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A SAN LEONARDO

CROCIERE – Al circolo Nardi alla Giudecca il primo cittadino ribadisce i dubbi sul S.Angelo-Contorta

Circa 150, ieri pomeriggio, i partecipanti all’assemblea del Comitato No grandi navi a San Leonardo. Dalla quale è partita la triplice richiesta al Comune di una maggiore conoscenza di tutte le proposte sul futuro della circolazione in laguna dei giganti del mare, di compartecipazione dei cittadini e di più centraline per l’accertamento di eventuali danni ambientali. E al Comitato, di tenere alta la guardia, ma di passare più concretamente dalla protesta alla proposta.
Ad aprire il dibattito, il portavoce Silvio Testa. Che, dopo avere evidenziato «le poche luci e le tante ombre» dell’incontro con il sindaco, ha detto di avere avuto rassicurazioni dall’assessore Bettin, e dall’Arpav che «a breve si avvierà l’iter per l’installazione di nuove centraline». E che «un recente studio sull’inquinamento realizzato dall’Arpav ci dà ragione solo in parte. Ma forse perché è impossibile effettuare le rilevazioni all’altezza dei fumaioli». E dopo la precisazione che «il Comitato contesta il gigantismo, non le navi da crociera in generale. Che per numero e stazza devono essere compatibili e non inquinanti», l’impegno «a recepire quanto uscirà dai cittadini, perché siamo qui soprattutto per ascoltare».
Poi, l’adesione di Legambiente, che ha messo a disposizione del Comitato la sua centralina mobile. E l’intervento di Paolo, un residente a Santa Marta che ha posto l’accento «sull’assenza di risposte ai tanti problemi di chi vive in prossimità del porto». Seguito da chi ha detto che «anche a inquinamento zero, le grandi navi qui non ci devono stare». E da chi ha attaccato sindaco, Vtp e Autorità portuale, sollecitando manifestazioni «sotto gli uffici di Trevisanato e di Costa». Durante il dibattito, tuttavia, non sono mancate persone che, come Franco, hanno sollecitato «una maggiore attenzione per quanto si potrà fare a medio e lungo termine».

Vettor Maria Corsetti

 

LE POLEMICHE – Le grandi navi, da mesi al centro del dibattito cittadino

«Le Grandi Navi? Quelle superiori ai 300 metri d’altezza devono tutte andare a Marghera, mentre quelle più piccole possono continuare ad ormeggiarsi in Marittima. La soluzione al problema non è scavare nuovi canali in laguna: vi passerebbero duecento navi al mese con notevole spostamento di sedimenti. Non dobbiamo avere paura ad allontanarle: è certo che nessuna nave crociera abbandonerà la città».
Il sindaco Giorgio Orsoni – nell’incontro con i giornalisti Paolo Navarro Dina (Gazzettino), Alberto Vitucci (Nuova Venezia) e Francesco Bottazzo (Corriere del Veneto) al circolo Nardi, in occasione della settimana culturale della Giudecca – ha ribadito la sua determinazione ad allontanare le grandi navi dal Bacino di San Marco, dimostrando identità di vedute con il Comitato No grandi navi.
«Sono assolutamente contrario a vedere passare queste navi in centro storico – ha spiegato Orsoni – ma sono consapevole che non si può dire “fuori tutti”, mettendo a rischio l’occupazione. Il problema è esploso da soli due anni, da quando cioè sono arrivate le navi sopra i 300 metri. Cominciamo a togliere queste navi, dirottandole in porto a Marghera. E poi vedremo il da farsi. Stiamo dibattendo su questo tema con molta attenzione con il presidente del Porto, Costa per trovare al più presto una soluzione concertata».
Orsoni ha anche ribadito la volontà del Comune di accorpare entro la fine del mandato le società partecipate, portandole a tre: Veritas, una società per i trasporti Ve.La, e una società che raggruppa tutti gli altri servizi cittadini. «Dobbiamo effettuare – ha spiegato il sindaco – una grossa semplificazione del sistema di partecipazioni per presentarci nella città metropolitana in maniera adeguata». Proprio in vista di questa (che «avrà un peso specifico maggiore di quello che ha tutto il territorio provinciale») l’amministrazione sta facendo sforzi enormi per migliorare la mobilità, portando avanti il tram. Un pensiero è rivolto anche alla Sublagunare, anche se Orsoni considera obsoleto l’attuale progetto. «Oggi ci sono – ha spiegato – metropolitane leggere, che costano la metà e sono più efficaci. Come si fa a fare i quattro terminal acquei senza fare la sublagunare?»

Daniela Ghio

 

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