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Confronto in Comune, esclusi dalla riunione membri dei comitati e grillini Terna si difende: abbiamo presentato il progetto, poi nessuno ci ha più chiamato

SPINEA. L’elettrodotto di Terna elettrizza anche il clima a Spinea. Sale la protesta nel Comune del Miranese che più di tutti risentirà del passaggio della nuova infrastruttura, sia in termini di espropri che di mancate compensazioni. Giovedì c’è stato un incontro tra gli amministratori del Comune, i 72 espropriati e i tecnici di Terna.

Non sono mancati momenti di tensione quando alla riunione si sono presentati alcuni esponenti dei comitati e del Movimento 5 stelle. Porte chiuse però a chi non era direttamente interessato: la riunione infatti era aperta ai soli proprietari dei fondi interessati dalla servitù di passaggio dell’elettrodotto. Così i grillini sono stati gentilmente invitati ad andarsene. Apriti cielo.

«Un elettrodotto è un’opera i cui effetti sul territorio l’ambiente e il paesaggio interessano tutti, non solo i proprietari delle aree coinvolte e anche chi vive nelle vicinanze ha il diritto di sapere», tuona Massimo De Pieri, del Movimento, «siamo stati tutti espropriati, qualcuno di un pezzo di terra, altri dell’informazione e del confronto con le istituzioni». Lasciato il Comune i grillini non si sono dati per vinti e attraverso il loro blog hanno affidato alla rete le domande che avrebbero voluto porre a Terna. «A Spinea, a fronte della realizzazione di 2,1 chilometri di elettrodotto è prevista la demolizione di un solo chilometro di elettrodotto aereo da 220 chilovolt, mentre a Mira a fronte di nuovi 2,3 chilometri ne saranno demoliti 8, a Mirano 9,9 e a Salzano (dove il nuovo elettrodotto non passa) 5. Perché Terna non propone per Spinea soluzioni compensative almeno pari a quelle fatte agli altri comuni? Ancora: è vero che Terna ha sottoscritto col comune di Mirano una convenzione per una compensazione economica per l’impatto ambientale pari a 1.500.000 euro? Infine: è prevista una compensazione per il danno territoriale a Spinea?».

«Terna non ha mai rifiutato il confronto», fanno sapere dalla società, «abbiamo fatto due presentazioni pubbliche a Dolo e Saonara nel 2008, come previsto in questi casi. Ne avremo fatte altre su richiesta dei Comuni interessati ma nessuno, compresa Spinea, ci ha chiamati». Nel dettaglio Terna spiega che la mancata previsione di compensazioni a Spinea è determinata dal fatto che il Comune ha sempre detto no al progetto, non sottoscrivendo perciò alcuna convenzione. Nessuna convenzione nemmeno con Mirano: «Con l’allora sindaco si stava discutendo, ma non si è mai arrivati alla firma».

Filippo De Gasperi

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