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Comunicato stampa congiunto 7 marzo 2020

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Comitato contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Mira 2030, FFF Riviera del Brenta e Venezia, Comitato Difesa Ambiente e Territorio Spinea

 

Inceneritore: calpestata la democrazia

Il Sindaco Brugnaro e la sua maggioranza scappano dal confronto pubblico sull’inceneritore.
Intanto in Consiglio di Bacino a porte chiuse quasi tutti i Sindaci votano a favore del progetto.

Democrazia calpestata per difendere un ecomostro devastante dettato da interessi speculativi.

Comitati e associazioni ambientalisti preparano la lista dei responsabili in vista delle elezioni regionale e comunali.

In cantiere nuove iniziative e anche il ricorso al TAR.

 

In Consiglio Comunale a Venezia l’Amministrazione fucsia guidata dal Sindaco Luigi Brugnaro elude ancora una volta la discussione sull’inceneritore di Fusina, e rinvia a non si sa quando il voto sulla mozione presentata da Movimento 5 Stelle, gruppo Casson e gruppo misto.

Per i comitati ambientalisti si tratta di un atto antidemocratico grave che dimostra ancora una volta la “codardia politica” degli amministratori favorevoli al progetto: “Nonostante molti Sindaci e politici continuino a sostenere sulla stampa che il maxi inceneritore di Veritas sarebbe la soluzione di tutti i problemi se non addirittura salvifico per l’ambiente, quando è il momento di affrontare il dibattito pubblico nei Consigli Comunali si registra un fuggi fuggi generale.

Quando invece la discussione si svolge a porte chiuse e senza la possibilità per i cittadini e per le opposizioni di dire la propria, come nella seduta del Consiglio di Bacino del 20 febbraio, allora gli stessi “impavidi” amministratori sono pronti a dare il loro benestare senza nemmeno preoccuparsi di renderne conto a qualcuno. Ancora una volta, di fronte a scelte importanti che possono far perdere consensi elettorali, la democrazia viene ridotta a una maschera inutile da calpestare”.

Il fronte no inceneritore sottolinea come, senza l’azione di comitati e associazioni, il progetto e alcuni degli aspetti più gravi come l’incenerimento di fanghi e percolati di discarica contaminati da PFAS sarebbero passati sotto completo silenzio. “Nessun Sindaco di nessuna amministrazione si è preso la briga di organizzare incontri pubblici per informare i cittadini – affermano i comitati – né tanto meno sono stati investiti del problema i Consigli Comunali. Là dove è avvenuto un minimo di discussione istituzionale lo si deve solo alla ostinata iniziativa di alcuni rappresentanti di forze politiche e civiche di opposizione. E questo è tanto più grave se si considera il fatto che non c’è un solo Sindaco che abbia nel proprio programma la realizzazione di un inceneritore per lo smaltimento di rifiuti urbani e fanghi”.

“Se qualcuno pensa di sottrarsi alle proprie responsabilità si sbaglia di grosso – incalzano i comitati – E’ bene che i cittadini abbiano piena consapevolezza di chi è a favore di un progetto estremamente dannoso per l’ambiente e per la loro salute e soprattutto che se ne ricordino alle prossime elezioni amministrative e regionali. Indicheremo presto tutti i nomi e cognomi di Consiglieri e Sindaci favorevoli all’ecomostro, ma già oggi possiamo dire senza ombra di dubbio che l’asse degli amministratori pro inceneritore è trasversale e consociativo: va dal centro-destra con in testa la Lega di Luca Zaia, Forza Italia, Fratelli d’Italia, fino al centro con i pasdaran del Partito Democratico tra i più convinti, seguiti poi da varie formazioni centriste minori”.

Intanto, nonostante l’emergenza coronavirus, il coordinamento No Inceneritore si riunirà lunedì 9 marzo per fare il punto della situazione, organizzare le prossime iniziative e discutere del probabile ricorso al TAR: “I tempi sono stretti e l’epidemia non aiuta. Cercheremo di tarare la nostra azione tenendo conto delle limitazioni imposte dai decreti, ma di sicuro non staremo fermi in attesa delle decisioni della Regione, perché una cosa è certa: il coronavirus passa, le diossine e i PFAS restano per decenni”.

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO 12 febbraio 2020

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Comitato contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Marghera Libera e Pensante

 

INCENERITORE FUSINA – CONSIGLIO COMUNALE MIRA

 

La vera notizia sul Consiglio Comunale di Mira di lunedì 10 febbraio è che il PD mirese, insieme alla lista Dori, Gente di Mira e Lista Fucsia hanno gettato la maschera e si sono schierati con Veritas a favore del progetto del nuovo inceneritore, un ecomostro che brucerà quantità abnormi di rifiuti tra cui anche fanghi contaminati da PFAS, e che avrà sicuri e gravi impatti sulla salute di centinaia di migliaia di persone e sull’ambiente. Una responsabilità politica gravissima che sta in capo prima di tutto al Sindaco Marco Dori, colui il quale dovrebbe tutelare la salute dei cittadini miresi.

A votare contro l’inceneritore solo Mira in Comune, con la consigliera Lavinia Vivian, il Movimento 5 Stelle, e Albino Pesce del gruppo di maggioranza Articolo 1 – MDP.

Quanto accaduto al Presidente del Comitato Opzione Zero, che lo ricordiamo era tra i relatori invitati al Consiglio Comunale, è un fatto gravissimo, lesivo dei diritti democratici, e indegno per un Comune come Mira da sempre aperto al confronto politico e sociale.

A rileggere i fatti, e rivedendo le videoriprese della seduta, sembra che qualcuno abbia cercato scientemente la provocazione. Forse proprio per tentare di mettere in secondo piano il merito della discussione, nonché le difficoltà e le responsabilità dell’amministrazione comunale di fronte alle scelte che di lì a poco avrebbe compiuto.

Le decine e decine di persone intervenute in Consiglio, così come gli attivisti di molte associazioni e comitati hanno seguito l’intera seduta dell’assemblea in modo assolutamente tranquillo, limitandosi all’esposizione di cartelli, ad applausi di consenso, e a qualche commento di disappunto. Una partecipazione pacifica, attenta e determinata a manifestare la propria legittima preoccupazione rispetto al progetto di Veritas e Bioman, nel pieno rispetto delle istituzioni e nel pieno esercizio dei propri diritti democratici. Chi parla di insulti, imprecazioni e di tensione forse ha visto un altro film, perché invece era interesse degli stessi comitati che il Consiglio Comunale arrivasse al voto sul documento che chiedeva lo stop dell’inceneritore.

L’allontanamento di Donadel è stato disposto dal Presidente del Consiglio Comunale, e forse anche dal Sindaco, a seguito di uno scambio verbale tra lo stesso Donadel e il Direttore di Veritas entro i termini della normale dialettica politica, concluso in pochi secondi. E’ stato l’atteggiamento aggressivo e sproporzionato dei vigili urbani e successivamente dei Carabinieri a determinare la tensione e il parapiglia, durante il quale numerosi testimoni escludono ci siano stati atteggiamenti di aggressione (calci o pugni) verso le forze dell’ordine. Del tutto immotivato ma vergognoso e scandaloso, l’ammanettamento di Donadel, quando ormai la situazione era tornata tranquilla. Un susseguirsi di azioni, allontanamento e poi ammanettamento, che risultano inquietanti e svelano un pericoloso attacco al diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, come sancito dalla nostra Costituzione.

Intollerabile il comportamento del Presidente del Consiglio Comunale di Mira, che ha dimostrato una totale inadeguatezza, e pertanto ne chiediamo le dimissioni immediate. Altrettanto imbarazzante, per usare un eufemismo, è stato il comportamento delle forze dell’ordine. La sproporzione nell’uso della forza pubblica si dimostra purtroppo una costante negli ultimi tempi, soprattutto quando la protesta e il dissenso dei cittadini verso scelte sbagliate e pericolose si radica, cresce e diventa consapevole. Tira una brutta aria in Italia e non solo. Ma si sappia che comitati e movimenti che lottano per la giustizia climatica e ambientale non temono l’ombra delle repressione, e sono più determinati che mai ad andare avanti.

 

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Comitato contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia, Quartieri in Movimento, Marghera Libera e Pensante

 

Martedì 11 febbraio 2020 alle ore 09:30 presso Centro Culturale Candiani – Sala Conferenze

Commissione ambiente del comune di venezia aperta al pubblico che può intervenire.

 

 

 

La V Commissione è convocata martedì 11 febbraio 2020 alle ore 09:30 presso Centro Culturale Candiani – Sala Conferenze con il seguente ordine del giorno:

  1. Discussione della mozione nr. d’ordine 1752 (nr. prot. 64) con oggetto “Ecoprogetto Spa”, inviata da Deborah Onisto
  2. Discussione della mozione nr. d’ordine 1755 (nr. prot. 63) con oggetto “Mozione collegata al 3° punto dell’ODG del Consiglio Comunale del 27/11/2019 avente come oggetto “ Proposta di Ecoprogetto spa per la realizzazione di nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti “. “, inviata da Sara Visman

 

per la Presidente della V Commissione
Lorenza Lavini

la Segretaria della V Commissione
Claudia Mattiato

 

 

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STOP INCENERITORE FUSINA

TUTTI IN CONSIGLIO COMUNALE A MIRA LUNEDI’ 10 FEBBRAIO

 

La mobilitazione contro l’inceneritore di Fusina continua: lunedì 10 febbraio alle ore 19.00 tutti in Consiglio Comunale a Mira per chiedere il ritiro di un progetto sbagliato, sovradimensionato e estremamente pericoloso per l’ambiente e per la nostra salute.

Quasi tutti i Sindaci del Bacino veneziano sono allineati sulla proposta di Veritas, peccato che su una questione così importante non abbiano nè informato, nè consultato i cittadini che vorrebbero rappresentare.

Il Consiglio è stato ottenuto solo grazie all’iniziativa di alcuni consiglieri di opposizione in particolare di Lavinia Vivian del gruppo Mira in Comune, con il sostegno dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle Elisa Benato, Sabrina Cervi, Michele Pieran, di Marta Marcato del gruppo Mira siamo Noi, di Stefano Deppieri rappresentante della Lega in dissenso con le scelte del suo partito; ma anche grazie al supporto di alcuni consiglieri di maggioranza: Albino Pesce e Luciana Bobbo di Articolo 1, e Francesco Volpato del PD.

Un segnale che conferma che l’interesse trasversale sul progetto non riguarda solo i proponenti ma anche il fronte di chi vuole mettere al primo posto la tutela della salute e dell’ambiente.

Possiamo fermare questo mostro, ma dobbiamo partecipare in tanti al Consiglio Comunale e alle prossime iniziative.

Partecipa anche tu, porta con te qualche persona e preparati un cartello!

 

Inceneritore di Fusina: Veritas continua a confondere le acque

Posted by Opzione Zero in News | 1 Comment

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Comunicato Stampa congiunto 30 gennaio 2020

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Comitato contro il rischio chimico Marghera, Malacaigo, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Cobas autorganizzati Comune di Venezia, Laboratorio Venezia

 

Inceneritore di Fusina: I numeri del progetto sono chiari, Veritas invece continua a confondere le acque.

I Comitati sono pronti al confronto e invitano i cittadini alle prossime iniziative: il 4 febbraio alle ore 18.00 al teatro Kolbe di Mestre, il 10 febbraio alle ore 18.00 al Municipio di Chirignago, il 10 febbraio alle ore 19.00 al Consiglio Comunale di Mira.

E’ inaudito che la società Veritas a totale partecipazione pubblica continui fare disinformazione sul progetto di inceneritore a Fusina presentato da Ecoprogetto.

I dati diffusi nel comunicato stampa di ieri (29 gennaio) da Veritas sono privi di ogni fondamento perché non corrispondono in nessun modo a quanto riportato nella documentazione tecnica presentata in Regione ai fini del procedimento di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale; nemmeno a quanto riportato nella documentazione integrativa dello scorso 6 dicembre che pure introduce alcune modifiche rispetto a quanto inizialmente espresso.

I numeri ai quali si riferiscono i comitati sono dunque quelli depositati ufficialmente presso gli organi competenti, tutto il resto sono solo tentativi di confondere le acque da parte di Veritas che evidentemente ha qualcosa da nascondere.

Nel progetto, precisamente nello schema a blocchi richiesto dalla Regione, Ecoprogetto afferma che dalla fase di pretrattamento dei rifiuti in ingresso al Polo di Fusina si otterranno ogni anno 84.000 t di legno derivato da rifiuti urbani e speciali, 150.000t di CSS (combustibile solido secondario) a partire da 258.500t di rifiuto urbano residuo e sovvalli lavorati, materiale da destinare alla co-combustione nella sezione energia del Polo. A questo quantitativo devono poi aggiungersi le 34.000 t di fanghi e di percolati di discarica essiccati ottenuti dal trattamento di 90.000 t di fanghi e 40.000 t di percolati tal quale. Complessivamente il materiale prodotto ai fini dell’incenerimento nella fase di pretrattamento risulta pari a 268.000 t all’anno.

Nella sezione dello schema a blocchi dedicata alle linee di incenerimento L1 e L2 si afferma che il quantitativo massimo di rifiuto misto che può essere incenerito è pari a 120.000t/a, valore che scende a 74.000t/a qualora il mix di alimentazione fosse unicamente a base di CSS; un valore che tra l’altro stranamente differisce dalle 81.000t/a di CSS per le quali si chiede comunque l’autorizzazione a bruciare (pag. 15 della nuova relazione tecnica). Il riferimento al livello massimo di 68.000t/a di CSS da avviare a combustione citato da Veritas nel suo comunicato non compare da nessuna parte. Del resto è proprio questo balletto di cifre che dimostra come già oggi, in fase preliminare, Veritas stia “giocando” sul potere calorifico del CSS che produce: a parità di potenza termica nominale, abbassando il potere calorifico del rifiuto automaticamente aumenta la quantità di materiale che può essere avviata a combustione.

Quanto alla promessa di bruciare solo il CSS attualmente prodotto i dubbi dei comitati sono più che fondati: per quale astrusa ragione economica Ecoprogetto, e soprattutto i soci privati Bioman e Agrilux del gruppo FINAM della famiglia Mandato, dovrebbero accontentarsi di bruciare solo 40 tonnellate di rifiuto per ogni 100 tonnellate trattate per essere avviate ai forni smaltendo il resto non si sa dove? Un’ipotesi evidentemente non credibile.

A ciò si aggiunga che, secondo quanto dichiarato da Veritas, la Linea 3 funzionale all’essiccamento dei fanghi e dotata di forno combustore della potenza di 20 MWt, del costo di circa 25 milioni di euro, pure essendo inserita nel piano finanziario tra il 2021 e il 2029, dovrebbe rimanere ferma se non nel caso di disservizio delle linee 1 o 2.

Infine, in merito ai fanghi di depurazione civile contaminati da PFAS e da altre sostanze pericolose concordiamo con Veritas sul fatto che non debbano essere utilizzati per fare compost. Precisamente sono proprio i comitati quelli che da anni denunciano sversamenti di materiale sospetto nei territori del Veneto e del Friuli e proveniente dagli impianti di Maniago e di Este gestiti dal principale socio di Ecoprogetto, la società Bioman. Veritas sa benissimo che per produrre biometano e godere dei generosi incentivi erogati dal Governo, negli impianti di trattamento delle frazioni organiche, oltre all’umido domestico, si utilizzano fanghi civili e industriali, addirittura quelli derivati dall’industria conciaria, ceneri e scorie derivati da centrali termiche, scarti della lavorazione della carta, e molto altro.

Ora propone di “risolvere” il problema con la bacchetta magica dell’inceneritore, dimenticando di dire che la miriade di sostanze pericolose che si sprigionano dopo la combustione si disperderanno nell’ambiente sotto forma di polveri sottili e ultrasottili, mentre scorie e ceneri dovranno essere smaltiti in discariche speciali. Se si vuole affrontare davvero il problema dei fanghi è necessario agire subito e in modo deciso per rimuovere le fonti di inquinamento, e nel contempo trattare, inertizzare e poi stoccare quanto non si può recuperare.

I comitati e le associazioni invitano i cittadini a partecipare ai prossimi appuntamenti previsti:

  • martedì 4 febbraio ore 18.00 incontro pubblico al Teatro Kolbe a Mestre con il prof. Gianni Tamino; in contemporanea commissione consiliare nel Comune di Pianiga
  • lunedì 10 febbraio Consiglio Comunale straordinario a Mira alle ore 19 (orario da confermare) e lo stesso giorno alle 18 incontro pubblico al Municipio di Chirignago

 

 

OpzioneZero, Medicina Democratica, Assemblea Permanente Contro il Pericolo Chimico a Marghera, MalaCaigo – Riviera del Brenta, Laguna Ambiente Archivio AmbienteVenezia, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Eddyburg Eddyburg, COBAS Autorganizzati Comune Venezia, @Laboratorio Venezia

 

 

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Comunicato stampa Opzione Zero 23 gennaio 2020

Inceneritore Fusina: Sindaci non fidatevi di Veritas

 

Il nostro territorio è già fortemente inquinato: l’inceneritore andrà sicuramente a peggiorare la situazione.

Tra i rifiuti da bruciare particolarmente pericolosi sono i fanghi e i percolati di discarica contaminati da PFAS e PFOA e altre sostanze tossiche.

I Sindaci non ascoltino solo Veritas ma anche comitati ed esperti indipendenti.
La Regione Veneto ha riaperto i termini per le osservazioni, ma il progetto va fermato subito.
I Comitati invitano i cittadini a partecipare alle prossime iniziative: il consiglio comunale straordinario a Mira e la serata informativa con il Prof. Gianni Tamino il 4 febbraio a Mestre.

 

 

“Chiedere a Veritas assicurazioni sulle emissioni del nuovo impianto è come chiedere all’oste se il vino è buono” è questo il commento secco del comitato Opzione Zero dopo le dichiarazioni della Conferenza dei Sindaci della Riviera del Brenta che si è riunita lo scorso 21 gennaio per discutere del progetto di inceneritore a Fusina.

“Il problema – continuano dal comitato – non è tanto il rispetto dei limiti di concentrazione indicati dalla normativa, ma la quantità assoluta di inquinanti dispersi nell’ambiente sotto forma di gas e di polveri ultrasottili. E’ evidente che bruciare fino a 270.000 t/a di rifiuti comporterà l’emissione di enormi quantità di fumi che andranno a sommarsi a un livello di inquinamento dell’aria già oltre i limiti. Inoltre alcune sostanze tossiche, come per es. le diossine, sono persistenti e si accumulano anno dopo anno nei tessuti di piante, animali e persone. Infine, in aggiunta a tutto il resto, l’incenerimento di 34.000 tonnellate all’anno di fanghi e percolati di discariche contaminati da PFAS, PFOA, PCB, clorurati e altri composti altamente pericolosi espone tutto il territorio e la popolazione a rischi incalcolabili. Ridicolo da questo punto di vista lo studio sulle ricadute presentato da Veritas che non considera per nulla la Riviera del Brenta e nemmeno il Miranese”.

Secondo Opzione Zero già solo questi elementi dovrebbero indurre i Sindaci del comprensorio a prendere una posizione più decisa e cautelativa chiedendo il ritiro del progetto e l’avvio di una discussione ampia e partecipata con i cittadini su quali siano le migliori soluzioni per gestire i rifiuti.

In una situazione drammatica determinata dai cambiamenti climatici e da un grave e diffuso stato di inquinamento dell’ambiente, le istituzioni e la politica dovrebbero avere il coraggio di rivedere completamente il loro modo di amministrare. Pensare, come fanno i Sindaci, che il problema sia solo quello del dimensionamento significa non aver capito che l’incenerimento è la strada più sbagliata da imboccare. A dirlo è la stessa Comunità Europea che con la nuova Direttiva sull’economia circolare punta decisamente sul riciclaggio finalizzato al recupero di materia, e equiparando l’incenerimento alla discarica.

“I Sindaci non si fidino ciecamente e solo di Veritasammoniscono gli esponenti del comitato rivierasco – la partecipata pubblica nostrana ha dimostrato in più occasioni di non raccontare i fatti per come stanno. Di fronte a scelte così importanti è fondamentale che gli amministratori approfondiscano autonomamente il tema così come hanno fatto i comitati, e che si avvalgano delle competenze di esperti indipendenti. Per parte nostra siamo disponibili al confronto e a fornire tutti gli elementi in nostro possesso utili ad una maggiore comprensione del progetto”.

Intanto Opzione Zero e gli altri comitati sono già al lavoro per presentare nuove osservazioni tecniche dopo che la Regione Veneto ha riaperto in data 22 gennaio i termini per la partecipazione del pubblico a seguito delle integrazioni depositate da Veritas lo scorso 6 dicembre: cittadini, associazioni ed enti potranno intervenire nuovamente entro 30 giorni.

In attesa del Consiglio Comunale Straordinario a Mira che dovrebbe tenersi nei primi giorni di febbraio, il fronte contro l’inceneritore si allarga e invita i cittadini a partecipare il giorno 4 febbraio alle ore 18.00 al Teatro Kolbe all’assemblea pubblica a cui prenderà parte anche il Prof. Gianni Tamino, biologo e membro del comitato scientifico dell’associazione ISDE (Medici per l’Ambiente).

 

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COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO 16 GENNAIO 2020

Comitato Opzione Zero, Medicina Democratica, Comitato contro il rischio chimico Marghera, Ambiente Venezia, Ecoistituto Alex Langer, Eddyburg, Altra Europa, Cobas Autorganizzati Comune di Venezia

 

Inceneritore di Fusina: la frittata rimane la stessa

Il 16 dicembre scorso Veritas-Ecoprogetto ha presentato le integrazioni richieste dalla Commissione VIA regionale sul progetto di revamping dell’inceneritore di Fusina, ma la sostanza non cambia: l’impianto di termodistruzione a cui mirano Ecoprogetto e il soci privati di Bioman e Agrilux sarà il più grande del Veneto, e oltre ai rifiuti brucerà fanghi e percolati di discarica contaminati da PFAS, diossine, clorurati e altre sostanze altamente tossiche che arriveranno da tutto il Veneto e probabilmente anche da fuori Regione. Ancora una volta per Marghera e per l’area metropolitana di Venezia si prospetta un futuro da “pattumiera”. Il nostro territorio è sommerso dallo smog e dai veleni ma ambiente e salute dei cittadini non contano mai niente quando di mezzo ci sono grandi “affari”.

Queste le conclusioni a cui sono giunte le sottoscritte associazioni dopo aver analizzato le centinaia di pagine integrative inviate da Ecoprogetto alla Regione Veneto, che denunciano tra l’altro la mancata risposta da parte di Veritas a numerose delle osservazioni elaborate dai comitati.

Tra i punti più importanti secondo il fronte sempre più largo di associazioni contrarie all’inceneritore ci sono i seguenti:

il potenziamento della capacità produttiva delle linee di lavorazione del rifiuto urbano residuo da 258.500 t/a a 450.000 t/a tramite lo stratagemma di un pretrattamento con lettori ottici. Un modo per assicurarsi l’approvvigionamento di rifiuti da tutto il Veneto in quantità tali da poter produrre le 150.000 t di CSS – combustibile solido secondario – dichiarate e corrispondenti a 3 volte tanto la produzione attuale del bacino veneziano.

L’elevata e ingiustificata quantità di rifiuti da avviare a combustione pari ad almeno 268.000 t/a di cui: 150.000 t di CSS, almeno 84.000 t di legno da ramaglie, imballaggi e altri materiali, ben 34.000 t di fanghi e percolati essiccati ottenuti dalla lavorazione di 130.000 t di fanghi e percolati umidi. Una quantità complessiva che sembra incompatibile con la potenza termica installata nei 3 forni di 67,9 MWt, tanto più se la linea 3 dovesse funzionare solo in alternativa a L1 o L2. Un controsenso facilmente spiegabile grazie alla possibilità di revampare i forni una volta ottenuta l’autorizzazione a bruciare rifiuti oltre alla biomassa. Ma spiegabile grazie anche al famigerato art. 35 del Decreto Sblocca Italia, che consente a questi impianti di bruciare materiali fino alla saturazione del loro carico termico, o in altri termini basandosi non sul quantitativo di rifiuto ma sul potere calorifico che questi possono esprimere. Il fatto è che il potere calorifico del rifiuto in ingresso viene stabilito dal gestore dell’impianto e dunque abbassandolo artificiosamente si può fare entrare più rifiuto nel forno e il gioco è fatto. Diversamente i rifiuti in eccesso dovranno essere destinati ad altri impianti di termoidistruzione, dunque altri camion che andranno ad aggiungersi a quelli che serviranno a convogliare i rifiuti provenienti da tutta la Regione e anche da fuori.

Per quanto riguarda le emissioni gassose le quantità indicate rimangono ingenti e sostanzialmente le stesse di quelle già inizialmente denunciate. Inoltre superficiale e lacunoso lo studio sulle ricadute dei fumi che prende in considerazione un’area limitata ad un raggio di soli 3 km intorno ai camini, non specifica tutti i parametri di partenza utilizzati per la simulazione (ad es. quantità e qualità del materiale combusto), e tralascia di spiegare quali sono le valutazioni degli impatti sul territorio metropolitano. Ciò nonostante si ammette che per alcuni inquinanti come gli NOx, il PM 2,5, gli IPA, i livelli di guardia nell’area veneziana sono già abbondantemente superati e che le emissioni dell’inceneritore andrebbero a peggiorare la situazione. Per altri composti molto pericolosi come diossine e furani non si dà modo di capire l’incidenza delle emissioni rispetto al livello di inquinamento attualmente presente

Relativamente alle scorie, alle ceneri e ad altri composti di risulta dei processi di incenerimento e lavorazione dei rifiuti (circa il 15-20% in peso) si prospetta di utilizzare la discarica del Vallone Moranzani.

Per quanto riguarda la matrice acqua, a fronte dello scarico in rete fognaria di 260.000 mc/a di acqua di scarto, non non si spiega come questa quantità possa essere interamente trattata visto e considerato che l’impianto di depurazione interno risulta dimensionato per il trattamento di soli 68.000 mc/a. Si dichiara inoltre che l’acqua derivata dal processo di depurazione dei percolati sarà priva di PFAS quando invece è noto che per alcuni di questi composti non è tecnicamente possibile il filtraggio.

In conclusione le sottoscritte organizzazioni ribadiscono che il nuovo inceneritore di Veritas-Ecoprogetto è estremamente sovradimensionato, pericoloso per l’ambiente e per la salute di centinaia di migliaia di persone, in contrasto con la nuova direttiva Europea sull’economia circolare e con le politiche di riduzione dei gas climalteranti. Il vero motivo per cui si punta ad un impianto di questo tipo è esclusivamente il gigantesco business che la società Veritas e i soci privati del gruppo FINAM della famiglia Mandato potranno trarre dallo smaltimento di enormi quantità di rifiuti e dagli incentivi tutt’ora garantiti agli inceneritori che producono energia elettrica.

Le sottoscritte organizzazioni ribadiscono con forza la richiesta alle forze politiche, alle amministrazioni comunali dei Comuni soci di Veritas e alla Regione Veneto di fermare subito l’iter autorizzativo del progetto e di ridiscutere le scelte strategiche in tema di rifiuti insieme ai cittadini del comprensorio metropolitano.

Annunciano nel contempo una importante iniziativa con la partecipazione del Prof. Gianni Tamino per il giorno 4 febbraio alle ore 18.00 presso il Teatro Kolbe in via Aleardi 156 a Mestre per illustrare tutte le criticità del progetto, i rischi per la salute e per l’ambiente, le alternative.

 

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Documentazione inceneritore Fusina

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20

nov

2019

ANDRA’ TUTTO IN FUMO – IN AZIONE CONTRO L’INCENERITORE DI VERITAS 

 

CLICCA E LEGGI

 

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PETIZIONE CONTRO L’INCENERITORE

 

La petizione sta andando bene e ha ormai raggiunto le 5000 firme, ma dobbiamo fare di più!

A questo proposito ti chiediamo di fare attenzione perché la tua firma potrebbe non essere stata registrata.  Infatti, molte persone ci hanno scritto di aver firmato ma il loro nominativo non compare nella lista dei sottoscrittori! Potrebbe essere successo anche a te, dunque ti invitiamo a tenere conto delle seguenti indicazioni.

Se non hai un account su Change.org , dopo aver compilato i dati e cliccato su “firma”, per completare e validare la procedura devi cliccare anche su una mail che la piattaforma spedisce automaticamente alla tua casella di posta. Può succedere che questa mail finisca in una delle seguenti cartelle: spam, social, promozioni.

Controlla dunque se hai ricevuto la richiesta di conferma da parte di Change.org, clicca e convalida subito la tua adesione affinché la tua firma sia davvero registrata.

PETIZIONE DA FIRMARE CONTRO L’INCENERITORE

 

MODULO CARTACEO PER LA RACCOLTA FIRME

 

MODULO CARTACEO PER LA RACCOLTA FIRME

 

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DOCUMENTAZIONE

 

VOLANTINO A4

 

DEPLIANT A3

 

Link video iniziativa teatro Kolbe – Mestre 4 febbraio 2020: http://www.cobasvenezia.it/?p=1549

 

Link videconferenza Friday for Future 24 aprile https://www.facebook.com/fridaysforfutureVenice/videos/2815802795206964/UzpfSTIzMTM0OTEzMDMzMTEyMjoxOTU1ODU4MzE0NTQ2ODUz/

 

Link Kolbe 2 https://youtu.be/mkvC722koLw

 

Il parere del medico Paolo Regini   https://youtu.be/oG9csIfbIh0

 

Il parere della Dott.ssa Lucia Magagnato   https://youtu.be/mtDrnl1Erb4

 

Servizio TGR Veneto  https://www.youtube.com/watch?v=HZMoMvvF7pA

 

Servizio TGR Veneto 3 giugno  https://www.youtube.com/watch?v=HZMoMvvF7pA

 

PRESENTAZIONE_PROGETTO_INCENERITORE_FUSINA-OPZIONE_ZERO

 

PRESENTAZIONE INCENERITORE PROF. GIANNI TAMINO

 

VALUTAZIONE_DI_IMPATTO_AMBIENTALE_19V01_A_SIA_20190325

 

OSSERVAZIONI_OPZIONE_ZERO-INCENERITORE_FUSINA_DEF

 

OSSERVAZIONI INTEGRATIVE OPZIONE ZERO E ALTRI

 

Lettera Ministro Costa – Inceneritore Fusina

 

AIA Piano economico finanziario

 

ALLEGATO 3 PIANO DI MONITORAGGIO E CONTROLLO E4_PMC

 

ALLEGATO 7 Valutazione numerica delle dispersioni

 

INTEGRAZIONI ECOPROGETTO DICEMBRE 2019

 

ALLEGATO 2 Nuova Relazione Tecnica dei processi produttivi -C6

 

REGIONE_VENETO_prot._n.79500_del_07-11-2019-Richiesta_integrazione

 

OSSERVAZIONI_V.I.A._OPZIONE_ZERO_DATI_SINTETICI_PROGETTO_INCENERITORE_FUSINA

 

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COMUNICATI STAMPA

 

C.S. CONGIUNTO 28/04/2020 – Inceneritore Fusina: comitati chiamano in causa il garante della Privacy e il Ministro Costa

 

INCENERITORE FUSINA: AGGIORNAMENTI E RISPOSTE A VERITAS

 

C.S. CONGIUNTO 10/04/20 – Inceneritore: comitati pronti a denunciare Veritas

 

RISPONDIAMO PER LE RIME A VERITAS!

 

Inceneritore Fusina: scendono in campo i Pediatri di Venezia

 

C.S. 14/03/2019 – Inceneritore Fusina: i comitati chiedono una moratoria immediata

 

C.S. 07/03/2019 – Inceneritore: calpestata la democrazia

 

C.S. CONGIUNTO 12/02/20 – INCENERITORE FUSINA – CONSIGLIO COMUNALE MIRA

 

C.S. CONGIUNTO 22/05/20 – Inceneritore: la commissione VIA non ferma i comitati

 

ASSEMBLEA STRAORDINARIA 2 GIUGNO

 

C.S. CONGIUNTO 10/06/20 – Inceneritore: parere VIA raffazzonato e da respingere

 

C.S CONGIUNTO 16/06/20 – Inceneritore: ritirare il progetto per riaprire il confronto

 

C.S. CONGIUNTO 02/07/20 – Inceneritore: il problema non è solo la terza linea

 

C.S. CONGIUNTO 18/07/20 Inceneritore: tavolo tecnico risolto in una farsa

 

C.S. CONGIUNTO 12/08/20 Inceneritore: decisione nefanda in stile prima Repubblica

 

INCENERITORE: SECONDO APPELLO DEI PEDIATRI

 

C.S. CONGIUNTO 12/08/20 Inceneritore: tavolo tecnico risolto in una farsa

 

http://www.opzionezero.org/2020/11/24/comitati-denunciano-fanghi-bruciati-subito-nellinceneritore-di-fusina/

http://www.opzionezero.org/2020/11/24/comitati-denunciano-fanghi-bruciati-subito-nellinceneritore-di-fusina/

C.S. CONGIUNTO 05/01/21 Depositato ricorso al TAR contro l’inceneritore di Fusina

 

http://www.opzionezero.org/2021/01/15/c-s-congiunto-150121-rifiuti-bollette-piu-care-per-le-scelte-sbagliate-di-veritas/

 

C.S. CONGIUNTO 30/01/2021 Inceneritore Fusina – Il TAR Veneto accoglie l’istanza cautelare nessuna sospensiva immediata dell’autorizzazione ma sentenza di merito a giugno

 

http://www.opzionezero.org/2021/03/21/c-s-no-inceneritore-biomonitoraggi-chi-ha-paura-della-verita/

 

http://www.opzionezero.org/2021/04/21/c-s-no-inceneritore-210421-i-comitati-tornano-ad-accerchiare-veritas-alla-vigilia-della-liberazione/

 

http://www.opzionezero.org/2021/05/29/inceneritore-i-comitati-denunciano-gravi-inadempienze-di-ecoprogetto-e-degli-organi-di-controllo/

 

http://www.opzionezero.org/2021/09/11/c-s-no-inceneritore-fusina-11092021-biomonitoragi-regione-veneto-e-ulss-perdono-ancora-tempo/

 

http://www.opzionezero.org/2021/10/24/nati-avvelenati-convegno-su-biomonitoraggi-e-inquinamento-sabato-30-ottobre/

 

 

 

 

30_ottobre_inceneritore

 

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