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VENEZIA – Caccia in deroga: il rischio di dover aprire il portafoglio e pagare, di tasca propria, la sanzione europea c’era tutto. Sono stati fatti persino i conti: 56 milioni di multa forfettaria più una penalità di mora di 256mila euro al giorno. Un rischio che i consiglieri regionali del Veneto che fanno parte della quarta commissione non corrono più, dal momento che non hanno approvato la delibera della giunta sulla caccia in deroga. E ieri, quando durante i lavori della commissione è stata data lettura di una missiva del Dipartimento Politiche europee della presidenza del Consiglio dei ministri, in cui si spiegava a quanto sarebbe ammontata la sanzione, nessuno ha aperto bocca. Caccia in deroga, addio.
«In commissione – osserva, divertito, Gennaro Marotta (Idv) – dopo la lettura della missiva nessuno ha avuto nulla da ridire, commentare o contestare. Un silenzio imbarazzato». Era stata proprio l’Idv a far presente che c’era il rischio di dover pagare di tasca propria eventuali sanzioni europee: «In un paese civile non è più pensabile che le multe comminate solo per accontentare una minuscola parte di cittadini, come la caccia in deroga, vadano a discapito di tutti. E se, come sembra, assessori e consiglieri potrebbero essere chiamati a rifondere le multe, ci penseranno non una, ma cento volte, prima di votare un simile provvedimento».

 

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