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CHIOGGIA – Il comitato promotore di una legge regionale per un “Intervento decennale speciale a favore di Chioggia” torna a chiedere che sia presentato pubblicamente lo studio di fattibilità sulla nuova ferrovia da Chioggia verso Venezia e Padova, saltato nella scorsa primavera per il veto posto dall’assessore Chisso.

«Ora che Chisso è fuori dalla scena politica», spiega l’avvocato Giuseppe Boscolo, presidente del Comitato, «ci attendiamo che il presidente del Veneto Luca Zaia ci permetta di conoscere questo studio di fattibilità di cui è stata incaricata dalla Regione la società Net Engeneering di Monselice. La città ha il diritto di essere informata per poi assumere valutazioni consapevoli sul tema fondamentale della rottura dell’isolamento, anche con riguardo agli interrogativi posti sui collegamenti con l’autostrada Orte-Mestre e sulla sicurezza della Romea».

Ad aprile il comitato aveva già raccolto 700 firme, superando la soglia minima di 500 prevista dallo Statuto comunale per una delibera di iniziativa popolare. Il comitato si riunirà per decidere le prossime mosse giovedì 6 novembre, alle 18.30 nella sede del consorzio ConChioggiaSì in via Cassiopea.

(e.b.a.)

 

QUARTO D’ALTINO «Il perdurare dei disservizi è oramai intollerabile». Il sindaco Silvia Conte elenca aspettative e richieste alla Regione che verranno presentate all’incontro sull’orario cadenzato in programma oggi a palazzo Linetti. «Confidiamo», spiega, «in un confronto concreto tra tutte le parti interessate, amministrazioni pubbliche, rappresentanti dei pendolari e Trenitalia S.p.A., affinché possano essere valutate possibili soluzioni alle problematiche del trasporto pubblico locale. Risulta ormai intollerabile il perdurare di disservizi nei collegamenti ferroviari quali guasti, soppressione di corse, ritardi o addirittura anticipi sull’orario, problemi vissuti quotidianamente da coloro che si avvalgono del trasporto pubblico per i loro spostamenti e che disincentivano l’uso del mezzo publico». E ancora: «Il trasporto ferroviario non è competenza dei Comuni, ma come rappresentanti della comunità continueremo a pungolare la Regione affinché si impegni a favore della pianificazione di un sistema di trasporto pubblico più efficiente, efficace ed integrato. Vista la recente delega all’assessore Elena Donazzan della materia dei trasporti, auspichiamo possa essere accolta la richiesta della presenza di un interlocutore politico al tavolo programmato». Conclude il sindaco di Quarto d’Altino: «Tra le richieste che sindaci e rappresentati dei pendolari avanzeranno, c’è la disponibilità dei dati delle frequentazioni prima e dopo l’entrata in vigore del nuovo orario e riscontro alla proposta di orario ferroviario trasmessa all’attenzione dell’allora assessore alla Mobilità ed alle Infrastrutture in data 6 agosto 2013 come base per avviare una verifica di modelli di esercizio alternativi e più efficienti».

(m.a.)

 

Gazzettino – Treni. Orario cadenzato, sindaci in Regione.

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31

ott

2014

TRASPORTI – Incontro con Trenitalia sui problemi della tratta Venezia-Portogruaro

Orario cadenzato, si torna a trattare. Riparte oggi a palazzo Linetti il tavolo tecnico sull’orario ferroviario con l’incontro tra Regione, Trenitalia e gli amministratori dei Comuni serviti dalla tratta Venezia-Portogruaro. A quasi un anno dall’avvio del nuovo sistema cadenzato, si torna quindi ad affrontare le «problematiche» segnalate giorno dopo giorno dai comitati dei pendolari. I sindaci chiederanno ancora una volta la pubblicazione dei dati sulle frequentazioni delle corse sulla tratta prima e dopo l’entrata in vigore del nuovo orario, porteranno l’elenco dei disservizi, con le cancellazioni e i ritardi e le proposte dei comitati, anche in vista della gara per l’affidamento del trasporto pubblico locale per i prossimi anni.

Con molta probabilità chiederanno risposte sul problema dei «buchi» in alcuni orari, che non rendono realmente cadenzato il servizio, e sui tagli delle corse nei fine settimana e nei mesi estivi. «Siamo fiduciosi che l’incontro fissato in Regione – spiega la sindaca di Quarto d’Altino, Silvia Conte – possa dar luogo ad un confronto concreto tra tutte le parti interessate, affinché possano essere valutate possibili soluzioni alle problematiche del trasporto pubblico locale. Risulta ormai intollerabile il perdurare di disservizi nei collegamenti ferroviari quali guasti, soppressione di corse, ritardi o addirittura anticipi sull’orario, problemi vissuti quotidianamente da coloro che si avvalgono del trasporto pubblico per i loro spostamenti e che disincentivano altri ad abbandonare l’auto per orientarsi verso una tipologia di trasporto più sostenibile ma ancora troppo inefficiente. Vista la recente delega all’assessora Elena Donazzan della materia dei trasporti, programmazione dei trasporti, trasporto pubblico locale, navigazione interna e portuale, auspichiamo possa essere accolta la richiesta della presenza di un interlocutore politico al tavolo». Il Comune di Quarto presenterà anche i risultati di un’indagine sull’orario cadenzato condotta sul proprio territorio.

(m.fus.)

 

Trasporti

TRENI SOPPRESSI DISAGI AI PENDOLARI

Offrire un servizio a pagamento dovrebbe significare prendere un impegno, non solo perché si è pagati, ma anche perché una moltitudine di altre persone fanno riferimento – dietro pagamento di biglietto/abbonamento od eventuale multa per mancanza di biglietto – per organizzare i propri spostamenti, soprattutto per motivi di lavoro. Questa mattina (30 ottobre) mi reco alla stazione di Maerne per prendere il treno delle 9.08 diretto a Venezia SL, ma..treno soppresso. Come, anche oggi?! Pomeriggio dello stesso giorno, stazione di Venezia SL ore 16.56 treno per Bassano del Grappa soppresso. Ce l’hanno con me? Salgo sul primo treno disponibile per prendere la navetta delle 17.22 a Mestre: treno per Ferrara delle 16.48, poi annunciato in partenza con 15′ di ritardo. Alle 17.10 ancora immobile, senza alcuna spiegazione, sul binario. Addio navetta. Partenza direzione casa con treno per Castelfranco V.to alle 17.26, ossia un’ora dopo. Spero sia l’ultima volta che accade, poiché non è la prima. Gli inutili annunci sul divieto di aprire le porte in corsa, come se non fossero bloccate, si susseguono assieme ad altrettanto inutili annunci in cui Trenitalia si scusa per il disagio. Si scusa nel senso che si autoassolve?

Donatella Vechiet – Martellago

 

QUARTO D’ALTINO – È stato fissato domani alle 9.30 in Regione (palazzo Linetti), l’incontro dei sindaci della linea Mestre-Portogruaro, per discutere dei problemi legati all’orario cadenzato. La convocazione è stata spedita a tutti i primi cittadini, tra cui il sindaco di Quarto, Silvia Conte, che in queste settimane e mesi ha pressato il presidente regionale Luca Zaia, per poter discutere i problemi sollevati dai pendolari. All’incontro infatti saranno presenti i sindaci, che hanno esteso l’invito anche ad una rappresentanza dei pendolari. La speranza è che non sia solo un incontro tecnico, ma sia presente anche un interlocutore politico, data l’importanza della materia. «Abbiamo scritto alla Regione», dice il sindaco Conte, «proprio in questo senso e contiamo che partecipi l’assessore regionale Donazzan, visto che ha ricevuto da Zaia la delega ai Trasporti. Le osservazioni da noi avanzate finora sono fattibili, quello che è mancato è stata la volontà politica di metterle in atto, politica che deve farsi carico di priorità e scelte. Spero ci sia una forte discontinuità rispetto a quanto fatto finora dalla giunta Zaia con l’assessore Chisso, ma temo che il cambiamento sia rinviato a dopo le elezioni».

(m.a.)

 

Il consorzio d’imprese chiede i danni a Dal Ben e Mantoan per il blocco del project da 738 milioni voluto da Galan. Duro Zaia: tentano d’intimidire i funzionari onesti

VENEZIA – Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E non risparmiano colpi proibiti. La tempestosa disgregazione del sistema di potere galaniano sprigiona cause milionarie contro l’amministrazione regionale di Luca Zaia, rea (così almeno si evince dalle intercettazioni giudiziarie dello scandalo Mose) di aver segnato una discontinuità nella gestione dei grandi appalti. Succede allora che il Consorzio d’imprese Ptc candidato a realizzare il Centro di terapia protonica a Mestre – e costituito dalle società Medipass, Gemmo, Condotte nonché dalla multinazionale statunitense Varian – dopo aver citato in tribunale l’Ulss Veneziana per l’abbandono del progetto, quantificando in un centinaio di milioni i mancati utili, alzi il tiro e chieda i danni direttamente ai manager della sanità veneta: l’attuale dg dell’Unità sanitaria 12 Giuseppe Dal Ben e il suo diretto superiore Domenico Mantoan, direttore generale dell’area sanità-sociale della Regione. L’addebito? Essersi opposti, con successo, alla costruzione del Centro protonico, fino alla revoca del contratto – 159,575 milioni anticipati dai privati e rimborsati dall’Ulss con 738 milioni spalmati in 19 anni – sottoscritto da Antonio Padoan (il predecessore di Dal Ben) il 29 luglio 2011. Quest’ultimo, uomo di fiducia di Giancarlo Galan, si è battuto con tenacia in favore dell’opera né il suo atteggiamento è cambiato a fronte dei rilievi della Corte dei Conti (che giudicava troppo oneroso il project financing stipulato) e dall’altolà della nuova giunta zaiana che, attraverso un delibera, escludeva il fatidico Centro dalla programmazione sanitaria regionale, giudicandolo eccessivamente gravoso per un’Ulss già indebitatissima e priva di un bacino potenziale di pazienti sufficiente ad ammortizzare la spesa, perché il “bombardamento” di fasci protonici (utilizzato nella terapia cura di alcune tipologie di tumore cerebrale e alla prostata) è già praticato negli ospedali di Pavia e a Trento, disponibili ad accogliere i malati veneti in regime di convenzione, garantendo così l’erogazione del servizio. Qual è allora la “colpa” di Dal Ben? L’aver adempiuto alle direttive della Regione, annullando il pingue contratto. Scontata l’irritazione del Consorzio – rappresentato dallo studio legale Guarino di Roma – e comprensibile, almeno entro certi termini, la sua richiesta di risarcimento per le spese sostenute invano, tanto più che in precedenza l’autorità regionale aveva dato il via libera all’iter con la benedizione del ministero della Salute; meno chiaro il motivo che ha determinato il nuovo ricorso al Tar (esteso allo Iov) e il j’accuse nei confronti dei manager. Una chiave di lettura la propone il governatore Zaia: «È un tentativo di intimidire i nostri funzionari onesti che, nella sanità e in molti altri ambiti, a cominciare dai lavori pubblici, ci hanno aiutato a voltare pagina rispetto a un passato che ora ben conosciamo. Lo definirei il colpo di coda del dinosauro, destinato a scarsa fortuna però: sia ben chiaro tutti, noi non abbandoneremo mai le persone perbene che operano nell’interesse esclusivo dei veneti». Laconico il commento di Mantoan: «Io lavoro al servizio della sanità pubblica nel rispetto delle regole. Se qualcuno pensa di spaventarmi facendo la voce grossa, si sbaglia»

Filippo Tosatto

 

Cgil all’attacco: I magistrati vadano fino in fondo

Tutti gli appalti in Veneto dello scandalo Gesconet

VENEZIA – Ilario Simonaggio, segretario regionale della Cgil trasporti, torna sul caso Gesconet, dopo l’inchiesta con gli arresti, i 62 indagati in tutt’Italia e sequestri per oltre 100 milioni di euro: l’accusa è di evasione fiscale. «Abbiamo piena fiducia nel lavoro della magistratura e chiediamo una legge che riporti la legalità nel settore per eliminare alla radice la concorrenza sleale. Stop alle cooperative false», dice Simonaggio. Il Consorzio Gesconet, specializzato in appalti di pulizia, trasloco, facchinaggio, capitanato da Pierino Trulli e Maurizio Lagada opera soprattutto in Lazio , Piemonte e Veneto. «Il gruppo si affaccia nel 2001, poco dopo l’approvazione della legge sul socio lavoratore (L. 142/2001), con una politica aggressiva sul piano tariffario, con sconti e promozioni. Il primo ufficio Gesconet apre a Ponte di Brenta(Padova) e successivamente a Verona e Conegliano. Presenze sono rintracciabili in tutte le 7 province venete. Tutto il lavoro amministrativo è gestito a Roma dallo studio Alkos di Anna Barbati e il caso più rilevante riguarda la Tnt di Limena nel 2007, con un’ aspra lotta sindacale assurta agli onori della cronaca per un paio di mesi, a causa della violazioni contrattuali e di legge. Gli impianti maggiori,   affidati a Gesconet  sono Tnt di Vicenza e Ceva Logistics a Padova con 50 lavoratori. La società ha rilevato ad aprile 2014 l’appalto Partesa Spa con altre società cooperative e gestisce più cantieri in Veneto. A Padova, fino all’anno scorso, sempre per conto di Ceva Spa, Gesconet gestiva trasporti con circa 25 lavoratori, alla Mins azienda padovana di costruzione macchine per caffè e alla Gefco, che gestisce tutti i ricambi per la Citroen, e infine alla Yussen Logistic di Padova. A  Vicenza  Gesconet è presente in sede Tnt dove ha in appalto il facchinaggio.  A Verona gestiva la sede locale della Bartolini Spa, a Venezia ha lavorato per conto di Ceva in Aprilia e Honda. A Treviso la Gesconet  opera tramite la Santa Cristina Società Cooperativa con sede a Firenze  con un centinaio di soci lavoratori nel sito Bartolini Casale. Infine a Belluno Gesconet  è  presente di recente e con pochi soci lavoratori per singolo cantiere.

 

Grandi opere

JESOLO – Stop all’Autostrada del Mare. Un appello al governatore Zaia perchè sia bloccata la gara per l’aggiudicazione della superstrada a pagamento “Via del Mare”. La deputata del Movimento 5 Stelle Arianna Spessotto si è mossa prima dell’imminente nomina dei componenti della commissione di gara che valuterà l’offerta in project financing di Adria Infrastrutture. Spessotto spiega che «Tutti i Comuni direttamente attraversati dalla nuova superstrada, eccetto Jesolo, hanno espresso la loro contrarietà alla realizzazione della nuova arteria a pagamento e hanno chiesto espressamente a Zaia di rivedere il progetto. Quanto emerso dalle indagini sul Mose a proposito della società Adria Infrastrutture, citata dal gip di Venezia come esempio di “sistema corruttivo diffuso e ramificato”, indagini che hanno portato all’arresto, tra gli altri, dell’amministratore della società Claudia Minutillo, dovrebbero farci riflettere sull’esigenza di procedere con una verifica immediata di legalità delle condizioni di aggiudicazione della gara. Il Ministero dell’Economia non ha ancora rilasciato il nulla osta per la verifica sugli effetti di finanza pubblica della delibera, necessaria per il controllo preventivo di legittimità della Corte dei Conti».

(g.ca.)

 

Gazzettino – “Stop alla gara per la Via del mare”

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30

ott

2014

GRANDI OPERE – Il Movimento 5 Stelle lancia un appello a Luca Zaia

ARIANNA SPESSOTTO «Inaccettabile l’offerta di Adria Infrastrutture»

CONTRARI «Tutti i Comuni sono contrari a quest’ opera» ricorda Arianna Spessotto

MEOLO – «Fermare l’iter del bando di gara della “Via del mare”».
Arianna Spessotto, parlamentare e portavoce veneta del Movimento 5 Stelle, torna a lanciare un appello al governatore della Regione Veneto Luca Zaia per fermare la gara per l’aggiudicazione della superstrada a pagamento “Via del mare”, dopo la notizia dell’imminente nomina dei componenti della commissione di gara che valuterà l’offerta in project financing di Adria Infrastrutture.

«Ricordo al Governatore Zaia che tutti i Comuni veneti direttamente attraversati dalla nuova superstrada, ad eccezione di Jesolo, hanno espresso la loro contrarietà alla realizzazione di una nuova arteria a pagamento e hanno chiesto espressamente di rivedere il progetto – afferma Arianna Spessotto -. Quanto emerso dalle indagini sul Mose a proposito della società Adria Infrastrutture, citata dal Gip di Venezia come esempio di “sistema corruttivo diffuso e ramificato” con l’arresto, tra gli altri, dell’amministratore della società Claudia Minutillo, dovrebbero farci riflettere sull’esigenza di procedere con una verifica immediata di legalità delle condizioni di aggiudicazione della gara».

La portavoce dei 5 Stelle sottolinea poi come, “ad oltre sei mesi dall’espressione del parere da parte del Cipe sullo schema di delibera relativa alla “Via del mare”, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non abbia ancora rilasciato il proprio nulla osta per la verifica sugli effetti di finanza pubblica della medesima delibera, necessaria per il controllo preventivo di legittimità della Corte dei Conti”. «Questa situazione di stallo – conclude Spessotto – giustifica ancor di più la richiesta di sospendere la procedura di gara avviata dalla Regione: non possiamo continuare a far finta di niente, ignorando deliberatamente il sistema corruttivo alla base dell’aggiudicazione degli appalti in Veneto, di cui era parte integrante Adria infrastrutture».

 

L’ATTACCO DI PIGOZZO (PD)

MEOLO «Perché Zaia non ha bloccato la gara? Cosa c’è sotto?». Il consigliere regionale del Pd, Bruno Pigozzo, torna a sollevare la questione della Via del Mare Meolo-Jesolo, per la cui realizzazione è tuttora in corso l’iter burocratico. «Gli scandali, l’arresto del suo assessore alle infrastrutture, i sindaci che invocano uno stop, le inchieste come quella di Report che rendono visibile a tutta l’Italia la necessità che sugli appalti in Veneto ci sia un rigoroso giro di vite: non so cosa debba accadere ancora per convincere Zaia e la giunta a sospendere la gara per la costruzione e la gestione della Via del Mare», attacca Pigozzo, «è dall’agosto scorso che rimane senza risposta una mia interrogazione rivolta al presidente Zaia nella quale chiedo di bloccare le procedure di assegnazione dell’opera. Anche nel giugno scorso ho fatto un secondo richiamo. Ma, analogamente alla lettera inviata dai sindaci del territorio interessato, da parte della Regione è chiaro che si va avanti per forza di inerzia». «Zaia non fa nulla per rendere trasparenti le cose», conclude il consigliere regionale Pd, «il presidente continua a fare finta di nulla».

(g.mon.)

 

MEOLO – Via del Mare: «Perché il Governatore Zaia non ha bloccato la gara? Cosa c’è sotto?» A chiederlo è il consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo all’indomani della Conferenza dei servizi per le opere complementari al casello autostradale, in cui i referenti della Regione hanno informato che la commissione incaricata sta valutando i project financing presentati, per decidere sul progetto di superstrada a pedaggio Meolo-Jesolo.

Gli scandali, le inchieste, l’arresto dell’assessore alle infrastrutture Chisso, i sindaci che chiedono di non realizzare la superstrada: «Non so cosa debba ancora accadere per convincere Zaia e la Giunta regionale a sospendere la gara per la costruzione e la gestione della Via del mare» esclama Pigozzo.

Già nell’agosto 2013, in un’interrogazione, il consigliere regionale del Pd aveva chiesto a Zaia di bloccare le procedure di assegnazione dell’opera, e l’aveva ribadito anche nel giugno scorso, senza ottenere alcuna risposta. «Zaia non fa nulla per rendere trasparenti le cose, visto che attorno a questa superstrada continuano ad essere presenti quelle ditte sulle quali continuano a gravare pesanti sospetti di corruzione. Eppure – conclude Pigozzo – il presidente, che ha in mano le deleghe su questa materia, continua a fare finta di nulla».

(E. Fur.)

 

TRASPORTI – Il comitato torna alla carica

TRENO – I pendolari tornano alla carica per chiedere un nuovo collegamento ferroviario per Padova e Venezia

CHIOGGIA – Ferrovia Chioggia – Padova – Venezia, il comitato va all’attacco e chiede una risposta al Governatore Zaia. Dopo una pausa estiva per non interferire con le elezioni di maggio e per attendere gli sviluppi dell’inchiesta Mose, il comitato promotore per la realizzazione di una legge regionale con finanziamento decennale che permetta il collegamento della città clodiense con i due capoluoghi torna a farsi sentire. Giovedì prossimo, alle 18.30 in via Cassiopea 33 (nella sede del Consorzio ConChioggiaSi) i rappresentanti si incontreranno per studiare le prossime mosse.

In particolare si chiederà ancora una volta alla Regione di permettere la presentazione dello studio di fattibilità dell’opera in una seduta pubblica da fare a Chioggia. Lo studio era stato commissionato a una ditta di Monselice dalla Regione stessa ed è pronto già da diverso tempo. L’allora assessore alla mobilità Renato Chisso ha però bloccato tutto.

«Ora Chisso è uscito di scena – afferma il portavoce del comitato promotore, l’avvocato Giuseppe Boscolo – Fu lui a bloccare a marzo la già programmata presentazione pubblica. La competenza sulle Infrastrutture è passata direttamente al presidente Luca Zaia al quale chiediamo di pronunciarsi al riguardo. La città ha infatti diritto di conoscere lo studio di fattibilità sulla nuova ferrovia per poter assumere valutazioni consapevoli sul tema fondamentale della rottura dell’isolamento. Ricordiamo che ad aprile avevamo già raccolto circa 700 firme (con indicazione di indirizzo e documento di identità), superando la soglia minima di 500 sottoscrizioni prevista dallo Statuto comunale per una delibera di iniziativa popolare».

(m.bio.)

 

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