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Convegno choc: «Fenomeno sottovalutato, Pedemontana a rischio con Sis, occhio al commercio»

Il caso Aspide, la Valdastico, ma anche appartamenti sequestrati a Paese, terreni a Spresiano, e un cantiere bloccato a Carbonera. Ecco le principali tappe dell’infiltrazione mafiosa in Veneto. A metterle una dietro l’altra «Mafiosi a casa nostra», il convegno organizzato a Ca’ del Galletto dall’eurodeputato Andrea Zanoni, accompagnato dal consulente antimafia Enzo Guidotto.

«Se n’è iniziato a parlare troppo tardi» ha spiegato Guidotto, «è dall’inizio degli anni ’90 che in numerosi processi è stato dimostrato come la criminalità organizzata fosse ben radicata in Veneto». Davanti a lui sessanta persone incuriosite e preoccupate. «Si è arrivati a questo punto perché il problema è stato sottovalutato, visto come roba del sud. Fino agli ultimi anni, la mafia è stata considerata un problema solo di magistrati e forze dell’ordine», gli ha fatto eco Zanoni.

Dopo un excursus sull’infiltrazione mafiosa, citando i rifiuti tossici sotto l’autostrada, l’Aspide a Padova, e i numerosi sequestri avvenuti in provincia, Guidotto ha lanciato un nuovo allarme, relativo alla Pedemontana, «il consorzio Italo spagnolo (Sis) che costruirà la superstrada, per un’opera in Sicilia ha avuto forniture da aziende legate al clan Provenzano-Lo Piccolo». Il riferimento è alle indagini della Dia sulle forniture di cemento per il passante ferroviario di Palermo, che sarebbero arrivate da aziende legate al clan siciliano.

La posizione della Sis, che ha poi licenziato uno dei suoi responsabili siciliani Giuseppe Galluzzo, è stata però archiviata, tanto che la Procura di Torino ha deciso di rilasciare nuovamente il certificato antimafia. Ma l’infiltrazione mafiosa non è solo ad alti livelli. «Bisogna prestare attenzione anche al turnover dei negozi» prosegue Guidotto, «chi in questo momento ha soldi per aprire un ristorante o una pizzeria dal nulla? Non sono in molti. Dove ci sono tanti soldi subito, bisogna assicurarsi della loro provenienza. Lo stesso vale per l’usura. Le aziende vicine al fallimento sono una preda privilegiata».

Zanoni infine ha lanciato un appello che ridurre la possibilità di prescrizione, un’invocazione a chi oggi sta progettando le leggi di domani «nel nuovo decreto che il governo sta approvando dovrebbero quanto meno essere allungati i tempi della prescrizione. Ora è sufficiente avere molti soldi e buoni avvocati per allungare i processi fino a raggiungerla». (fe.cip.)

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