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Sarà posta all’attenzione della Procura la questione della cartiera che si dovrebbe insediare tra via Sile e via Lovara. È il proposito del Pd di Castelfranco che, ieri sera nella sede di via Matteotti, ha dato il via alla mobilitazione per bloccare il progetto portato avanti dal sindaco Luciano Dussin. Gli esponenti castellani del Pd vogliono coinvolgere quante più persone possibile nella protesta per poi presentare un esposto in Procura affinché valuti la regolarità dell’operazione. «Vogliamo chiamare a raccolta quante più persone possibile – spiega Sebastiano Sartoretto, capogruppo del Pd in Consiglio -. Crediamo che ci seguiranno comitati ambientalisti e di cittadini. La nostra gente deve indignarsi di fronte a questa cosa. È nel loro interesse che venga bloccata il prima possibile. Su che cosa accadrà in quel posto non è stata fornita alcuna garanzia. Chi compra ottiene il terreno a un prezzo vantaggioso e poi magari può frazionarlo e rivenderlo. Che garanzie ci sono poi sui posti di lavoro promessi?».
Non ci si fermerà comunque alla azioni di protesta. Sartoretto e colleghi intendono “appellarsi” alla magistratura. «Verrà presentato presto un esposto in Procura- afferma – e cercheremo di fare in modo che siano quante più persone a promuoverlo. Dopo l’esposto potrebbe essere valutato anche un ricorso al Tar».
A meno di una settimana dalla fine della guerra a Vedelago, ne inizia quindi una a Castelfranco.
A Vedelago, con la bocciatura da parte del Consiglio comunale del piano di Barcon, dove oltre alla cartiera che ora si potrebbe insediare a Castelfranco è stato stoppato anche il maxi-macello della Colomberotto, dopo tre anni i comitati per il “no” sono riusciti a spuntarla.
Da vedere che cosa succederà ora a Castelfranco. Il sindaco Luciano Dussin un paio di giorni fa ha sottolineato come, dal suo punto di vista, la situazione di Barcon è diversa da quella di Castelfranco. «Lì si parlava di aree agricole che sarebbero state trasformate con una forma di perequazione – ha affermato il primo cittadino castellano -, mentre a Castelfranco si parla di una zona già edificabile ed in parte già destinata ad uso produttivo. Qui da noi, inoltre, l’industria che potrebbe essere realizzata sfrutterà la vicinanza dello scalo merci, spostando il traffico dalle strade alle rotaie».

Matteo Ceron

 

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