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Riunione tecnica in Regione con l’assessore Marino Zorzato «Tutto pronto, manca solamente il parere del ministro»

«Siamo pronti a convocare la conferenza di servizio decisioria per il Palais Lumière entro pochi giorni, ma non possiamo farlo finchè il ministro Ornaghi non chiarirà se la Soprintendenza dovrà o meno esprimere un parere sul progetto». Lo ha dichiarato ieri sera il vicepresidente della Giunta regionale, Marino Zorzato, dopo la riunione tecnica tenutasi nella sede dell’assessorato all’Urbanistica, a palazzo Linetti, per fare il punto sul progetto dello stilista italo-francese, Pierre Cardin, considerato dalla Regione «di rilevante interesse pubblico» e quindi assogettabile alle procedure semplificate e accellerate di autorizzazione, previste per gli accordi di programma. Si tratta, tanto per ricordarlo, di un un grattacielo con tre torri, 66 piani e alto ben 255 su un’area di circa 19 ettari a Marghera, di fronte al ponte Strallato, racchiusa tra tra via Fratelli Bandiera e via dei Pili. Secondo Zorzato, dopo il via libera di Enac alla costruzione di un palazzo superiore di 100 metri al limite di sicurezza previsto per le aree a vicolo del vicino aeroporto Marco Polo, l’unico ostacolo da superare resta proprio quella del possibile parere della Direzione regionale della Soprintendenza dei Beni Culturali e Architettonici sulla compatibilità paesaggistica del grattacielo di Cardin. Infatti, ora tutti pendono dalle labbra del ministro Ornaghi che dovrà chiarire se si debba considerare come “linea di battigia”, con il conseguente divieto di costruzione fino a 300 metri, anche i canali industriali come quelli che fronteggiano l’area dove dovrebbe essere costruito il Palais Lumière.

«I nostri tecnici ieri hanno verificato che il progetto è sulla linea del traguardo» ha precisato ancora Zorzato «ma prima di convocare la conferenza di servizio decisoria dovremo aspettare la lecita e speriamo rapida decisione del ministro Lorenzo Ornaghi». Zorzato, insomma, resta ottimista malgrado, Soprintendenza a parte, il progetto del Palais Lumière sia ancora alla fase della progettazione, e malgrado i protocolli di bonifica non siano ancora stati messi a punto e gran parte delle aree necessarie non siano ancora state acquisite da tutti i privati e nemmeno dal Comune di Venezia, che ha grande bisogno di nuovi incassi per ripianare il deficit di bilancio. A tutt’oggi non è mai stato presentato dai progettisti di Cardin neanche il piano finanziario per realizzare l’opera che potrebbe costare complessivamente tra i 3 e i 5 miliardi di euro, ovvero ben di più del previsto. Il Palais Lumière è però sostenuto a spada tratta sia dal governatore del Veneto, Luca Zaia e il suo vice Zorzato, sia dal sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni che ieri ha bollato come degli incompetenti i cinquanta nomi illustri della cultura italiana (ai quali si sono aggiunti ieri altri 14 architetti firmatari della Carta di Cracovia) che nei giorni scorsi hanno inviato un appello a Napolitano affinchè fermi questo progetto che sfigurerebbe il paesaggio e l’antica storia di Venezia.

«Su cinquanta nomi che si sono espressi sulla vicenda» ha dichiarato ieri Orsoni «credo che almeno 49 di loro non sappiano dove il Palais Lumière sarà effettivamente collocato: in una zona industriale in decadimento, fuori dai vincoli ambientali ed è necessario per l’equilibrio del bilancio comunale».

di Gianni Favarato

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