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Rovigo Oggi – Troppe ombre sul progetto Passante nord

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

23

nov

2012

URBANISTICA ROVIGO – Troppe ombre sul progetto Passante nord, i comitati cittadini presentano le proprie osservazioni alla Provincia in vista della Conferenza dei servizi a Veneto strade

Tosini: “A Mestre è il caso di fare la voce grossa”

I comitati dei cittadini, durante un incontro per presentare le osservazioni sul progetto del passante nord di Veneto Strade, hanno chiesto alla Provincia di esprimere un parere contrario all’opera che dovrebbe essere realizzata a sud del canale Ceresolo. Il tracciato dell’opera sarà discusso in Conferenza dei servizi a Veneto Strade giovedì 29 novembre. A determinare il parere contrario dei comitati cittadini oltre 900 osservazioni, tra cui la concentrazioni di ruoli dell’ad di Veneto strade Silvano Vernizzi (che ha firmato il progetto e lo ha approvato in qualità di presidente della commissione Vas) e il declassamento della strada da C2 a F1, cosa che gli assessori provinciali Oscar Tosini e Giuliana Gulmanelli ignoravano dato che sembra non abbiano ricevuto il progetto aggiornato

Rovigo – “Cosa andiamo a fare in Conferenza dei servizi se non abbiamo un progetto aggiornato? A chi andiamo a reggere il cerino? Cambiare il progetto (da parte di Veneto Strade, ndr) senza comunicarlo alle istituzioni è una scorrettezza istituzionale notevole”. Emblematiche le parole con cui l’assessore provinciale ai Lavori pubblici Oscar Tosini, affiancato dalla collega di giunta Giuliana Gulmanelli, ha commentato la questione Passante nord durante la riunione con i comitati cittadini di venerdì 23 novembre.
Parole che hanno strappato un applauso ai presenti che hanno visto riconoscersi, almeno a parole, la validità delle proprie osservazioni. Durante la riunione, i comitati hanno infatti presentato nel dettaglio i motivi per cui sono contrari alla realizzazione dell’opera a sud del canale Ceresolo (che dovrebbe collegare la tangenziale est con viale Porta Adige). Nel Pat del Comune di Rovigo l’opera è prevista a nord del canale ma Veneto strade ha spostato il tracciato per abbatterne i costi di realizzazione.

Giovedì 29 novembre il progetto “riadattato” alle casse di Veneto strade sarà discusso nella Conferenza dei servizi dell’ente e, in vista di quella scadenza, i comitati cittadini contrari al passante a sud del Ceresolo, hanno messo in luce una serie di aspetti poco chiari che vanno dall’utilità dell’opera, ai costi preventivati, all’impatto acustico ed ambientale, alla tipologia di strada fino all’iter di valutazione del progetto.
Lo snodo viario prevede circa 1.350 metri di asfalto che costeranno 6 milioni e 300mila euro e che portano con sé una serie di dubbi e passaggi poco chiari che i comitati hanno messo nero su bianco. Un lavoro di mesi (sono oltre 900 le osservazioni presentate) che ha dato i suoi frutti, dato che gli assessori Tosini e Gulmanelli non conoscevano molti dei risvolti presentati alla riunione.

Ribadite le questioni più note (il passaggio della strada a meno di 15 metri da Casa serena e da un comprensorio di cinque scuole tra cui un asilo nido, l’abbattimento di mille alberi ad alto fusto all’interno di parco Langer, la realizzazione di una barriera antirumore per proteggere casa Serena), i rappresentanti sono entrati nel dettaglio delle osservazioni, e cosa si scopre? La Provincia ha in mano un progetto non aggiornato rispetto a quello in possesso del Comune di Rovigo dove la strada ha una classificazione diversa, “perché nel giro di un mese è stata declassata – afferma l’architetto Emmanuele Dall’Oco – per bypassare la Valutazione di impatto ambientale ed allargare le maglie dei limiti di impatto ambientale ed acustico”.

Ecco che il Comune ha in mano un progetto cartaceo dove la strada è classificata F1 mentre la Provincia ha un progetto su supporto digitale dove il passante è classificato C2, fatto che i comitati hanno definito “un tentativo di manipolazione da parte di Veneto Strade”. La differenza tra le due classificazioni? “25 centimetri di banchina mentre il sedime stradale è invariato” spiega l’architetto dei comitati. E se un cittadino vuole consegnare le proprie osservazioni al Comune a chi si rivolge? La risposta la dà sempre Dall’Oco: “Il responsabile unico, che dovrebbe essere nominato dal Comune, del progetto risulta l’ingegnere Alessandro Romanini, un tecnico di Veneto Strade”.

Altro punto poco chiaro della questione è la relazione tecnica di impatto ambientale: “E’ stata fatta sulla base di planimetrie anteriori al 2000, quando i due quartieri a ridosso della rotatoria tra la tangenziale e via Calatafimi (la rotatoria cieca, per intenderci) non esistevano”. Per quanto riguarda il passaggio su parco Langer, i rappresentanti dei comitati hanno precisato che dovrebbero essere tagliate mille piante ad alto fusto (30 metri di altezza), operazione per la quale è previsto, nei costi dell’opera, una spesa di 131mila euro, mentre per la piantumazione compensativa di nuovi alberi (alti circa un metro) prevede una spesa di 18mila.
Ultimo aspetto rilevante è la concentrazione di ruoli nelle mani di Silvano Vernizzi, ad di Veneto Strade. “La variante che ha spostato il tracciato originariamente previsto nel Pat – piegano i portavoce – porta la firma di Vernizzi. La variante è stata accolta, a novembre 2011, dalla commissione Vas regionale, presieduta dallo stesso Vernizzi. Un conflitto di interessi inaccettabile”.

A fronte di tutte le osservazioni presentate, i comitati chiedono dunque alla Provincia di dire “no” al progetto: “Chiediamo che il 29 novembre portiate in Conferenza dei servizi un netto parere contrario per tutelare l’interesse pubblico, una presa di posizione determinata”. Tosini e Gulmanelli, affiancati dalla presidente Tiziana Virgili, hanno sottolineato il valore delle osservazioni ricevute che approfondiranno nei prossimi giorni e che esporranno alla giunta provinciale durante la riunione pre-Conferenza dei servizi di martedì 27 novembre, “perché sono degne di un’attenta riflessione. Inoltre – ha concluso Gulmanelli – verificheremo la faccenda dell’aggiornamento del progetto che non ci è pervenuto”.

Elisa Barion

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