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«La soluzione immediata per togliere le grandi navi da San Marco è una nuova Marittima a Marghera». Il sindaco Giorgio Orsoni lo ha detto ieri a Ca’ Farsetti una delegazione del Comitato «No Grandi Navi». «La soluzione per togliere le grandi navi dal Bacino», ha esordito Orsoni, «non può passare per lo scavo di nuovi canali, con tutte le conseguenze negative che ne deriverebbero. L’ho già detto a Costa e anche ai ministri Clini e Passera». Dunque, un «no» secco all’ipotesi già in fase di studio da Parte del Porto e del Magistrato alle Acque per il nuovo canale Contorta Sant’Angelo. Sarebbe portato da 2 a 10 metri di profondità, a cento metri di larghezza e consentirebbe alle navi di arrivare all’attuale Marittima – appena rimessa a nuovo e raddoppiata – passando per Malamocco e non più per la bocca di San Nicolò di Lido. Il sindaco ha già commissionato uno studio per spostare le crociere a Marghera. «Volendo si può fare in due tre mesi», assicura. «No» deciso del Comune anche alla nuova Marittima per supernavi sulle barene davanti a Dogaletto, 380 ettari di proprietà privata (della società Alba srl di Mira), sostenuta dalla Venezia terminal passeggeri. «Qui sono d’accordo con il sindaco di Mira», dice Orsoni.

Soddisfazione del Comitato, che ha consegnato al sindaco le 12.500 firme raccolte sotto la petizione per allontanare le grandi navi dalla laguna e rivendicato le azioni che hanno portato a un grande movimento di opinione contrario al passaggio delle supernavi davanti a San Marco, non ultima la grande manifestazione del 16 settembre. Della delegazione facevano parte Tommaso Cacciari, Armando Danella, Cristiano Gasparetto, Silvio Testa, Lia Vianello, Flavio Cogo, Luciano Mazzolin e Roberto Vianello.

«Abbiamo incassato alcuni impegni precisi da parte del sindaco, e questo è positivo», commenta il portavoce Silvio Testa, che ha però rilanciato l’urgenza di prendere provvedimenti immediati contro l’inquinamento da zolfo prodotto dai fumaioli e le onde elettromagnetiche prodotte dai radar che ricadono ogni giorno sulla città. «Il sindaco ci ha detto di aver convocato l’Arpav, che ha garantito che le sostanze inquinati sono sotto i limiti», dice il Comitato, «stia tranquilla l’Arpav che adesso vigileremo». Infine, convergenza tra sindaco e Comitato anche sul fronte della Pianificazione. «La lobby dei porti vuole modificare la legge per lasciare mano libera alle Autorità portuali nella redazione dei Piani regolatori portuali. Una follia e una presa in giro in epoca di federalismo. Abbiamo chiesto ai nostri parlamentari di vigilare».

Alberto Vitucci

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