Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

CASTELFRANCO. Domani sera alle 21 al centro culturale di Campigo si costituirà in assemblea pubblica il comitato «No Cartiera». Il comitato nasce per contrastare il progetto di realizzazione della maxi area industriale nell’area tra via Lovare e via Sile.

«Perché un’operazione di tale portata, portare l’area industriale a Castelfranco da 120 mila metri quadrati a 720 mila con possibili ulteriori ampliamenti, è stata comunicata alle opposizioni nelle Commissioni Bilancio e Urbanistica solo 4 giorni prima del voto in Consiglio comunale? – scrivono via mail gli organizzatori dell’assemblea – Perchè la documentazione relativa è stata consegnata ai Consiglieri di opposizione solo 48 ore prima del consiglio impedendo una valutazione approfondita? Perché non è stata accolta la richiesta di inserire nel bando di gara un vincolo per l’acquirente di assunzione dei posti promessi (200), in tempi certi con penalità in caso non venga onorato l’impegno? Dalle dichiarazioni dell’Amministrazione si parla di un’azienda che produrrà carta, dunque molti occupati, poi si dice che trasformerà carta, dunque un po’ meno assunzioni e poi si dice che stoccherà carta e che sarà completamente automatizzata quindi quali assunzioni. E’ possibile indire una gara sapendo chi è l’unico acquirente e cambiando la destinazione d’uso del terreno a uso e consumo di un singolo già identificato? Quali rassicurazioni ci sono in termini di utilizzo delle falde acquifere visto che stiamo parlando di una cartiera, tipologia di industria classificata ad alto inquinamento ambientale?

link articolo

 

Cartiera, il 7 novembre asta per la terra

Tra le vie Lovara e Sile, la base è di 5 milioni, è l’estremo tentativo della giunta Dussin di salvare le finanze comunali

(d.q.) CASTELFRANCO Si terrà mercoledì 7 novembre alle 10 l’asta pubblica per 2 aree comunali. La prima è l’area all’angolo tra via Sile e via Lovara, tra Salvatronda, Campigo e Salvarosa. Si tratta esattamente del lotto della discordia su cui la giunta vuole dare il via libera per la realizzazione di una cartiera. La seconda è un’area commerciale in viale Europa, a sud dello Shopping Day. E’ l’estremo tentativo da parte della giunta Dussin di salvare il bilancio comunale dallo sforamento del patto di stabilità. L’area edificabile tra via Lovara e via Sile parte da un prezzo di base d’asta di 5,3 milioni di euro. Chi si aggiudicherà l’asta dovrà versare entro il 30 novembre 4 milioni, il resto in seguito. L’area ha una superficie complessiva di 119 mila mq. Nel Piano Regolatore Generale l’area era inizialmente individuata come zona mista con destinazione «attrezzature produttive, servizi, pubbliche attività terziarie». La maggioranza si è affretta a predisporre una variante urbanistica con cui cambiare la destinazione trasformando l’area in zona produttiva industriale. Una scelta che le minoranze avevano contestato. In consiglio comunale avevano votato contro il gruppo Pd-lista Sartor, Vivere Castelfranco con il consigliere Loris Stocco e anche il consigliere indipendente Elena Magoga. La vendita del terreno all’angolo tra via Sile e via Lovara è stata portata in Commissione di lunedì sera e il venerdì successivo è finita in consiglio per essere inserita tra i terreni che a breve andranno all’asta. Il sindaco Luciano Dussin, dal canto suo, ha sostenuto l’operazione ed ha ribadito che l’area in questione è già classificata nel Prg in essere come industriale. Secondo il primo cittadino l’insediamento della cartiera dunque porterà benefici in termini di posti di lavoro dando la possibilità di rendere operativo lo scalo merci ferroviario presente in zona. La cartiera infatti lo andrebbe ad utilizzare (tramite una società di trasporti che andrebbe appunto ad operare sullo scalo merci). Per il Pd si è voluto concludere la cosa troppo in fretta senza valutare attentamente le conseguenze di un progetto di grande impatto sull’urbanistica castellana. La cartiera doveva essere realizzata nell’ambito del mega progetto industriale di Barcon di Vedelago. La ditta Rotocart tuttavia ha deciso di «deviare» verso Castelfranco, viste le proteste della popolazione di Barcon protagonista di una mobilitazione senza precedenti contro il maxi progetto industriale. All’asta anche una seconda area situata in viale Europa a sud del centro commerciale Shopping Day. Un lotto di 12 mila mq a destinazione commerciale. Il prezzo di base d’asta è di 2,2 milioni di euro. Chi si aggiudicherà l’are dovrà pagare un milione entro fine novembre, successivamente la parte rimanente. Mai come in questo caso, quindi, si può dire che le sorti delle finanze comunali castellane siano intrecciate alla più spinosa vicenda urbanistico-politica dell’ultimo decennio, nella Castellana: il caso Barcon che nelle vicina Vedelago è deflagrato con conseguenze pesanti, con la possiible crisi di giunta.

Daniele Quarello

link articolo

  1. 2 Comments

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui