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La Vita del Popolo di Treviso – Tra aratro e betoniera

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

lug

2012

Arrivano i nuovi impenditori agricoli, anche se ogni anno in veneto perdiamo 4.500 ettari

Veneto City a Dolo, Motor City a Verona, il supermacello di Barcon, piani territoriali provinciali scritti, cancellati e riscritti, tutto per aumentare i metri cubi di cemento sul nostro territorio. Ma ce n’è proprio bisogno? Nel Veneto ogni anno perdiamo 4.500 ettari di terreno agricolo, l’Europa fa ancora peggio, meno 250 al giorno. L’Italia per metà è già impermeabilizzata. Così l’Europa deve tirare fuori 38 miliardi all’anno per il dissesto idrogeologico, l’Italia sborsa quasi 2 miliardi di euro l’anno.
Eppure l’agricoltura fa profitto. Nel triennio 2009 – 2011, quello delle crisi finanziaria più nera, l’occupazione in agricoltura nel Veneto è cresciuta, in gran parte a vantaggio di lavoratori immigrati stranieri, ma è comunque cresciuta. Diminuiscono le aziende agricole, tuttavia in tre anni sono arrivati 1.500 nuovi imprenditori agricoli sotto i 40 anni. L’agricoltura vale il 2% del prodotto interno lordo ed è al centro di quel sistema agroalimentare che il mondo ci invidia e che vale ben il 15% del Pil nazionale. Nell’ultimo periodo tutti i prezzi agricoli sono migliorati proprio a favore degli agricoltori. Nel 2011 il valore della produzione agricola veneta è stato di 5 miliardi di euro (+5% rispetto al 2010), raggiungendo i livelli più alti degli ultimi dieci anni.
Tuttavia si preferisce ancora il cemento. In Veneto negli ultimi 50 anni si è passati da 38 milioni di vani a 138 milioni di vani. L’aumento della superficie “impermeabilizzata” negli ultimi dieci anni è stato però accompagnato da una drastica riduzione del Pil (dal 2001 al 2009 -14%). Se il Veneto è tra le prime regioni in Italia per superficie artificializzata è invece al secondo posto per ricchezza prodotta. Un segnale che parla chiaro, sostiene Tiziano Tempesta (Università di Padova): “Un’industrializzazione esagerata che ha sottratto preziosi territori all’agricoltura”. Maglia nera per Treviso che con 1.363 aree produttive ha la maggior densità regionale: 14 aree per Comune contro le 10 della media regionale.
Il vero boom non è stato negli anni ’70, quando non c’erano i piani regolatori, ma nel 2000 quando tutti i Comuni avevano i Prg, dunque una politica che ha consapevolmente puntato all’edificazione. Oggi però la crisi economica impone una revisione.

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