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dopo la vittoria di un privato

VIGONOVO. «Abbiamo vinto il ricorso al Consiglio di Stato». Esordisce in questo modo l’avvocato Ivone Cacciavillani, legale di Roberto Bano, titolare di Villa Sagredo a Vigonovo, dopo l’ordinanza pronunciata martedì dalla sesta sezione del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale che ha accolto il ricorso presentato dal cittadino. Il procedimento, fatto pervenire nel 2010 al Tar del Lazio, chiedeva l’annullamento del decreto del Ministero dell’Ambiente del 2 febbraio 2010 con il giudizio positivo di compatibilità ambientale sul progetto di razionalizzazione della rete elettrica ad alta tensione tra Padova e Venezia. A differenza dei ricorsi presentati dai Comuni e dai Comitati, quello di Roberto Bano si soffermava sulla difesa della proprietà privata che è tutelata anche dalla Convenzione europea. Dopo che il Tar del Lazio aveva respinto la richiesta di istanza cautelare, il legale aveva presentato ricorso al Consiglio di Stato che si è espresso martedì accogliendola. L’avvocato Cacciavillani spiega alcune parti del suo ricorso.

«I proponenti avevano proposto di piantare degli alberi per coprire la visuale dei tralicci», spiega l’avvocato, «ma stiamo parlando di steli alti 60 metri. Ho presentato una perizia dell’Università che dimostra che in Veneto non ci sono alberi così alti e se anche fosse, ipotizzando che un albero cresca mezzo metro all’anno, ci vorranno 120 anni».

Ma cosa succederà adesso dopo questo pronunciamento, in attesa di giudizio di merito del Tar del Lazio e dopo l’annuncio di apertura dei cantieri previsti per il 10 dicembre? «

Di certo i proponenti non potranno intervenire nella proprietà del signor Bano», sentenzia Ivone Cacciavillani, «poi bisognerà attendere la decisione del Tar del Lazio».

Roberto Bano ha anche querelato il presidente Luca Zaia:

«Ho presentato querela di falso contro la Regione Veneto che in una lettera afferma che i territori dove dovrebbe passare l’elettrodotto non sono soggetti a vincolo paesaggistico. Della questione si discuterà a giugno».

Nel frattempo i comitati dei Cat hanno depositato in Consiglio di Stato una richiesta di sospensione dei lavori per tutto il tratto dell’elettrodotto Dolo-Camin, sarà discussa il 21 dicembre.

Giacomo Piran

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