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Gazzettino – PAT, Aree edificabili, una raffica di no

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

ott

2012

IL PAT – La Giunta ha stabilito i criteri per le controdeduzioni. Micelli: «Basta col consumo del suolo»

Il Comune negherà il cambio d’uso richiesto con buona parte delle 773 osservazioni al Piano di assetto del territorio

Mille e 254 ettari di terreni da rendere edificabili e da aggiungere a quelli che già lo sono. Un po’ come dire che è lo spazio per due nuove piste aeroportuali compresi gli annessi e le aree di rispetto. È la somma delle richieste avanzate dai proprietari di piccoli e grandi aree nel comune di Venezia, sotto forma di osservazioni al Pat.
La stragrande maggioranza delle 773 osservazioni al Piano di assetto del territorio è composta proprio da richieste di cambio d’uso per terreni agricoli sparsi un po’ per tutta la terraferma: chiedono al Comune di renderli edificabili o comunque di creare aree di nuova espansione.
La risposta è già scritta ed è no. «D’altro canto non potremmo fare altrimenti. La filosofia del Pat è basata proprio sullo stop al consumo di suoli che nei decenni passati sono già stati anche troppo sfruttati – spiega l’assessore all’Urbanistica, Ezio Micelli -. Può essere che qualcuna di quelle osservazioni sia fondata, nel senso che magari si tratta di terreni collegati ad altri già edificabili o che c’è qualche errore nelle mappe, ma parliamo appunto di qualche caso».
Oltre alle osservazioni per chiedere cambi di destinazioni d’uso dei terreni, molto staccati ci sono sostanzialmente altri tre filoni principali: quello che riguarda le aree portuali e industriali, quello per Tessera e la zona dell’aeroporto, e quello per il percorso della Tav o alta velocità ferroviaria. E ieri mattina la Giunta comunale ha fatto sintesi di tutto avviando l’ultima fase del percorso che porterà all’approvazione definitiva ed all’entrata in vigore del Pat: ha infatti votato i criteri per le controdeduzioni alle osservazioni.
La vecchia legge Urbanistica prevedeva che, dopo l’adozione del Piano, il Consiglio comunale dovesse esaminare tutte le controdeduzioni ossia tutte le risposte che il Comune darà ad ogni singola osservazione. Con il nuovo testo, invece, il passaggio in Consiglio non è più previsto «ma noi abbiamo scelto di mantenerlo – aggiunge Micelli -. La differenza è che i consiglieri non dovranno più esaminare le singole controdeduzioni ma avranno il compito di dare al sindaco i criteri perché poi possa partecipare alla Conferenza dei servizi».
Prima di sbarcare in Consiglio comunale, comunque, il Pat tornerà nella quinta commissione consiliare, dove assessore e tecnici illustreranno le osservazioni e le risposte del Comune; inoltre sempre Micelli incontrerà le varie associazioni cittadine e le categorie per spiegare le stesse cose.
Piuttosto in fretta, però, dato che la Giunta ha deciso di accelerare i tempi per non rischiare di finire nel periodo di interregno tra la Provincia e la nuova Città metropolitana. Non è pensabile, infatti, presentare al governo della Città metropolitana, guidata dal sindaco Orsoni, un documento da approvare che è stato varato dal Comune di Venezia. L’obiettivo, quindi, è quello di completare tutto l’iter con la Provincia ancora in piedi e che abbia il tempo di potersi esprimere.

 

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