Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – Tav, ecco il progetto che costa meno

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

13

ago

2012

IL DOSSIER – Informativa del commissario a Zaia e al ministro Passera: «Ora decida la politica, ma faccia presto»

Mestre-Portogruaro, l’idea di Mainardi: meglio potenziare la linea attuale, poi si vedrà

«Bastano 600 milioni per sistemare la tratta»

Bortolo Mainardi, architetto bellunese, è il commissario straordinario per la linea al alta velocità Venezia-Trieste dal luglio 2011

È stato nominato con il compito di mettere, finalmente, ordine e quindi nero su bianco. Da troppi anni si continua a parlare, in Veneto come nel resto dalla Valle Padana («per la Lione-Torino non c’é ancora il progetto preliminare»), del treno ad alta velocità senza ancora vedere una traversina posata (a parte i trenta chilometri, primi realizzati in Italia, tra Padova e Venezia ma inutili senza punti di partenza definiti). Bortolo Mainardi ha ricevuto l’investitura di commissario straordinario per la nuova linea veloce nella tratta Venezia-Trieste nel luglio del 2011 con tanto di decreto dell’allora governo. Dopo appena un anno l’architetto bellunese è riuscito a riempire venti pagine di considerazioni («un’informativa»), inviate al governatore del Veneto Luca Zaia e al ministro Corrado Passera, dove racconta di aver messo a confronto la miriade di idee lanciate e i progetti presentati, le proposte fatte dal territorio. E indica la soluzione più logica, non in modo evidente («sono un tecnico – dice – non spetta a me, ma alla politica scegliere l’ipotesi migliore») ma chiaramente individuabile scorrendo le comparazioni e le valutazioni economico-finanziarie fatti.             Partendo proprio dalle considerazioni finali (da pagine 13 alla 20 del dossier) è chiaro che Mainardi consiglia alla politica una scelta quasi obbligata: la nuova linea da Mestre a Portogruaro (il tratto veneto, per quello friul-giuliano le procedure sono ancora indietro) dovrà correre parallela all’attuale ferrovia. Motivi: è più corta ed economica (57 chilometri; costo dimezzato) rispetto all’altra ipotesi sul tavolo (il cosiddetto corridoio litoraneo, verso le spiagge: 61,5 chilometri, 43,5 milioni di euro al chilometro); provocherà un impatto ambientale assai meno devastante («l’assessore regionale Chisso, fautore del tracciato litoraneo, dice che si dovranno abbattere 2500 abitazioni, a me risulta non più di 50» ribatte il commissario).                 Ma c’è un punto focale che Mainardi invita la politica a considerare proprio in presenza della crisi economica che stringe l’Europa. Per mancanza di fondi, Spagna e Francia hanno annunciato che rivedranno i loro progetti di alta velocità. Stessa cosa ha già fatto l’Unione Europea che ha ridisegnato la rete continentale delle grandi vie di comunicazione. Un esempio, il famoso Corridoio V, da Barcellona a Kiev, con passaggio per tutta la Pianura Padana, ha cambiato nome (Corridoio Mediterraneo) ed è stato accorciato: da 3200 chilometri a 2200, si ferma a Budapest. Inoltre, la Slovenia ha più volte espresso il disinteresse per un collegamento veloce con l’Italia, preferendo quello con il Nord Europa attraverso il corridoio Baltico-Adriatico: in sostanza la linea che da Ravenna sale a Venezia, raggiunge Udine, punta su Graz dove incontra la dorsale che raggiunge il Baltico (Helsinki). L’Austria, infatti, sta realizzando una serie di trafori funzionali al corridoio.              Dove si troveranno i 18 miliardi necessari per realizzare la linea dal confine con la Francia a Trieste? E chi è disposto a sborsare i 5,7 miliardi per il previsto progetto Mestre-Ronchi dei Legionari di 120 chilometri? Dunque, l’architetto bellunese dà il suo suggerimento fondamentale alla politica: «Con 600 milioni si renderebbe più moderna l’attuale tratta Mestre-Portogruaro-Cervignano, ora utilizzata per solo il 40% della sua potenzialità prevedendo anche la nuova bretella da Mestre all’aeroporto Marco Polo («ma non in galleria: gli 8 chilometri in tunnel costerebbero 772 milioni, i binari in superficie meno della metà); poi si procederà, con dati di traffico aggiornati e certi, a posare, nel caso servissero, i nuovi binari per il supertreno «affiancati alla linea storica». Una certezza che deriva proprio da ciò che sta accadendo nei Paesi vicini e che rende fondamentale le infrastrutture già in funzione: la tratta Mestre-Portogruaro-Cervignano che si innesta alla ferrovia Pontebbana, metterebbe in comunicazione proprio il punto in cui l’Austria sta realizzando i tunnel per il corridoio Baltico-Adriatico.                «Per questo – conclude Mainardi – posso con convinzione dire che quest’ultima soluzione, potenziamento prima e raddoppio dopo, sia la più condivisa dal Veneto, più convincente, più economica, più razionale da un punto di vista dell’esercizio ferroviario». Ovviamente, «sono i leader politici con equilibrio e trasparenza nei confronti della collettività a dover dire l’ultima parola. In tempi rapidi».                Che sia la volta buona…

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui