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Monta la protesta a Mirano e Spinea. Per presentare le osservazioni c’è tempo fino all’8 settembre. Il Movimento 5 stelle: «È stato un blitz d’agosto»

MIRANO. Sale la protesta dopo la pubblicazione dell’avviso di approvazione del progetto definitivo, con imposizione del vincolo di esproprio, dell’elettrodotto Terna Dolo-Camin. Trecentottanta kilovolt per un tracciato di 33 chilometri, con la dismissione di 100 chilometri di vecchie linee.         Un’ottantina gli espropriati tra Mirano e Spinea, ma non tutti ancora lo sanno o lo hanno saputo tardi. E c’è tempo solo fino all’8 settembre per presentare eventuali osservazioni. Basta e avanza per far alzare la voce a cittadini, comitati e associazioni. Il Movimento 5 stelle di Mirano ha chiesto al Comune di mettere subito online mappe e avvisi di esproprio.      «Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni per la scarsa accuratezza dell’informazione che riguarda il progetto, a differenza di quanto fatto per esempio a Vigonovo, nel sito comunale», denuncia il consigliere grillino Antonio Milan, «Restano solo 15 giorni per reperire tutta la documentazione». Immediata la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Salviato: «Abbiamo comunque provveduto a inviare una lettera firmata dal sindaco ai miranesi interessati dall’opera, circa una decina, informandoli che l’Ufficio espropri dell’area 3 è a disposizione». Da ieri comunque sul sito del Comune sono disponibili online anche le planimetrie catastali. A Spinea è sempre il Movimento 5 stelle a puntare il dito contro il tratto aereo dell’infrastruttura, che interesserà in particolare i territori di Fornase e Crea. «In pieno agosto Terna concede ai cittadini interessati 30 giorni per prendere conoscenza del progetto e formulare osservazioni», denunciano i grillini, che poi puntano il dito anche contro l’opera in sé: «Miranese e Riviera si apprestano ad accogliere un congruo numero di tralicci che faranno bella mostra di sé, compromettendo salute e interessi patrimoniali, eppure non si chiedeva nulla di più che interrare l’infrastruttura. Certo, i costi sono maggiori ma rapportati ad un contenuto tecnologico ben diverso e, comunque, ben sostenibili da una impresa che opera in regime di totale monopolio».      C’è anche l’esempio: «In Australia si sta ultimando la posa interrata di 260 chilometri di cavo ad alta tensione per non dare fastidio a pecore e conigli. In Italia invece pendiamo dalle labbra dell’ad di Terna Flavio Cattaneo che dichiara: “Abbiamo lanciato alcuni concorsi internazionali d’architettura per ottenere piloni e tralicci esteticamente sostenibili”».      Filippo De Gaspari

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