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Gazzettino – Vittorio Veneto. Treni sempre piu’ lumaca

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23

mag

2015

VITTORIO VENETO – L’odissea dei pendolari diretti a Venezia

A conti fatti, è come se fossero tornati a casa con un treno che viaggiava a meno di 30 chilometri all’ora. I pendolari vittoriesi, organizzati nel comitato «Il treno dei desideri», tornano a protestare per le inefficienze del trasporto locale su rotaia, che costringono molti di loro a dilatare i già notevoli tempi di percorrenza del tragitto casa – lavoro e viceversa in presenza di un minimo inconveniente.

È il caso di mercoledì pomeriggio, quando pendolari vittoriesi e bellunesi che lavorano a Venezia hanno raggiunto la stazione di Santa Lucia per salire sul regionale delle 17.31 per Udine. Un rapido sguardo al tabellone delle partenze ed ecco la sorpresa: il treno era cancellato.

«Ai nostri “colleghi” – riferisce la vittoriese Lidia Scarpa del comitato – non è rimasto altro da fare che prendere il treno per Conegliano delle 17.45. La corsa è partita con 7 minuti di ritardo e questo ha messo a rischio ancora più forte la già difficile coincidenza a Conegliano per Vittorio. Alcuni viaggiatori si sono rivolti al capotreno, il quale dopo avere contattato la sede di Mestre ha risposto che il treno per la montagna non li avrebbe aspettati e che comunque c’era quello delle 19.41», con arrivo a Vittorio alle 20.

Morale: il treno da Venezia è arrivato a Conegliano alle 18.52, a «Minuetto» per Belluno già partito da tempo, e quindi diversi viaggiatori hanno dovuto attendere più di tre quarti d’ora in stazione il collegamento successivo. Quello che, sulla carta e nella normalità, doveva essere un viaggio di un’ora e mezza scarsa, è diventata un’odissea di due ore e mezza.

«Ormai è la prassi – testimonia una pendolare -: se cancellano un treno o c’è un guasto servono due ore per tornare a casa, ma solo se trovi uno “strappo” da chi ha smesso da tempo di prendere il treno a Vittorio».

Non è la prima volta che i pendolari vittoriesi, alpagoti e bellunesi denunciano disagi simili.

 

IL MOVIMENTO 5 STELLE

VITTORIO VENETO – (c.b.) Il candidato consigliere alle regionali Daniele Ceschin (Pd) propone l’apertura dell’autostrada A27, promettendo il suo impegno per questo progetto se eletto in Regione.

Parole che vengono accolte con «sorpresa e altrettanto favore» dal M5S Vittorio Veneto, da sempre sostenitore dell’iniziativa quale tangenziale per la città al posto del traforo di Santa Augusta.

«Speriamo che anche i principali esponenti vittoriesi del Pd, in particolare il sindaco Roberto Tonon e l’assessore Giovanni Napol, fino a ieri convinti dell’impossibilità di una tale soluzione (Anas ha detto no ad un’apertura a costo zero, il Comune dovrebbe infatti versare alla società i pedaggi non percepiti ndr), si persuadano che essa rappresenta una vera alternativa allo scempio ambientale del traforo» afferma Marco Borsoi per il M5S.

Per Ceschin «gli studi dimostrano che è possibile «aprire» l’autostrada dal punto di vista tecnico e sostenibile sotto il profilo finanziario», così da farne una «infrastruttura al servizio del territorio», evitando «un eccessivo consumo di suolo».

 

Gazzettino – Calalzo. Torna il treno diretto per Venezia.

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1

mag

2015

Una nuova corsa che collegherà la montagna alla laguna solo nei giorni festivi. Pendolari delusi

NUOVO SERVIZIO – Potrà trasportare 120 persone e 32 bici

Torna il treno diretto Venezia-Vittorio-Calalzo, ma purtroppo per i pendolari che lo vorrebbero ogni giorno sarà limitato alle domeniche e ai giorni festivi di agosto.

Regione, Trenitalia e Dolomitibus, in collaborazione con la Provincia di Belluno, hanno annunciato nei giorni scorsi l’avvio del progetto turistico «Trenobus delle Dolomiti». Esso prevede che nei giorni festivi dal 26 luglio al 6 settembre si effettui un treno da Venezia Santa Lucia a Calalzo via Conegliano-Vittorio con 120 posti a sedere e possibilità di trasportare fino a 32 biciclette alla volta. Il treno partirà dalla stazione lagunare alle 7.50 e fermerà a Mestre, Mogliano, Treviso, Conegliano, Vittorio Veneto, Santa Croce del Lago, Stazione per l’Alpago, Ponte nelle Alpi e Longarone e arriverà a Calalzo alle 10.25. Qui ci sarà un mezzo della Dolomitibus per Cortina attrezzato per il trasporto delle due ruote. Da Calalzo il treno compirà il percorso inverso con partenza alle 17.15 negli stessi giorni e con fermate nelle stesse stazioni.

Da tempo i comitati dei pendolari, dopo il cambio di treno obbligatorio a Conegliano introdotto dall’orario cadenzato, chiedono almeno una corsa diretta montagna-laguna nei giorni lavorativi. Per ora è arrivata solo quella festiva ed estiva.

«Nulla osta all’istituzione del treno diretto da Venezia a Calalzo nei festivi d’estate. È una novità che può incentivare la mobilità turistica, in particolare da sud verso nord. Potrebbe essere ripetuta anche in inverno, non tanto per il trasporto delle bici quanto per raggiungere le località sciistiche» commenta il vittoriese Diego Tiozzo, portavoce del comitato “Il treno dei desideri”, che aggiunge: «Confermiamo, insieme ai pendolari del bellunese, la richiesta di una corsa diretta dalla montagna alla pianura almeno nell’ora di punta del mattino».

Tiozzo non rinuncia a una chiosa velenosa: «L’arrivo della corsa diretta domenicale dimostra che forse l’orario cadenzato non è così intoccabile come in altre occasioni si cerca di sostenere».

Il “Treno dei desideri” si dice deluso per quanto (non) fatto da Comune e Mom per potenziare i collegamenti serali tra Conegliano e Vittorio: «Ci aspettavamo davvero di più. La sospensione dei collegamenti serali in questa parte della provincia e nel bellunese hanno leso pesantemente il diritto alla mobilità dei cittadini».

Luca Anzanello

 

Gazzettino – Vittorio Veneto. Pedaggio gratis: A27 dice no.

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25

apr

2015

VIABILITA’ – L’unica possibilità: il Comune dovrebbe pagare al posto degli automobilisti

Il sindaco incontra Autostrade: nessuno spiraglio per liberalizzare il tratto tra i 2 caselli

Autostrada senza pedaggio solo se il Comune o un altro ente copriranno il mancato incasso. Pare debba rimanere un sogno la possibilità che i vittoriesi possano viaggiare gratis nel tratto compreso tra il casello Vittorio Veneto nord e quello sud dell’A27.

È quanto emerso al termine dell’incontro di giovedì tra il sindaco Roberto Tonon e il direttore del IX tronco di Società Autostrade per l’Italia, Alessandro Melegari. Tonon si è recato a Tavagnacco (Udine) per affrontare la possibilità di liberalizzare il tratto dell’A27 vittoriese, dunque fare in modo che le auto in transito di alcune categorie di utenti non paghino il pedaggio e utilizzino l’A27 quale tangenziale. Liberalizzazione che oggi è praticata nel tratto tra Dolo e Mirano, e in altri casi in Italia.

«La Società Autostrade non ha lasciato aperto alcun spiraglio per una qualche forma di liberalizzazione del nostro tratto, a meno che il Comune o altro soggetto non paghi l’intero mancato incasso» fa sapere Tonon.

«Chiaro che la liberalizzazione non ce la possono regalare – afferma l’assessore Alessandro Mognol, da sempre sostenitore dell’apertura del tratto autostradale quale alternativa al traforo Anas – All’epoca l’assessore Bruno Fasan aveva parlato di circa 60 mila euro all’anno quale somma da versare a Società Autostrade: credo che sia una cifra che l’amministrazione vittoriese, magari sentendo anche l’interesse dei comuni vicini, possa permettersi, almeno per avviare una sperimentazione. Senza contare – chiude – che con i soldi del traforo potrebbe rimanere aperta per oltre 900 anni».

Il tono della nota inviata ieri dal municipio però non lascia margini di trattativa tra le parti.

«Nel rispetto del programma di mandato dell’amministrazione – evidenzia Tonon – abbiamo voluto approfondire con Società Autostrade l’ipotesi di utilizzo del tratto tra i caselli nord e sud con funzioni di attraversamento della città, a seguito del dibattito in corso. E a scanso di equivoci – conclude – l’incontro non aveva nulla a che vedere con la questione del traforo, i cui lavori procedono, e per la quale si stanno studiando le migliorie».

Claudia Borsoi

 

CONEGLIANO – (f.f.) È appena arrivato ma fa già sua una battaglia che infiamma in questo periodo soprattutto il Vittoriese, ma che ha le implicazioni anche sulla viabilità di tutta la sinistra Piave, al punto da richiedere un confronto pubblico tra i prossimi candidati alla guida della Regione, Zaia e Moretti in prima battuta. Così Nicola Atalmi, nuovo coordinatore della Cgil di Conegliano si insinua nel dibattito aperto sulla liberalizzazione della A27 che arriva dal Comune di Vittorio Veneto. «Il problema delle infrastrutture e del traffico nei territori della Sinistra Piave – dice – possano essere affrontate in modo nuovo e coraggioso e pensiamo che proprio la scadenza elettorale delle imminenti regionali possa essere il momento per chiedere impegni chiari e precisi con il territorio».

Il dato certo che mette sul tavolo è sintomatico: sull’autostrada A27 l’attraversamento del Piave, a 3 corsie, conta meno di 20.000 veicoli al giorno mentre sulla statale 13 Pontebbana attraversano il Piave sul Ponte della Priula, poco lontano, oltre 75.000 veicoli al giorno.

Per il coordinatore un evidente sottoutilizzo della autostrada che può essere affrontato in vari modi: «Si possono aumentare i caselli e le bretelle di collegamento, favorendo l’utilizzo della struttura con i conseguenti investimenti o anche favorendo l’utilizzo della autostrada attraverso una liberalizzazione che la renda più conveniente. Ora l’unica cosa che la politica, in particolare quella regionale, non può fare è continuare a non decidere. Su questi temi ci piacerebbe portare al confronto i candidati Zaia e Moretti assieme ai cittadini e le parti sociali per affrontare concretamente il tema dell’idea di sviluppo sostenibile dei nostri territori».

 

VITTORIO VENETO – Una mail all’assessore: «Quel treno ci aspetti»

Treno per andare al lavoro soppresso, treno per tornare a casa idem. E i pendolari spazientiti scrivono “in diretta” all’assessore regionale chiedendole (vanamente) di bloccare il treno. Giornata nera quella di mercoledì per chi ha dovuto utilizzare le ferrovie Udine-Venezia e Belluno-Conegliano. Sulla tratta principale un problema tecnico nel capoluogo friulano ha innescato una serie di ritardi tra i treni del primo mattino, che hanno toccato punte di un’ora come nel caso del regionale 2807, uno dei più utilizzati dai pendolari che già in precedenza avevano dovuto registrare la cancellazione (tra Conegliano e Treviso) del convoglio 2853, il primo utile per chi arriva dal bellunese e dal vittoriese ed è diretto a Treviso o Venezia.

Qualche problema ha riguardato anche la linea che unisce montagna e pianura: in tarda mattinata il 5635 Belluno-Treviso è rimasto fermo con il motore acceso per 20 minuti in stazione a Vittorio. A metà giornata i guai non erano ancora finiti: il treno delle 17.31 per Sacile è stato cancellato. Ai pendolari diretti a Vittorio e Belluno hanno dovuto prendere il convoglio successivo per Conegliano, in partenza da Venenzia alle 17.45, per l’occasione con un quarto d’ora di ritardo. Tra la cancellazione e la partenza posticipata del treno successivo i pendolari, alcuni dei quali aderenti al comitato “Il treno dei desideri”, erano certi – come poi è avvenuto – di perdere la coincidenza per Vittorio e di dovere attendere quasi un’ora a Conegliano. Durante il viaggio hanno scritto un’e-mail alla Regione e per conoscenza all’assessore ai trasporti Elena Donazzan: «Non ci viene garantito che il treno delle 18.41 Conegliano-Belluno ci aspetti e pertanto dovremo usufruire di quello successivo, alle 19.41! Le sembra accettabile che il convoglio più utilizzato da chi studia e lavora a Venezia non sia per nulla garantito? Le chiediamo di chiamare con urgenza Trenitalia chiedendo di fare aspettare il treno delle 18.41 per Belluno sul quale contavamo di salire per rincasare dopo una giornata di lavoro».

Che ha invece riservato una lunga attesa a Conegliano. E ieri Trenitalia si è scusata con l’assessore Donazzan e con gli utenti, spiegando che il disservizio è stato causato da un fattore molto umano, un’indisposizione del capotreno legata a una svista organizzativa. E precisa che non accadrà più: in futuro per analoghe situazioni verrà assicurato il servizio di bus sostitutivo.

Luca Anzanello

 

TRASPORTI – I primi cittadini siglano il patto in treno. Chiesto l’impegno alle Ferrovie dello Stato

I sindaci Tonon e Zambon: «Servizio più veloce tra Conegliano e Vittorio già nel 2015»

I sindaci salgono sul treno diesel che collega le loro città ed esprimono un desiderio: «Un giorno viaggeremo su convogli elettrici». Mattinata di San Silvestro sulla linea Vittorio-Conegliano per i sindaci Roberto Tonon e Floriano Zambon, amici di vecchia data, che hanno viaggiato su due «Minuetti» in servizio sulla tratta Conegliano-Belluno andando dalla città del Cima a quella della Vittoria e viceversa.

Che i passeggeri sulla tratta siano in aumento non è un mistero: l’amministrazione vittoriese in particolare lo ha sottolineato a più riprese a fine anno, con dati eclatanti per la fermata di Soffratta: +50% nel 2014 rispetto all’anno precedente.

E proprio dai dati positivi sull’affluenza a bordo treno (ma il trend è positivo anche per il bus dei colli a conferma di quanto serva un efficiente trasporto pubblico tra le due città) Tonon e Zambon, che di potenziare la ferrovia avevano già discusso in estate, fanno partire il loro nuovo impegno: «Abbiamo verificato la fattibilità della proposta alle Ferrovie dello Stato per elettrificare la tratta, almeno tra le nostre città. Una novità che consentirebbe di avere benefìci in termini di salvaguardia della linea stessa e di intensificazione della frequenza dei treni: risparmi, maggiore velocità e vantaggi. Il progetto potrebbe prendere il via già nel 2015».

«Da un lato – proseguono i due sindaci, nati a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro – abbiamo riscontrato come il servizio ferroviario presenti fasce orarie del tutto sguarnite, che grazie all’elettrificazione potrebbero essere coperte. Si pensi ad esempio alla fascia centrale mattutina. Dall’altro, grazie al potenziamento tecnologico, la linea troverebbe un rilancio in termini di efficienza e rapidità, con la conseguente salvaguardia di un servizio fondamentale per l’Alta Marca e la provincia montana».

Da anni anche i pendolari vittoriesi, organizzati in comitati, spingono per potenziare la tratta. In sintesi, l’obiettivo dei due sindaci è avere più treni, meno pendolarismo su gomma e quindi meno traffico. Per viaggiare in ferrovia, però, servono pure biglietterie efficienti. E anche a San Silvestro l’unica erogatrice automatica presente nella principale stazione vittoriese forniva informazioni ma non titoli di viaggio.

Luca Anzanello

 

LA SCHEDA – Si potrà viaggiare con meno costi e abbattimento della manutenzione

CONEGLIANO – Il sistema di alimentazione a 25kV è il più utilizzato in Europa per le linee veloci ad elevata capacità di traffico. Consente di disporre della potenza necessaria a far viaggiare convogli frequenti e veloci in modo economicamente più vantaggioso rispetto ai 3kV. E contemporaneamente evita l’impiego all’interno delle sottostazioni elettriche ferroviarie di apparecchiature di conversione da corrente alternata a continua e permette potenziamenti futuri.

 

OK DALLA COMMISSIONE

VITTORIO VENETO – L’amministrazione Tonon apre alla liberalizzazione dell’A27 nel tratto Vittorio Veneto Nord-Sud. Martedì la IV Commissione consiliare «Territorio» si è espressa all’unisono, sebbene qualcuno non abbia nascosto il suo scetticismo, sulla volontà di intavolare un dialogo con Società Autostrade per capire la fattibilità dell’iniziativa, votata all’unanimità dal consiglio comunale nel 2010, ma mai andata in porto.

«Come prima cosa – spiega Alessandro Turchetto, assessore alla mobilità – abbiamo concordato che vanno chiesti i dati di traffico dei due caselli per fare un’analisi, capire quante auto entrano ed escano, quante percorrono il tratto da uno all’altro casello e dove le altre auto sono dirette. Così avremo una visione generale sull’utilizzo di questo tratto autostradale».

Per l’amministrazione l’ipotesi di liberalizzare il tratto dell’A27 vittoriese è «valida». «Passo successivo – entra nel merito il consigliere Alessandro De Bastiani, presidente della commissione – sarà verificare come negli altri tratti autostradali liberalizzati viene governata questa soluzione, prendendo ad esempio il tratto Mestre-Dolo e cercheremo anche l’appoggio in Provincia e in Regione. Dopodiché andremo a parlare con Società Autostrade», incontro che potrebbe tenersi a breve. Altre questioni da analizzare saranno costi e impatto di questa soluzione, possibilità per percorrere da nord a sud la città da tempo sostenuta da più fronti, anche come alternativa al traforo.

(c.b.)

 

Gazzettino – Crescono i passeggeri “Ma mancano i treni”

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8

nov

2014

VITTORIO VENETO – Vertice a Venezia tra Regione, Trenitalia, amministratori e pendolari

DISAGI – La carenza di strutture penalizza gli utenti che utilizzano il treno

Gli utenti della ferrovia vittoriese crescono ma la stazione del centro, che serve 70mila residenti sparsi in 11 Comuni, non ha sottopassi né pensiline, è poco illuminata e l’unica biglietteria automatica a volte non basta. È la situazione che il vicesindaco Alessandro Turchetto ha illustrato, ieri, a Venezia nell’incontro tecnico svolto in Regione tra amministratori delle linee per Belluno e Sacile, dirigenti regionali e di Trenitalia e comitati dei pendolari. Turchetto ha ascoltato con piacere il dato che vede i viaggiatori della Conegliano – Belluno in aumento rispetto all’anno scorso, ma ha ricordato le carenze della linea sul piano gestionale e infrastrutturale. Il braccio destro del sindaco Tonon ha ribadito che «la nostra intenzione è andare verso la massima integrazione tra rotaia e gomma, un progetto che i dirigenti regionali hanno condiviso».

Il nervo scoperto, oltre alla fragilità della tratta in caso di eventi atmosferici importanti (i treni hanno ripreso a circolare ieri una volta rimossa la frana sui binari all’altezza di Negrisiola) è l’orario cadenzato avversato da molti pendolari, sul quale Turchetto ha precisato di «non avere preconcetti. Si avverte però la carenza di collegamenti diretti con Venezia e Treviso, in particolare al rientro in orario serale».

Al tavolo veneziano c’erano anche i pendolari. Il vittoriese Diego Tiozzo del comitato “Il treno dei desideri” definisce «cruciale» il percorso che dovrà portare «a una vera integrazione ferro – gomma evitando che ci siano bus che corrono parallelamente a un treno magari con gli stessi orari. Qualsiasi rimodulazione del servizio ferroviario non dovrà portare ulteriori riduzioni. Il livello attuale può essere solo potenziato e migliorato».

 

«Basta con il massacro dei pendolari, Zaia ci riceva». Hanno lasciato il segno, negli utenti delle linee ferroviarie che gravitano su Conegliano, i pesanti disagi di venerdì 3, lunedì 6 e anche lunedì 13 ottobre, con cancellazioni, ritardi e casi di sovraffollamento per motivi vari. Stanco dell’immobilismo sul tema dei trasporti, il tavolo di coordinamento dei pendolari veneti, di cui fa parte anche il gruppo vittoriese «Treno dei desideri», ha consegnato una richiesta di incontro urgente al governatore del Veneto Luca Zaia. Obiettivo dei pendolari: capire quali modifiche la Regione sia disposta a inserire nell’orario ferroviario 2015 che scatterà tra due mesi. «È passato quasi un anno dall’arrivo dell’orario cadenzato in Veneto – si legge nella missiva dei comitati – sia prima sia dopo, le associazioni degli utenti del treno hanno presentato alla Regione richieste di modifica o integrazione, come illustrato anche ai dirigenti regionali negli incontri estivi con gli amministratori locali del veneziano, trevigiano e bellunese. Tuttavia, i problemi che affliggono le linee venete permangono irrisolti. Queste mancanze creano disagio a migliaia di persone. Vorremmo evidenziare come le modifiche o integrazioni da noi proposte potrebbero risolvere almeno alcune delle macroscopiche disfunzionalità dell’attuale sistema di trasporto ferroviario regionale».
Per dimostrare che il problema è reale il comitato, con l’aiuto della comunità di Trenitardo, ha scoperto che dall’1 al 13 ottobre tra Venezia e Belluno sono stati cancellati almeno 5 treni; altri 15 hanno registrato ritardi tra i 10 e i 40 minuti mentre 32 hanno viaggiato con ritardi tra 6 e 9 minuti: pochi, ma in alcuni casi sufficienti a perdere la coincidenza. «Escludendo le cancellazioni – fa due conti il Treno dei desideri – si tratta di complessivi 508 minuti di soli ritardi (quasi 8 ore e mezza) su soli 12 giorni di rilevazioni, non tutti monitorati. Sono valori significativi e importanti che confermano il continuo peggioramento della qualità del servizio». Anche il gruppo Trenibelluno.it è da tempo impegnato nel monitoraggio della Conegliano – Vittorio – Belluno.

 

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