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È l’ipotesi di Cav e Anas, rilanciata da Chisso, per evitare il “tornello” a Vetrego.

Il rischio è che il traffico dei pendolari si riversi tutto sulla strada Noalese.

MIRANO – Soluzione pronta per il tornello di Vetrego, ma per i miranesi è una strada senza uscita: traffico o salasso? Il rimedio al giro di rotonda vetreghese, effettuato ogni giorno da migliaia di auto e camion, è stato ribadito nei giorni scorsi in Regione dall’assessore Renato Chisso, chiamato in causa da un’interrogazione di Pietrangelo Pettenò (Prc): «Cav conosce bene il problema», ha affermato Chisso, «ha perciò predisposto un’ipotesi che attende solo la valutazione definitiva dell’Anas per essere applicata».

L’ipotesi prevede l’applicazione di un pedaggio virtuale e aggiuntivo al casello di Mirano-Dolo per i veicoli provenienti da Padova. Il tratto fino a Villabona resterebbe liberalizzato in entrambe le direttrici e così non risulterebbe più conveniente uscire a Vetrego per effettuare il giro di rotonda e poi rientrare in A57. Anche perché l’ipotesi di Cav prevede una riduzione del pedaggio in uscita alle stazioni di Villabona e Oriago pari al corrispettivo del chilometraggio relativo al tratto Vetrego-Mestre. Fin qui la cosa non può che piacere ai vetreghesi, che vedrebbero ridursi drasticamente il traffico in rotonda all’ingresso dell’autostrada. Ma l’ipotesi di Cav prevede che il pedaggio aggiuntivo sia in entrambe le direzioni e questo significherebbe aumenti considerevoli del ticket per chi percorre il tratto Mirano-Padova e viceversa. Penalizzati quindi, e non poco, i pendolari. Parte del Miranese che oggi utilizza il casello di Vetrego potrebbe scegliere di evitare l’astronomico pedaggio e riversarsi sulle strade interne: è il caso ad esempio del Salese, molto più vicino a Padova e dove la città del Santo può essere raggiunta in venti minuti d’auto percorrendo la Noalese. Ma in questo modo si rischia l’intasamento della viabilità ordinaria.

Insomma decisione difficile da prendere, anche perché in un modo o nell’altro i miranesi ne verrebbero penalizzati: o il tornello o il salasso e a pagare, in termini di disagi, sarebbero pur sempre i residenti, miranesi di Vetrego o miranesi pendolari che siano. Intanto continua il braccio di ferro tra il comitato Viabilità Sicura e il sindaco di Spinea Silvano Checchin, che alle accuse dei residenti replica ancora: «Non possono usare l’incidente di mercoledì (un Tir ribaltato in rotatoria) come pretesto. Se quel camion stava effettuando il tornello vuol dire che era diretto alla barriera di Villabona, quindi non avrebbe mai transitato per il casello di Spinea, che è sul Passante, anche fosse stato accessibile ai Tir. I comitati distinguano bene i problemi, che sono diversi, prima di trovare per forza un responsabile».

di Filippo De Gaspari

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