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Il segretario durissimo davanti alla platea leghista: «Comportamento indegno per un sindaco»

VEDELAGO. «Non tollero», «è indegno», «poca trasparenza». Giorgio Granello, segretario provinciale della Lega Nord, ricorre al vocabolario dell’etica senza concessioni di sorta per spiegare il “benservito” dato dal partito al sindaco di Vedelago, Paolo Quaggiotto.

Granello ne ha parlato davanti ai 600 della “castagnata” a Gaiarine, presenti fra gli altri il segretario nazionale Flavio Tosi e il governatore Luca Zaia. Prima si fa un esame di coscienza in pubblico, sulla propria coerenza al programma del movimento; conclude in termini positivi. E immediatamente dopo parte all’attacco, affermando appunto di non tollerare chi fa da sé, chi interpreta a suo modo il codice etico del Carroccio.

Ed eccolo arrivare al dunque, a “quel sindaco” – senza mai nominarlo – che è finito sui giornali per la sospensione dal movimento in vista della decisione definitiva che adotterà il direttivo provinciale del Carroccio domani sera. Un provvedimento ovviamente meritato, ad avviso di chi l’ha sottoscritto. Meritato e motivato, perché nel caso in esame è mancata la corresponsione dell’Ici per cinque anni.

In sala tutti realizzano che il riferimento è a Quaggiotto, primo cittadino a Vedelago e socio di una immobiliare. «Sarà proprio vero», ci si bisbiglia da un orecchio all’altro, «che il sindaco non ha pagato?». Non mancano applausi di consenso a Granello, quando questi aggiunge che non si può chiedere l’Ici, ieri, l’Imu, oggi, ai propri concittadini e non farlo personalmente. Ma c’è anche qualcuno che, innervosito, lascia la sala ed esce con la scusa della sigaretta.

«Macché Ici, Quaggiotto è stato fatto fuori a causa del macello di Barcon», si sussurra. Granello insiste, alza il tono della voce, afferma che è “indegno” comportarsi in questo modo; che la Lega Nord non può tollerare.

Lascia intendere che nulla hanno a che vedere col provvedimento le distinzioni fra maroniani e bossiani. E al colmo dell’indignazione, la sua, il segretario sbotta: «Non candideremo più persone che non abbiano un lavoro». Anche perché, aggiunge, «il movimento non è un ufficio di collocamento». Domani la decisione definitiva sulla cacciata dal Carroccio del sindaco Quaggiotto.

Francesco Dal Mas

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