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Tribuna di Treviso – Barcon, Quaggiotto vuole il Consiglio

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

1

ott

2012

Maggioranza in forse: quattro dei suoi si sfilano. Al summit il sindaco minaccia: «Se vado in minoranza, mi dimetto»

VEDELAGO. La convocazione ufficiale del consiglio comunale deve ancora partire dalla segreteria del municipio. Ma ci sarà e arriverà, salvo improbabili ripensamenti, entro la settimana. Il sindaco Paolo Quaggiotto vuole portare l’operazione Barcon in aula, nonostante i due imprenditori proponenti il mega insediamento guardino già altrove. Rotocart punta a Castelfranco e Colomberotto avrebbe presentato un’osservazione al pat per espandersi a sud di via Terza Armata . Quaggiotto ha ribadito a chiare lettere la sua posizione venerdì sera nel summit con la sua maggioranza. Mancava l’assessore Cristina Andretta. Gli altri c’erano e il sindaco ha fatto la conta dei voti. Tre ore e più di dibattito per convincere i suoi a votare a favore dell’accordo di programma proposto dall’imprenditore Colomberotto che prevede maxi macello, cartiera e casello della Pedemontana Veneta a nord di via Terza Armata a Barcon. Il progetto è stato rivisto e corretto nella nuova bozza presentata dai proponenti a fine luglio: ridotta l’area d’intervento, ridotta anche la perequazione ovvero le opere pubbliche pagate dai privati che giustificherebbero l’interesse pubblico all’insediamento agroalimentare. Quaggiotto non ha voluto sentire ragioni. Ha difeso il piano e alla fine, su proposta del vicesindaco, la maggioranza si è contata. E qui la sorpresa. Dal gruppo si sono sfilati il vicesindaco Marco Perin, l’assessore nonchè segretario locale del Carroccio Renzo Franco e il consigliere Pdl Daniele Volpato. Con il fronte del no anche l’assessore all’urbanistica Cristina Andretta che, pur non essendo presente al summit di venerdì, ha comunque fatto sapere la sua volontà, peraltro già molto chiara. Alla fine nove a favore dell’insediamento. Ma non bastano: con i quattro della maggioranza contrari, il fronte del no in consiglio sale a 12 (tre assessori, Volpato del Pdl, tre di Primavera Civica, quattro della Lista Bordignon e l’indipendente Valter Santin). Ma, nonostante i numeri, Quaggiotto non vuole sentire ragioni. «Nessuna retromarcia», ha garantito venerdì davanti ai suoi, «Se vado in minoranza, mi dimetto». Dichiarazione pesante: suona come un ultimatum ai dissidenti che però non intendono dare il proprio voto a favore di un’operazione discussa e soprattutto contestata da più parti. Il consiglio annunciato e più volte slittato sarà la prova del nove di una maggioranza ormai a pezzi.

Alessia De Marchi

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