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Giorno della verità per la discarica “Terra”: oggi la commissione regionale chiamata a valutare gli impatti ambientali deciderà le sorti della richiesta del gruppo Mosole di poter sotterrare tra Castagnole e Porcellengo altri 460 mila metri cubi di rifiuti contenenti amianto. E, dato che l’inchiesta è pubblica, negli uffici di Mestre sfileranno i “niet” al progetto che a Paese hanno messo d’accordo tutti: dalla giunta Pietrobon al centrosinistra, sino agli ambientalisti, ai rappresentanti delle scuole e delle società di calcio. Per non parlare dei residenti, che in poco tempo hanno raccolto oltre 7.300 firme. A cui si è poi aggiunta la petizione dall’azienda di prevenzione Sita. In totale verranno analizzate 47 osservazioni. Quelle del Comune e della commissione Ambiente. Ma anche quelle del consiglio d’istituto della “Casteller”, che ha fatto presente come molti plessi siano estremamente vicini alla discarica, del personale dell’asilo statale “Il giuggiolo” e del comitato genitori dell’elementare “Carducci” di Porcellengo.

«I camion carichi di amianto passeranno a nemmeno 100 metri dalla scuola – spiega il presidente – non vogliamo vivere nella paura».
Preoccupazione condivisa anche dall’Us Calcio Paese, visto che il campo di Porcellengo è a meno di un chilometro dalla “Terra”. Contro il progetto di Mosole, inoltre, si sono scagliate anche molte mamme di Porcellengo, capeggiate da Maria Cristina Fucile, capogruppo dell’Idv in municipio.
«Confidiamo nel buon senso dei commissari – chiosa Mario Zanardo, portavoce di Paeseambiente – un parere positivo al progetto sarebbe percepito come un sopruso dalla popolazione esasperata e preoccupata».

 

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