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Gazzettino – Stra. “Lavoro nero? Lo sapevamo”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

nov

2012

STRA – Scende in campo l’Acrib per garantire l’impegno per la legalità nel settore calzaturiero

Dal 2011 si sta indagando sui laboratori che eludono le leggi

Il presidente Acrib Siro badon ricorda che dal 2010 un protocollo d’intesa contrasta l’illegalità

CORTEO – L’Acrib condivide l’appello a perseguire l’illegalità e il lavoro nero nel calzaturiero

Scendono in campo i calzaturieri per ribadire l’attenzione per la legalità nel distretto della Riviera che “vale” un fatturato di oltre un miliardo e mezzo di euro. A quattro giorni dalla manifestazione dei terzisti contro il lavoro nero, l’Acrib ricorda che già dal gennaio 2010 imprese e sindacati avevano sottoscritto un protocollo d’intesa per regolare le sublavorazioni ai laboratori esterni. Nel testo, sottoscritto da Confindustria Padova e Venezia e dall’Associazione artigiani “Città del Brenta”, si faceva riferimento a «tempi di lavorazione minimi» per ciascuna fase produttiva e relativi costi minimi da riconoscere per ogni minuto di lavoro.
La protesta dei terzisti, oggetto della riunione di venerdì scorso in Prefettura del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, sembra però dimostrare che sul fronte della trasparenza e della concorrenza ci sia ancora parecchio lavoro da fare. Risale allo scorso anno la segnalazione al Comando provinciale al Guardia di Finanza, da parte dell’Associazione tomaifici terzisti, di commesse affidate da imprese italiane di fama internazionale a laboratori gestiti da cinesi in contrasto con le norme fiscali e contributive che si sospettava facessero ricorso a lavoratori in nero. Che qualcosa non quadri, per i terzisti, si capisce dalla lettura dei dati che testimoniano la tenuta del settore e il suo valore, anche se nell’ultimo decennio gli addetti sono calati del 26%, i calzaturifici del 14 e i terzisti del 19%.
È sulla base di queste considerazioni che il prefetto Domenico Cuttaia ha annunciato, il giorno dopo la manifestazione, il “giro di vite” attraverso un protocollo in via di elaborazione che chiama in causa le istituzioni e le Polizie locali per contrastare il fenomeno del lavoro nero, dell’evasione fiscale e della concorrenza sleale. «Auspichiamo – ribatte ora il presidente dell’Acrib Siro Badon – che tutto questo serva a mantenere alta l’attenzione da parte delle istituzioni e soprettutto delle forze dell’ordine, e che si continui, come è già stato fatto nel passato, a vigilare e smascherare situazioni poco chiare»

Ma Zecchinato punta il dito sugli industriali

VIGONOVO – Parte del settore calzaturiero contro l’Acrib. Non era mai successo prima. Ossia da quando, il 27 dicembre 1961, si è costituita l’Associazione dei calzaturieri della Riviera del Brenta.
La riunione svoltasi il 7 novembre in Prefettura a Venezia era stata chiesta e voluta dalla Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta. In tale occasione Damiano Zecchinato, presidente della Conferenza e sindaco di Vigonovo, aveva sì tuonato contro taluni imprenditori calzaturieri sleali, ma anche contro l’Acrib che li difende e li tutela.
Quando è stato toccato l’argomento “crisi calzaturiera e concorrenza sleale”, Zecchinato ha precisato «che si tratta, nella maggior parte dei casi, di imprenditori italiani e veneti in particolare, anche appartenenti all’Acrib – Associazione calzaturifici Riviera del Brenta e auspica che le problematiche rappresentate vengano affrontate attraverso una azione sinergica da parte delle componenti istituzionali interessate, ciascuna per i profili di competenza». Se fra i manifestanti della sfilata di protesta organizzata dal reparto artigiano-calzaturiero di lunedi 12 novembre a Stra mancavano i rappresentati dell’Acrib, una ragione quindi c’era. Non solo non erano stati invitati, ma la protesta era rivolta anche contro di loro.
Vittorino Compagno

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