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Nuova Venezia – Italia Nostra boccia il fotovoltaico

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

ott

2012

Mirano. Per l’associazione nell’ex discarica di Ca’ Perale servono altri alberi

MIRANO. «Ma quale parco fotovoltaico, quell’area va destinata alla rinaturalizzazione». A Mirano è scontro tra associazioni sulla riqualificazione dell’ex discarica di Cà Perale. Italia Nostra reagisce alla proposta dell’associazione “Punto d’incontro” di trasformare il sito in un parco fotovoltaico, come accaduto a Noale per la cava di via Bigolo.

«Non si comprende come si possa ipotizzare la realizzazione sulla discarica di un impianto fotovoltaico che significherebbe la continuazione, a fini puramente economici, dello sfruttamento dell’area, così come si è fatto conferendo rifiuti solidi urbani e industriali», afferma il rappresentante di Italia Nostra Mirano Adriano Marchini, «non si comprende nemmeno quali possano essere i vantaggi ambientali conseguenti. È evidente che il posizionamento dei pannelli solari sarebbe antitetico all’incremento dello sviluppo vegetativo previsto e segnerebbe fortemente il paesaggio concorrendo a un ulteriore degrado di tutta la zona, già pesantemente segnata, oltre che dalla discarica, anche dal Passante e sulla quale è prevista una stazione di trasformazione di Terna».

Insomma per Italia Nostra l’unica riqualificazione possibile per Cà Perale è quella naturalistica. Ma anche qui, con dei paletti: «La sistemazione a verde dovrà prevedere alberi, non solo erba». L’associazione ha anche già fatto i suoi calcoli, pure in termini di crediti:

«Da una prima stima del potenziale dell’area potrebbero essere messe a dimora circa 4 mila piante per ottenere dopo 6-7 anni un numero definitivo di circa 3 mila piante», conclude Marchini, «Queste essenze sono in grado di stoccare da subito 65,88 tonnellate di anidride carbonica, aumentando lo stock negli anni successivi. Il credito di carbonio ottenuto dalla vendita di queste quote è attualmente di 34 euro a tonnellata: dopo 7 anni potrebbe generare circa 150 mila euro annui».

Filippo De Gaspari

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