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Nuova Venezia – Casello, tariffe immutate.

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20

dic

2013

Vetrego. Il deputato Cozzolino (M5S) incolpa il ministero delle Infrastrutture «I cittadini vittime delle scelte di Roma». I residenti pronti alla mobilitazione.

VETREGO – Concessioni autostradali venete non ha ancora ricevuto l’ok dal Ministero: a Vetrego si allontana la possibilità di modificare le tariffe al casello dal primo gennaio e i No-Cav si preparano a tornare in strada e bloccare tutto.

La questione diventa anche affare di Stato, con il deputato Emanuele Cozzolino (M5S) che, da Roma, addita il Ministero delle infrastrutture come il primo responsabile delle decisioni prese allora e di quelle non prese oggi per rimediare al pasticcio del casello. In paese la tensione sale di giorno in giorno con l’avvicinarsi di Capodanno. Ieri la Cav ha fatto sapere di non aver ancora ricevuto comunicazioni in merito all’aumento delle tariffe. Il concessionario, come ha ribadito più volte in passato, attende il nullaosta da Roma per ritoccare i ticket autostradali. Sarà l’ennesimo ingiustificato salasso per i pendolari del sistema A57-A4, ma rappresenta anche la soluzione per eliminare il “tornello”, rendendo non più conveniente l’uscita e l’entrata al casello miranese per risparmiare sull’ultimo tratto liberalizzato. Da qualche mese, dopo le proteste della scorsa primavera, comitati e associazioni attendono che Cav vari le nuove tariffe a decorrere dal primo gennaio, come promesso in un recente incontro. Ma l’avvicinarsi della scadenza e il silenzio totale anche in merito all’informazione preventiva dovuta per legge agli automobilisti, fanno pensare all’ennesimo rinvio. A Vetrego però non sono più disposti ad aspettare e, pur senza dirlo apertamente, preparano la mobilitazione, pronta a scattare già a inizio anno se il tornello non verrà tolto.

Gli echi della protesta intanto arrivano a Roma: «La giornata di ordinario disagio regalata agli abitanti di Vetrego per un banale camion in panne», tuona Cozzolino riferendosi al caos di martedì mattina, «è il risultato della totale inattività del Ministero delle Infrastrutture, che continua a rimanere in silenzio sulla questione». Questione principale che per il Movimento 5 Stelle rimane lo spostamento della barriera da Villabona a Roncoduro e la conseguente chiusura del casello di Vetrego, classificato come “provvisorio”.

Altra questione riguarda il destino delle attuali tariffe autostradali. «Ho presentato su questo tema un’interrogazione il 19 giugno, che dopo solleciti rimane ancora senza risposta da parte del ministro Lupi», continua Cozzolino, «i cittadini del Miranese restano vittime di una serie di scelte adottate a una scrivania a Roma, applicate dalle autorità locali e senza che vi sia la minima considerazione dei disagi arrecati alla popolazione, nè la minima spiegazione alla richiesta di informazioni in merito».

Filippo De Gaspari

 

 

Dolo. Gei contro l’aumento dei ticket al casello di Vetrego

E alla stazione tolte anche le panchine della sala d’attesa

DOLO – I mezzi di trasporto e le infrastrutture, in particolare la stazione ferroviaria Dolo-Mirano e il casello autostradale di Vetrego, sono i temi centrali di due interrogazioni presentate da Giorgio Gei, capogruppo de “Il Ponte del Dolo”, in vista della prossima seduta del Consiglio comunale.

L’esponente di minoranza chiede al sindaco Maddalena Gottardo di attivarsi per risolvere alcune questioni che riguardano i pendolari.

«Con l’avvicinarsi della stagione invernale», esordisce il consigliere comunale, «si è ritenuto opportuno togliere dalla piccola sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Dolo le due panche che la arricchivano conferendo alla stessa un’ulteriore dose di tristezza e obbligando così gli utenti ad attendere in piedi l’arrivo del treno».

L’esponente del “Ponte del Dolo”, che ricorda ancora le strutture accoglienti che c’erano una volta, sollecita un intervento del primo cittadino dolese.

«Chiedo al sindaco di contattare i responsabili di Rfi», prosegue Giorgio Gei, «affinché il degrado a cui è sottoposta la stazione ferroviaria di Dolo-Mirano venga fermato».

Dal trasporto su rotaia si passa poi a quello “su gomma” con al centro della discussione il casello autostradale di Vetrego.

«Stando a quando riportato dai giornali riguardo l’aumento dei pedaggi a decorrere dal primo gennaio 2014», domanda Gei, «chiedo quali provvedimenti il sindaco intenda prendere per impedire questo nuovo salasso per i cittadini dolesi e della Riviera del Brenta. Gli accordi prevedevano l’arretramento della barriera di Villabona a Roncoduro e la liberalizzazione del tratto Mirano–Mestre».

Infine una doppia frecciata al sindaco Gottardo: «Vorrei sapere come il sindaco vuole tutelare i cittadini residenti di Dolo che non raggiungono i 20 ingressi al mese, ma che utilizzano l’autostrada con discreta frequenza. Tra pochi mesi l’incremento dei pedaggi spingerà molti automobilisti a modificare le proprie abitudini, aumentando la mole di traffico sulla Brentana. Non ritiene che l’aumento del pedaggio vada già ad inficiare lo studio sul traffico che la sua amministrazione sta avviando?».

Giacomo Piran

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MIRANO. INTERVENTI COMPLEMENTARI AL PASSANTE

Pigozzo (Pd) promuove un incontro tra Pavanello e Chisso

MIRANO – Di nuovo in commissione regionale il caso dei 19 milioni di euro “fantasma” per le opere complementari al Passante, che Mirano rischia di non vedere più. Mentre in città cresce l’insofferenza e la voglia, anche delle istituzioni, di scendere in strada, in Regione parla l’assessore alla Mobilità Renato Chisso, che conferma la mancanza di copertura finanziaria per le opere previste dagli accordi, ma esclude la volontà di non realizzarle.

«Il problema», spiega il vicepresidente della commissione regionale trasporti e viabilità Bruno Pigozzo, «sono i tempi. Chisso ha detto di non essere mai stato contattato direttamente dal Comune di Mirano per parlare dell’urgenza delle opere complementari, quando sindaco, assessori e consiglieri, hanno incontrato più volte il commissario delegato, i funzionari e le società collegate alla Regione. Visto che il problema è di comunicazione, mi sono fatto subito promotore di un incontro tra il sindaco Pavanello e l’assessore regionale stesso».

L’obiettivo è sbloccare almeno una parte dei soldi spettanti al Comune: vero che i 19 milioni restano ormai un miraggio, ma Mirano vuole sbloccare almeno quelli per le opere più urgenti, in particolare nell’area sud e attorno al casello di Vetrego.

«Abbiamo insistito sulle priorità», ribadisce Pigozzo, «almeno 5 milioni subito a Mirano, per risolvere i problemi più urgenti, si possono trovare».

Per quanto riguarda il disegno di legge che sembra cassare le opere complementari, Chisso ha spiegato che si tratta di un atto di indirizzo che non cancella nulla, ma raggruppa le opere di fascia A con quelle di fascia B per sbloccare i fondi necessari.

«Rimane il fatto», conclude Pigozzo, «che la maggior parte delle opere non ha copertura e a questo bisogna trovare una soluzione».

(f.d.g.)

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Gazzettino – Mirano. Passante, si va verso l’incontro.

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18

ott

2013

MIRANO – Ma Pavanello punge Chisso: «Problemi di dialogo? È sempre stato informato»

Opere complementari, Pigozzo si propone come mediatore tra sindaco e assessore regionale

Un incontro Chisso-Pavanello per sbloccare la situazione delle opere complementari al Passante nel comune di Mirano, trovando un accordo almeno per una prima tranche del finanziamento. A prospettare questo scenario è il consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo: il sindaco di Mirano e l’assessore regionale alle Infrastrutture potrebbero incontrarsi a breve per fare chiarezza sugli accordi relativi al Passante e sui lavori che potrebbero partire nel 2014.

La proposta di incontro è nata mercoledì in Regione dopo una commissione Urbanistica in cui si è parlato pure delle opere richieste a gran voce da Mirano: si è discusso della carenze di risorse ma pure degli evidenti problemi di dialogo tra l’amministrazione comunale e la Regione.

Pigozzo si pone da intermediario: «Di sicuro per il Comune di Mirano ottenere almeno una prima tranche di cinque milioni è una necessità – dichiara – Servono interventi urgenti soprattutto nell’area di afflusso al casello di Vetrego».

In commissione l’assessore Chisso ha illustrato una proposta di disegno di legge che presto sarà discussa in consiglio: sostanzialmente le risorse previste per alcune opere di fascia B sarebbero destinate ad altre infrastrutture considerate più impellenti. Nessuna opera sarebbe annullata definitivamente, si tratterebbe solo di una procedura tecnica per consentire di sbloccare alcuni finanziamenti per quei progetti che sono già esecutivi.

Ma a Mirano nel nuovo anno potrà essere finalmente aperto qualche cantiere? In città la questione è molto sentita, le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi quattro anni hanno sempre fatto sapere che per realizzare ciclabili e rotatorie servono i fondi promessi dalla Regione. L’accordo sul Passante prevede lo stanziamento di 19 milioni, il Comune ne chiede subito almeno cinque.

«Problemi di dialogo? La Regione è sempre stata informata su tutto, Chisso ha sempre ricevuto le nostre lettere – precisa Pavanello – Comunque siamo disponibilissimi ad un confronto, il prima possibile. Anche domani».

 

Nuova Venezia – Mirano. Blocco del casello, comitati divisi.

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15

ott

2013

mirano. LE OPERE COMPLEMENTARI DEL PASSANTE

Non tutti i residenti sono favorevoli alla proposta del sindaco

MIRANO – Blocco del casello? Comitati favorevoli, ma non troppo. Raccoglie le prime adesioni, anche se con riserve, la proposta-minaccia del sindaco di bloccare la barriera di Vetrego, dopo la presentazione in Regione di un disegno di legge che cancellerebbe i famosi 19 milioni per le opere complementari al Passante previste a Mirano.

Proprio il comitato Rinascita Vetrego si dice pronto a scendere in strada a fianco del sindaco, ma non al casello: «Non confondiamo le due proteste», afferma il presidente Emanuele Congia, «una cosa è la mobilitazione contro il tornello, un’altra sono le opere complementari. Ci battiamo per entrambe, ma sul casello noi predichiamo prudenza: ci siamo mobilitati a suo tempo, di recente abbiamo incontrato Cav e deciso di pazientare sulla base di promesse precise da parte della società stessa. Al sindaco diciamo: sì al sit-in, ma facciamolo in via Porara, strada di nessuno e simbolo del mancato rispetto degli accordi sottoscritti».

Anche a nord di Mirano i cittadini si dicono favorevoli: a Luneo aspettano da anni la rotonda con via Zinelli, dove le auto si scontrano con una media di una volta a settimana. Adesso il comitato è pronto a scendere sulla strada a fianco del sindaco se non arrivassero i soldi per realizzarla. «O vogliamo aspettare che qualcuno si faccia davvero male, per non dire peggio?», sbottano nel quartiere.

Malumori anche a Scaltenigo e Ballò, dove pochi giorni fa il comitato viabilità Sicura ha firmato insieme a Rinascita Vetrego la richiesta di un incontro con il governatore Luca Zaia, per trovare una soluzione ai problemi di traffico che soffocano le frazioni.

(f.d.g.)

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Gazzettino – Dolo / Mirano. A4, a gennaio arriva la stangata.

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11

ott

2013

AUTOSTRADA – Caro-tariffe sulla Venezia-Padova: scompare il “tornello” che consente risparmi per i pendolari

In previsione riduzioni per la tratta intera, ma da Mirano a Padova Est l’aumento è del 300 per cento

IL PRESIDENTE CAV – Bembo: «C’è anche chi risparmierà»

Tiziano Bembo: «Comunicato ai sindaci, sconti ai pendolari. E decide il Ministero

Il 1. gennaio 2014 sarà l’anno della rivoluzione per le tariffe dell’autostrada A4. O meglio per quel breve tratto che è stato più volte oggetto di attenzione: il “tornello” di Mirano che oggi consente a chi va a Padova o chi da Padova va a Mestre, uscendo e rientrando, di pagare 80 centesimi, evitando la tariffa piena di 3,30. Un escamotage che non ha nulla di illegale, ma che concorre a creare, soprattutto nelle ore di punta, intasamenti all’uscita di Mirano. La Cav ha chiesto al Ministero di poter adeguare le tariffe e se la proposta verrà accolta dal 1 gennaio del 2014 da Mirano a Padova Est si pagheranno 2,70 euro (contro gli 0,80), da Mestre a Padova Est 2,70 (invece di 3,30), mentre resterà gratuita la tratta Mirano-Mestre. Insomma non converrà più uscire e rientrare per risparmiare.

E mentre ai primi rumors cominciano a piovere le proteste, il presidente di Cav difende la bontà della proposta che a suo dire mette ordine nel ginepraio delle tariffe.
«É un progetto di cui abbiamo parlato con i sindaci dei comuni interessati e che più volte abbiamo cercato di spiegare – spiega Tiziano Bembo, presidente della Cav – Noi abbiamo studiato un progetto che è stato inoltrato all’Istituto nazionale di vigilanza che lo ha accolto positivamente, ora avanzeremo la richiesta di adeguamento delle tariffe e sarà il Ministero a dover decidere. Non siamo noi a fissarle».

Il presidente non vuol sentire parlare di aumenti. «Premesso che non faccio cifre perché sarebbe prematuro, visto che sarà il Ministero a dire l’ultima parola – secondo il nostro progetto quelli che adesso pagano tariffa piena potrebbero vederla abbassata. Per gli altri abbiamo pensato un sistema che tenga conto dei pendolari residenti a Mirano, Mira, Dolo, Pianiga e Santa Maria di Sala che, usando il Telepass ed effettuando venti ingressi (10 andate e altrettanti ritorni), godranno di uno sconto di 1,10 euro. Non ultimo si è cercato di mantenere per chi percorre la tratta una tariffa analoga a quella di Spinea-Crea per evitare disparità».

Ma tutto ciò, compreso gli incontri con i sindaci di dei Comuni interessati, non è sufficiente per smorzare il malumore tra quelli che oggi pagavano Mirano-Padova Est 80 centesimi e che con quasi certezza se lo vedranno lievitare di oltre il 300 per cento.

 

MIRANO – In arrivo una stangata per i pendolari di Miranese e Riviera, sorridono i mestrini

Dal primo dell’anno cambiano le tariffe sull’autostrada Venezia-Padova

A4 DOLO/MIRANO – Le nuove tariffe dal 1° gennaio

AGEVOLAZIONI PER 5 COMUNI – I residenti avranno uno “sconto”

Per i pendolari di Mirano, Mira, Dolo, Pianiga e Santa Maria di Sala che fanno almeno 20 ingressi in autostrada al mese sconto di 1,10 euro.

MIRANO – Primo gennaio 2014: sarebbe questa la data segnata in rosso nella sede della società autostradale Cav. Trapelano ulteriori conferme sul fatto che dall’inizio del nuovo anno saranno applicate le nuove tariffe sulle tratte che collegano Padova con i caselli di Venezia-Mestre e Mirano-Dolo. Conferme ufficiali ancora non ce ne sono, ma l’iter partito la scorsa primavera al Ministero dei Trasporti sarebbe ormai in dirittura d’arrivo. E come spesso accade i nuovi pedaggi entreranno in vigore con l’inizio del nuovo anno.

Stando alle indiscrezioni che si susseguono da tempo, tra meno di tre mesi le modifiche saranno sostanziose. È in arrivo una stangata per i pendolari di Miranese e Riviera, sorridono invece quelli mestrini che però non potranno fare più l’ormai nota manovra del “tornello” al casello di Mirano.

Attualmente la tratta Mirano-Padova Est costa 80 cent, mentre Mestre-Padova Est è recentemente passata da 3.20 a 3.30 euro. La disparità è evidente, il modo di aggirarla pure: molti pendolari della Mestre-Padova escono e rientrano al casello di Mirano, godendo del pedaggio gratuito tra Mestre e Mirano e risparmiando così 2.40 euro (ora 2.50). Una manovra legittima che comporta però un mancato ricavo per le casse della società autostradale e ingorghi quotidiani alla rotonda d’immissione al casello di Vetrego. Ecco perché da gennaio Cav dovrebbe cambiare tutto. Mestre-Mirano resterà gratuita, Mestre-Padova e Mirano-Padova saranno uniformate a 2.70 euro con la prima che si abbassa e la seconda che cresce vertiginosamente. Ma attenzione: per i pendolari di Mirano, Mira, Dolo, Pianiga e Santa Maria di Sala che faranno almeno 20 ingressi in autostrada al mese è previsto uno sconto di 1.10 euro. Pagheranno dunque 1.60, comunque il doppio rispetto ad ora. I residenti potranno godere delle tariffe agevolate attraverso un Telepass, il piano potrebbe essere esteso pure ai pendolari di altri Comuni.

Il progetto venne illustrato ai sindaci dal presidente Bembo la scorsa primavera: si parlò del 1.giugno 2013, poi i tempi si sono allungati. Nei giorni scorsi i vertici di Cav hanno incontrato il sindaco di Mirano Pavanello per fare il punto su varie questioni legate alla viabilità, per ora le bocche restano cucite. A dicembre dovrebbe partire la campagna informativa.

Gabriele Pipia

 

Il comitato Rinascita soddisfatto per l’esito dell’incontro di lunedì con la Cav

Aumenteranno le tariffe sulla tratta Padova-Venezia, code eliminate nel paese

VETREGO – Via il tornello, ma solo nel 2014. La nuova data dell’agognato salvataggio di Vetrego da traffico e smog è fissata a gennaio: solo con il nuovo anno saranno aumentate le tariffe e dunque eliminate le fastidiose code che intasano la viabilità attorno all’autostrada, ogni giorno.

La novità è emersa da un incontro avuto lunedì tra il comitato Rinascita Vetrego e Cav, Concessioni autostradali venete, nella sede della società in via Bottenigo a Mestre. Tecnici e dirigenti hanno ricevuto una delegazione di vetreghesi e hanno annunciato le prossime tappe che porteranno alla soluzione del problema che dura ormai da oltre quattro anni. Il comitato è soddisfatto degli esiti dell’incontro.

«Abbiamo aspettato anni, qualche mese in più non fa la differenza, purché si arrivi a una soluzione», ha affermato il presidente del comitato Emanuele Congia. L’eliminazione del tornello, ormai è noto, passa per l’aumento delle tariffe sulla tratta Padova-Venezia: in questo modo non sarà più conveniente per i “tornellisti” uscire e rientrare subito al casello di Mirano-Dolo, intasando la rotonda di via Vetrego, per sfruttare il tratto liberalizzato della A57.

In paese aspettano questi aumenti da mesi, sapendo che ciò non piacerà affatto ai pendolari, su cui grava la prospettiva di un salasso senza precedenti. La decisione però è presa da tempo: quello che manca sono tempi certi. Si era parlato di nuove tariffe a inizio 2013, poi a giugno e infine a settembre. Ora la nuova data viene comunicata ai comitati.

«Cav ha sollecitato più volte in questi mesi i ministeri dell’Economia e dei Trasporti», spiega Congia, «i ritardi sono dovuti alla burocrazia: in particolare serve affrontare un tortuoso iter attraverso il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, che poi si rivolgerà ai ministeri per l’ok definitivo. Ma Cav ci ha assicurato che a gennaio ci sarà la svolta. Noi abbiamo fiducia che ciò possa avvenire. L’ad di Cav Eutimio Mucilli non ha pregiudizi su Vetrego, a questo punto fatto 30 facciamo 31 e aspettiamo questi tre mesi per arrivare a una soluzione chiara e definitiva. Per la prima volta Vetrego vede la luce in fondo al tunnel».

Comitato paziente dunque, anche perché sono state confermate le agevolazioni tariffarie per i miranesi nonostante gli aumenti previsti. Resta però un lungo autunno da affrontare con code al casello ogni mattina e sera e possibili imprevisti, come quello di lunedì, quando un camion di giostrai è rimasto bloccato nel sottopasso di accesso all’autostrada, mandando il traffico in tilt.

Filippo De Gaspari

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Gazzettino – Vetrego, si avvicina la fine del tornello.

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18

set

2013

MIRANO – Incontro del comitato con i vertici della Cav: «Assicurano che l’iter per le nuove tariffe è avanzato»

CONGIA – Manca poco. Chiediamo ai vetreghesi di avere fiducia

L’estate è passata tra bocche cucite e frasi di circostanza, ma per l’autunno sono attese importanti novità sul casello Mirano-Dolo. L’iter per l’introduzione delle nuove tariffe pare ben avviato, nei prossimi giorni i vertici della società autostradale Cav illustreranno la situazione al sindaco Pavanello. Intanto lunedì sera il presidente Bembo e l’amministratore delegato Mucilli hanno incontrato i rappresentanti del comitato “Rinascita Vetrego”, che da tempo chiede la risoluzione del gravoso problema del tornello.

La questione ormai è nota: per godere del pedaggio gratuito tra Mestre e Mirano, gli automobilisti delle tratta Mestre-Padova escono e rientrano al casello di Mirano (località Vetrego) risparmiando 2.40 euro ma provocando pesanti ingorghi in tutta l’area. Cav garantì la risoluzione del problema con l’introduzione di nuove tariffe a partire dallo scorso giugno (Mirano-Padova e Mestre-Padova costerebbero entrambe 2.70 euro, con sconto di 1.10 euro ai pendolari di Miranese e Riviera), ma negli ultimi tre mesi tutto è rimasto bloccato.

A breve potrebbero però arrivare delle novità: «Nei giorni scorsi abbiamo riscontrato l’interessamento della Prefettura, ora abbiamo ricevuto garanzie dai vertici di Cav. È stato un incontro positivo con toni molto cordiali» fa sapere il comitato. Nella riunione sono state avanzate a Cav tre richieste: posizionare dei semafori sulla rotonda, installare barriere fonoassorbenti per proteggere il quartiere di via Ca’ Rezzonico e realizzare un parcheggio acquisendo la proprietà di una famiglia vetreghese, la più penalizzata dalla costruzione del Passante.

«Per quanto riguarda le nuove tariffe ci è stato assicurato che l’iter a Roma è ben avanzato, la soluzione del tornello è dunque vicina. Chiediamo ai vetreghesi di avere fiducia» dichiara il presidente del comitato, Emanuele Congia. «Nei prossimi giorni incontrerò il presidente di Cav per avere chiarimenti sulla situazione» conferma il sindaco Maria Rosa Pavanello.

Gabriele Pipia

 

UN CASELLO SENZA PACE – Camion delle giostre in panne, il traffico va in tilt

MIRANO – Al casello già quotidianamente congestionato mancava solo l’arrivo delle giostre. La carovana al gran completo farà tappa a Mirano tra oggi e domani, ma da lunedì i primi mezzi hanno cominciato ad arrivare e subito sono scattati i primi disagi. Proprio nel pomeriggio di lunedì, all’ora di punta, il mezzo con rimorchio di un giostraio si è fermato in panne sulla rampa di uscita dal casello. Frenato probabilmente dal suo stesso carico, è andato in panne nella salita del sottopasso che porta alla rotonda di Vetrego. Il traffico è andato in tilt, con intasamenti dal casello a via Porara. Per rimuoverlo c’è voluto l’intervento di Polizia Stradale e un mezzo speciale, immancabile la furia dei pendolari che sottolineano l’inadeguatezza di quel piccolo casello ad una tale portata di traffico. (g.pip.)

 

Scaltenigo, Ballò e Vetrego si uniscono e mandano una lettera al governatore «Siamo veneti anche noi, stanzi i 19 milioni delle opere di mitigazione del Passante»

MIRANO «Caro presidente, siamo veneti anche noi, liberaci dal traffico». I comitati fanno quadrato. Nella settimana che segna la riapertura delle scuole e il ritorno del gran traffico i comitati di Scaltenigo, Ballò e Vetrego stringono l’alleanza e scrivono a Luca Zaia chiedendo di essere ricevuti. Per la prima volta tutta l’area sud di Mirano, la più bistrattata dal Passante, si unisce nella lotta contro il traffico. “Viabilità sicura” e “Rinascita Vetrego” elencano uno per uno i loro problemi, nel caso il governatore non ne fosse ancora al corrente.

«A distanza di quattro anni dall’apertura del Passante», scrivono i portavoce Ivana Cagnin e Giuseppe Vesco, «ci troviamo a vivere in un ambiente gravemente inquinato dal passaggio di circa 70 mila veicoli al giorno che scaricano sui nostri polmoni e sulla nostra terra Pm10 e micropolveri dannose alla salute. Il casello di Mirano-Dolo, con il suo tornello, è fuori norma, senza i parcheggi scambiatori previsti dalla legge: doveva essere provvisorio ed è diventato definitivo. Uno scandalo viario generato dalla liberalizzazione della tratta Vetrego-Mestre senza prima aver arretrato la barriera di Villabona, come stabilito nel progetto originale del Cipe».

I comitati denunciano non solo il mancato completamento della mitigazione, con tratti di barriere ancora inesistenti o sottodimensionati, ma anche l’inquinamento da polveri che si deposita sui terreni agricoli circostanti e sui prodotti che arrivano sulla tavola dei cittadini. C’è poi il danno economico derivante dal deprezzamento dei terreni e delle case che si trovano in prossimità della nuova autostrada.

«Ci chiediamo perché non siano ancora stati stanziati dalla Regione i 19 milioni di euro previsti dagli accordi», continuano i comitati, «è una somma indispensabile per eseguire le opere complementari e rendere più scorrevole e sicura la viabilità. Ad altri comuni limitrofi, anche meno coinvolti di noi, sono stati già erogati anticipi».

Ecco dunque l’appello al presidente veneto: «Qualcuno dovrà pure preoccuparsi della salute di noi cittadini che ogni giorno subiamo l’impatto del Passante o dobbiamo mettere a repentaglio la nostra vita e quella dei nostri figli per un’opera che serve tutta l’Europa da Barcellona a Kiev? Ci affidiamo a lei, signor presidente, per un suo concreto interessamento, permettendoci di ricordarle che non siamo vittime da immolare all’altare d’Europa ma cittadini veneti che hanno sempre dato molto e ricevuto poco».

Filippo De Gaspari

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