per un anno, sarà realizzato nell’arco di qualche settimana. L’area individuata tuttavia si trova nel settore dove la giunta Dussin intendeva concedere la realizzazione di una cartiera. La famosa cartiera ribattezzata Ecomostro dall’omonimo comitato popolare nato per contrastare il progetto. L’area di via Sile infatti era stata messa all’asta a novembre dalla giunta Dussin per 5 milioni di euro. Era scoppiato un caso dato che proprio quell’area attualmente è verde e si prevedeva una colata di cemento da oltre 700 mila mc di capannoni costruibili. L’asta andò deserta, ma la giunta Dussin rimetterà a breve in vendita l’area. Gli orti urbani sorgeranno in un lotto appena a sud di quell’area individuata per la cartiera. Il progetto è seguito dal Comune e dal Coordinamento del Volontariato della Castellana (www.cvccastellana.org). Il tutto era rimasto fermo per alcuni mesi dal momento che mancava nell’area una sorgente d’acqua adeguata a servire gli orti. Ma ora si può partire.

Daniele Quarello

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ASOLO. C’è anche la firma del neoministro alla cultura Massimo Bray Nella petizione online “In difesa di Asolo”. Lanciata in rete nelle scorse settimane dal gruppo di minoranza “Insieme per Asolo” contro l’adozione del nuovo piano di assetto del territorio presentato dalla giunta del sindaco Baldisser, l’iniziativa ha visto subito l’appoggio di personaggi illustri: dall’archeologo di fama internazionale Salvatore Settis al neoministro Massimo Bray che qualche giorno fa ha firmato in difesa di Asolo contro la colata di cemento che minaccia la vista sulla Rocca .

«Da oggi abbiamo un amico in più nella battaglia contro il Pat di Asolo: Massimo Bray, che nei giorni scorsi ha firmato l’appello In difesa di Asolo»,

annuncia il gruppo consiliare di minoranza sulla sua pagina Facebook,

«ospite fisso dei “Dialoghi Asolani”, da ieri è ufficialmente il nuovo ministro della Cultura. Buon lavoro, Massimo!».

Dalla direzione della Treccani al ruolo di ministro. Il curriculum di Bray parte proprio dall’Istituto della storica enciclopedia italiana fondata da Giovanni Treccani.

Entrato come redattore responsabile della sezione di storia moderna della Piccola, nei primi anni Novanta è stato nominato direttore editoriale.

Il neoministro di origini leccesi riparte dalla cultura, candidato Pd per la camera dei deputati nelle scorse elezioni. Presiede il consiglio d’amministrazione della “Fondazione La Notte della Taranta” che organizza il più grande festival europeo di musica popolare, dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali, dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica. Ora Asolo spera di averlo a suo fianco in difesa del paesaggio.Continua la raccolta di sottoscrizioni alla petizione online che in poche settimane ha raggiunto oltre un migliaio di firme.

Vera Manolli

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PAESE. L’iter autorizzativo della discarica Terra a Castagnole prosegue a ritmo serrato, l’8 maggio si terrà il primo incontro in Provincia.

«Gli enti devono tener conto delle 7.500 firme dei cittadini e delle nuove indicazioni del Parlamento europeo»,

avverte l’eurodeputato Andrea Zanoni.

«Tra un’audizione e l’altra, si ricordino che l’Europa ha deciso di mettere al bando l’amianto, raccomandando l’inertizzazione in appositi impianti».

Il calendario stilato dalla Provincia prevede per mercoledì 8 maggio alle 18 la convocazione del gruppo Mosole nella Commissione Ambiente. Si prosegue mercoledì 15 con l’audizione del sindaco di Paese Francesco Pietrobon, e mercoledì 22 maggio con la convocazione dell’Arpav. Invece lunedì 13 maggio alle ore 17, Paeseambiente e Legambiente (del circolo di Trevignano) consegneranno le firme al sindaco di Paese contro la discarica di via Baldrocco dove, secondo il progetto, dovrebbero essere conferiti 460 mila metri cubi di amianto. (f.cip.)

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Appello alla giunta di commercianti, artigiani e agricoltori

ASOLO – Ascom, Confartigianato AsoloMontebelluna, Cia, Cna e Coldiretti bocciano il Pat e inviano una lettera a tutti i gruppi consiliari che siedono nell’assemblea asolana. «Sfruttiamo quello che abbiamo già», ribadiscono. L’impegno chiesto dalle associazione di categoria alla giunta Baldisser e alla maggioranza che la sostiene è chiarissimo: «Basta sfruttare il territorio». La mobilitazione per fermare l’adozione del nuovo piano di assetto del territorio continua. Davanti ai 350 mila metri cubi di cemento previsti dal piano presentato dal vicesindaco Federico Dussin, commercianti, artigiani e agricoltori avevano alzato già la voce e assieme ai cittadini e alle minoranze consiliari avevano bacchettato la giunta. Nelle tavole del Pat è stata disegnata una nuova immensa area industriale ai piedi della Rocca, vicino alla sede della Replay.

«Quando in realtà esiste già una zona industriale»,

fa notare Stefano Zanatta, presidente di Confartigianato AsoloMontebelluna,

«Perché bisogna costruire ancora? Meglio mantenere l’attuale area industriale senza consumare in maniera selvaggia il nostro territorio».

Nel nuovo piano di assetto del territorio, adottato dalla giunta, l’attuale area industriale che si trova a cavallo di via Galilei, via dell’Artigianato, via Monache e via Venezia rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto. «Questa operazione non ha senso, l’attuale area si svaluterebbe dal punto di vista economico», sottolinea Zanatta. Il nuovo Pat riconverte le aree esistenti in uffici, residenze oppure in aree agroindustriali e per la produzione energetica all’interno della zona industriale. Per artigiani, commercianti e agricoltori un vero e proprio «spreco». Trascorsi 5 anni dall’entrata in vigore del Pat e del piano degli interventi, in caso di abbandono o di smantellamento delle attività produttive già esistenti, non sarà possibile l’insediamento di altre aziende causando così il tracollo finanziario dell’economia del territorio. Secondo le associazioni di categoria le conseguenze dell’adozione di questo piano sarebbero, per questi motivi, gravissime. «In primo luogo siamo in presenza di aree non ancora completate», scrivono nella lettera i presidenti, «Il danno economico che creerebbero alle aziende è tanto evidente quanto sostanzioso. Per questo chiediamo di fare attenzione perché potrebbe causare seri danni all’economia». E in questi giorni tecnici incaricati dalle cinque associazioni di categoria stanno verificando le tavole del Pat. «Dobbiamo lavorare assieme per valorizzare questa “perla”, non per distruggerla», dichiara Zanatta, «Questo territorio è legato soprattutto al turismo e quindi sfruttiamo quello che abbiamo». E quale sarà il prossimo passo? «Al consiglio comunale in cui si parlerà del Pat saremo tutti presenti», annuncia il presidente, «Speriamo che venga discusso il prima possibile perché il nostro territorio va salvaguardato».

Vera Manolli

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