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Gazzettino – La ferrovia “blocca” lo sviluppo del Veneto

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

ott

2012

TRASPORTI

Potenzialità ma anche sviluppo, miglioramento infrastrutturale del sistema idroviario dell’Italia del Nord. Sono stati tra i temi al centro del convegno sulla navigazione fluviale che si è tenuto a Chioggia, nell’ambito della quarta edizione della manifestazione ‘Ottobre blu’. Un’infrastruttura sempre più attrattiva per le potenzialità del trasporto via acqua tra Mediterraneo, Pianura Padana, Europa centrale, in raccordo con i porti dell’alto Adriatico, che attraversa tre regioni che muovono il 44% del Pil italiano, ma che è poco utilizzata. Quattro ingressi dal mare, 300 km coperti fino a Cremona e 31 scali interni e con un nodo, a Rosolina, punto cruciale in cui si arena tutto il sistema a causa della rete ferroviaria.
Per risolvere il problema sono state avanzate due proposte a Rfi dai Sistemi Territoriali Spa: un ponte mobile, ma l’azienda del ferrato non ne vuole sapere, e la cessione della gestione della linea. Superando il cosiddetto ‘collo di bottiglia’ si arriverebbe a Cremona da dove, attraverso il progetto del risezionamento di un vecchio canale che entro l’anno l’Agenzia Interregionale per il fiume Po presenterà all’Unione Europea per l’accesso ai cofinanziamenti, si potrà arrivare a Trucazzano, zona Milano Est, porto intermodale da dove partono gli assi principali stradale, ferroviario e acquatico per i 10 corridoi principali che collegano tutta l’Europa. Costo stimato dell’operazione 1 miliardo per la realizzazione del nuovo canale e 2 miliardi per la regimazione del Po.

 

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