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Gazzettino – Dolo, “Colata di cemento sulle ex-cantine”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

22

ott

2012

DOLO – Rosanna Brusegan di Italia Nostra boccia il progetto di recupero dell’area

ALLARME – Troppi cantieri in Riviera

Italia Nostra boccia il progetto di recupero dell’area delle ex Cantine Gottardo a Dolo. E lo fa attraverso la sua referente locale, Rosanna Brusegan.

«È un progetto invasivo – attacca Brusegan – la cementificazione prevista dal “Piano di recupero dell’area relativa alle ex-cantine Gottardo”, un luogo dallo straordinario valore paesaggistico, è inaccettabile». Brusegan spiega che «il piano prevede l’edificazione al posto delle vecchie, basse cantine, quasi invisibili dal fiume e dalla riva opposta, di un nuovo fabbricato ad uso commerciale e residenziale, sopraelevato di tre piani, di forte impatto visivo, con appartamenti, attici, uffici, negozi, posti auto e garage».

Richiamando l’attenzione sul fatto che già diversi alberi ad alto fusto sono stati tagliati

«è stata interrotta la linea continua dell’antico muro di cinta in mattoni che sarà sostituito da una cosiddetta moderna recinzione a pilastrini, per riprendere più avanti, nella proprietà successiva di nuovo i mattoni».

Rilanciando:

«A favorire l’approvazione di tale progetto è certamente servita la costruzione, a spese dei promotori, della nuova passerella, che pur anticamente esisteva, ma che è funzionale soprattutto al nuovo fabbricato. E pensare che il ponte in legno che permetterebbe agli studenti di raggiungere Villa Angeli è inagibile. La qualità dell’intervento non è adeguata al contesto ad alto valore monumentale e paesaggistico, di fronte all’ex-Macello e alla punta dell’Isola Bassa, luogo d’incontro dei due rami del Naviglio Brenta, uno dei luoghi più belli del centro storico di Dolo e dell’intera Riviera del Brenta, sottoposto a vincoli tutelati da Regione, Comune e Sovrintendenza».

Non lesinando critiche ai fautori di Veneto City:

«Non sanno che hanno in casa un’Isola Bassa che, se tutelata e valorizzata, può rivaleggiare con l’Île de la Cité parigina».

E individua le responsabilità di quello che definisce uno «scempio», le scelte in materia di pianificazione urbanistica che spingono sul pedale del cemento a scapito della tutela e della salvaguardia del patrimonio ambientale e paesaggistico.

Gianluigi Dal Corso

 

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