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Nessuna offerta per il terreno, l’area resta del Comune La Rotocart si tira indietro, ma la giunta non demorde

CASTELFRANCO. Area cartiera, nessuna offerta per il terreno. Colpo di scena nella vicenda riguardante il maxi progetto industriale in via Sile. L’area che la giunta aveva individuato come nuova zona industriale all’angolo tra via Sile e via Lovara, messa all’asta al prezzo di cinque milioni e 300 mila euro, non è stata venduta.

Ieri mattina al momento della scadenza dei termini per la presentazione delle offerte nessuna busta era stata depositata in Comune. Nessuna offerta pervenuta, l’asta è andata deserta. Una vera sorpresa dato che l’acquisizione del lotto da parte della Rotocart spa di Piombino Dese veniva già data per scontata. Invece l’azienda non ha presentato alcuna offerta e il lotto rimane di proprietà comunale.

È una vittoria per il comitato spontaneo «No ecomostro», sorto un mese fa per contrastare la realizzazione del progetto industriale. Con la mancata vendita il progetto cartiera arriva ad una battuta d’arresto. Ma la storia non finisce qui. La giunta Dussin ha intenzione di ripetere l’asta nei primi mesi del 2013, forse già a gennaio. Stando a quanto dichiarato i rappresentanti di giunta, l’interessamento per l’area rimane. Per la nuova asta si attenderà il completamento dell’iter burocratico riguardante la variante urbanistica relativa al lotto. Nel Piano Regolatore Generale infatti l’area in questione veniva individuata come zona edificabile per servizi e piccole attività. Prima di redigere l’asta, la giunta Dussin ha deciso di modificare la destinazione trasformando l’area in zona industriale. Una modifica approvata dalla maggioranza in consiglio comunale, ma che per perfezionarsi necessita di ulteriori passaggi burocratici. Quando quest’iter sarà terminato (le previsioni dicono gennaio 2013) l’area tornerà in vendita. Il lotto ha una superficie di 119 mila metri quadrati su cui si prevede una superficie coperta di oltre 70 mila metri quadrati con il vincolo di un’altezza massima degli edifici di 10 metri. La cubatura costruibile dunque supera i 700 mila metro cubi. Nel bando d’asta tuttavia non è stato inserito alcun altro vincolo relativo al piano industriale occupazionale. È uno dei punti su cui ha insistite il comitato. Dei 200 posti di lavoro annunciati dalla giunta, infatti, non v’è traccia nelle carte. La mancata vendita del terreno tuttavia apre nuovi scenari per il Comune. Il mancato introito provoca inevitabilmente lo sforamento del patto di stabilità, con tutte le conseguenze che questo comporta. Il Comune sarà costretto ad applicare dei tagli importanti ai servizi e alle spese per opere pubbliche, peraltro già ridotte al minimo.

Il sindaco Luciano Dussin lo ha detto chiaramente alla vigilia dell’asta. Se non si vende si dovrà tagliare sui asili, scuole elementari, servizi sociali. Lo stato centrale taglierà ulteriormente i traferimenti al Comune. Si dovrà risparmiare ancora di più nonostante le spese siano già ridotte all’osso. A pagare, come sempre, saranno i cittadini di Castelfranco.

Daniele Quarello

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Da Barcon a Castelfranco un iter difficile

La Rotocart spa era una delle aziende proponenti l’accordo di programma riguardante la mega area industriale di Barcon di Vedelago. La cartiera avrebbe dovuto essere realizzata lì. Il progetto non è mai decollato ed è stato anche bocciato in consiglio comunale a Vedelago.

La Rotocart dunque ha deciso di deviare verso Castelfranco, salvo poi non presentare alcuna offerta per comprare l’area indicata dalla giunta. La vicenda si fa dunque intricata e si annunciano altri colpi di scena (d.q.)

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L’ira del sindaco Dussin “Un clima da Medioevo”

CASTELFRANCO – Dussin s’infuria, il comitato esulta. Le reazioni alla notizia che l’asta è andata deserta sono arrivate fin dal primo pomeriggio di ieri. La Lega Nord attacca il comitato, che con la sua azione avrebbe evitato la vendita dell’area. «Purtroppo il clima medioevale innescato da chi ha persino utilizzato i bambini mascherati raccontando devastazioni da inquinamento ambientale inventato», dichiara, «ha allontanato le aspettative e gli interessi in quell’area. È questione di prospettiva, perché quella di Salvatronda, cinque volte più grande, voluta dall’amministrazione precedente, non interessa a nessuno da anni, e questa, vicino alla ferrovia può essere l’unica appetibile per una nuova industria a Castelfranco». Il capogruppo leghista Valeriano Berlado annuncia i tagli che dovranno essere operati per far quadrare il bilancio. «Le pance piene promotrici di petizioni e che li ha sottoscritte saranno soddisfatte dell’esito avuto, dovranno però confrontarsi in consiglio comunale col taglio di numerosi servizi alla persona, il sociale vedrà riduzione di cassa, dal Pd sentiremo le soluzioni, che non siano tasse però, ci diranno dove intervenire perché io le idee chiare le ho, tra cultura e sociale si dovranno trovare le risorse, le penalità derivanti dallo sforamento del patto ci obbligheranno farlo. Asili, sportelli vari, contributi ai disagiati subiranno notevoli riduzioni».

La mancata vendita dell’area rappresenta invece una vittoria per il comitato No ecomostro».

«Consideriamo questa una vittoria della democrazia partecipata sull’idea che una persona possa arrogarsi il diritto di fornire la soluzione a tutti i problemi senza nemmeno aver comunicato che esistono i problemi»,

spiega il portavoce Stefano Costa,

«non avevamo alcun dubbio del fatto che qualunque imprenditore nelle condizioni di velocità ed incertezza amministrativa e legale nelle quali è stata preparata e proposta l’asta del terreno in questione potesse partecipare ed investire a cuor leggero. La cittadinanza di Castelfranco si è dimostrata quanto mai attiva e protagonista. Ora si aprirà l’ineludibile e costruttivo dibattito sul futuro del nostro territorio e sulle prospettive di uno sviluppo sostenibile».

La vicenda della cartiera continuerà ad infiammare il dibattito politico di Castelfranco di questi ultimi due mesi dell’anno e anche dei primi mesi del 2013. Si può dire che al momento il primo round è stato vinto dal comitato del cittadini contrari al progetto. (d.q.)

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