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CAMPOLONGO MAGGIORE – La notizia della condanna di Lino Brentan e della sottoposizione dello stesso all’obbligo di dimora è stata avvertita dalla cittadinanza di Campolongo Maggiore come la favola del “re nudo”: una verità che tutti sapevano ma di cui nessuno, per paura o omertà, aveva avuto il coraggio di dire. Adesso, dopo la sentenza, il tappo si è tolto e i commenti della gente iniziano a sgorgare.         Non ha peli sulla lingua Flaviano Miotto, capogruppo d’opposizione per il centrodentra, che dice: «Adesso la maggioranza consiliare faccia un esame di coscienza. Lino Brentan faceva campagna elettorale assieme al nipote, Mattia Brentan, che oggi è assessore in Comune a Campolongo. Tutti sapevano a Campolongo di come Brentan si comportava di come erano gestiti gli appalti alla società Autostrade. Questa maggioranza consiliare è espressione proprio di Lino Brentan che ha sostenuto direttamente l’attuale squadra dirigente e ha contribuito a portare voti». Il sindaco Alessandro Campalto ha invece appreso la notizia con stupore. «Per come conosco io Brentan – dice Campalto – non mi sarei mai aspettato un epilogo del genere. Va tenuto distinto, però il suo ruolo professionale da quello politico. I fatti per i quali è stato condannato attengono unicamente alla sua sfera personale e lavorativa, e non attengono minimamente alla politica di Campolongo».        

Emanuele Compagno

 

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