Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

ALTA VELOCITÀ

Ieri la Giunta, varando i criteri per le controdeduzioni alle osservazioni al Pat (di cui riferiamo nella pagina seguente) ha anche avviato il percorso per arrivare alla realizzazione della linea dell’alta velocità ferroviaria (Tav) alternativa a quella in gronda lagunare col famoso contestatissimo tunnel.
Ora la proposta, che era stata anticipata lo scorso aprile dagli assessori Bergamo, Micelli e Bettin, verrà sottoposta all’analisi delle forze politiche e consiliari e alle associazioni cittadine che hanno già espresso pareri contrastanti.
La Giunta, insomma, ieri ha confermato la scelta di dire no al progetto che Rfi (la Rete ferroviaria italiana) aveva approntato nel 2010 e che prevede l’arrivo dei treni ad Alta velocità direttamente nella stazione ferroviaria sotterranea che sarà realizzata all’aeroporto Marco Polo. Un progetto che costa 700 milioni di euro (senza contare la stazione sotterranea all’aeroporto) contro i 160 previsti dalla proposta del Comune. E siccome 700 milioni Rfi non li ha, Ca’ Farsetti conta di avere buone chance per ottenere il via libera.
Oltretutto il progetto alternativo risolverebbe anche un altro problema: visto che l’alta velocità dovrebbe correre, per il tratto parallelo alla bretella aeroportuale, sulla linea dell’Sfmr (il Sistema ferroviario metropolitano) e che per costruire quel tratto non ci sono soldi, si potrebbero utilizzare i pochi finanziamenti di Rfi disponibili e realizzare tutto il percorso in meno tempo: si tratta ci una grande “C” con il centro nella stazione di Mestre, che sarebbe la stazione di attestamento della Tav, e con i due vertici alla stazione di Santa Lucia e a quella nuova del Marco Polo. In tal modo il Comune raggiungerebbe l’obiettivo di collegare tra loro i punti fondamentali della mobilità urbana. (e.t.)

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui