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Confindustria spinge sull’acceleratore per la costruzione della Grande Venezia ma le imprese sono in perenne conflitto, l’ultimo scontro tra gli interporti

Città metropolitana come risposta alla crisi, ma non i confini allargati, non limitati solo a quelli – attuali – della provincia di Venezia, sulla base dei quali dovrebbe essere costituita. Ma allargata all’ormai “mitica” Patreve – con Padova e Treviso – e magari con una “spruzzata” di Polesine. Ma sfruttando soprattutto il brand di Venezia e le sie capacità attrattive. È la posizione degli industriali veneziani sulla nascita della nuova realtà istituzionale, esposta più volte dal presidente di Unindustria Venezia Luigi Brugnaro.

«La Città metropolitana nasce dall’acqua – ha ricordato anche nel lungo discorso tenuto di fronte agli imprenditori in occasione dell’assemblea di Confindustria nella “sua” scuola Grande della Misericordia di Venezia – e lungo l’acqua si sviluppa: i fiumi, i canali, le acque termali. Venezia può avere un ruolo straordinario. Da bambino i leoni della Biennale li conoscevamo ovunque in Veneto e li sentivamo nostri. I sindaci diano prova di maturità, lavorino assieme per dare un ruolo ai loro cittadini di serie A. Si lavori per estendere la città metropolitana fino a Padova, Treviso, Belluno e il Polesine. Così daremo posti di lavoro. Chiediamo funzioni alla Regione e prevediamo un valore di tassazione che sia la metà dell’introito storico per finanziare sanità o bonifiche. Creeremo una specificità del territorio che l’Europa ci riconoscerà tutta». Se gli industriali, con Brugnaro auspicano una koiné interprovinciale intorno alla città metropolitana – che al momento però appare di difficile realizzazione – la capacità di fare squadra e sistema non sembra però uno dei requisiti di un’imprenditoria fortemente individualista come quella dell’area vagheggiata. E le “baruffe” anche sul piano infrastrutturale non mancano, con la Regione a parteggiare ora per l’uno ora per l’altro.

L’ultima protesta è quella del presidente dell’Interporto di Padova Sergio Giordani che se la prende appunto con Venezia e la sua area industriale perché la Regione Veneto ha pianificato la realizzazione di una nuova vasta piattaforma logistica a Dogaletto di Mira, a mezza via tra Padova e Mestre. Un’ ottima notizia per i proprietari dell’area di Dogaletto di Mira, ma certo non un inno alla capacità della Patreve di fare sistema e di evitare sprechi sul piano dell’infrastrutturazione dei piazzali e dei collegamenti ferroviari.

Ma fare sistema, con la città metropolitana, per i Comuni come per gli industriali, sognificherà riflettere anche sul altri aspetti della gestione dell’area, sottovalutato in questi anni, come quello del consumo “selvaggio” dei suoli, soprattutto nella nostra regione. Come metterà in evidenza anche il seminario dell’Iuav che si apre domani a Ca’ Tron, intitolato proprio Il consumo del suolo nella pianificazione del Veneto, che vede la nostra regione primeggiare nel Nord Italia per questo poco invidiabile primato. (e.t.)

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