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Nuova Venezia – Terna: “L’elettrodotto va avanti”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

dic

2012

Secondo la società il Consiglio di Stato non ha sospeso i lavori: «S’inizia lunedì 10»

DOLO. «Il Consiglio di Stato non ha sospeso l’avvio dei lavori per l’elettrodotto “Dolo-Camin”, che partiranno regolarmente il 10 dicembre. Non ci sarà nessuno stop all’opera». A dirlo con una nota ufficiale è Terna, società che sta curando la costruzione della rete elettrica ad alta tensione Venezia – Padova che prevede tre elettrodotti: due aerei Dolo – Camin e Mirano – Malcontenta, e tre raccordi in cavo tra Fusina – Malcontenta.

«L’ordinanza», puntualizza Terna, «con cui il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare avanzata da un privato relativamente alle aree di sua proprietà interessate dal passaggio di un solo sostegno della nuova linea elettrica, rimanda al pronunciamento di merito del Tar del Lazio, che viene sollecitato. I lavori pertanto continueranno come previsto».

Terna sottolinea poi come il territorio veneto soffra di una grave carenza di energia: «Il deficit di produzione è pari al 59% rispetto al fabbisogno elettrico di famiglie e imprese: le esigenze elettriche del Veneto sono soddisfatte dunque dall’importazione di energia da altre regioni, che è possibile solo grazie a una rete elettrica efficiente. Per questo sono necessari interventi sulla rete veneta, primo tra tutti quello sulla linea Dolo-Camin, che permetterà una riduzione di emissioni di Co2 per 35 mila tonnellate l’anno e un risparmio complessivo per il sistema elettrico di oltre 40 milioni di euro l’anno». La linea, secondo il progetto Terna, consentirà l’abbattimento di oltre 100 km di vecchi elettrodotti a fronte 33 km di nuova rete in linea aerea. «Ammontano invece a circa 1600 gli edifici liberati dagli elettrodotti che verranno smantellati, nella fascia a 100 metri di distanza, e a 377 gli ettari di terreno liberati. Infine, l’uso di sostegni tubolari “monostelo” consentirà di minimizzare l’impatto ambientale e visivo dell’opera».

Giacomo Piran

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