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DOLO All’assemblea di Apindustria riflettori sulla maxi-area a cavallo con Fiesso

Veneto City, ruspe nel 2014

Definita la squadra dei progettisti per avviare i lavori tra poco più di un anno

MANIFESTAZIONE PACIFICA – Chiusa via Comunetto.

«I progetti saranno pronti prima dell’estate»

Veneto City va avanti. Dopo l’Epifania inizierà la progettazione urbanistica, mentre quella edilizia dovrebbe avvenire prima della prossima estate, per arrivare all’inizio dei lavori nel primo semestre 2014.
Un cronoprogramma annunciato all’assemblea dell’Associazione delle piccole e medie industrie veneziane, ieri mattina al Cinema Italia sul tema “Economia e sviluppo di un territorio: la centralità dell’uomo”, coordinata dal presidente dell’associazione Ivan Palasgo e con la presenza del sindaco di Dolo Maddalena Gottardo e del presidente della conferenza dei sindaci della Riviera Damiano Zecchinato. “Pezzo forte” dell’assemblea il focus su Veneto City, visto come “l’avvio di un nuovo modello di sviluppo”. Spiega il presidente Palasgo: «Come associazione non abbiamo conoscenze chiare di questo progetto e questa era l’occasione perchè i nostri associati se ne potessero fare un’idea. Se la maggioranza dovesse dare il proprio assenso, la fase realizzativa dovrà avvenire sotto il nostro controllo perchè vogliamo che a gestire questo progetto siano le risorse industriali locali e la cittadinanza». Per il sindaco Gottardo, «il nuovo profilo dato alla zona sarà molto più piacevole e ricorderà quello dei Colli Euganei». Decisamente in disaccordo i comitati ambientalisti, che hanno manifestato per l’intera mattinata fuori dal Cinema Italia (come riferiamo nell’articolo sotto). A coordinare il progetto urbanistico di Veneto City l’architetto Daniele Agnolon: «Partiremo subisto con la progettazione urbanistica per avere i progetti esecutivi tra maggio e giugno 2013 – anticipa Agnolon -. Il successivo passo riguarderà l’approvazione degli elaborati da parte dei due comuni coinvolti, il che fa ipotizzare che i lavori potrebbero iniziare nella prima metà del 2014».
L’intero progetto di Veneto City sarà realizzato in quattro stralci: «La prima fase si concentrerà sui primi due che interessano una superficie di circa 340mila metri quadri, di cui circa 220mila edificabili, su un totale di 748mila» riprende l’architetto. Per adesso sono stati affidati gli incarichi correlati alla progettazione della maxi-area che avrà funzioni di ricettività, centro direzionale, tempo libero, commercio, istruzione e ricerca. «L’obiettivo – conclude Daniele Agnolon – sarà ottenere la certificazione Leed che garantisce qualità urbanistica ed edilizia».

Lino Perini

 

LA PROTESTA

In centro in strada con fiori, fieno e ortaggi per opporsi al cemento

IN STRADA – La manifestazione dei comitati contro Veneto City in via Comunetto

DOLO – E mentre all’interno del Cinema Italia si svolgeva l’assemblea dell’Api discutendo di Veneto City, all’esterno un centinaio di persone ha presidiato via Comunetto con striscioni, fieno, fiori, ogni genere di ortaggio. Generi raccolti dagli appartenenti ai vari comitati ed associazioni che si battono contro la realizzazione del maxi-progetto.
La manifestazione pacifica è stata monitorata da Carabineri e Polizia locale, chiudendo al traffico via Comunetto sino all’incrocio con via Foscarina, creando qualche problema alla viabilità anche di via Cairoli. “Sotto la neve pane, sotto il cemento fame” il cartello più vistoso esposto in via Cairoli, e poi “Più frumento, meno cemento”, sistemato sull’impalcatura della barchessa della biblioteca, proprio davanti all’ingresso del cinema. Un altro ancora “Veneti siti, interessi privati in corso” ed anche “Veneto city: la via della crisi”.

La protesta ha coinvolto una dozzina di comitati con in testa “OpzioneZero” la cui portavoce Rebecca Rovoletto evidenzia: «Organizzano tavole rotonde e incontri in cui discutono di economia, di “centralità dell’uomo”, di avvio di “nuovo modello di sviluppo”, privando queste parole del loro vero significato e valore. Non è possibile sentire parlare di sviluppo quando la situazione socio-economica dimostra che è necessario puntare al recupero del costruito, su una gestione sostenibile del territorio e sulla valorizzazione dell’agricoltura e della terra – prosegue -. Non hanno minimamente ascoltato la voce di ben undicimila cittadini che hanno sottoscritto un appello per un confronto sul destino futuro del proprio territorio. Gli speculatori ci propongono cemento, noi proponiamo pane con il grano coltivato a Vetrego, macinato, controllato e prodotto a Mira».

L.Per.

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