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MIRANO. Tutti contro Cav, a prescindere dall’aumento che sarà comunque rilevante. Quelle di sindacati, comitati, politici e sindaci sono voci di uno stesso coro che chiede alla concessionaria autostradale di fare un passo indietro.

«Quelli che effettuano il tornello», spiega la Filt-Cgil, «non sono “furbetti”, ma semplicemente cittadini che fanno i conti di salari e stipendi sempre più magri o aziende che risparmiano su tutto per difendere il reddito. Le tariffe autostradali della Cav sono tra le più alte d’Italia. Si possono operare contenuti aumenti che siano rispettosi della condizione generale e della sostenibilità delle imprese e delle famiglie. Un incremento come quello prospettato corre il rischio di allontanare traffico e ridurre la previsione di entrate. L’utilizzo della viabilità minore da parte di molti camion e auto è una delle cause di congestione stradale e di innalzamento della soglia d’inquinamento. Vale la pena di scaricare sugli enti locali gli svantaggi di questa decisione?».

Contrari alla stangata sui pedaggi anche i consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Lucio Tiozzo del Pd:

«Colpirà i pendolari e i trasportatori delle piccole e medie imprese di Miranese e Riviera», affermano, «Cav non può ignorare che il mancato arretramento della barriera di Villabona e la non realizzazione del casello di Dolo abbiano comportato risparmi di gestione non indifferenti: dove sono finite queste risorse? Come si può giustificare l’aumento tariffario sulla base di opere eseguite se queste oggi non ci sono?». Per Pigozzo e Tiozzo inoltre quella prospettata da Cav per risolvere il problema del tornello è una non-soluzione: «Perché per risolvere un problema se ne crea un altro. Si differenzi la tariffa per i residenti».

Anche Pietrangelo Pettenò (Rifondazione) attacca Cav per i rincari e ripropone il tema dell’arretramento della barriera di Mestre:

«Non si possono far ricadere i costi sui pendolari: occorre liberalizzare veramente il tratto autostradale, arretrando Villabona».

(f.d.g.)

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