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Nuova Venezia – Convoglio di scorie nucleari in Veneto

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

30

ago

2012

Viene da Vercelli e attraverserà tutta la regione fino a Trieste. Il Friuli ha detto di no, Venezia finora non si è espressa

UDINE – I primi giorni di novembre un trasporto su gomma di scorie radioattive attraverserà tutto il Veneto fino a raggiungere il porto di Trieste. Trasporto autorizzato, con il timbro del governo e in virtù di un accordo con gli Usa a cui appartengono quelle scorie prodotte da residui di combustione nucleare. La regione Friuli Venezia Giulia è intenzionata a “bloccare” il transito, la nostra non ne sa niente pare ed in ogni caso la partita sembrerebbe persa in partenza. Il parere richiesto dal governo alle regioni interessate al transito è stato inviato ed è solo consultivo. In questi giorni gli uffici triestini hanno cercato invano un cavillo a cui aggrapparsi. L’assessore all’ambiente del Friuli, Sandra Savino, assicura che oggi proporrà «in giunta parere negativo al transito e all’arrivo in porto a Trieste dei convogli». I convogli in realtà sono due: uno parte da Vienna, l’altro di cui si parla e che attraverserà il Veneto lungo l’autostrada A4, viene da Saluggia in provincia di Vercelli dove si trova un deposito di scorie radioattive. Il convoglio austriaco attraverserà la Slovenia per finire su una nave che da Capodistria raggiungerà Trieste per caricare quello proveniente dal Piemonte e, successivamente, fare rotta per gli Stati Uniti. Il combustibile austriaco pesa circa 275 chili: l’assessore Savino spiega come è riuscita a sapere del convoglio veneto: «Abbiamo chiesto al Servizio disciplina gestione rifiuti e siti inquinati, che ha in carico la pratica, il motivo dello scalo nel porto di Trieste, considerato che dalla documentazione pervenuta non era possibile dedurne la necessità. Tramite il Ministero dello sviluppo economico ci è stato risposto che lo scalo a Trieste è da associarsi ad una spedizione di combustibile nucleare esaurito proveniente dal deposito Avogadro di Saluggia, in provincia di Vercelli, che verrebbe imbarcato a Trieste con la medesima destinazione del carico proveniente da Vienna. L’informazione è stata poi confermata verbalmente dal Prefetto di Trieste». La spedizione del materiale proveniente da Saluggia (quantitativamente inferiore a quello di Vienna) per la tipologia, rientra nel progetto americano di rimpatrio di materie nucleari strategiche di origine Usa, chiamato Global Threat Reduction Iniziative (Gtri), lanciato dalla National Nuclear Security Administration (Nnsa) del Dipartimento dell’energia americano (Doe). Tale progetto è stato appoggiato dal presidente del consiglioMario Monti e da Barak Obama durante il vertice di Seul del marzo scorso. Sul transito del materiale proveniente dall’Austria nei giorni scorsi la giunta friulana ha chiesto all’Arpa un parere tecnico-ambientale. «Per quanto di competenza – ha rispoto l’Arpa –, nulla osta al transito del carico sul territorio regionale».   Renato D’Argenio

 

Saluggia e Trino, discariche radioattive dopo la chiusura delle grandi centrali

Saluggia e Trino Vercellese, in Piemonte, sono i due siti in cui si accumulano le maggiori scorie nucleari nel Nord Italia. Molte le polemiche dopo che la centrale nucleare ex-Enel “Enrico Fermi” venne smantellata. L’impianto aveva lavorato dal 1964 al 1987, anno in cui il reattore non venne più caricato in seguito al referendum popolare che bocciò l’uso dell’energia nucleare in Italia. Nel luglio 1990 il Cipe dispose la sua chiusura definitiva della centrale, dando mandato all’Enel di predisporre il piano di “decommissioning”. Nel novembre 1999 la proprietà della centrale di Trino è stata trasferita alla società Sogin, che ha il mandato di procedere alla sistemazione dei materiali radioattivi presenti nel sito, allo smantellamento della centrale e al recupero e alla valorizzazione dell’area. Nel 2000 Sogin ha predisposto e presentato alle competenti autorità il progetto globale di smantellamento dell’impianto. Il carico di scorie inviato a Trieste fa parte di questo piano di “docommissioning”.

 

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