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Ordine del giorno per invitare la Provincia a fargli causa

Un’azione civile nei confronti di Lino Brentan, l’ex amministratore delegato della Società autostrade Venenezia-Padova condannato la scorsa settimana a 4 anni di reclusione per il reato di corruzione per presunte “mazzette” richieste ed incassate in relazione all’assegnazione di appalti e consulenze.       La prima commissione Affari istituzionali e generali della Provincia di Venezia ha approvato ieri, con voto bipartisan, un ordine del giorno con cui si invita la presidente Francesca Zaccariotto e la giunta di Ca’ Corner ad incaricare l’avvocatura provinciale per verificare l’opportunità e la possibilità di avviare azioni legali al fine di ottenere il risarcimento degli eventuali danni che l’amministrazione provinciale, in qualità di socio della Autostrade Venezia-Padova, potrebbe aver subito nel periodo di riferimento dei fatti oggetto del processo.       Il documento – intitolato “Dopo la condanna dell’amministratore delegato della Società Autostrade Venezia-Padova, la Provincia intervenga in sede civile” – è stato presentato dai consiglieri provinciali Pietro Bortoluzzi, Gianmarco Corlianò, Emiliano Teso, Claudio Bullo e Andrea Tomei: dopo l’approvazione in commissione dovrà essere discusso e votato in Consiglio.       Tra le motivazioni contenute nella proposta di ordine del giorno viene citato il fatto che, negli anni in cui si sono svolti i fatti finiti sotto accusa, la composizione azionaria della società Autostrade Venezia-Padova contava su una partecipazione da parte della Provincia di Venezia pari al 7,61 per cento delle quote.       Lino Brentan è stato condannato la scorsa settimana a ad una pena particolarmente pesante a conclusione del processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, e dunque usufruendo dello sconto di un terzo della pena. Il pm Stefano Ancilotto gli ha contestato cinque episodi, con pagamenti che sarebbero proseguiti fino al 2011. Le motivazioni della sentenza saranno depositate alla fine dell’estate. Al processo non si è costituito nessuno parte civile contro l’imputato, neppure la Società Autostrade che, pure, ha patito un notevole danno d’immagine a seguito dell’arresto del suo amministratore delegato e alla successiva condanna per fatti relativi alla gestione aziendale.

 

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