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MIRANO – Il Comune attende da anni i soldi promessi dalla Regione: lanciato un appello a Chisso e a Zaia

Un consiglio comunale aperto con Luca Zaia e Renato Chisso: l’idea è nata mercoledì sera nel corso di un’assemblea pubblica in Villa Errera a Mirano, dove il sindaco Maria Rosa Pavanello e tutti i comitati hanno discusso delle varie problematiche legate alla viabilità cittadina. Incroci pochi sicuri, piste ciclabili mancanti, eccesso di traffico: i punti critici sono tanti, l’amministrazione attende da anni i 19 milioni di euro promessi dalla Regione per la realizzazione di opere complementari al Passante. La matassa non si sbroglia e allora ecco l’ultima spiaggia: invitare ad uno dei prossimi consigli comunali miranesi il governatore regionale e il suo assessore alla Mobilità. Con il sindaco erano presenti anche gli assessori Salviato e Tomaello, per i comitati sono invece intervenuti i referenti di Scaltenigo, Ballò, Zianigo, via Cavin, Quartiere Ovest, via Dante e via Luneo. «Il problema del traffico è davvero molto sentito – spiegano amministrazione e residenti – perché Mirano è attraversato ogni giorno anche da moltissimi automobilisti provenienti dai Comuni del Miranese Nord, che si dirigono verso i caselli di Mirano e Spinea non essendo ancora aperto quello di Martellago. Servono fondi per rendere più sicura e più fluida la viabilità». Di quei 19 milioni il Comune ne chiede almeno una prima tranche da quattro milioni, in questo caso le priorità sarebbero: rotatoria tra le vie Dante, Mariutto e Villafranca, messa in sicurezza di via Scaltenigo, ciclabile Mirano-Scaltenigo e installazione sia a Mirano che nelle frazioni di 50 punti di videosorveglianza.

(g.pip.)

 

 

Dati contrastanti del Cav per quanto riguardo il traffico ai caselli autostradali

Nella frazione di Mirano meno 10 mila veicoli rispetto al 2013, Spinea in aumento

MIRANO. Arrivano i dati sui nuovi flussi di traffico ai caselli: per Cav (Concessioni autostradali venete) l’aumento delle tariffe del primo gennaio non ha spostato più di tanto il traffico dall’autostrada alla viabilità ordinaria. Mirano però non ci sta: «Abbiamo il triplo delle auto rispetto a Spinea», tuona il sindaco Maria Rosa Pavanello, «aver eliminato il tornello è solo una conseguenza dell’aumento delle tariffe, la soluzione ai problemi è ben altro». Pavanello aveva sollecitato l’invio dei dati rilevati giusto la scorsa settimana, dopo un silenzio prolungato da parte di Cav. Giovedì i dati sono arrivati, ma con essi anche considerazioni di non-allarme che al sindaco proprio non piacciono.

Mirano. Significativo, secondo Cav, il calo dei transiti medi giornalieri, che al casello di Vetrego parlano di un transito giornaliero di circa 10 mila veicoli in meno rispetto al 2013. Il dato si riferisce agli ultimi due mesi, marzo e aprile. Cav non considera infatti i primi due mesi dell’anno: «Non sono utili per fare valutazioni attendibili, in quanto ancora soggetti al consolidamento delle mutate abitudini degli utenti». Fenomeno del tornello pressoché eliminato dunque per Cav, che rileva nel contempo alla barriera di Villabona a Mestre un aumento di circa duemila transiti giornalieri rispetto al 2013, mentre al casello di Mira-Oriago il flusso è rimasto pressoché immutato.

Spinea. Al casello di Crea sono stati confrontati i transiti giornalieri nella fascia oraria di maggior affluenza, quella che va dalle 7 alle 20. Rilevato un aumento dei transiti giornalieri pari a 1.178 transiti al giorno a marzo e 1.194 transiti a giorno ad aprile. «Dividendo questo dato per le 13 ore della fascia oraria considerata più rilevante», afferma Cav, «registriamo un incremento dei transiti medi giornalieri orari pari a 91 veicoli l’ora, quasi equamente divisi tra entrate e uscite».

I dati. «Possiamo affermare che l’applicazione dell’aggiornamento delle tariffe in vigore da gennaio 2014 non ha determinato significativi spostamenti di traffico dalla viabilità autostradale a quella ordinaria», afferma il nuovo ad di Cav, Piero Buoncristiano. Non è per nulla d’accordo il sindaco di Mirano: «È paradossale dire che il problema del tornello è risolto quando sappiamo tutti che il casello doveva essere a Roncoduro», afferma Pavanello, «il tornello è stato creato per il mancato rispetto degli accordi. Inoltre ciò che balza all’occhio dai dati di Cav è che il casello di Vetrego, e quindi le strade di Mirano, hanno il triplo dei flussi di auto rispetto a Spinea, senza che la Regione abbia mai versato le somme che ci spettano per migliorare la viabilità e la qualità della vita dei cittadini, di molto peggiorata dopo l’avvento del Passante».

Filippo De Gaspari

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Gazzettino – Dolo / Mirano. Diecimila auto in meno al casello

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13

mag

2014

I dati della Cav sui flussi giornalieri a Mirano dopo l’aumento delle tariffe

A Spinea invece 1362 veicoli in più con un incremento del 25 per cento

FLUSSI – I dati della Cav: diecimila transiti in meno ogni giorno al casello di Mirano-Dolo

Diecimila transiti in meno ogni giorno al casello di Mirano-Dolo, da quando è stato eliminato il tornello di Vetrego. Il dato emerge dalla relazione sui flussi di traffico nei vari caselli inviata nei giorni scorsi dalla concessionaria autostradale Cav ai due Comuni interessati. Questo documento permette di confrontare gli accessi attuali con quelli del 2013, quando molti pendolari della Mestre-Padova uscivano e rientravano a Mirano per godere della tratta gratuita Mestre-Mirano. Da gennaio 2014 è cambiato tutto: la tariffa della Mirano-Padova Est è passata da 80 cent a 2.70 euro, la manovra del tornello è diventata inutile. E i risultati che dicono? Innanzitutto che a Mirano ci sono mediamente diecimila transiti in meno ogni giorno, le cinquemila auto sarebbero dunque grossomodo quelle che facevano il tornello. Ad aprile 2013 i transiti erano 915mila, ad aprile 2014 sono stati 610mila: un -33% che rende soddisfatti soprattutto i residenti di Vetrego. A Spinea entrano ed escono in media 1.362 auto in più ogni giorno: si è passati da 160mila a 200mila veicoli al mese, l’aumento è del 25 percento. Un aumento del 3.79% è stato invece registrato alla barriera di Mestre (2.361 auto in più al giorno, ad aprile 2014 sono state oltre un milione e 900mila). Il casello di Mira-Oriago il mese scorso ha registrato il transito di 463mila veicoli, un + 3.92% rispetto ad un anno fa. «Come previsto si è verificato un significativo calo dei transiti a Mirano-Dolo, ma nel complesso le nuove tariffe non hanno comportato un significativo spostamento del traffico dalle autostrade alla viabilità ordinaria» commenta l’a.d. di Cav, Piero Buoncristiano. Ma il sindaco di Mirano non è affatto soddisfatto: «Si, a Vetrego c’è stato un calo di auto, ma comunque balza all’occhio che da noi c’è il triplo di flussi di auto rispetto a Spinea, senza che la Regione abbia mai versato le somme che ci spettano per sistemare le nostre strade». I dati cambieranno ancora quando sarà aperto il casello di Martellago-Scorzé, visto che ora Mirano accoglie anche molti pendolari dell’area nord del Miranese.

Gabriele Pipia

 

Lettera a cav del sindaco di mirano

MIRANO – Aprile è passato e Cav, Concessioni autostradali venete, non ha ancora fornito, come promesso, i dati sui nuovi flussi di traffico, dopo l’aumento della tariffe autostradali di inizio anno. Così Maria Rosa Pavanello torna all’attacco: oggi stesso, al rientro dal ponte del Primo maggio, scriverà alla società di gestione del sistema A4-A57 per chiedere che fine abbiano fatto i monitoraggi. Non è una questione dapoco:da quando, il primo gennaio, sono scattati gli aumenti, in particolare quelli per il tratto tra Mirano-Dolo e Padova, il traffico in città è cambiato. Il sindaco non parla di aumento generico, ma di modifica delle principali dorsali di percorrenza: «Un maggior traffico, per esempio, nelle vie Venezia, Cavin di Sala e anche Dante sud, è sotto gli occhi di tutti. Cav ci aveva promesso i risultati dei monitoraggi dei primi tre mesi dell’anno, ne sono passati quattro, a voler essere pignoli e non abbiamo ricevuto nulla». Mirano non è disposta a glissare, anzi. Era stata Cav stessa a comunicare l’intenzione di fornire i dati sui nuovi flussi di traffico. «È stato avviato il monitoraggio quotidiano dei flussi di traffico ai caselli e lungo le tratte autostradali in gestione per verificare i comportamenti degli utenti», assicurava il presidente di Cav Tiziano Bembo, in una lettera ai sindaci interessati, ancora a inizio febbraio, «bisognerà però attendere almeno tre mesi prima che i volumi di traffico si siano stabilizzati e si possano fare valutazioni attendibili». L’annuncio aveva almeno parzialmente placato gli animi. Ma adesso Pavanello vuole i dati. Con lei anche il sindaco Silvano Checchin, primo cittadino di Spinea, che aveva firmato la lettera insieme alla collega miranese, essendo interessata dallo stesso problema per via della presenza a Crea del casello sul Passante. A Mirano il problema riguarda in particolare la direttrice viale Venezia-via Cavin di Sala, alternativa all’autostrada utilizzata da molti per raggiungere Padova, ma anche via Dante sud ne risente: «Per via», spiega Pavanello, «del traffico proveniente da via Parauro, a nord». Problemi che sisommano a problemi, visto che la situazione del traffico in tutto il quadrante nord di Mirano, attorno all’ospedale, è già delicata e di difficile soluzione.

Filippo De Gaspari

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I consiglieri provinciali chiedono alla Zaccariotto di intervenire

MIRANO – Mozione del gruppo consigliare del Pd in Provincia sul confuso aumento delle tariffe autostradali. Guerrino Palmarini, Lionello Pellizzer, Loredana Serafini Amato, Serena Ragno, Mariagrazia Madricardo ed Elisabetta Populin, chiedono che il Consiglio provinciale impegni la giunta Zaccariotto, come uno dei suoi ultimi atti, a promuovere un confronto consigliare e in sede di commissione con il presidente di Cav, Concessioni autostradali venete. L’obiettivo è quello di discutere la questione delle tariffe e le conseguenze in atto sui livelli di traffico delle strade provinciali.

La mozione chiede, inoltre, alla giunta di sostenere l’arretramento della barriera di Villabona a Dolo e affrontare i problemi in rapporto con Regione, Ministero delle Infrastrutture, società autostradali e Cav.

«I recenti aumenti delle tariffe autostradali hanno prodotto un sensibile aumento del traffico sulle strade provinciali, anche a causa dell’introduzione delle contraddittorie e non sempre economicamente convenienti agevolazioni per i pendolari », sostengono i consiglieri democratici, «l’equiparazione delle tariffe nel tratto Villabona- Vetrego ha consentito di eliminare il traffico anomalo causato dall’uscita con immediato rientro al casello di Vetrego, ma gli utenti del tratto autostradale Mestre-Padova hanno più convenienza ad utilizzare ora l’accesso all’autostrada dal casello di Crea, in territorio di Spinea, riducendo in questo modo i costi di percorrenza, ma aggravando pesantemente il traffico sulla viabilità ordinaria e provinciale».

Filippo De Gaspari

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Nuova Venezia – Cav: il traffico cala, solo 1650 abbonati.

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13

mar

2014

NONOSTANTE GLI SCONTI AI PENDOLARI

VENEZIA – Ad oggi sono 1650 i pendolari dell’autostrada che hanno sottoscritto via telepass l’abbonamento scontato sul tratto Padova est-Mestre, introdotto dalla concessionaria Cav il 25 febbraio (con effetto retroattivo dal primo del mese) dopo il rincaro delle tariffe e le polemiche conseguenti.

La riduzione del pedaggio fino al 20% (riservato a chi percorra lo stesso tragitto da venti a quaranta volte al mese, con gli sconti proporzionali alle distanze) rivela un appeal modesto a fronte dei grandi numeri in ballo: 100 mila passaggi medi giornalieri sul segmento Padova est-Dolo, 40 mila per Dolo- Mestre e 60 mila sul Passante.

Né l’adesione lievita tra i residenti dei cinque Comuni toccati da Cav (Dolo, Pianiga, Mira, Mirano e Spinea): pur godendo di agevolazioni del 40%, l’entità degli abbonamenti galleggia intorno alle duecento unità.

Sul fronte del traffico, da gennaio ad oggi, Cav segnala una tendenza contrastante: -2,5% nei flussi autostradali a pagamento, +6% sul Passante a circolazione libera.

A ciò si abbina l’impennata di presenze nel trasporto ferroviario, così da giustificare una chiave di lettura che individua nella recessione perdurante e nel calo del reddito – scanditi da licenziamenti, crisi aziendali e fallimenti, soprattutto nelle microimprese – le cause della flessione dei viaggi pendolari su mezzo privato (a esclusivo vantaggio del trasporto su rotaia, pur bersaglio di pesanti critiche), accreditando invece al lusinghiero andamento dell’export veneto la ripresa del traffico commerciale.

La partita autostradale, però, si gioca su più tavoli. Le cinque concessionarie regionali (Cav, A4 Brescia-Padova, Autovie venete, Autobrennero, Autostrade per l’Italia) aderiscono ad Aiscat e la potente associazione – presieduta da Fabrizio Palenzona – ha accolto l’invito del ministro dei Trasporti Maurizio Lupi ad introdurre facilitazioni tariffarie per i viaggiatori pendolari, condizionando però l’assenso – che ha sensibile un costo finanziario – a precise condizioni.

Anzitutto, un’omogeneità di trattamento sull’intera rete nazionale che eviti “scorciatoie” sleali da un casello all’altro. Quindi, il prolungamento della durata delle concessioni, così da “spalmare” nel tempo i minori introiti derivanti dagli sconti e far fronte agli oneri finanziari e agli investimenti: un obiettivo, questo, che sta particolarmente a cuore a Tiziano Bembo, presidente della Cav, società pubblica oggettivamente penalizzata dai tempi ridotti concessi dallo Stato (22 anni appena a fronte di una media italiana di 30), chiamata a rimborsare l’Anas il miliardo ricevuto per realizzare il Passante e gravata dai costi di manutenzione di due percorsi (Raccordo del Marco Polo e Tangenziale ovest di Mestre) che non garantiscono alcuna entrata. Lupi ha preso atto delle richieste, promettendo risposte concrete. I tavoli ministeriali sono al lavoro ma, al momento, non si segnalano passi avanti.

Filippo Tosatto

 

Nuova Venezia – Sconti al casello, ecco quanto si paga

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1

mar

2014

 

Prima settimana di agevolazioni: per i pendolari resta il rebus tra l’abbonamento nazionale e quello proposto da Cav

MIRANO – Due abbonamenti, quattro alternative. “Pezo el tacon del sbrego” è il commento più ricorrente dalle parti di Mirano, dove l’accavallarsi di agevolazioni e abbonamenti dopo il salasso storico ai caselli autostradali assume i contorni di un pasticcio in piena regola.

Cos’è successo? In pratica da martedì sono entrare in vigore le agevolazioni per i pendolari autostradali previste dall’accordo tra il Ministero dei trasporti presieduto da Maurizio Lupi e le concessionarie autostradali aderenti all’Aiscat. È prevista un’agevolazione sul pedaggio autostradale fino al 20% per i pendolari che usufruiscono del servizio Telepass per un tratto non superiore a 50 chilometri. Origine e destinazione fissa vanno dichiarate al momento della richiesta di agevolazione (come è ben spiegato su www.cavspa.it). La novità riguarda diversi tratti autostradali italiani.

Tra Mestre e Padova est, dove maggiori sono stati gli aumenti a inizio anno, l’abbonamento abbasserà la tariffa dai 2,80 euro fissati dal 1° gennaio a 2,24. Attenzione però: perché ai residenti di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga era già stata offerta un’agevolazione-sconto dopo gli aumenti di inizio anno. Attraverso un contratto Telepass Familiy e con almeno 20 transiti in un mese sulla tratta Padova est-Mirano Dolo, si ha diritto, infatti, alla riduzione del pedaggio pari al 40%, pagando 1,70 invece i 2,80 previsti.

Prima considerazione: conviene l’abbonamento pendolari voluto dal ministro Lupi e in vigore dal 25 febbraio o l’agevolazione per i pendolari proposta da Cav dal 1° gennaio?

Verrebbe da dire la seconda, in realtà nessuna delle due. Per un semplice motivo: al casello di Mirano-Dolo conviene pur sempre quello sul Passante di Spinea, località Crea. Che si può imboccare percorrendo una manciata di chilometri in più di viabilità provinciale, ma che offre tariffe più vantaggiose a parità di chilometri percorsi. Con lo sconto del 20% dell’accordo Ministero-Aiscat, infatti, un pendolare verrà a pagare 1,28 euro anziché l’1,60 senza agevolazione previsto per la tratta Spinea-Padova est.

In pratica l’abbonamento nazionale conviene solo imboccando l’autostrada a Spinea, quello di Cav mai.

Un pendolare miranese-tipo che effettui la tratta da casa a Padova tutti i giorni per lavoro, se entra in A57 a Mirano spende comunque almeno 1,70 euro (con sconto Cav), in A4 a Spinea non ne spenderà più di 1,60. E con sconto nazionale addirittura solo 1,28. In conclusione: nell’uno o nell’altro caso il pendolare deve sottoscrivere un contratto Telepass, poi fatti due conti, scoprirà che il casello di Spinea è più conveniente.

Terzo, tutti i pendolari abbandoneranno pian piano il tanto sbandierato abbonamento di Cav lanciato a inizio anno per smorzare le proteste contro il salasso del 2014, per il solo fatto che quello nazionale (da Spinea) dà diritto a uno sconto maggiore. In definitiva Spinea resterà il casello preferito dai pendolari, con conseguente aumento del traffico attorno alla barriera di Crea e sulla viabilità ordinaria.

Filippo de Gaspari

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NUOVO VIDEO FIRMATO DOLIWOOD

DOLO – «Semo in ritardo per andare a lavoro, speremo de non catare traffico al caseo de Vetrego». «Seto quanto che costa l’autostrada? 2.80 euro. Ma te par possibie? Te fasso veder mi come che se va a Padova senza pagare. Passo per Scaltenigo e taglio per Fiesso». Il filmato è stato lanciato da alcuni giorni e su Facebook spopola già.

Dopo il successo di “Un casello di ordinaria follia”, i celebri doppiatori di “Doliwood” hanno proposto in collaborazione con il comitato Opzione Zero una nuova parodia per protestare contro il rincaro dei pedaggi autostradali.

Questa volta il film è “Die Hard”, che diventa “Pay Hard”, duri a pagare. Con un esilarante doppiaggio Bruce Willis e Samuel Jackson sono protagonisti di una corsa forsennata per raggiungere Padova senza percorrere l’A4. Per poi arrivare alle porte della città e trovarsi imbottigliati nel traffico. Lo slogan che chiude il filmato è sempre lo stesso: «Mestre-Padova, un euro può bastare».

(g.pip.)

 

Trieste-Udine, da casello a casello, sono 44 chilometri ma zero riduzioni

VENETO – Venezia-Portogruaro nessun ribasso tariffario

Sconti “beffa” anche in Veneto. Resta fuori dalla riduzione del 20 per cento la trafficata tratta Venezia Est-Portogruaro: nel calcolo chilometrico rientra infatti anche il cosiddetto «pedaggio virtuale» che porta la distanza a 70 chilometri con un prezzo del biglietto di 6,30 euro. La distanza effettiva tra casello e casello è di circa 44 chilometri. Va meglio per gli altri. I pendolari la tratta Mestre-Padova Est potrà dunque arrivare a costare 2.24 e non più 2.80 euro. Sulla Venezia-Trieste gestita da Autovie Venete, invece, le buone notizie sono per i pendolari della Venezia Est-San Donà (2.80 euro anziché 3.50) e della Venezia Est-San Stino (3.68 euro anziché 4.60).

 

INFRASTRUTTURE – Iscrizioni aperte. Ecco i percorsi penalizzati a Nordest. Oggi la firma dell’intesa tra concessionarie e governo

Autostrade, la beffa degli sconti

Sono conteggiati i chilometri sottoposti a pedaggio, non quelli effettuati. E su alcune tratte “saltano” le detrazioni

TRIESTE – Non contano i chilometri fra due caselli ma quelli effettivamente sottoposti a pedaggio, anche virtuale. Fra queste parole di “colore oscuro” si nasconde una cocente beffa per molti dei pendolari autostradali convinti di poter fruire degli sconti annunciati dal Governo, che proprio oggi a Roma firmerà al Ministero delle Infrastrutture la convenzione con le concessionarie autostradali per praticare, via telepass, riduzioni dal 10 al 20% con vigenza retroattiva al primo febbraio. Da ieri, intanto, le iscrizioni alle agevolazioni sono aperte: basta accedere al sito www.telepass.it nell’area «Telepass Club», selezionare il proprio contratto e individuare i due caselli di riferimento della propria tratta. Lo stesso si può fare rivolgendosi agli sportelli delle concessionarie autostradali.

Ma ecco la beffa: le prescrizioni governative parlano di tratti con lunghezza massima di 50 chilometri. Prendiamo le decine di migliaia di pendolari che ogni giorno vanno da Trieste a Udine e viceversa: la distanza fra un casello è l’altro è di 44 chilometri. Bene – direte voi – si ha diritto allo sconto. Invece no: niente riduzione. Perché si contabilizzano anche i 7 chilometri sottoposti a pedaggio virtuale (pagato da chi entra o esce alla barriera del Lisert) fino a Sistiana, dove finisce la competenza gestionale di Autovie venete e comincia quella dell’Anas, che va a finire al confine sloveno in raccordo con l’inizio della Sesana-Lubiana gestita da Dars. Siccome 44 più 7 fa 51, per un solo chilometro non si avrà diritto ad alcuna riduzione.

Lo stesso discorso vale per chi esca o entri al casello di Villesse: si considera anche la distanza da Villesse a Gorizia (17 chilometri) e pertanto chi debba percorrere una tratta autostradale superiore ai 33 chilometri sarà escluso dai benefici tariffari. Come conferma la concessionaria Autovie, analoghe situazioni si riscontrano, nel solo Friuli Venezia Giulia, anche sulla A28 per chi entri o esca a Godega Sant’Urbano o a Portogruaro). Così anche alla barriera di Ugovizza sulla A23 Palmanova-Tarvisio, poiché in direzione Nord la gestione di Autostrade per l’Italia prosegue in realtà fino al confine austriaco, dove comincia la rete autostradale gestita dalla concessionaria transalpina Asfinas.

Autovie venete conferma, precisando che non si tratta di una volontà societaria o della Regione (l’azionista di controllo), ma piuttosto di una prescrizione ministeriale. A sollevare il caso è stato ieri pomeriggio il Gruppo regionale del Movimento 5 Stelle, che con la portavoce Elena Bianchi annuncia un’interrogazione alla presidente Debora Serracchiani (per inciso responsabile nazionale del Pd per le infrastrutture di trasporto), per chiederle un intervento urgente sul Governo che cancelli la beffa.

«Abbiamo ricevuto conferma che stanno fioccando i reclami da parte di cittadini arrabbiati. E non poteva essere diversamente – spiega Bianchi – visto che gli euro “risparmiati” da Autovie venete non sono pochi». Del resto i numeri sono numeri: «Il tratto Udine Sud – Trieste Lisert costa 3,90 euro. Se un pendolare fa questo tratto due volte al giorno per cinque giorni alla settimana, si arriva a 156 euro al mese», calcola la grillina. Lo sconto massimo possibile del 20% sarebbe quindi di 31,2 euro al mese e su base annua (11 mesi effettivamente lavorati) si potrebbe così arrivare a 343,2 euro», che invece «resteranno ad Autovie venete per ogni singolo automobilista».

Maurizio Bait

 

SCATTATE LE RIDUZIONI

Pendolari dell’autostrada: ecco come ottenere gli sconti

I pendolari autostradali possono finalmente sottoscrivere l’abbonamento per godere degli sconti sui pedaggi. Da ieri e fino a venerdì gli utenti potranno compilare i moduli richiesti per ottenere

SUPERA I 50 KM – Mestre-Portogruaro, niente riduzioni

Resta fuori dagli sconti, previsti per tratte di 50 km, la tratta Venezia Est-Portogruaro: nel calcolo chilometrico rientra infatti anche il cosiddetto «pedaggio virtuale», così i chilometri sarebbero circa 60.

PENDOLARI – In arrivo le riduzioni per chi usa frequentemente l’autostrada per ragioni di lavoro

TRASPORTI I moduli online o agli sportelli di Cav e Autovie. Per febbraio c’è tempo sino al 28

Sconti in autostrada, ecco come si fa

Da ieri è possibile sottoscrivere l’abbonamento per ottenere la riduzione del 20% lungo l’A4

L’attesa è finita, i pendolari autostradali possono finalmente sottoscrivere l’abbonamento per godere degli sconti sui pedaggi. Da ieri e fino a venerdì gli utenti potranno compilare i moduli richiesti per ottenere le agevolazioni retroattive pure per il mese di febbraio. Sulla parte destra dell’homepage del sito www.telepass.it è ora presente una sezione che permette ad ogni utente di accedere all’area «Telepass Club», selezionare il proprio contratto e individuare i due caselli di riferimento della propria tratta: dopo aver selezionato un casello di partenza, il sistema fornisce automaticamente l’elenco dei possibili caselli di arrivo, tra quelli distanti non più di 50 chilometri. Non è necessario fornire particolari attestazioni o giustificare il motivo della propria pendolarità. Chi non ha la possibilità di sottoscrivere l’abbonamento tramite internet, potrà rivolgersi ai classici sportelli delle concessionarie autostradali: per la provincia di Venezia si tratta di Autovie Venete per la Venezia-Trieste e Cav per la Venezia-Padova. Le tariffe agevolate sono in vigore dal 1.febbraio, ciò significa che chi compilerà i moduli entro il 28 potrà ottenere gli sconti retroattivi pure per il mese che si sta chiudendo. Se un utente sottoscriverà l’abbonamento a marzo, invece, godrà degli sconti solo a partire da marzo. L’accordo firmato tra il ministro Maurizio Lupi e l’associazione delle concessionarie autostradali Aiscat prevede sconti fino al 20% per i pendolari che percorrono una tratta di massimo 50 chilometri tra due caselli prefissati. Per i pendolari la tratta Mestre-Padova Est potrà dunque arrivare a costare 2.24 e non più 2.80 euro. Per molti rimarrà comunque più conveniente imboccare il Passante a Spinea: con lo sconto del 20% i pendolari pagano 1.28 euro anziché 1.60 sulla tratta che porta a Padova Est. Gli sconti matureranno gradualmente a partire dal 21. transito, fino ad un massimo di 46 viaggi (cioè 23 andate e 23 ritorni). Al 21. viaggio lo sconto su tutti i viaggi (compresi i 20 precedenti) sarà dell’1%, al 22esimo del 2%, al 23esimo del 3% e così via fino al 40esimo viaggio che garantirà una riduzione del 20 per cento.

Ma attenzione: per i residenti di Mirano, Spinea, Mira, Dolo e Pianiga resta in vigore il piano agevolato avviato il 1. gennaio: sconto del 40% sulla Mirano-Padova Est per chi fa 20 accessi, anche 10 andate e 10 ritorni. I pendolari di questi cinque Comuni continueranno dunque a pagare 1.70 anziché 2.80 euro. Sulla Venezia-Trieste gestita da Autovie Venete, invece, le buone notizie sono per i pendolari della Venezia Est-San Donà (2.80 euro anziché 3.50) e della Venezia Est-San Stino (3.68 euro anziché 4.60). Resta fuori la tratta Venezia Est-Portogruaro, il nodo è stato sciolto nei giorni scorsi dai tecnici del Ministero: nel calcolo chilometrico rientra infatti anche il cosiddetto «pedaggio virtuale», un tratto di raccordo gratuito gestito sempre da Autovie. In questo caso i chilometri sarebbero circa 60, quindi troppi per godere degli sconti.

 

Televenezia – Una parodia per l’autostrada troppo cara

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18

feb

2014

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