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MARGHERA Approvato in Giunta l’accordo sul trasferimento dei materiali in zona Moranzani

Bettin: «Garantiremo trasparenza e soprattutto tracciabilità»

Pronti a sistemare i fanghi provenienti dallo scavo dei canali portuali nella riqualificazione del Vallone Moranzani, ma prima che questi finiscano nell’area consentendo di dare forma al progetto del futuro Parco, il Comune vuole sapere che tipo di materiale proveniente dalla laguna finirà nel terreno in vista della sua trasformazione in area ambientale di pregio.

É questo il senso di una delibera, approvata ieri in Giunta comunale, su proposta dell’assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin con il quale il Comune, che ha già avviato le opere per la trasformazione ambientale del Vallone, chiede che ogni tipo di fango dragato dalla laguna soprattutto in area portuale, sia sostanzialmente innocuo alla salute e consenta quindi la riqualificazione della zona che si estenda da Marghera a Malcontenta, lungo la laguna.

«Si tratta di 23 ettari – spiega l’assessore Bettin – che dovranno essere risistemati per la trasformazione della zona. L’accordo di programma approvato in Giunta stabilisce regole certe per il trattamento di questi materiali che finiranno in discarica. L’obiettivo è quello di garantire la trasparenza degli scarichi fangosi che verranno utilizzati per il ripascimento del Vallone Moranzani. Allo stesso tempo, grazie a questo accordo, sarà possibile garantire la tracciabilità dei materiali depositati».

Come è noto il progetto del Vallone Moranzani prevede la trasformazione in parco dell’intera area; la ridefinizione di tutti gli assi stradali della zona; l’interramento dell’elettrodotto e il trasloco della ditta Petroli San Marco ora nell’area in una zona più consona all’interno del polo industriale di Porto Marghera. «É un progetto – conclude – che, iniziato nel 2010, dovrebbe concludersi nel 2020».

 

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