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PIANIGA «È ovvio che la Regione non vuole finanziare il casello di Albarea. Alla Regione e all’assessore Renato Chisso interessa solo l’innesto del Passante a Roncoduro. Il casello di Albarea sarà fatto eventualmente solo solo dopo Veneto City».

Dura replica dei comitati Opzione Zero al sindaco di Pianiga Massimiliano Calzavara, che si era detto meravigliato per la mancanza del casello nei progetti.

«Il sindaco Calzavara», dicono con le portavoce del Comitato, Rebecca Ruvoletto e Lisa Causin, «afferma di sentirsi preso in giro dai suoi colleghi di partito presenti in Regione perché non ci sono finanziamenti per costruire il casello di Albarea? Poi si dice sorpreso di scoprire che il casello di Roncoduro sarà forse riaperto parzialmente (solo in direzione Mestre)?

O il sindaco di Pianiga è in malafede o è incapace di guardare i progetti e di ascoltare quello che da anni espongono comitati e cittadini.

I piani del suo collega di partito Renato Chisso sono chiari: innesto della Romea Commerciale a Roncoduro.

Il casello di Albarea ci sarà solo se andrà in porto Veneto City.

In tal caso, oltre ad impedire la riapertura totale del casello di Roncoduro potrebbe anche “saltare” l’apertura parziale dell’ex casello di Dolo per evitare che il “tornello” si trasferisca tra il casello di Albarea e Roncoduro».

Duro l’affondo. «Se il sindaco Calzavara- conclude Opzione Zero – avesse avuto a cuore, di aiutare le imprese a restare competitive ed evitare che chiudano i battenti, avrebbe bocciato il devastante progetto di Veneto City e chiesto il rispetto degli accordi sul Passante: spostamento della barriera a Roncoduro con accesso all’autostrada in ambo le direzioni.

Ciò comporterebbe minor consumo di suolo, l’integrità dell’abitato di Albarea e della sua villa e metterebbe a frutto infrastrutture già realizzate con milioni di euro».

(a.ab.)

 

L’ira di Calzavara «Il casello di Albarea non è finanziato» 

PIANIGA «Ci sentiamo presi in giro dalla Regione. Per il casello autostradale di Albarea sulla A4 non sono ancora stati stanziati dei finanziamenti ad hoc nonostante questa opera sia prevista da tempo a servizio dell’area industriale di Dolo – Pianiga che è la terza della nostra provincia».

La bordata del sindaco di Pianiga Massimo Calzavara è diretta contro i suoi compagni di partito in Regione.

Calzavara spiega che recentemente si è tenuta una conferenza dei servizi in cui si è scoperto che i finanziamenti per la realizzazione del casello autostradale non ci sono e di fatto non ci sono mai stati.

«Con enorme sorpresa», spiega Calzavara, «abbiamo scoperto che il casello è un’opera che non è stata finanziata, quando invece sarebbe di vitale importanza a servizio dell’area industriale di Pianiga e potrebbe servire anche il polo della calzatura della Riviera del Brenta».

Ma le sorprese negative non sono finite qui. Altra brutta scoperta è stata quella relativa al casello di Roncoduro chiuso anni fa. «Si era parlato di una riapertura imminente», spiega Calzavara, «e ora scopriamo invece che sarà riaperto solo fra qualche anno e in forma ridotta, mentre per quello di Albarea come minimo, anche se si trovassero i finanziamenti, ci vorranno altri 7-8 anni prima che veda la luce. Non è questo il modo di aiutare le imprese a restare competitive e ad evitare che chiudano i battenti.

Dovremo continuare a servirci del casello di Marano- Vetrego che è distante chilometri dalla nostra area industriale».

(a.ab.)

 

«Il sindaco di Pianiga Calzavara getta la maschera sul casello». È quanto afferma il comitato Opzione Zero che aggiunge…”Il sindaco di Pianiga Calzavara afferma di sentirsi preso in giro dai suoi colleghi di partito presenti in Regione perchè non ci sono finanziamenti per costruire il casello di Albarea? Poi si dice sorpreso di scoprire che il casello di Roncoduro sarà forse riaperto parzialmente (solo in direzione Mestre?).

I piani del collega di partito Renato Chisso sono chiarissimi: innesto della Romea Commerciale a Roncoduro.

Il casello di Albarea sarà realizzato solo se andrà in porto Veneto City. In tal caso, oltre ad impedire la riapertura totale del casello di Roncoduro potrebbe anche saltare l’apertura parziale dell’ex casello di Dolo per evitare che il tornello si trasferisca tra il casello di Albarea e Roncoduro”.

Le portavoce del comitato Rebecca Rovoletto e Lisa Causin osservano: “Se il sindaco Calzavara avesse avuto veramente a cuore, come afferma, di aiutare le imprese a restare competitive ed evitare che chiudano i battenti, avrebbe bocciato il devastante progetto di Veneto City e chiesto il rispetto degli accordi sul Passante: spostamento della barriera a Roncoduro con accesso all’autostrada in ambo le direzioni.

Questa operazione oltre ad essere molto meno costosa, comporterebbe un minor consumo di suolo, garantirebbe l’integrità dell’abitato di Albarea e metterebbe a frutto le infrastrutture già realizzate con milioni di euro dei cittadini come il sottopasso nei pressi di Ballò, la bretella est di Dolo e la bretella da Fiesso”.

(l.per.)

 

 

Il nuovo clip da “Die hard (Duri a morire)” diventa “Pay hard (Duri a pagare)”

Migliaia di condivisioni per protesta contro i 2,80 euro per arrivare a Padova

MIRANO – L’autostrada è troppo cara? Puoi sempre fare come Bruce Willis. Dopo “Un casello di ordinaria follia”, Doliwood colpisce ancora: doppiata, naturalmente in dialetto veneto stretto, una delle famose scene d’azione di “Die Hard (duri a morire)”, il film cult con Bruce Willis e Samuel L. Jackson, diventato per l’occasione “Pay Hard (duri a pagare)”. L’ultimo lavoro del collettivo di doppiatori di Dolo, per la regia del mitico Giorgio “Ciano” Brugnone, guarda direttamente ai problemi di casa e offre ancora una volta la spalla alla battaglia di migliaia di pendolari, dopo il salasso d’inizio anno ai caselli autostradali di A57 e A4. Se dopo che i vecchi 80 centesimi pagati al casello di Vetrego per raggiungere Padova est sono diventati 2,80 euro dall’oggi al domani, la soluzione di molti è stata la viabilità ordinaria. Lo sanno bene i sindaci che hanno visto aumentare giorno dopo giorno le auto nei loro centri storici. Ecco allora che l’alternativa diventa un film: Willis e Jackson sono due amici che per evitare la “rapina” del casello, escogitano, come alternativa per andare al lavoro, una rocambolesca e folle corsa sulle strade urbane della Riviera. Bruciando semafori e precedenze, attraversando parchi e saltando rampe, in perfetto stile d’azione americano, tutto traffico e stridore di pneumatici. Obiettivo: arrivare al lavoro comunque in tempo ma senza sbancarsi, non importa come. «Te fasso vedare mi come che se va a Padova sensa pagare l’autostrada» avverte un risoluto John McClane, al secolo Bruce Willis, ma con la voce di Eugenio Moro: ruba un taxi e giù di acceleratore. Peccato che Vetrego sia dall’altra parte. Niente casello oggi: «Passo par Scaltenigo, tajo par Fiesso, ecco: semo in zona Stanga». Certo il viaggio non è dei più confortevoli: come dire che all’autostrada non ci sarebbe poi tutta questa alternativa. Zeus Carver, il Samuel L. Jackson di Die Hard (la voce è di Giuseppe Menegazzo) ci prova pure a riaccendere nell’indomito Willis il lume della ragione: «Ma se domandassimo el sconto pendoeari?» «Te domandarìa do euro o’stesso», è l’amara risposta di McClane, inseguito dai “controllori”, che vogliono riportarli sulla retta (auto)strada. Una parodia ben riuscita di un film, ma soprattutto di quello che da un mese e mezzo a questa parte si trovano costretti a fare tutti o quasi i pendolari di Miranese e Riviera. E le soluzioni tardano ad arrivare.

Il video-parodia ha già collezionato migliaia di visualizzazioni e condivisioni in rete, rilanciato anche dal comitato Opzione Zero, da sempre impegnato nella campagna “Un euro può bastare” e che, per l’occasione, è partner ufficiale.

Filippo De Gaspari

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COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO – 17 FEBBRAIO 2014

Il sindaco di Pianiga Calzavara afferma di sentirsi preso in giro dai suoi colleghi di partito presenti in Regione perchè non ci sono finanziamenti per costruire il casello di Albarea? Poi si dice sorpreso di scoprire che il casello di Roncoduro sarà forse riaperto parzialmente (solo in direzione Mestre)?

O il sindaco di Pianiga è in malafede o è incapace di guardare i progetti e di ascoltare quello che da anni espongono comitati e cittadini.

I piani del suo collega di partito Renato Chisso sono chiarissimi: innesto della Romea Commerciale a Roncoduro. Il casello di Albarea sarà realizzato solo se andrà in porto Veneto City. In tal caso, oltre ad impedire la riapertura totale del casello di Roncoduro potrebbe anche “saltare” l’apertura parziale dell’ex casello di Dolo per evitare che il “tornello” si trasferisca tra il casello di Albarea e Roncoduro.

Se il sindaco Calzavara avesse avuto veramente a cuore, come afferma, di aiutare le imprese a restare competitive ed evitare che chiudano i battenti, avrebbe bocciato il devastante progetto di Veneto City e chiesto il rispetto degli accordi sul Passante: spostamento della barriera a Roncoduro con accesso all’autostrada in ambo le direzioni.

Questa operazione oltre ad essere molto meno costosa, comporterebbe un minor consumo di suolo, garantirebbe l’integrità dell’abitato di Albarea e della sua villa e metterebbe a frutto le infrastrutture già realizzate con milioni di euro dei cittadini (vedi sottopasso nei pressi di Balla, bretella est di Dolo e bretella da Fiesso).

Ancora una volta assistiamo a un penoso scaricabarile, ma la realtà è che le responsabilità delle scelte che hanno ridotto il territorio in queste condizioni prosciugando tra l’altro le casse pubbliche, è di tutta la classe politica e amministrativa che ha governato in questi anni Regione, Provincia e Comuni.

 

Pay Hard – Duri a pagare

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14

feb

2014

Nuove autostrade, aumento pedaggi,  ecco gli effetti oltre alla cementificazione del territorio …

 

 

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A Mirano esplode la rabbia dei residenti per l’inquinamento e i disagi in centro «Qui passano 15 mila veicoli al giorno quando la Romea arriva a 18 mila»

MIRANO – Dalle proteste alla proposta, ma con la preghiera di fare presto. Il Coordinamento spontaneo per la salvaguardia del territorio del quartiere via Dante-via Villafranca lancia l’allarme traffico: «Situazione allarmante, esasperante e invivibile», tuona il comitato, che elenca una lunga serie di disagi patiti ogni giorno dai residenti: smog, inquinamento acustico, stress e danni agli edifici provocati dalle continue vibrazioni. Torna insomma a salire la tensione nei quartieri, in un anno cominciato davvero male sul fronte traffico in città, complice anche l’aumento tariffario ai caselli. L’insofferenza è palpabile soprattutto in via Dante Sud, anche perché collega il centro di Mirano con i comuni a nord. Gli abitanti tornano a lamentare volumi di traffico fuori ogni limite di tolleranza e stavolta però avanzano anche una proposta: un anello tra il quartiere Dante e la Fossa, dove sta per arrivare una rotatoria tra via Miranese e via Vittoria, nel contesto della lottizzazione ex Iveco: una soluzione che permetterà la svolta a sinistra per chi arriva dal centro di Mirano. In pratica il comitato di quartiere Dante sud chiede al Comune di allargare la zona dei sensi unici attorno all’ospedale, fino alla Fossa, coinvolgendo via Dante sud, via della Vittoria e via Miranese. Secondo il comitato si potrebbe in questo modo creare una rete di sensi unici sulle strade interne del quartiere, evitando possibili scorciatoie dal traffico di attraversamento e nel contempo creare corsie preferenziali per i bus di linea e piste ciclabili. Una, ovviamente, proprio in via Dante sud, collegando così la ciclabile lungo il canale Taglio con la zona ospedale e il Muson a nord.

«Ipotesi da valutare», secondo il portavoce del comitato Stefano Bonato, «con una preghiera: quella di non aspettare il morto per trovare delle soluzioni. Per ben due volte l’Arpav ha segnalato un forte inquinamento acustico derivato dall’intenso traffico dei mezzi, valori fuori norma anche per quanto riguarda il piano acustico comunale».

Per il comitato la situazione di via Dante sud è “drammatica”: «Quindicimila veicoli al giorno, quando in Romea ne transitano 18 mila e per il 90% sono traffico di attraversamento, senza contare i 223 autobus che passano ogni giorno.

L’apertura del casello di Crea e quello di Vetrego hanno trasformato questa strada residenziale in centro storico in una tangenziale».

Filippo De Gaspari

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La Cgil: sulla Padova-Mestre vantaggio modesto per i pendolari

MESTRE – Dopo un mese di proteste dei “pendolari” dell’autostrada che si sono visti triplicare il costo del pedaggio tra i caselli di Padova Est e quelli di Dolo-Mirano e Villabona-Mestre, il «ministero delle Infrastrutture ha partorito uno sconticino che convincerà molti automobilisti a percorrere le strade provinciali piuttosto che l’autostrada». Lo dice, con molta ironia, il segretario regionale della Filt-Cgil, Ilario Simonaggio, commentando l’intesa raggiunta pochi giorni fa tra ministero e rappresentanza delle concessionarie Aiscat che prevede uno sconto del 20 % dei nuovi pedaggi, applicabile dal 1 febbraio 2014 solo ai pendolari autostradali, cioè coloro che per recarsi al lavoro percorrono per almeno 40 volte al mese, tra andata e ritorno, il tratto autostradale tra Padova, Dolo e Mestre.

Anche la deputata del Pd, Simonetta Rubinato, si dice insoddisfatta: «alla fine la montagna ha partorito un topolino» dice «perché gli sconti concordati sembrano davvero irrisori, in particolare per i pendolari del tratto Mestre-Padova».

«Il Governo, con la interessata complicità dei “signori delle autostrade” ha rimediato una pessima figura» commenta a sua volta Simonaggio «le condizioni di accesso allo sconto sono molto limitate e fanno bene ai conti delle Autostrade, a cominciare da Cav spa, ma di certo non rispondono ai bisogni dei pendolari dell’area metropolitana centrale veneta».

«Basta fare i conti con alcuni esempi per rendersi conto della vera entità dello sconto» conclude Simonaggio sul pedaggio Mestre- Padova, dove la tariffa dal 1 gennaio 2014 è schizzata da €. 0,80 a €.2,80, sino al 31 dicembre 2013 il pendolare pagava rispettivamente: con 20 viaggi mese €.16; con 30 viaggi mese €. 24; con 40 viaggi mese €.32.

Adesso, con il pessimo accordo firmato da Aiscat e dal ministro Lupi, si paga dal 1 febbraio rispettivamente con 20 viaggi mese €. 56; con 30 viaggi mese €.75,60; con 40 viaggi mese €. 91,80.

Altro che sconto, ministro Lupi, questo è solo un favore alle concessionarie autostradali».

(g.fav.)

 

Nuova Venezia – Cav: sconti per 40 mila pendolari veneti

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9

feb

2014

Già in vigore le riduzioni fino al 20% sul tratto autostradale Padova-Mestre: per usufruirne è indispensabile il telepass

VENEZIA – Sono già in vigore gli sconti per i pendolari dell’autostrada. L’accordo raggiunto tra il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e le società concessionarie aderenti all’Aiscat, ne ha sancito l’effetto retroattivo a partire dal 1 febbraio e fino al 31 dicembre 2015. Per ottenere le agevolazioni (fino al 20% per i veicoli leggeri che percorrano almeno 20 volte al mese la stessa tratta andata-ritorno per un massimo di 50 km come illustra nel dettaglio il sito www.telepass.it) è necessario disporre del telepass, come già avviene per il 70% degli utenti abituali che lo alternano alla viacard, sul quale saranno annotate le percorrenze, incluse quelle già compiute dall’inizio del mese. Chi ne è sprovvisto dovrà acquistarlo – Codacons, l’associazione dei consumatori, chiede sia rilasciato gratuitamente a chi viaggia per raggiungere la scuola e il lavoro – e si fanno le prime stime della ricaduta finanziaria dell’operazione. In media il tratto Padova-Mestre (balzato sotto i riflettori per il balzo da 0,80 a 2,80 euro del pedaggio Padova-Dolo) è percorso ogni giorno da 140 mila automobilisti: Cav, la concessionaria del servizio, stima che il 25-30% del flusso sia rappresentato dai pendolari. Quasi 40 mila, quindi, i destinatari della scontistica, che ricadrà interamente sulla concessionaria (50% Anas, 50% Regione) in termini di mancati introiti. «Fin dal primo momento abbiamo espresso la nostra disponibilità ad agevolare gli utenti pendolari in questa congiuntura sociale difficile», commenta Tiziano Bembo, presidente di Cav «e alle parole sono seguiti i fatti: nei prossimi quattro mesi gli oneri di questa iniziativa graveranno interamente sui nostri bilanci e non saranno computati nell’accordo “compensativo” con il ministero». L’allusione è all’impegno assunto da Lupi per garantire una contropartita alle società – Aiscat valuta in una ventina di milioni i minori incassi nel quadrimestre su scala nazionale – agendo su quattro fronti: l’allungamento temporale delle concessioni; l’autorizzazione alla revisione dei piani di investimenti e di quelli finanziari; l’integrazione dell’indennizzo per fine concessione. «Potranno esserci soluzioni differenziate a seconda delle esigenze societarie», afferma Bembo «l’essenziale è che ci pongano in condizione di rispettare gli impegni verso i soci e nei confronti dello Stato che, viceversa, potrebbe contestarci il danno erariale». Una posizione condivisa dalle altre società venete (Brescia-Padova, Autovie, Autobrennero. Autostrade per l’Italia) partecipi al tavolo tecnico dei Trasporti. Nel frattempo, Cav ha concluso le simulazioni scontistiche e adottato il sofwtare capace di registrare tempi, frequenza e distanze sul telepass. La richiesta effettiva di sconti, però, resta un’incognita; ai residenti dei cinque Comuni sul segmento Mirano-Mestre è stata riservata una riduzione tariffaria pari al 40%: si attendevano circa 400 domande, ne è pervenuta la metà.

Filippo Tosatto

 

CONFCOMMERCIO

«Adesso Lupi pensi all’autotrasporto»

«Bene gli sconti per i pendolari ma ora, il ministro Lupi, con estrema urgenza, dica come intende intervenire per risolvere le problematiche che riguardano il trasporto merci in autostrada». Lo dichiara Paolo Uggè, vicepresidente di Confcommercio. «La soluzione per i pendolari», aggiunge «è graduata in ragione dei percorsi effettuati ed è in linea con il principio dei grandi utenti, già in essere da anni per il trasporto merci. Una strada da approfondire e che potrebbe anche essere perseguita per consentire il recupero dei maggiori incrementi subiti dagli autotrasportatori».

 

Pedaggi, protesta bellunese

Niente sconto per chi percorre più di 50 chilometri

Bellunesi tagliati fuori dagli sconti autostradali

Il ministero dei Trasporti limita a 50 chilometri le tratte convenzionate

Iniziano le proteste per chi ogni giorno deve recarsi fino a Venezia per lavoro

BELLUNO – Sconti sì, ma non per tutti. I tanto attesi ribassi sulle tariffe autostradali per i pendolari che ogni giorno si muovono in auto per raggiungere il posto di lavoro rischiano di tagliare fuori proprio chi ne avrebbe più bisogno, come ad esempio chi percorre ogni giorno la A27 tra Belluno e Venezia. Il tragitto, infatti, è troppo lungo per rientrare nella categoria “pendolari” decisa dal ministero dei Trasporti. Secondo i tecnici infatti gli sconti possono essere applicati solo alle tratte di massimo 50 chilometri percorse almeno 20 volte al mese.

E chi ne percorre di più? «Dal 1992 lavoro a Mestre» scrive un lettore, «e quindi sono un assiduo utilizzatore della A27, che inizialmente andavo a prendere a Vittorio Veneto nord e poi man mano che ho visto nascere gli ultimi chilometri prendo a Belluno. Ho sempre utilizzato il Telepass (da quando esiste) e mi sono chiesto perché non ci fosse qualche forma di sconto per chi utilizza questo strumento per lavoro. Quindi quando ho sentito il ministro Lupi iniziare a parlare di sconti per i pendolari, mi sono chiesto se finalmente qualcosa stesse cambiando. Illuso».

Il ministero dei Trasporti motiva la sua scelta prendendo come base la media percorsa ogni giorno dai pendolari in auto, cioè da chi si muove per raggiungere il posto di lavoro, sulle autostade italiane: 40 chilometri. Chi ha lunghe distanze di solito sceglie il treno. La tratta autostradale è stata aggiustata al rialzo arrivando a 50 proprio per includere più automobilisti possibile. Ma oltre i 50 chilometri non si è considerati pendolari. Per chi rientra nel limite, gli sconti sono sostanziosi. Fino a 20 transiti mensili non viene applicato nessuno sconto. A partire dal 21esimo transito lo sconto (per tutti e 21 i viaggi effettuati) sarà dell’1% e crescerà linearmente (2% del pedaggio complessivo per 22 transiti effettuati, 3% per 23 viaggi) fino al 20% del pedaggio complessivo che scatta dopo il 40 transito. Chi fa 41 viaggi, cioè, avrà su tutti e 41 e sino al 46esimo viaggio lo sconto del 20%. Per usufruire degli sconti, riservati ai possessori di Telepass, bisogna andare sul sito Telepass o dei concessionari, dove verrà pubblicato l’elenco dei percorsi, dal 25 febbraio.

I bellunesi potrebbero doversi fermare a Conegliano, visto che anche Treviso rischia di essere troppo lontana, oppure scegliere un percorso alternativo, su strade statali o provinciali, per accorciare il percorso. Una prospettiva che certo non piace agli automobilisti. «Come al solito noi bellunesi siamo becchi, bastonati e brontoloni» sottolinea la lettera firmata dal pendolare deluso.

Valentina Voi

 

Gazzettino – Sconti ai pendolari, ecco i benefici

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9

feb

2014

AUTOSTRADA – Ecco gli sconti per i pendolari mestrini diretti a Padova e S. Donà

SPINEA-PADOVA   Anche il Passante è più conveniente

Per molti rimarrà più conveniente imboccare il Passante a Spinea: con lo sconto i pendolari pagano 1.28 euro anziché 1.60 sulla tratta che porta a Padova Est.

IL SISTEMA – Gli sconti progressivi a partire dal 20. passaggio

AUTOSTRADA – La decisione del governo per la riduzione del 20% in vigore dal 1. febbraio

La tratta Mestre-Padova passerà da 2,80 a 2.24 euro, quella per S.Donà da 3,50 a 2,80

SCONTI – In arrivo le riduzioni per i pendolari dell’autostrada: avranno uno sconto del 20 per cento

SCONTI – Nella tabella qui a fianco alcuni esempi di quanto potranno beneficiare in tyermini di risparmio i pendolari in autostrada

Gli sconti autostradali sono già attivi, benefici in arrivo per tutti i pendolari della Venezia-Trieste e della Venezia-Padova. Le tariffe agevolate sono in vigore retroattivamente dal 1.febbraio, i pendolari di tutta la Provincia riprendono la calcolatrice per valutare cosa cambierà concretamente dal punto di vista economico. I vantaggi saranno per tutti e si potranno notare già nella prossima bolletta Telepass. L’accordo firmato venerdì tra il ministro Maurizio Lupi e l’associazione delle concessionarie autostradali Aiscat prevede sconti fino al 20% per i pendolari che percorrono una tratta di massimo 50 chilometri tra due caselli prefissati. Una notizia positiva per tutto l’hinterland mestrino, ma pure per i tanti padovani che quotidianamente vengono a lavorare nel Veneziano. Per i pendolari la tratta Mestre-Padova Est costerà 2.24 e non più 2.80 euro: una bella notizia per chi fino al 31 dicembre pagava addirittura 3.30 euro, anche se in realtà moltissimi mestrini fino a quella data erano abituati a pagare solo 80 cent perché facevano la nota manovra del «tornello» al casello di Dolo-Mirano. In ogni caso per molti rimarrà più conveniente imboccare il Passante a Spinea: con lo sconto i pendolari pagano 1.28 euro anziché 1.60 sulla tratta che porta a Padova Est. Per i residenti di Mirano, Spinea, Mira, Dolo e Pianiga resta in vigore il piano agevolato avviato il 1.gennaio: sconto del 40% sulla Mirano-Padova Est per chi fa 20 accessi, anche 10 andate e 10 ritorni. «Hanno subito i disagi maggiori a causa del Passante, ecco perché questi pendolari ora sono più agevolati» ha spiegato recentemente il presidente di Cav, Tiziano Bembo. I pendolari di questi cinque Comuni continueranno dunque a pagare 1.70 anziché 2.80 euro, comunque più del doppio rispetto agli 80 cent pagati fino allo scorso 31 dicembre. Gli sconti matureranno gradualmente a partire dal 21esimo transito, fino ad un massimo di 46 viaggi (cioè 23 andate e 23 ritorni). Al 21esimo viaggio lo sconto su tutti i viaggi (compresi i 20 precedenti) sarà dell’1%, al 22esimo del 2%, al 23esimo del 3% e così via fino al 40esimo viaggio che garantirà una riduzione del 20 percento. Gli sconti sono validi per tutti i possessori di Telepass intestati a persone fisiche, i pendolari dovranno semplicemente indicare i due caselli senza presentare particolari attestazioni. Gli uffici della concessionaria autostradale Cav (Venezia-Padova) negli ultimi giorni sono stati subissati di richieste d’informazioni in merito. Sul versante della Venezia-Trieste gestita da Autovie Venete, invece, sorridono i pendolari della Venezia Est-San Donà (2.80 euro anziché 3.50) e della Venezia Est-San Stino (3.68 euro anziché 4.60). Stando al calcolo chilometrico del sito www.autostrade.it, rimarrebbe fuori da questo discorso la tratta Venezia-Portogruaro, superiore ai 50 chilometri. Autovie Venete fa sapere che verifiche tecniche sono ancora in corso, da Roma arriveranno notizie più precise a metà settimana. Se non saranno positive, gli utenti potrebbero inventarsi un «tornello» in un casello precedente, come appunto quello di San Stino.

 

SONDAGGIO – Autostrade, gli sconti per i pendolari della A4. Siete soddisfatti delle “modalità”?

Sì 25.4%
No 65.5%
Speravo meglio 9.1%

 

AUMENTI CONTESTATI

Gli agenti di commercio: «Perdiamo 500 euro l’anno la soluzione è la “vignetta”»

Rappresentano «un gravissimo danno» gli aumenti dei pedaggi autostradali, con cui si è aperto il 2014, per gli agenti e rappresentanti del commercio.

La categoria «è esasperata dall’ennesima stangata che si tramuterà per ogni agente in perdite di 400/500 euro all’anno», a cui si devono sommare le oscillazioni del carburante, 17 accise gravano sui rifornimenti, (fra queste quella che serve a finanziare la guerra di Etiopia), delle assicurazioni e della manutenzione delle auto, indispensabili per il lavoro. Una stangata che, sostengonio i rappresentanti del settore, andrà a colpire non solo questa categoria, ma che si ripercuoterà su tutta la filiera produttiva.

«La perdita prevista non è da sottovalutare – afferma Stefano Montesco, presidente della Confcommercio FNAARC Venezia – se consideriamo che i fatturati degli Agenti di commercio non sono in crescita e quindi ogni aumento di spesa riduce i margini di guadagno. Le tariffe dovrebbero servire a ripagare gli investimenti, non ad arricchire gli azionisti – continua Montesco – l’anomalia è che le tariffe vengono elaborate con un sistema che tiene conto dell’inflazione, di obiettivi di efficienza, del traffico e della qualità dei servizi che sono tutti sbilanciati a favore dei concessionari.

La nostra proposta – conclude il presidente degli agenti di commercio veneziani – è l’adozione del bollino sul modello del contrassegno autostradale austriaco (cosiddetta “vignetta”), con un prezzo fisso forfettario stabilito per l’intero anno».

Montesco è stato riconfermato lo scorso dicembre alla guida della FNAARC provinciale di Venezia, insieme al nuovo Consiglio del sindacato, che ha individuato tra le altre priorità di categoria il supportare con l’assistenza legale gli associati nei difficili rapporti con le case mandanti in questo periodo di crisi, e cercare, quando possibile, di far ridurre la pressione fiscale sulle imprese, come nel caso dell’esenzione IRAP per gli agenti privi di autonoma organizzazione.

 

A proposito di…

IL BOLLINO AUTOSTRADALE

Dopo i vergognosi aumenti autostradali fatti dai concessionari e accettati dalle Istituzioni (Governo e Regioni) i cittadini si rendono conto quanto pesano gli interessi privati nel nostro Paese. Infatti via libera agli aumenti e, come dicevo e scrivevo, difficoltà burocratiche per istituire gli sconti per i lavoratori pendolari. Ma del Bollino (vignetta) autostradale, sistema usato in quasi tutta Europa e che va via via estendendosi, non se ne parla nemmeno. E già i concessionari delle autostrade pensano agli aumenti del 2015… Vergognatevi.

Danilo Rosan – Venezia

 

casello di vetrego

MIRANO. Cav fornirà i dati dei nuovi flussi di traffico ai caselli dopo l’aumento delle tariffe autostradali, ma solo ad aprile. Dopo la richiesta dei sindaci di Mirano e Spinea di conoscere come è cambiato il traffico dal 1° gennaio, giorno dell’entrata in vigore dei nuovi pedaggi, la concessionaria ha risposto:

«È stato avviato il monitoraggio quotidiano dei flussi di traffico ai caselli e lungo le tratte autostradali in gestione per verificare i comportamenti degli utenti», assicura il presidente di Cav Tiziano Bembo, «bisognerà però attendere almeno tre mesi prima che i volumi di traffico si siano stabilizzati e si possano fare valutazioni attendibili».

Accolta dunque la richiesta dei comuni di verificare se, di fatto, i nuovi regimi tariffari stiano provocando disagi ai centri urbani, con lo spostamento del traffico autostradale sulle strade locali. Servirà però del tempo. I tre mesi chiesti da Bembo di fatto spostano le prima valutazioni a primavera. Per questo motivo Mirano, nel frattempo, seguirà la sua strada, già annunciata dal sindaco Maria Rosa Pavanello: «Si faccia il prima possibile, noi intanto procederemo con le nostre misurazioni in viale Venezia. Poi via ai controlli dei vigili».

(f.d.g.)

 

Pedaggi, non c’è intesa Slittano gli sconti promessi ai pendolari

Lungo incontro tra il ministro dei Trasporti Lupi e l’Aiscat ma il nodo dell’allungamento delle concessioni è irrisolto

VENEZIA – Non c’è ancora un’intesa sugli sconti autostradali ai pendolari. L’ottimismo della vigilia, espresso sia dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che dalle società aderenti all’Aiscat (l’associazione delle concessionarie presieduta da Fabrizio Palenzona) si è scontrato con la realtà che vede le parti distanziate su un punto, quello relativo all’allungamento dei tempi delle concessioni, divenuto decisivo ai fini di una riduzione «mirata» dei pedaggi, rincarati a partire dal primo gennaio. All’incontro romano, circondato da un clima di autentico mistero, hanno partecipato i rappresentanti di 24 concessionarie (incluse le venete Brescia-Padova, Autostrade per l’Italia, Autovie Venete, AutoBrennero e Cav) e lo staff tecnico dei Trasporti guidato dal ministro. Che ha riaffermato la sua proposta: abbonamenti scontati del 20% per chi compia almeno 20 percorsi mensili (ovvero 40 tratte di andata e ritorno) sullo stesso tratto, entro i 50 chilometri; con un’agevolazione «progressiva», che diminuisca con il calo della distanza coperta. Lupi ha insistito sulla tempistica già annunciata – agevolazioni «sperimentali» a partire dal 20 febbraio e fino al 31 dicembre 2015 sull’intera rete italiana – ma al momento di stringere l’accordo, Aiscat ha condizionato il proprio assenso a concrete garanzie sul piano finanziario. «Siamo coscienti della congiuntura critica che il Paese attraversa e vogliamo contribuire ad attenuare l’effetto degli aumenti», il ritornello «ma dobbiamo garantire l’equilibrio dei nostri bilanci perché la tariffa, infatti, hanno poi precisato non è semplicemente il corrispettivo del servizio erogato ma rappresenta un’entrata che compensa gli investimenti effettuati».

Esemplare, in proposito, l’esempio di Cav, la società presieduta da Tiziano Bembo che gestisce il segmento Padova-Mestre e deve ammortizzare la spesa sostenuta per la realizzazione del Passante. È finita dell’occhio del ciclone per l’aumento al casello di Vetrego (da 0,80 a 2,80 euro) che ha oscurato sia gli sconti via telepass offerti ai pendolari – già duecento le richieste pervenute – che il calo del pedaggio (da 3,30 a 2,80 euro) nel tratto Padova est-Mestre. Tant’è. Le concessionarie, oltre a criteri omogenei sull’intero territorio nazionale che evitino “scorciatoie” e concorrenza sleale (leggi uscita da un tornello e rientro da un altro), chiedono a gran voce un allungamento temporale delle concessioni, che oggi si attestano mediamente sui quarant’anni. Ciò, spiegano, consentirebbe di spalmare in un arco maggiore gli esborsi sostenuti per opere infrastrutturali, così da rendere sostenibili le riduzioni tariffarie scongiurando anche il rischio di danno erariale nei confronti dello Stato che eroga le concessioni. Lupi ha preso atto della richiesta, manifestando però seri dubbi circa la possibilità di un prolungamento («Temo che l’Ue lo bloccherebbe perché lesivo della libera concorrenza») affidando comunque l’approfondimento della questione – e di altri nodi emersi dal confronto – a un tavolo tecnico governativo. Il vago spiraglio, evidentemente, non è bastato ad Aiscat che ha mantenuto il punto – «In Spagna le concessioni sono state allungate senza problemi» – inducendo il ministro ad una “pausa di riflessione”. Fumata nera, insomma, almeno per adesso. I rincari per chi viaggia in autostrada (in media +4%) restano in vigore, degli sconti promessi, viceversa, ancora non c’è traccia.

Filippo Tosatto

 

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